SAN
MAURO PASCOLI
NomeGianni,
cognome Paganèlli, Questo l’identikit di un sammaurese
“pianista per caso diventato uno dei più famosi intrattenitori
da piano-bar d’Europa. E’ quasi autodidatta (“non
volevo studiate, volevo/suonare)non sa leggère bene uno
spartito (“non ce n’è bisogno”), ha una
voce calda e potente, alla Tom Jones. Comincia come tanti mettendo
su a 12 anni un’complessino rock i Vulcani che tanto “ino”,
non era perché arriverà ad incidere su vinile e
a partecipare al disco per l’estate (1970) Insieme ai compagni
d’infanzia e di avventura. Continua fino al 1973. Poi va
in crisi. “Non suono quasi più. Prendo il’diploma
di ragioniere e comincio a lavorare part-time”.
Nel 1980 lo invitano a suonare in un albergo e di lì riparte.
Gli dicono;.’”ti faccio fare una settimana per prova”
E’ rimasto più di un anno poi Rimini, Riccione, Milano
Marittima, Pesaro, Porto Recanati, nei locali.più esclusivi.
Repertorio melodico, i classici sempreverdi americani, le canzoni
italiane d’autore. Ma lui le rifà tutte a modo suo.
Un paio di passaggi televisivi, alcune incisioni che, come diffusione,
non vanno al di là dell’ambiente ristretto, quindi
Un salto di qualità: nel 1988 a Ginevra
in un famoso locale sul lago, si incontro con un arabo in Rolls
Royce bianca che risulterà essere un petroliere, algerino
il quale lo invita a suonare a. Monticarlo per la sua festa di
compleanno.
Questo personaggio affittava ogni anno, per la circostanza il
lussuosissimo Hotel’dè Paris. E Paganelli decolla.
“Non avevo realizzato’, ma a.questa festa esclusiva
a un certo punto arrivano gli ospiti di riguardo: Franck,Sinatra,
DeanMartin, Sammy Davis, e altri che mi pareva di aver visto
da
qualche parte. Mi triemavano le dita ma ho suonato per loro fino
a mattina. Sembrava una favola.
Da allora Gianni Paganelli suona all’Hotel de Paris ogni
anno. Poi Parigi, Ginevra, Miami, e poi di nuovo nella sua amata
Montecarlo dove conosce tutto il mondo che conta senza levare
le mani dal suo pianoforte. Socievole e amico con tutti, sempre
affabile e per ogni “amico” ha sempre la canzone
adatta per lui.
DA
IL RESTO DEL CARLINO