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Negli anni '40 il più famoso locale da ballo di New York era il Palladium, un'enorme sala situata a Broadway, la mitica zona dei teatri e della musica.
Dopo
anni di splendore il Palladium aveva però imboccato la via del
tramonto ed erano sempre meno le coppie di bianchi americani che andavano lì per
cimentarsi nei balli più alla moda. All'epoca il locale apparteneva
a Maxwell Hyman, un impresario di origine ebrea che con grande passione stava
cercando di rilanciare l'immagine del locale. Per prima cosa Hyman creò all'interno
del locale una scuola di ballo, l'Alma Dance Studio, e contemporaneamente affidò la
gestione del Palladium ad un impresario americano, un certo Moore, che godeva
di ottime amicizie nel mondo della musica latina. Moore fu il primo a rendersi
conto dell'esigenza di trasformare il vecchio Palladium. Fiutando il cambiare
dei tempi, intuiva che il mambo avrebbe potuto riportare il glorioso locale
agli splendori del passato. L'idea era interessante ma senza dubbio rischiosa,
considerata la pessima fama che godeva la comunità latino americana.
All'epoca una sola orchestra latina, sfidando il razzismo imperante, era riuscita
a presentarsi con successo nei maggiori locali di Broadway. Si trattava dell'orchestra
Machito y sus Afrocubans, diretta dal maestro Mario Bauzà.
Moore, su consiglio dell'ex direttore del Conjunto Ritmo, l'italo-americano
Fernando Pagani, entrò in contatto proprio con Mario Bauzà. che
suggerì di creare all'interno del Palladium un vero e proprio club,
il Blen Blen club, col fine di dare vita, la domenica pomeriggio, alle prime
matinées danzanti dedicate alla musica latina. L'esito fu superiore
a qualsiasi aspettativa. La comunità latino-americana rispose con entusiasmo
all'appello degli organizzatori, colorando con la sua allegria il magico Palladium.
Travolti da questo incredibile successo, gli organizzatori decisero di estendere
l'esperienza del Blen Blen club anche al mercoledì sera. Nel giro di
un anno il Palladium era definitivamente consacrato ai ritmi caraibici.
La febbre del mambo, così ben descritta dal cubano Oscar Hijuelos nel libro «I Mambo Kings suonano canzoni d'amore» (dal quale è stato tratto il film «The Mambo Kings»), contagiò tutta la città, favorita anche dall'interesse dei mass media che, attratti dalla licenziosità del nuovo ballo, cominciarono a guardare con estremo interesse i fermenti provenienti dall'emisfero latino-americano. Questo entusiasmo coinvolse non soltanto la comunità latina, ma un po' tutte le comunità presenti nella capitale del nuovo mondo: da quella ebrea, a quella irlandese a quella italiana. Fu proprio in quegli anni che il Palladium si impose, insieme alla Conga e al Copacabana, come uno dei templi più importanti della musica latina a New York. Spesso vi si affacciavano grandi musicisti come il pianista Duke Ellington e il sassofonista Charlie Parker, oppure celebri star del cinema e della cultura come Allen Ginsberg, Marlene Dietrich, Sammy Davis. Non di rado lo stesso Marlon Brando si lanciava a suonare i tamburi con l'orchestra del grande Machito.
Le prime orchestre a dividere il palco del Palladium con gli Afrocubans di Machito furono i Piccadilly Boys, del timbalero Tito Puente, e i Mambo Devils, guidati dal celebre cantante Tito Rodrìguez. I duelli musicali fra i due portoricani divennero mitici. Puente, grazie alla sua abilità di timbalero si conquistò in quegli anni ruggenti il meritato appellativo di el rey del timbal, mentre Rodrìguez, grazie alla versatilità della sua voce, si convertì nell'idolo incontrastato della comunità latina.

Fu
proprio nel Palladium che nacquero le prime leggende del ballo latino:
i Mambo Aces (un duo formato da Anibal
Vasquez
e Joe “Tinani” Centeno),
Ernie Ensley, Louis Maquina, Killer Joe Piro, Cuban Pete, Jo Jo Smith, Freddy
Rios, Mike Ramos. Erano loro i leader incontrastati di questo innovativo ballo
che risentiva moltissimo dell’influenza dello swing, in particolare della
tap dance. Non ci trovavamo più davanti ad un conturbante ballo di coppia,
ma ad una vera e propria sfida di virtuosismo che prevedeva per ogni ballerino
dei lunghi assoli, basati su passi articolati che verranno battezzati mambo
shines, con particolare riferimento alle scarpe sempre luccicanti dei ballerini.
Louis Maquina, uno dei più grandi ballerini di quell’epoca, ricordava
ultimamente in una intervista la magica atmosfera di quei tempi: l’entusiasmo
contagiante, la cura nel vestire di tutti i grandi ballerini, capaci alle volte
di lanciare persino delle vere e proprie mode che poi tutti si sforzavano di
seguire. Molti di quei ballerini non avevano una reale preparazione accademica.
Spesso venivano dalla strada, ma avevano fantasia e creatività da vendere
e proprio alla loro genialità si deve uno dei motivi del successo dell’era
Palladium.
Ernie Ensley, altro famoso ballerino di mambo, in una intervista pubblicata
da Vernon Boggs nel libro “Salsiology”, così ci ricorda:
“
All’epoca la pista da ballo del Palladium era divisa in tre settori:
a destra c’erano i ballerini inesperti, al centro quelli mediocri e sulla
sinistra quelli bravi. Quando qualcuno cercava di invadere il campo di non
sua appartenenza veniva ributtato fuori a forza di calci e gomitate.”
Col tempo però anche le favole più belle finiscono e così nel
1964 il mitico Palladium chiude i battenti. Il locale era ormai arrivato ai
suoi minimi storici, la febbre del mambo sembrava essersi esaurita ed il locale
non era più frequentato dalle grandi stelle del cinema e della moda.
L’ambiente si era molto degradato e negli ultimi anni numerosi erano
stati gli incidenti e le risse tra ubriachi, al punto che gli era stata persino
ritirata la licenza per la vendita dei superalcolici. I proprietari del locale
decisero così di vendere l’immobile e oggi niente resta di quel
glorioso locale il cui ricordo è rimasto però indelebile nella
storia della musica latina.
Da un articolo di Enzo Conte che ringrazio.
www.enzoconte.it
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Mi sembra che siamo a livelli di isteria. L'articolo del Corriere, ampiamente ripreso dai TG italiani ha assurdamente gettato nel panico chi pensava di programmare un viaggio a Cuba. Mai questo blog ha ricevuto tante visite ne il sottoscritto tante mail con richiesta di approfondimenti o tranquillizzazioni. Come da tempo scrivo, da alcuni mesi a Cuba si è registrato un considerevole aumento di casi di Dengue, malattia che è ampiamente diffusa in buona parte del sud del mondo, in special modo nell'america latina, centroafrica e sud est asiatico nel periodo umido. Il dengue si trasmette solo con la puntura della zanzara Aedes aegypti infetta. Se si elimina la zanzara o se si fa in modo di non farsi pungere è impossibile rimanere contagiati dal dengue. Ne consegue che un turista in procinto di partire per Cuba dovrebbe essere consapevolmente tranquillo che, se usate minime precauzioni, la possibilità di essere infettati è davvero remota. Da una parte perchè a seguito della massiccia campagna di prevenzione e di fumigazione messa in atto dalle autorità cubane la popolazione delle zanzare sull'isola si è drasticamente ridotta e poi perchè se ci si munisce di buoni repellenti anti zanzare e si dorme in locali con aria condizionata, ovvero praticamente tutti gli alberghi e la maggior parte delle case private per i turisti, le possibilità di entrare in contatto con una zanzara Aedes aegypti infetta sono veramente minime. E' doveroso ricordare che a Cuba, come nel mondo, esistono vari tipi di zanzara ma solo quella menzionata se infetta trasmette il virus. Quindi nessun panico se ci si ritrova con una puntura.
E se poi si avesse davvero la sfiga di venire contagiati, se individuato in tempo il dengue è perfettamente curabile. I sintomi sono facilmente inividuabili: febbre alta, dolori alle ossa, agli occhi e nausea e/o vomito. A Cuba in questo momento sono particolarmente attenti e preparati e il personale sanitario degli ospedali sottopone gratuitamente le persone che sospettano di avere contratto il virus a approfonditi esami. Se fino a qualche mese fa' la malattia era stata forse un po' presa sottogamba l'attenzione ora è ai massimi livelli.
DEFINIZIONE DI BALLERINO/INSEGNANTE PROFESSIONISTA ] Il termine "professionsta" inteso come ballerino/a professionista - insegnante professionista viene spesso frainteso e legato a luoghi comuni non sempre chiari per il pubblico dei principianti ....E' da considerarsi ballerino professionista colui/colei che per mestiere, ossia con continuità predisponendo i mezzi necessari e a scopo di trarne un guadagno esercita l'attività ballando in show, esibendosi in animazioni etc. E' insegnante professionista colui/colei che per mestiere ossia con continuità predisponendo i mezzi necessari e a scopo di trarne un guadagno esercita l'attività di insegnante in corsi di ballo, stages, lezioni private o altre attività comunque rivolte alla didattica (es. animazione) Le due attività sono spesso legate assieme. Ma ci sono anche dei casi di ottimi ballerini che non insegnano e bravi insegnanti che non ballano. Comunque 3 sono gli elementi basilari che definiscono la figura del professionista nel ballo.
1. CONTINUITA' NELL'ESERCIZIO DEL MESTIERE E' essenziale per configurare un'attività "professionistica" che nel tempo ci sia l'attivazione di più elementi pratici (es. un ballerino fa tot numero di spettacoli, si trova un agente in agenzie di spettacolo etc; un insegnante attiva più corsi, fa pubblicità, predispone una struttura etc). Il fatto di farne uno o occasionalmente non da alcun titolo di professionismo. Il mestiere professionale deriva dal fatto che uno/a intenda farne il proprio lavoro primario. 2. PREDISPOSIZIONE DEGLI STRUMENTI NECESSARI E'evidente che, per esercitare un mestiere, bisogna averne i mezzi. Per un ballerino/a la creazione di un proprio team con cui fare gli spettacoli (anche solo un'altra persona se in coppia), l'attività di marketing con accordi con locali, organizzatori per le serate, la predisposizione dei costumi scenici, lo studio di routines etc. Per un insegnante la predisposizione di una struttura dove insegnare, di un organizzazione materiale di corsi e lezioni, di materiale di supporto didattico per i potenziali allievi (video, CD, websites, newsletter), di marketing pubblicitario alla propria attività, di una propria attività di aggiornamento tecnico/didattico, l'apertura di una posizione IVA come ditta individuale etc. 3. LO SCOPO DI GUADAGNO Il professionsta lavora per guadagnare con la sua attività. Quindi attività di beneficenza e volontariato, lezioni/spettacoli/animazione fatte per cortesia, non danno luogo ad attività professionali. E' evidente che altri elementi, non rientranti in queste fattispecie, non danno luogo ad alcun titolo di professionismo.
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Secondo il dizionario della "Real Accademia Espanola" la Salsa è un miscuglio di varie sostanze commestibili che si usa per insaporire in cucina. Però in questo Sito ci occuperemo di un altro tipo di Salsa i cui ingredienti sono "condimentos musicales". Dalla sua base il Son Cubano fino al Merengue Dominicano, la Cumbia Colombiana,il Jazz Nordamericano,il Samba Brasiliano ed altri ritmi musicali del Caribe.
Non
Possiamo parlare della Salsa senza tenere conto del genere musicale che costituisce
le sue radici: el Son Cubano.
Questo nacque nella campagna dell’oriente di Cuba nella seconda metà
del Secolo scorso ,avendo come antenato l’influenza Spagnola,Francese
e per supposizione quella Africana.
Questa unione perfetta giunge nelle città a inizio di questo Secolo incontrando rapidamente consensi e interesse da parte di tutti.
Ricorre nell’ anno 1909 il suo ingresso all’ Avana ,portata dai soldati dell’esercito permanente del governo di quell’epoca, ma sarà poi dal 1920 che con la comparsa del gruppo "Sexteto Habanero" si marcò lo stile che contraddistingue il Son Cubano. In questo decennio appaiono altri "Agrupaciones Soneras" come Septeto Nacional di Ignacio Pineiro, nato nel 1927, gruppo che ancora esiste.

Temi come Echale Salsita,El guanaco Relleno y Suavecita ,sono ancora oggi conosciuti e interpretati internazionalmente. Nello stesso modo il Trio Matamoros fondato nel 1925, ci lasciò brani come El son de la Loma,El que Siembra su Maiz,La Mujer de Antonio,y Lagrimas Negras . La formazione che predominò nei gruppi di quell’epoca era: contrabbasso,tres/ chitarra a tre paia di corde /chitarra, clave, morocos ,voce una tomba (optional).
Negli anni 40 appare un signore chiamato Arsenio Rodriguez che modifica la formazione del septeto e,include nella sua Orchestra oltre agli strumenti finora menzionati ,il piano,il tamburo e ,3 o 4 trombe,formazione molto simile ai gruppi attuali. Nel 1950 Arsenio si stabilisce a New York e forma altri gruppi ,diventando uno dei precursori del movimento Salsa degli Stati Uniti . Tra i motivi più famosi di Arsenio ci sono: Fuego en el 23,El Guayo de Catalina e Brunca Maniguà.


Il Son continua la sua auge e diffusione per merito de Matamoros ,Arsenio, ecc..
El son oltrepassa l’arca del Paese fino ad arrivare in Venezuela ,Colombia ecc..
Gli anni 50 si distinguono per la comparsa del massimo interprete del genere di tutti i tempi : Benny Morè ,con la sua Banda Gigante Benny,ancora oggi continua ad essere un riferimento per tutti i musicisti salseri. Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959 e la comparsa del blocco economico Americano, La storia di questa musica prende due diverse strade:quello che successe fuori da Cuba (soprattutto a New York) e quello che successe dentro l’isola stessa.
Gli impresari Nordamericani dal mondo discografico si vedono obbligati ricorrere a musicisti e compositori Cubani residenti fuori dall’isola ed altri musicisti latini coltivatori del ritmo,si comincia ad ascoltare Tito Puente ,Xavier Cougat, los Palmieri, Johnny Pacheco ,Tito Rodriguez,Celia Cruz,Ismael Rivera y Sonora Matancera oltre a tanti altri.
Si comincia ad ascoltare il nome Salsa per il Son, che nonostante i cambiamenti che questi eccellenti musicisti apportarono ,continuò a mantenere l’impronta che Arsenio gli diede.Qua appare il nome Salsa ,ma non sarà fino al 1974 che Willy Colon e Ruben Blades gli conferiscono la medaglia di vera identità di genere musicale Salsa .
Nonostante la composizione armonica innovatrice che gli diedero,oltre all’uso di 3 o 4 trombe anziché una ,la base ritmica continuò ad essere uguale a quella del Son. Da qua in avanti è altra storia ,Pacheco direttore della Fania ha spiegato che loro presero la musica cubana e vi inserirono accordi molto avanzati facendo enfasi del ritmo,e togliendo certi dettagli,ma senza alterarne l’essenza.
Siccome la parola Salsa, Sabor e Azucar da sempre sono legate a questa musica decisero di chiamarla in questo modo. Questo nome servi’ per presentare in Europa un ritmo prima conosciuto come Tropical.
Come confessa Pacheco l’ intenzione non fu’ mai di rubare la musica ai Cubani inserendola sotto altro nome, perché egli sempre ha riconosciuto che le radici della musica Salsa sono Cubane e che la sua scuola si trova a Cuba. La Salsa continuò il suo sviluppo vertiginoso. Nel decennio degli anni 80 compare la Salsa Erotica o Balda Salsa che si distingue per i suoi testi romantici e sensuali.
Negli anni 90 appare la cosiddetta Salsa Rap.
Possiamo nominare alcuni trà i Salseri più conosciuti ( oltre quelli già menzionati ) Oscar D’Leon (io lo considero sonero) Gilberto Santarosa ,Lalo Rodriguez ,Eddy Santiago, Luis Enrique,Marc Anthony, La India , Tito Nieves ,Josè Alberto "El Canario", D L G e moltissimi altri.
Bisogna
specificare che quando noi parliamo della Salsa , ci riferiamo alla musica direttamente
discendente dal Son.
Il Merengue e la Cumbia sono anch’esse vendute come Salsa, prodotto della
logica commerciale Americana che battezza con un solo nome facile da ricordare
diversi ritmi di altri paesi.
Questo fù applicato negli anni 50 al Bolero,Mambo e Cha Cha Cha, Son
e Conga con il nome Rumba.

L’Evoluzione Dentro Cuba
Si
ascoltano i ritmi Mozambique per Peyo el Afrokàn e el pilon per Enrique
Bonne. All’inizio degli anni 60 furono le prime novità della "
Forma Sonera" post rivoluzionaria che si caratterizzarono per la loro enfasi
a base ritmica. Più avanti appare il maestro Juan Formell con una nuova
struttura musicale chiamata Songo,che con la sua Orchestra
"Los Van Van" rivoluziona i componenti aggregando la batteria,le chitarre
e il basso elettrico. Il fatto che dentro di Cuba non esistesse la necessità
di competere commercialmente per vendere musica ,permise che si potesse sperimentare
con nuove forme e stili di suonare il Son o la Salsa.
Questa nuova forma è il risultato di una forte presenza della ritmica
Africana, raggiunta con Orchestre piene di combinazioni e sfumature dove si
usano i metalli con una certa aria jezzata, distaccandosi dal virtuosismo degli
strumentisti ,a differenza della musica che si fa fuori da Cuba dove esistono
certi schemi rigidi per il commercio ,nei quali si lavora totalmente in funzione
della voce del solista con un materasso musicale omogeneo. Bisognerebbe poi
dire che a Cuba la musica da circa 10 anni ,si vendeva con il suo vero nome,Son.
Però
la necessità di esportarla per farla conoscere internazionalmente portò
alla conseguenza che, anche a Cuba si inizio’ ad usare il nome Salsa per
questa musica.
Recentemente Juan Formell assieme ad altri musicisti Cubani la ribattezzano
come Timba Cubana , come rappresentanti di questo genere troviamo: Los Van Van,NG
la Banda ,La Charanga Habanera,Paulito FG,El Medico de la Salsa , Issac Delgado,Adalberto
Alvarez,Manolito Simonet,Angel Bonne e molti altri.

Attualmente
stiamo assistendo ad una specie di reincontro della musica Cubana con la sua
progenitrice: Cuba. A causa del grande scambio culturale trà Cuba e Stati
Uniti ,possiamo notare una forte influenza della Timba Cubana nella Salsa Newyorkese,
lo possiamo notare nella musica di Victor Manuelle ,Tito Nieves ed altri,così
come in numerose orchestre Cubane si nota l’influenza di salseri stranieri.
Si può notare dal premio Grammy al disco Afrocuban All Star realizzato
da vari musicisti tradizionali Cubani,effettuando un legittimo riconoscimento
all’origine del Son o Salsa o Timba . Possiamo dire che la Salsa inizia
da Cuba ,il paese delle sue radici,va poi nei Caraibi ,zona generatrice dei
suoi condimenti ,dove si incontrano attraverso la storia Europei ,Asiatici e
Nordamericani e soprattutto africani,che daranno a questa musica sensualità,
bellezza estetica e "MUCHO SABOR" Per questo la salsa in tutti gli
angoli del Mondo dove arriva,RIMANE!

L'uso comune della parola "salsa" per designare una musica latinoamericana ballabile iniziò nel 1933, quando il cantautore cubano Ignacio Piñerio scrisse la canzone "Échale Salsita".
Ultimamente
Alfredo Valdés Sr., che ho intervistato nel 1974, mi disse: "Il
6 luglio 1933 sposai Anita Purmuy, la chitarrista della band femminile La Anacaona.
Non ebbi una luna di miele perché qualche ora più tardi ero in
una nave con il Nacional (Septeto) diretta prima a Miami e poi al World's Fair
di Chicago. Sul treno ho provato la nuova opera di Ignacio, Échale Salsita,
che ebbe l'idea dopo aver assaggiato del cibo privo di spezie cubane. La sua
fu una protesta contro il cibo insapore".
Alla fine degli anni '30, mentre la comunità ispanica germogliava nello
Spanish Harlem, Gabriel Oller, proprietario del centro di musica spagnola Tatay,
all'angolo tra la 110th Street and 5th Avenue, sentiva le grida di "échale
pique, caliéntalo, menéalo que se empelota.", che descrivevano
i ritmi entusiasmanti delle danze afro-cubane rumba e guaracha. La salsa è rimasta
latente fino al 1962, quando la Secco Records ha pubblicato l'LP Stepping Out
di Joe Cuba. Nel motivo Salsa y Bembé di Jimmy Sabater, il vocalista
Cheo Feliciano voleva che il suo piccolo gruppo di ballo ballasse salsa oltre
al bembé quando danzava. Dal testo si capisce che il ballerino richiede
che la sua performance sia più animata e gustosa. "Quando ho scritto
questo motivo" ha detto Sabater, "stavo definendo la musica come
salsa, cioè qualcosa di esaltante. Quando è stato chiesto ai
musicisti di insaporire la musica, si sentì gridare guataca; quando
la band ha eseguito la parte di mambo, ho sentito gridare guapachosa. Erano
etichette fino ad allora mai affermate. Con il termine salsa, infatti, io volevo
descrivere la musica e non il cibo".
Un anno dopo la Alegre Records ha pubblicato l'LP di charanga Salsa Na Ma di
Charlie Palmieri. Nel motivo di Henry Alvarez "Salsa Na Ma", il coro
di Victor Velásquez e Willie Torres suggeriva che quando ballavano con
le loro partners era Salsa na ma, cioè "qué cosa rica" (una
gioia). Invece, nelle note di Al Santiago, la musica è descritta come
salsa quando scrive: "La Duboney (la band di Palmieri) è un aggregazione
musicale che funziona come un'unità individuale e possiede quella salsa
importante necessaria per soddisfare la maggior richiesta di gusti musicali.
Per questa ragione questo LP è intitolato Salsa Na Ma".
Il 20 novembre 1964, il Cal Tjader Quintet plus 5 aveva appena finito di registrare
una lunga versione di Guachi Guaro, un'altra versione della prima registrazione
del successo di Tjader del 1954, Wachi Wara. Dopo averlo riascoltato, Tjader
era insoddisfatto, mancava qualcosa, ma non sapeva cosa. Creed Taylor, il produttore
dell'album (che al momento non aveva un titolo) suggerì una versione
più corta e un nuovo titolo, visto che Guachi Guaro sarebbe stato difficile
da pronunciare e privo di significato. Tjader invitò Willie Bobo a ribattezzare
il jawbone (quijada) e mentre lo faceva, la sua ispirazione di Sabor, Sabor,
Salsa Ahi Na Ma, non solo ha soddisfatto Tjader, ma gli ha anche dato l'idea
per il nome dell'album Soul Sauce (salsa dell'anima). Bobo ha spiegato a Tjader
che questa traccia e le altre (Pantano, Maramoor, Tanya e Leyte) erano piccanti
ed entusiasmanti come una salsa ben stagionata. Per questo l'album Soul Sauce
mostra una forchetta su un piatto di fagioli rossi e chili accanto a una bottiglia
aperta di salsa di Tabasco con un'etichetta, Cal Tjader Soul Sauce. Per la
terza volta la musica è stata descritta come salsa e i fan messicani
di Tjader di San Francisco hanno iniziato ad usare questa parola per descrivere
il tipo di musica di Tjader. Si è diffusa a Los Angeles e altre città e
verso l'est tramite il ritmo spagnolo e il blues e i programmi di jazz negli
Stati Uniti, che hanno aiutato Cal Tjader a vendere 150.000 album. Prima, la
musica latinoamericana non era mai stata trasmessa dalle stazioni radio con
diversi formati musicali.
Nel 1965 mentre la popolazione messicana della costa occidentale stava usando
la salsa come musica latina in levare, la popolazione afro-americana di New
York iniziò un'altra tendenza. Quello che era la salsa nella costa occidentale
era azucar a New York City. "Per favore, Eddie (Palmieri), addolciscilo.
metti un po' di zucchero", questa era la richiesta di insaporire la musica
con un unico montuno di Palmieri. Palmieri ha composto e registrato il grande
successo Azucar ma il termine non si è mai affermato fuori New York.
Quattro anni dopo, Oye Como Va di Carlos Santana ha attirato giovani di ogni
etnia verso la sua musica e lo strumento delle Congas è stato venduto
in tutti gli Stati Uniti come mai era avvenuto prima.
Il 26 agosto 1971, gli artisti della Fania si riunirono al locale El Cheetah
nel centro di Manhattan per un concerto e una danza che appare nel film "Our
Latin Thing". Nel film, la salsa non è mai menzionata. Il film
uscì il 19 luglio 1972 al teatro Line 2 alla 48th and 7th Avenue a New
York City. Ottenne giudizi favorevoli dal Daily News e dal New York Times,
ma nessuno nominò la salsa. Nel 1972, nell'LP Mexicana Rey Roig Aqui
Llegó, il testo cantato dal vocalista Julian Llano parlava della salsa
per definire la sua attraente vicina bomba-son Traigo Salsa. Nel gennaio del
1973, Peter Rios ha dato all'artista disegnatore Izzy Sanabria il diritto di
usare il titolo della rivista Latin New York, che Rios aveva ottenuto tra il
1967 e il 1968. Il numero 4 del 16 Aprile 1973 della rivista Latin New York
aveva un'inserzione pubblicitaria per la cover dell'LP Alegre della Guaya Salsa
di Roberto Angelero. Nel numero 5 dl 28 maggio 1973 c'erano immagini pubblicitarie
di Salsa Hits from Orq Power e Tempo 70 (LP Mexicana) e di Mas Salsa que Pescao
degli Artisti Uniti di Louie Colon. Nel numero 8 Sett/Ott 1973, c'erano immagini
pubblicitarie di "Chetaah, Home of the Salsa" e dell'etichetta della
nuova uscita di Tico, Amor con Salsa di Vicentino Valdés. Nel numero
9, del Novembre del 1973, c'era un'immagine pubblicitaria del vocalista Roberto
Torres nell'LP Mexicana El Castigador is the New Salsa Sensation Roberto Torres.
C'era anche un'immagine di Izzy Sanabria in forma di cartoon con un annuncio: "Un
nuovo show TV di musica Salsa su WXTU canale 41 uscirà sabato 17 novembre
1973 alle 18.30". Nello stesso numero c'era un'immagine pubblicitaria
del Dj Polito Vega che legge "100% Salsa WBNX Lun-Ven dalle 19.30 alle
21.30". Nel numero 12 di febbraio del 1974, c'era un annuncio pubblicitario
di un'intera pagina del quinto Festival della Musica Latinoamericana, con i
nomi di Celia Cruz, Ray Barretto, Johnny Pacheco, Tipica 73, Machito Orquestra
e Apollo Sound. Tuttavia, la salsa non è stata nominata neanche una
volta.
Nel marzo del 1974, la Mexicana Records ha pubblicato l'LP di Rey Roig Otra
Vez nel quale Julian Llano cantava Pescao en Salsa. Nello stesso mese, la Fania
Records ha pubblicato Salsa di Larry Harlow, registrato il 26 e il 27 novembre
del 1973. Questo album ha collocato Harlow tra i primi cinque capigruppo più conosciuti
e l'LP ha ottenuto numerose vendite. Più tardi, quasi tutte le registrazioni
di ritmi afro-cubani e qualsiasi musica latinoamericana che fosse entusiasmante
fu etichettata con il nome salsa e il mercato anglosassone, abbandonata la
musica del cha cha cha, seguita dalla popolarità del mambo nel 1956,
si diresse verso il fallimento. Nella rivista Billboard del 12 giugno del 1976
dedicata alla musica latinoamericana, c'era un supplemento di 24 pagine chiamato "L'esplosione
della salsa". Prendendo in esame le testimonianze di questo articolo,
Jimmy Sabater coniò il termine salsa per designare una musica latina
in levare. Soul Sauce di Cal Tjader e Oye como va di Santana diedero un impulso
al movimento della salsa, le cui origini si devono ai messicani di San Francisco.
L'uso della parola, tuttavia, non diventò popolare fino a quando la
parola fu usata dalla rivista Latin New York più volte nelle pubblicità e
nei racconti e dalla Fania All Stars per descrivere la sua musica fuori New
York. Dopo che nella prima scena del film Our Latin Things, il bambino diede
un calcio alla lattina e il sintetizzatore di Luis Cruz Jr iniziò a
riprodurre Cocinando Suave di Ray Barretto, facendo venire la pelle d'oca,
allora sì che è avvenuta la vera esplosione della salsa e la
sua nuvola di fumo ha contaminato tutto il mondo.


PER GENTILE CONCESSIONE:
La Scuola di Salsa di Anna e Carlo
Da Latino ho estrappolato un opinione di Lady Vega dj : avega@libero.it
OPINIONE:
Salsa:musica
planetaria Quanti stili di salsa esistono?
Una domanda Interessante che non ha risposte semplici.
Negli ultimi tempi questo genere si e evoluto edé ormai diventato un
fenomeno mondiale.
Nella
meravigliosa fucina musicale che è Cuba si produce timba, salsa rap,
salsa reggaeton (o salsaton), songo, genere coniato da Juan Formell direttore
dei VanVan. Salsa con grandi influenze di son come quella proposta da Adalberto
Alvarez, oppure quella di Orlando "Maraca" Valle dove, occasionalmente
si sente la presenza del danzón. Elito Revé (figlio del grande
Elio) e la sua salsa con changùi (ritmo tipico di Guantànamo),
oppure quella inquieta e raffinata di Isaac Delgado o la timba di Cèsar
"Pupy" Pedroso, NG La Banda, Charanga Habanera, Bamboleo, Manolito
y su Trabuco e Paulo FG. Nella salsa cubana ci sono dei validi esponenti al
di là dei più conosciuti: Havana City, Nelson Manuel, Michael
Maza, Yumurì, Mamborama o l'ex Van Van Pedrito Calvo per dirne solo alcuni.
Chi ha un po' di orecchio, riesce a distinguere la salsa cubana per le sue sonorità
caratteristiche con brani piuttosto lunghi, gioco sui ritornelli e arrangiamentiparticolari.
Curiosa e simpatica l'incursione di Pio Leiva (uno dei nonni di Buena Vista)
nella salsa rap con pezzi come "A Buena Vista" o " Me voy pai
monte". E' proprio vero che la musica mantiene giovani anche se si hanno
più di settanta. Chi non ricorda la grinta senza tempo di Celia Cruz?,
cubana fuori patria come Willy Chirino o Gloria Estefan ma con la loro isola
sempre nel cuore. Continuando il nostro percorso andiamo in Colombia, una terra
che ha un notevole patrimonio musicale. Brillanti arrangiamenti con fiati in
prima linea (specialmente tromboni e trombe), incredibili soli di piano, raffinati
e pieni di "sabor". Cali, Cartagena, Bogotà, Barraquilla sono
tra le città più salse-re del mondo e ospitano delle incredibili
manifestazioni musicali. La Colombia tra l'altro è un paese molto ambito
come mercato per i numerosi gruppi salseri dei caraibi. Tutti sperano di fare
successo in Colombia, per esempio nel ultimo disco di Bamboleo c'è un
brano " La negra tiene boom boom" con sonorità di cumbia, sicuramente
piacerà in Colombia, Panama, Venezuela ed Ecuador. La Colombia è
anche uno dei paesi che ha coltivato maggiormente la salsa "dura"
veloce, aggressiva e variopinta. Gruppi come Sonora Carruseles, Fruko y sus
Tesos, Grupo Gale, La 33, sono esponenti di questo tipo di salsa e nei loro
dischi non mancano mai brani di questo tipo per veri bailadores. Un altro aspetto
interessante della Colombia e di questi gruppi è il recupero del boogaloo,
genere precedente alla salsa ma attualmente ballabile in grintosa chiave sal-sera.
Altri gruppi e cantanti o musicisti colombiani di prim'ordine sono: Son de Cali,
Guayacàn, Grupo Niche, Titanes, Los Nemus del Pacifico, Alfredo de la
Fé, Wilson Manyoma, Joe Arroyo, Yolanda Rayo. Ultimamente anche in questo
paese si creano dei brani di salsa reggaeton che piacciono molto alle nuove
generazioni.Un altro paese salsero un po' particolare è il Venezuela.
Il paese con più costa caraibica d'America si nutre molto della produzione
di altri paesi ed è anche questo, una meta per ilsuccesso, molto ambita
da tutti gli esponenti di musica tropicale. Merengue, cumbia, vallenato, reggaeton
e salsa si ascoltano continuamente alla radio un po' come in tutti i paesi del
Caribe Ispanico. Il
Venezuela ama molto le fusioni e le ricerche musicali e alcuni dei gruppi più
famosi come Guaco, Los amigos invisibles e Servando y Fiorentino hanno creato
delle sonorità vicine alla salsa ma che non si possono definire completamente
salsa. Il Venezuela vanta musicisti di gran qualità come i fratelli Quintero
ricercatis-simi percussionisti a livello internazionale. C'è anche da
dire che in questo paese esiste ciò che si chiama "musica tropicale
ballabile" proposta da orchestre tipo big band com'era una volta "La
Sonora Matancera" a Cuba. Queste band, popolarissime, propongono vari generi:
cumbia, porro, merengue, guarachas e boleros. Tra le più note possiamo
nominare "Los Meiódicos" o la mitica "Billo's Caracas
Boys". Tornando alla salsa, il più grande esponente mondiale è
sicuramente il grande Oscar D'León. I suoi successi non si contano ed
è chiamato "Sonero del Mundo" a sottolineare quanto sia quasi
patrimonio mondiale. Brani come "Lioraràs" o "Que bueno
baila usted" da lui interpretati, sono ormai dei classici sempre graditi
dai bailadores. Ogni disco di D'León è un successo internazionale
e pur fedele ad un suo stile riesce sempre ad essere innovativo. Posso dire,
come venezuelana, che nel mio paese gradiscono molto lasalsa classica tipo Gran
Combo de Puerto Rico e Sonora Ponceha. Gilberto Santa Rosa e Victor Manuelle
tra gli altri sono molto amati come cantanti.Andiamo adesso a Puerto Rico. Parlare
di questo paese e della sua produzione salsera è alquanto impegnativo
e si corre il rischio di trascurare molti nomi e gruppi. La salsa portoricana
è la capostipite del genere per il suo passato, per il suo contributo
e per il suo patrimonio storico nella storia salsera vera e propria. Ha delle
caratteristiche che l'ascoltatore distingue immediatamente. Gli arrangiamenti
sono spesso raffinati e coinvolgenti con un buon equilibrio tra le varie sezioni:
fiati, percussioni, piano, voce e coro. Alcune volte però manca di brio,
specialmente quando si tratta di salse romantiche . La produzione degli artisti
portoricani è sempre molto attesa e ci ha fatto ballare da sempre.Parliamo
ora dei suoi più noti esponenti: Tito Rojas, Tito Nieves, La India, Van
Lester, Charlie Cruz, Gilberto Santa Rosa, Michael Stuart, Cheo Feliciano. Willy
Colón, Victor Manuelle, Andy Montanez, Ray Sepùlveda, Frankie
Negrón, Ray de la Paz, Ismael Miranda, Jerry Rivera, Luisito Carrión,
Tony Vega, Willie Rosario, e il grande Mare Anthony, Richie Ray & Bobby
Cruz per citarne solo alcuni. Come gruppi possiamo nominare Gran Combo, Sonora
Poncena, Puerto Rican Power, Son Boricua, Estrellas Caimàn e gli emergenti
N'KIave ed NG2. Cito anche artisti che sono nati o sono stati allevati negli
Stati Uniti perché loro stessi dichiarano spesso di sentirsi effettivamente
portoricani, boricuas insomma. Anche la salsa di Puerto Rico attinge spesso
al reg-gaetón e invita alcuni esponenti del genere, come Tego Calderón
o Voltio a partecipare nelle produzioni salse-re.Non parlo neanche di stelle
che purtroppo non ci sono più come Héctor Lavoe o Ismael Rivera
perché essi sono talmente mitici che meritano un articolo o un libro
solo per loro.Continua il nostro viaggio, adesso andiamo in Repùbiica
Dominicana. Come dice la canzone:"Quisqueya tiene Salsa". La patria
del meren-gue e della bachata per antonomasia gode di bravi esponenti salseri.
Il più noto è José Alberto "El Canario" grandissimo
sonero dominicano che ha cantato con le migliori orchestre. Partner musicale
di Celia Cruz in moltissimi tour è un cantante eclettico, creativo e
molto carismatico sul palco. Chi non ricorda la sua versione di "La Paella",
brano di Machito, "Discùlpeme Senora", "Amada mia"
e la sua nuova versione di "Pegaso". Un altro grandissimo esponente
per il suo enorme contributo alla nascita e affermazione della salsa è
Jonny Pacheco famoso direttore delle Pania Ali Star. Egli è un testimone
prezioso nella storia di questa musica. Un altro grande è sicuramente
Cuco Valoy il famoso interprete di "Juliana", senza dimenticare Raulin
Rosendo. Si dice che Repùbiica Dominicana faccia poca salsa ma quando
la fa è un vero successo, ricordate "Salsa con Coco" del merenguero
Pochy y su Cocoband? . Capitolo a parte per Juan Luis Guerra il più importante
cantautore dominica no di merengue, bachata e salsa. I suoi successi li conosciamo
tutti e il suo contributo è inestimabile grazie alla raffinatezza e qualità
delle sue composizioni. Altra figura che comincia a farsi sentire in Italia
è Michael "El Buenón", voce interessante che gode di
molto successo attualmente a Santo Domingo.

I paesi sopra nominati sono quelli più importanti come patrimonio salsero.
Ciò non significa che Ecuador, Perù o Panama non siano dei paesi
salseri, anzi, in questi paesi si ascolta e si balla molta salsa. La produzione
e il consumo di questa musica però s'allarga ormai a quasi tutto
il mondo. Negli Stati Uniti si crea molta salsa grazie a ricchi produttori
e sofisticati
studi di registrazione.
I latino americani nel mondo hanno portato sempre con sé il loro patrimonio
musicale ed è così che tra la fine degli anni 60' e l'inizio dei
70' è nata la salsa a New York dall'inquietudine musicale di giovani
musicisti ispanici fuori patria. Essi presero molto spunto dalla musica cubana
specialmente dal son, dal jazz,e da altri ritmi autoctoni come la piena portoricana
lavorando su arrangiamenti più aggressivi e innovativi.Attualmente succede
più o meno lo stesso ma il genere è già collaudato. Gruppi
"americani" come quello di Jimmy Bosch , Ricky Gonzales, Willie Villegas,
Manny Oquendo o la Spanish Harlem producono salsa di prim'ordi-ne. Spesso la
salsa "americana" è di genere "dura" o con grandi
influenze di latin jazz non sempre facile da ballare.
Se parliamo del resto del mondo, l'Africa per esempio, ha i suoi validi
esponenti. In paesi come Senegal o Angola amano molto la salsa. La salsa
africana è
molto melodiosa ma non carente del giusto swing, ricordate le hit "Yay
boy" ."Aisha", "African salsa" o "Samba luku samba"?
. Alcuni gruppi e interpreti africani sono Dakar Bamako', Africando, African
Fiesta, Baobab, Miguel Yamba e Ricardo Lemvo.
Perfino Giappone e Scozia hanno dato il loro contributo al patrimonio salsero
mondiale con gruppi come "Orquesta de la Luz" ," Orquesta del
Sol" , il gruppo scozzese di "Salsa Celtica" o i francesi di
"Fatai Mambo". Spesso in tutti questi gruppi si mescolano musicisti
locali e musicisti latini residenti in quei paesi.Di salsa ce n'è tanta!
Per questo "nunca se acaba" come dice il famoso pezzo di Tito
Nieves.
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CUBA, TRA PASSATO E PRESENTE ![]()
LA
BANDIERA DI CUBA
Un triangolo equilatero rosso con al centro una stella bianca
a cinque punte da cui partono altrettante strisce orizzontali, tre blu e due
bianche. Potrebbe essere una delle risposte a una delle mille domande del “Milionario”.
Che cos’è? E’la bandiera di Cuba! E altre domande potrebbero
riguardare
il significato di ogni colore della bandiera. Ma noi, anche di questo, abbiamo
le risposte esatte. Le accendiamo? Il triangolo rosso rappresenta la libertà,
l’uguaglianza e la fratellanza. Il colore rosso simboleggia il sangue versato
dai patrioti. Le strisce blu sono l’emblema dei tre dipartimenti in cui
era suddivisa l’isola, mentre quelle bianche alludono alla purezza dello
spirito di indipendenza del popolo cubano.
La stella rappresenta la libertà assoluta. La bandiera di Cuba assomiglia
tantissimo a quella di Puerto Rico. Anzi, ha proprio gli stessi simboli ma con
colori invertiti. Non è assolutamente un caso. Tutto ciò ha una
spiegazione storica molto profonda. Si riferisce ad un episodio della seconda
metà dell’Ottocento.
In questo periodo sia Cuba che Puerto Rico lottavano per la loro indipendenza
dagli spagnoli. Per sottolineare lo spirito di fratellanza che univa i due popoli
Puerto Rico decise di adottare una bandiera molto simile a quella cubana. La
creò a New York nel 1849 ad opera del generale Narciso Lopez con i tre
colori fondamentali, rosso, bianco e blu, invertiti.
TARGHE AUTOMOBILISTICHE

La prima lettera corrisponde alla provincia, la seconda al tipo di veicolo.(es. Città dell'Avana)
HC Camioneta (Furgone)
HF Camion
HR Rastra(Camion autoarticolato)
HJ Jeep
HV Guagua Omnibus(Autobus)
HS Microbus
HT Taxi
HM Vehículo ligero Máquina (Auto)
HO Máquina (Auto)
HX Moto
HI Moto
HP Paneles (tipo Fiorino)
HK Tecnico Straniero
HA Statale
PEXT Periodista (Stampa)
D Diplomatico
E Embajada (Ambasciata)
TUR /T Turismo
Elenco targhe delle varie province
Pinar
del Río P
Ciudad de la Habana H
Provincia Habana B
Matanzas M
Cienfuegos F
Ciego de Avila A
Camagüey C
Las Villas V
Holguín O
Guantánamo N
Las Tunas T
Santiago de Cuba U
Granma G
Isla de la Juventud I
Sancti Spíritus S

Cuba ha sempre fatto parte dell'immaginario collettivo: un piccolo
paradiso terrestre dove realtà e utopia si danno idealmente la mano.
Ho sempre ammirato molto questa terra, soprattutto per l’eroica resistenza
del suo popolo, tesa a difendere con i denti la sua indipendenza e la sua autonomia
culturale. Ci sono stato la prima volta all’alba degli anni’ 90.
La mia speranza era quella di trovare un’isola che, nonostante i suoi
gravi problemi sociali ed economici, fosse un delirio di balli, canti e musica
tropicale. Le cose, all’epoca, non stavano proprio così. Se gli
anni ‘60 e gli anni ‘70 erano stati vissuti dal popolo cubano con
impeto rivoluzionario, gli anni ‘80 avevano visto il morire di tante speranze
legate a quella rivoluzione.

Paradossalmente, la crisi economica e morale di quegli anni aveva spinto le nuove generazioni a covare una latente avversione contro il regime e ad accogliere con simpatia tutte quelle espressioni culturali provenienti dall’odiato continente americano. Le uniche resistenze a questa invasione americana venivano dalla canzone a sfondo politico ad opera di Pablo Milanes e Silvio Rodriguez (esponenti di quella che sarà battezzata la nuova trova cubana), dal jazz latino del gruppo Irakere, capitanato dal grande pianista Chuco Valdes e da qualche gruppo di salsa della vecchia guardia come ad esempio Los Van Van, Adalberto Alvarez, i Dan Den del pianista Juan Carlos Alfonso e gli N. G. la Banda. Ricordo ancora le risa di scherno dei miei amici cubani a cui chiedevo dove era possibile andare a ballare il mambo e il chachacha. Per loro quella era musica vecchia, o meglio la musica dei loro genitori. All’epoca le discoteche alla moda erano in pratica due: La Marina Hemingway e il Commodoro. Entrambe erano frequentate da giovani jineteras (letteralmente cavallerizze) che per pochi dollari offrivano la loro compagnia (e volendo anche qualcosa di più) ai pochi turisti (in prevalenza italiani) che a quei tempi si avventuravano all’Habana.

L’unico locale che continuava a proporre musica cubana era il Salon Rosado della Tropical che però veniva considerato ad alto rischio ed era difficile per un turista avventurarsi da solo alla ricerca dell’autentica “cubania”. Eppure, nonostante l’iniziale delusione, quel mio primo viaggio ha lasciato in me un ricordo indelebile. Così scrivevo sul mio primo libro “Salsa, il Tropico dell’Anima” a proposito di quella esperienza: “Una vacanza a Cuba é una sensazione affascinante, una di quelle esperienze umane che servono a far riflettere sul senso della vita, sui guai del consumismo sfrenato, ma anche sulle enormi difficoltà di mettere in pratica le teorie marxiste.” Di quel mio primo viaggio all’Habana, ricordo in particolare la latente malinconia che si respirava nell’aria. Un’atmosfera che mi aveva ricordato molto da vicino quella dei paesi dell’est del blocco comunista e che contrastava apertamente ad esempio con l’atmosfera che si respirava in una nazione (forse ancora più povera) come Santo Domingo, dove però la popolazione nonostante i suoi problemi e le privazioni quotidiane non aveva ancora perso la voglia di sorridere.

Molte erano indubbiamente le conquiste ottenute dal regime castrista in quegli anni: l’abbattimento delle baraccopoli, l’alfabetizzazione di massa, l’assistenza sanitaria gratuita. Nonostante queste conquiste, la maggior parte dei cubani sembrava aver perso la fiducia nel domani ed il sogno delle nuove generazioni sembrava essere quello di lasciare il paese e di andare a vivere a Miami o nel vecchio continente. Eppure quanta umanità c’era ancora tra quella gente! Quanta semplicità, quanta gentilezza, quanta bontà d’animo! Le persone ti aprivano le loro case, ti invitavano a dividere con loro quel frugale pasto fatto di riso, fagioli e un po’ di polenta. Tutto ciò senza chiederti in cambio niente, solo per il piacere di fare quattro chiacchiere con te, per sapere cosa succedesse nel vecchio continente o come fosse la vita in Italia.
Paradossalmente proprio il turismo è stato la chiave di svolta che ha permesso il rifiorire della musica cubana. Negli anni ‘90 paesi come Spagna e Italia, non a caso i principali serbatoi del turismo cubano, assistono all’esplosione della salsa. Una grande massa di turisti in caccia di avventure e di sogni tropicali si riversa così sull’isola, dove incomincia a reclamare a viva voce la sua buona dose di salsa. Pressato da quelle richieste, il governo castrista finalmente si convince che non bastano più i lustrini del Tropicana e decide così di aprire nuovi locali rivolti esclusivamente agli amanti della musica cubana. Nascono così locali come “El café cantante” o “La casa della musica”, mentre dalle ceneri del cabaret del’Hotel Riviera sorge quello che pomposamente sarà ribattezzato “El palacio de la salsa” (oggi purtroppo chiuso, a causa dei problemi legati alla prostituzione). Questi locali ospitano a turno le migliori band cubane e favoriscono contemporaneamente la nascita di nuove formazioni musicali. Cominciano ad aprire anche le prime scuole di ballo e tutta l’Habana sembra percorsa una ventata di rinascimento musicale.
Negli ultimi anni Cuba é profondamente cambiata. Il turismo ha sicuramente contribuito a farla uscire dal suo guscio, anche se allo stesso tempo ha fatto esplodere parecchie contraddizioni sociali che ne minacciano il futuro. I tanti turisti che si avventurano oggi all’Habana rimangono però a volte delusi, perché sostengono che a Cuba si balla sicuramente meno salsa che in Italia. Questa affermazione é in parte condivisibile ma a questo punto bisogna fare dei doverosi distinguo. Prima di tutto bisogna sottolineare che quello che sta accadendo in Italia ha qualcosa di inverosimile: infatti in nessun paese al mondo (con l’eccezione forse di New York e della colombiana Cali) si balla salsa sette giorni alla settimana. In secondo luogo non bisogna dimenticare che il cubano non ha sicuramente la possibilità né i mezzi economici per andare a ballare tutte le sere. Di conseguenza i locali dell' Habana sono frequentati quasi esclusivamente dai turisti e questo non può certamente darci il metro della febbre salsera a Cuba. Eppure per conoscere meglio la sua “anima rumbera” basterebbe andare almeno una volta al Salon Rosado della Tropical, dove normalmente si danno il cambio le più grandi band cubane.
Il Salon Rosado si trova nel quartiere Playa, non lontano dal celebre Tropicana. É sempre stato il luogo preferito della gioventù cubana e sicuramente, fra tutti i locali dell' Habana, é quello più autentico. Gli stessi cubani lo considerano un posto piuttosto pericoloso. A volte i fumi dell' alcol possono infatti provocare qualche rissa, ma se non si é in cerca di guai non è difficile evitarli. In ogni caso, coloro che conoscono bene questa isola, sanno che oggi, al di là dei tanti problemi sociali, c’é sicuramente una profonda identificazione tra il popolo cubano e la sua musica. Molti giovani, anche se attratti dalla musica americana, non rimangono insensibili al fascino della timba e questo grazie anche al fatto che i testi delle canzoni dei nuovi gruppi cubani sono molto vicini ai temi della vita di tutti i giorni e ai sogni e i desideri delle nuove generazioni.
A noi, infine, non resta che visitarla questa isola, osservarla con occhi scevri da pregiudizi, pronti ad amarla ed accettarla per quello che è... così come fa un uomo innamorato con la sua donna.


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Sigaro cubano
Il
sigaro cubano è detto puro. Tutti i sigari cubani attualmente sono
puros, ma lo sono anche alcuni sigari di produzione dominicana. Per capire
il significato è necessario capire come è fatto un sigaro cubano
(e in generale caraibico).
È bene inizialmente premettere che gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati o similmente prodotti. Il sigaro viene generalmente prodotto assemblando diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: Fascia, ( sp.capa), Sottofascia, (sp.capote) e Ripieno, (sp.tripa).
La
capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto
spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo.
Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità,
non hanno invece grande importanza nel 'sapore' del sigaro (intorno al 10%).
Il capote è la cd. 'sottofascia' del sigaro, composta da foglie di seconda
scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa
della fascia.
La tripa è il cd. 'ripieno' del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto
più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da
una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della
pianta, più potenti e ricche di nicotina sono dette dette ligero, quelle
intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie
più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche
particolari ma hanno un'ottima combustibilità.
Come detto, gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie
suindicate provengono dallo stesso paese Cuba. Diversamente da come si potrebbe
pensare questa è un'eccezione nel mondo dei sigari, visto che per ragioni
di economia i paesi produttori di tabacco si sono specializzati in una singola
tipologia di foglia. Per esempio, il sigaro toscano, salvo eccezioni, è composto
da foglie di provenienza americana (varietà Kentucky) per quanto riguarda
le foglie per la capa, mentre le foglie della tripa sono solitamente italiane
(nel sigaro toscano il capote, o per dir meglio, la sottofascia, non esiste).
Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. Ad esempio i sigari Partagás sono noti per essere più forti (per cui avranno in proporzione più foglie di ligero e meno di seco e volado). Discorso opposto invece ad esempio per Romeo y Julieta che produce sigari tendenzialmente più dolci.
Tutto ciò viene chiamato 'tipicità' della marca. Prima della rivoluzione di Fidel Castro, essendo le marche di diversi proprietari, ciò era la regola (un po' come avviene per il vino). Oggi che invece è lo Stato a possedere tutte le marche, la raccolta e la scelta dei tabacchi viene effettuata di norma dalle stesse persone per le diverse marche.
MARCHE:
Bolivar, Cohiba, Cabañas, Cuaba, La Flor de Cano, Fonseca
La Gloria. Cubana Hoyo de Monterrey, Guantanamera,
Montecristo. Partagás J. L. Piedra, Punch,
Quintero, Rafael González, Ramon Allones,
El Rey del Mundo, Romeo y Julieta,
Sancho Panza, San Cristobal, Statos de Luxe,
H. Upmann,Trinidad, Vegas, Robaina, Vegueros.
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TURISMO GUIDA
DI CUBA NOTIZIE UTILI
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PASSAPORTO:
è necessario disporre di un passaporto valido per l'intera durata del
soggiorno.
Per entrare a Cuba i cittadini italiani devono esibire il passaporto e un documento
chiamato ‘carta turistica’ (tarjeta de turista). Chi prenota un
viaggio organizzato riceverà la carta insieme agli altri documenti di
viaggio. Chi viaggia per conto proprio può ottenerla attraverso un’agenzia
di viaggi o l’ufficio della compagnia aerea presso la quale acquista il
biglietto, oppure rivolgendosi a un consolato cubano (presso i consolati cubani
di Roma e Milano la carta turistica viene emessa dietro presentazione del passaporto
e costa circa 20 euro). Questo documento è richiesto a tutti i viaggiatori,
bambini compresi.
Il numero di passaporto riportato sulla carta turistica deve corrispondere al
numero del passaporto che utilizzerete per viaggiare.
La carta turistica permette un soggiorno di quattro settimane, che può
essere esteso per altre quattro senza difficoltà dietro il pagamento
di una tassa. Per il governo cubano la carta turistica è soltanto un
mezzo per raccogliere denaro; una volta entrati nel paese non vi verrà
mai chiesto di esibirla, a meno che non cerchiate di estendere il permesso di
soggiorno presso un ufficio immigrazione.
CAMBIO: La moneta ufficiale è il peso cubano (segue il cambio del dollaro USA), ma gli scambi avvengono appunto, in dollari statunitensi. Fate attenzione! Il peso cubano NON è convertibile e, normalmente, non é utilizzato dai turisti i quali, appunto utilizzano dollari USA oppure il Peso convertibile che, però, ha solo validità a Cuba e lo stesso valore del dollaro. Diffidate da eventuali cambiavalute che potreste incontrare e che vi potrebbero propinare un cambio fra dollari USA e pesos cubani, dandovi però non quelli "turistici" (che equivalgono al $) ma la loro valuta nazionale, di circa 23 volte in meno il valore che credete di cambiare.
AMBASCIATE: l’ambasciata di Cuba in Italia si trova in Via Licinia 7, 00153 Roma; tel. 06 571 72 41, fax 574 54 45. Il consolato è in Via Arco 4, 20121 Milano; tel. 02 86 61 67, fax 805 48 26.
PATENTE DI GUIDA: per noleggiare un’auto a Cuba è sufficiente la patente italiana.
TELEFONO: Si passa quasi sempre per un centralino, anche se per l'Italia c'è la teleselezione (119+39+numero abbonato. Le chiamate sono alquanto costose. Più conveniente acquistare le tessere telefoniche internazionali funzionanti solo su cabine abilitate a comunicazioni verso l'estero (piuttosto frequenti nelle grandi località). Tim, Omnitel, Wind e Blu hanno aperto un roaming con Cuba, per cui è possibile telefonare e ricevere sul proprio cellulare, dopo aver contratto questo tipo di servizio con il proprio gestore telefonico. E' bene prendere informazioni circa la tariffa che si paga (molto cara!).
CLIMA: tropicale, con temperature tra 25 e 30 gradi. La stagione secca va da Novembre ad Aprile, mentre il resto dell'anno vi è parecchia umidità e forti, ma brevi, rovesci temporaleschi.
LINGUA: ufficiale lo spagnolo. L'inglese e l'italiano sono abbastanza diffusi.
ORA LOCALE: meno 6 ore rispetto all'Italia.
ELETTRICITA': 110 volts. Dal momento che le prese di corrente sono di tipo americano, occorre un adattatore per le nostre spine.
SHOPPING: Le "tiendas" per i turisti, sono fornite non solo di tutti gli articoli occorrenti in vacanza (generi di necessità ecc.), ma anche dagli immancabili souvenir. Per acquisti di sigari, gli stessi possono essere effettuati dentro fabbriche specializzate (si evitano fregature), così come per il famoso ron cubano.
DIVERTIMENTI: Nelle principali località balneari, esiste la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici (vela, pesca d'altura. surf, moto d'acqua, paracadute ascensionale ecc.), ma in tutta Cuba il divertimento non manca: musica e balli presso discoteche e ritrovi (alcuni esclusivamente a beneficio dei turisti) sono così diffusi che non c'è che l'imbarazzo della scelta.
RELIGIONE: La maggioranza della popolazione crede e pratica il sincretismo, che è una religione che miscela quella cattolica a riti africani importati ai tempi degli schiavi.
CARTE DI CREDITO: Sono accettate carte di credito che non siano collegate agli USA (tipo American Express), come la Visa e la Mastercard.
ABBIGLIAMENTO: Informale. Da considerare il fatto che si sta ai tropici e, quindi, difficilmente si useranno giacca e cravatta. Comodo un golfino per le serate più umide ed un kway per ripararsi da eventuali acquazzoni.
CUCINA: La cucina cubana è soprattutto d'origine creola, pur derivando dalla tradizione spagnola ed africana e propone piatti semplici a base di prodotti locali. Per i turisti, il pesce (gamberoni, aragoste, pargo ecc.) cucinato in tutti i modi, è di rigore. Apprezzabile anche la cucina casalinga eventualmente degustabile presso qualche paladares, che propone anche il Congrì (piatto misto di carne, fagioli, riso, banane); il Fufù -di origine africana- a base di zucche e banane. Ottimi e deliziosi i frutti tropicali. Buona la birra nazionale ed il famoso ron.
VACCINAZIONI: Nessuna. Lo status di sanità pubblica è al di sopra alla media, per cui, in caso di necessità, non ci sono grandi problemi di trovare personale altamente qualificato. E' bene, come d'uso, portare con se eventuali medicine personali, così come, un repellente antizanzara. L'AIDS è decisamente controllato e poco diffuso, anche se è bene, prendere le dovute precauzioni.
COSA PORTARE CON VOI:Sapone di Marsiglia che potete utilizzare per lavarvi e per lavare la biancheria, occupando poco spazio. Mollette per il bucato tenendo in considerazione il fatto che, in alcuni periodi, l'umidità é alta e pertanto gli abiti ci mettono molto per asciugarsi. Abiti vecchi che, una volta utilizzati a Cuba, li potete regalare. Guida turistica, ce ne sono di diverse fatture. Vi suggeriamo, comunque, di leggerla prima della partenza per essere un pò consapevoli di cosa vedere e fare.
MANCE: Tenete conto che un cubano che lavora, percepisce uno stipendio di circa 15 dollari mentre un disoccupato prende un sussidio di 3. Ovvio supporre che molti cubani, data la scarsa differenza, preferisce non lavorare ma relazionarsi con i turisti per guadagnare (o elemosinare) soldi e regali. Molti di loro propineranno storie di fame e miseria, in realtà non é così. Ricordatevi che un motto cubano è "Un hombre que trabaja pierde tiempo precioso" (un uomo che lavora perde tempo prezioso). Le mance, sono ovviamente, ben accette in cambio di piccoli favori che potreste ricevere e, ovvie, all'interno di complessi turistici come alberghi e ristoranti.
AEROPORTO:
18 km da L'Avana e 15 da Santiago de Cuba. Ricordatevi di tenere 25$ per pagare
le tasse aeroportuali prima di fare il ceck-in del volo di rientro.
PERIODO MIGLIORE: La stagione fresca, da fine novembre a metà aprile, e in particolare da metà febbraio, è la migliore sia per un viaggio a Cuba che per una vacanza al mare. La temperatura è mite, con massime tra i 26 e i 29 gradi, e quella del mare oscilla attorno ai 25/27 °C. Le piogge sono scarse, 3-6 giorni al mese, e di poca entità, e bassa l'umidità. Da maggio a ottobre è molto caldo e umido. Tenete conto che nella costa sud-orientale e medie di temperatura sono ci circa 6/7 °C più elevate rispetto a quella nord-occidentale.
DA
EVITARE:Girare
con molti soldi (20 dollari sono già molti soldi a Cuba) e il passaporto
in tasca. Non è intelligente, soprattutto per chi si ubriaca facilmente
e perde la testa. A Cuba è facile sia l'una che l'altra cosa. Fate sempre
attenzione: molti turisti spogliati di tutto fanno la fila alle rispettive ambasciate
alla disperata ricerca di aiuto.
Per stare più tranquilli ed essere, in qualche modo, protetti dai trafficoni,
fatevi mostrare il documento di identità (carnet) e copiatene o fingete
di farlo nome e i vari indirizzi presenti. Ogni cubano è obbligato a
portare il proprio documento di identità per i controlli (frequentissimi)
della polizia.
È vietato fotografare persone in uniforme, stabilimenti militari ed edifici
pubblici (aeroporti, ponti ecc.).
Le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punite molto severamente già
a partire da una quantità minima di qualsiasi tipo di droga (fino a 30
anni di detenzione); può essere inflitta la pena capitale.
Gli stranieri coinvolti in incidenti stradali con vittime o morti non possono
lasciare il Paese durante tutta la durata dell'inchiesta e del processo, che
possono protrarsi per mesi, quindi fate più attenzione che altrove.
COME MUOVERSI: Per essere liberi (anche a seconda della tipologia del vostro soggiorno) è d'uso noleggiare una macchina. In alternativa i taxi pubblici (turistaxi) o i particular, prestando bene attenzione e concordando in anticipo il prezzo.
MANGIARE
E DORMIRE:
I Paladares anche se hanno alzato i prezzi (non rendendoli sempre un'alternativa
più economica ai ristoranti) sono le alternative ai circuiti turistici.
Questi ristoranti casalinghi vi riserveranno molte sorprese, ma chiedete prima
il costo del pasto. I pranzi cucinati dalle famiglie dove si dorme sono la proposta
sicuramente più conveniente, anche se non sempre sono legali e occorre
avvertirli prima affinché possano procurarsi al mercato nero il cibo
necessario.
L'albergo peggiore, e per peggiore intendo poco pulito e con servizi scadenti,
non costa meno di 50 US$ per notte, senza nemmeno la prima colazione. C'è
invece una grande scelta di cuarto particular, camere private con due o più
letti, nonché di case e ville favolose, tutte contrattabili in luogo
e volta per volta. La tariffa è bassa in confronto all'albergo, ed eccezionalmente
economica se si è in diversi. Le case private sono comode anche per fare
colazione o cena.
Può comportare qualche rischio affittare una casa non regolare, ma sappiatevi
regolare a seconda del luogo. Quelle autorizzate si riconoscono per una grande
A rossa o blu fuori la porta.
VACCINAZIONI: per entrare a Cuba non sono richieste vaccinazioni particolari. Si consiglia però di vaccinarsi contro l’epatite A e B e contro il tifo.
RISCHI SANITARI: dengue,epatite A, tifo.
FARMACIA
DA VIAGGIO:
è bene portarsi dietro una piccola ed essenziale dotazione di medicinali.
Ecco un elenco di ciò che potrebbe esservi utile:
Aspirina o Tachipirina per febbre e dolori.
Antistaminici (Polaramin, Zirtec) - utili come decongestionanti per raffreddori
allergici, orticaria e allergie. Gli antistaminici possono provocare sonnolenza
e interagire con l’alcol, quindi vanno assunti con cautela. Se possibile,
sceglietene uno che avete già utilizzato in passato e che conoscete bene.
Un prodotto tipo Xamamina o Transcop - per prevenire il mal d'aria o d'auto.
Antibiotici - utili se viaggiate in zone isolate, ma devono essere acquistati
con la ricetta medica, che dovete portare con voi.
Preparati a base di caolino (Kao Pront) o di loperamide (Imodium, Dissenten)
- per alleviare i sintomi della diarrea, e a base di metaclopramide (Plasil)
- contro la nausea e il vomito.
Antibiotici intestinali (Bimixin, Normix, Rifacol) - per curare forme serie
di diarrea del viaggiatore.
Soluzioni reidratanti - per il trattamento della diarrea grave, particolarmente
importanti se viaggiate con bambini.
Antisettici, mercurocromo e polveri antibiotiche o altri spray secchi del genere
- per disinfettare tagli e graffi.
Una pomata antistaminica (Fargan, Polaramin) - per calmare irritazioni e prurito
dovuti a morsi o punture di insetti.
Complessi multivitaminici - da assumere durante i lunghi spostamenti, quando
l’assunzione di vitamine ai pasti può essere insufficiente.
Garze e cerotti - per piccole ferite.
Polveri antimicotiche - per i piedi e l'inguine.
Forbici, pinzette e un termometro (ricordate che i termometri al mercurio sono
proibiti da alcune linee aeree).
Insettifughi (Autan Extreme), creme protettive e lozioni per il sole, creme
contro le screpolature e compresse o soluzioni per disinfettare l'acqua (Steridrolo,
Amuchina).
Siringhe sterili per qualsiasi emergenza (di cui almeno una sufficientemente
grande per un eventuale prelievo per l'esame del sangue; quelle usate normalmente
per le iniezioni sono troppo piccole).
Per gentile concessione di:
Cuba fly and drive, alla ricerca dell’anima più vera dell’isola
Non che le spiagge di Varadero o Cayo Largo lascino
a desiderare. O che l’atmosfera
indolente dell’Avana sia poco affascinante. Ma se, in attesa di sapere
cosa porterà il futuro, siete alla ricerca della Cuba più vera,
noleggiate un’auto e dirigetevi verso Santa Clara, cuore dell’isola,
prima di virare decisamente a Oriente. Caldissimo, povero, ricco di storia
e tradizioni, con gioielli coloniali intatti che occhieggiano dalle sterminate
piantagioni di canna da zucchero, culla del son.
Il centro e l’est cubano sono l’alternativa se vi siete stancati
di resort a cinque stelle dove gli unici nativi che incontrate sono quelli
che vi servono il mojito a bordo piscina. Prima di puntare a est, però,
Santa Clara vale una sosta da nostalgici, non fosse altro che per vedere il
mausoleo dedicato al Che, dove riposano le sue spoglie, ammesso che lo siano
davvero. Un enorme, brutto edificio nel peggior stile sovietico che probabilmente
il Comandante stesso avrebbe disapprovato. Ma in ogni caso testimonianza storica
e meta di pellegrinaggio incessante da parte di cubani e turisti, soprattutto
oggi che ci avviciniamo al 40mo anniversario della morte.
Lasciata Santa Clara, si fa tappa a Camagüey, città dei tinajón,
grandi orci in argilla utilizzati per conservare l’olio, oggi ornamento
dei cortili. Città, soprattutto, dal centro storico tortuoso e dalle
mille chiese. Perché l’urbanizzazione, dovuta alla dominazione
spagnola, si è sviluppata in tanti micro quartieri in cui in pratica
ogni signorotto locale costruiva la sua casa e la sua chiesa. Risultato, un
dedalo di sensi unici e strade senza sbocco da piano regolatore impazzito.
Se arrivate in auto, quindi, cercate una sistemazione in un hotel o una casa
particular al più presto e girate sempre a piedi. Da in città apprezzare
la ricca vita culturale, con programmi di teatro e balletto secondi solo all’Avana,
e le splendide spiagge della zona di Santa Lucia.Da Camagüey, la prossima
tappa è Trinidad, nella provincia di Sancti Spiritus. Un incredibile
gioiello coloniale perfettamente conservato, vicino a una delle più belle
spiagge della zona, la Playa de Ancon. Un consiglio: i pullman dei tour organizzati
scaricano orde di turisti dai vicini resort in giornata, ma quasi nessuno di
loro si ferma a dormire; la città magicamente si svuota verso sera.
Per cui programmate almeno un pernottamento per godere della vera atmosfera
di Trinidad senza troppo caos e soprattutto per passare una serata alla Casa
della Musica, anfiteatro all’aperto che ospita orchestrine dal vivo e
balli scatenati fino all’alba. Prima di ripartire, riservate un paio
d’ore alla Valle de los Ingenios, patrimonio Unesco. Una verdissima vallata
coperta di zuccherifici, tra cui la Manaca Iznaga, antica tenuta dove gli schiavi
lavoravano di machete dall’alba al tramonto.Da Trinidad è un bel
tratto ad arrivare a Santiago, la capitale dell’est, la seconda città più importante
dell’isola, affacciata su una baia e circondata dal fitto della Sierra
Maestra, dove nacque il primo germe della Revolucion. L’impatto può non
essere dei migliori. Caldissima e umida, affollata, rumorosa e inquinata, costruita
su salite e discese che spiazzano e fanno perdere l’orientamento, la
città del son non ha il fascino decadente dell’Avana. Bisogna
attendere la sera, quando il concerto di clacson si quieta, per apprezzare
un rum d’autore al Museo del Ron e soprattutto la languida l’atmosfera
tropicale della Casa de la Trova, in Calle Heredia. Il posto deputato dove
ascoltare musica live, ballare o ammirare le evoluzioni dei salseri, per poi
cercare un po’ d’aria fresca sul balcone di legno turchese che
sembra sporgersi nel nulla. Di giorno, meglio un tuffo nella vicina spiaggia
di Siboney, il borgo dove nacque Compay Segundo, ricordato anche in una famosa
canzone. Ma se cercate un po’ di refrigerio, salite alla Gran Piedra,
un enorme blocco di roccia vulcanica che marca uno dei punti più alti
della Sierra, a più di 1.200 sul livello del mare. Per veri nostalgici, è d’obbligo
una tappa alla Granjita Siboney, la fattoria dove venne progettato l’assalto
alla caserma Moncada. Da non perdere anche una puntata alla fortezza del Castillo
del Morro, appena fuori dal centro, e al Santuario della Virgen del Cobre,
luogo di culto per eccellenza dei cubani, dove spesso le tradizioni, i colori
e i riti cattolici sono velati da quelli, ancestrali, della santerìa.

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba - mail amicuba@tiscalinet.it - Via Borsieri 4, 20159 Milano tel 02680862 fax 02683082
Ricordatevi
che ciascuno di noi, da solo, non vale nulla
Ernesto "Che" Guevara


INTRODUZIONE
Prima
di raccontarvi le possibili origini della Bachata, voglio ringraziare i lettori
di salsa.it per l'interesse che ogni settimana ci dimostrano dopo avere ricevuto
il nostra News Letters, ogni giovedì; "gracias" per i vostri
complimenti ed anche per le vostre critiche che ci aiutano a crescere e ci motivano
a continuare a scrivere argomenti seri e di informazione culturale, poiché
è questo uno dei nostri motivi principali: far conoscere un "poquito"
della nostra cultura latinoamericana.
cosa fondamentale, è parlare delle origini dei diversi ritmi che la compongono
e dei suoi protagonisti: musicisti, scrittori, poeti, ballerini, cantanti....
, che hanno fatto si che la nostra cultura si espandesse e divulgasse per il
mondo intero; testimoni di questo sono gli amanti della musica latina che crescono
ogni giorno, non solo in Italia bensì ovunque.
Ritorniamo all'argomento proposto questa settimana: "le possibili origini
della Bachata", diciamo possibili origini perché innanzitutto la
paternità di questo ritmo o genere musicale non é da attribuirsi
ad una sola persona né ad un gruppo, o un'orchestra.…., inoltre
non'e definita la data esatta della sua creazione…?(1900-1927) e, quindi,in
seguito a discrepanze o alle diverse convinzioni Esternate da persone piu o
meno informate l' unica cosa certa rimane la provenienza: L'ISOLA DI SANTO DOMINGO
(REPUBBLICA DOMINICANA).
Abbiamo deciso di prendere come fonte bibliografica una delle voci rappresentative
e di maggiore credibilità, per i suoi studi approfonditi circa le nostre
radici, Afro-Caraibico-Americano: Il Dr. Dario Tejada ed il suo libro: "La
Pasion Danzaria" (Accademia Di Scienze Della Repubblica Dominicana), anno
2000.
Speriamo che sia esaudente e di vostro gusto. Buona Lettura!
RICKY ESPINO
ORIGINI
DELLA BACHATA ![]()
Dalle sue origini più remote conosciute,
all'inizio degli anni venti del secolo XX, il termine bachata designava un tipo
di riunione sociale, imparentata con la baldoria dell'epoca, così definito
per la presenza di vari generi di musica e balli popolari. Etimológicamente,
la parola bachata, secondo Fernando Ortiz, è sinonimo di: divertimento,
festa, gazzarra…
La bachata costituiva una forma di "ricreazione popolare": una festa
che si realizzava in qualunque patio, sotto l'ombra di un albero del quartiere,
o in un angolo qualunque, ed il cui antecedente possiamo stabilire fu il "fandango",
a proposito del quale "Veloz Maggiolo" dice che: "Quasi tutti
i cronisti che parlano di questo tema lo paragonano ad una festività
aperta alla gente e non riferita ad un solo tipo di musica."
Le due menzioni più antiche circa la bachata, che abbiamo trovato in
documenti storici, risalgono al 1922 e al 1927. La prima contiene una relazione
che si riferisce all'uomo comune del villaggio di Sabaneta, a nordovest dell'isola,
e dice che questo trova nel paese "tutto quello che può lusingare
i suoi vizi e desideri incontrollati: combattimenti di galli, caramelle e rum;
ma quello che più gli piace e lo attrae è la festa, che sia di
fisarmonica, o la bachata a suoni di chitarre, canti o boleros. Lì si
sta lunghe ore, tra un sorso e l'altro di rum, senza preoccuparsi di niente,
né dell'alito asfissiante con che la polvere ed il sudore rarefatto soffocano
l'ambiente, né della forma incivile con la quale si passano l'una o l'altra
ballerina, fino a che a notte inoltrata si ritorna brilli a casa."
Nella seconda, Arzeno definiva la bachata come: "animate baldorie"
nelle quali il trovatore popolare si faceva re e commentatore di ogni evento
usando per ciò il tanto utilizzato bolero, (ritmo soave di genere romantico
e di antica origine caraibica).
Da entrambe le menzioni possiamo estrarre alcune caratteristiche della bachata
antica: coniugava la musica, il canto e il ballo; il bolero era inizialmente
il genere predominante, ma si trattava di un bolero ritmico, antillano, (caraibico),
dato che era ballabile, questo significava la compartecipazione di uomini e
donne ed il frequente consumo di rum.
Da queste caratterizzazioni si può dire che la bachata era un insieme
socio-musicale, dal quale, riunendo ritmi, melodie e strumenti ed adattandoli
all'ambiente nativo, nacque posteriormente un modo musicale ed interpretativo
di aspetto autoctono che è il genere musicale della bachata.
Precisiamo che in quegli anni si differenziavano i termini festa, ballo e bachata,
come segnalava già Reamón Emilio Jiménez nel 1955. Si capiva,
comunemente, che le tre erano celebrazioni differenti: si considerava ballo
quello che avevano luogo in saloni di lusso, dove prevalevano le danze scelte
dell'epoca la cui realizzazione si faceva con l'orchestra; a sua volta, le feste
erano le celebrazioni con "güira", "tambora" e fisarmonica,
dove la musica predominante era il "merengue", il "zapateo",
(suoni prodotti dal ticchettare delle scarpe), ed altri ritmi folcloristici
simili; le bachatas erano specificatamente le celebrazioni padroneggiate da
chitarre, bongo, "palitos y cucharas", (bastoncini e cucchiai), ed
altri strumenti simili e dove si ballava prevalentemente bolero e guarachas,
ma si intonavano anche "son"(cubano) , "rancheras"(messicano)
e "merengue" con chitarra. Pacini Hernandez definisce la bachata come
una musica popolare, dominicana, autoctona che emerge nel 1961, avendo come
basi le musiche latinoamericane suonate con chitarra, come il bolero,le rancheras
e il son. Indica, inoltre, che il tipico insieme di bachatas si compone da due
chitarre, maracas - sostituite recentemente con la güira - ed il bongo
- sostituito occasionalmente con la tumbadora -.
In tale celebrazione gli strumenti erano suonati da musicisti il più
delle volte improvvisati e limitati, i quali imprimevano i ritmi che servivano
al ballo e le sfumature proprie di quell'universo marginale. Gli spazi fisici
delle bachatas erano principalmente le case marginali urbane o rurali. Nel campo,
in una società prevalentemente rurale come quella di allora, poteva essere
l'ombra di un albero, e nella città, il parco o il patio di un'abitazione.
In quel modo, la bachata si estese lentamente.
Jiménez , come si evidenzia di seguito, detestava tale celebrazione e
dice: "Le bachatas erano un faretto di attrazione per tutti gli uomini,
che livellavano le diverse classi sociali dei tempi , facendo predominare le
forme più grossolane e libere della democrazia ….". Sullo
scenario favorito da quei trabocchi di passioni "peccaminose", quello
che lui chiamava "piacere dissoluto", era una sala intrisa di forti
"essenze" che sembravano "congiurate per sfidare l'onestà
e mettere sull'attenti i sensi. Le più vivaci forme di sobborgo stanno
lì sfidanti ed audaci". Ed aggiunge: "La presenza del "sorso",
(di rum), le canzonette "zandunguera" e le ansie provocate per le
belle indiane dagli occhi provocanti di notte, maestre nell'arte di imprimere
tremori alla loro fresca carne vergine, rompe la tranquillità notturna
del quartiere per cedere spazio all'azione di "bachatear" o fare baldoria"
Il nome designava, dunque, più che un tipo di musica, un ambiente sociale
di vicinato o di quartiere, definito così essenzialmente per la presenza
del ballo ed un insieme di musiche popolari. Quel divertimento "coniugava
musica, ballo, relazioni amorose, corteggiamenti, amicizie, alcolismo ed molti
altri atteggiamenti"
La musica prima era solo eterogenea, ma la linea tematica essenziale delle sue
canzoni, secondo Jiménez, era dal principio di tipo tragico-malinconico;
metteva a fuoco il tradimento amoroso, il disprezzo, ricordi di ieri, gli ostacoli
alla felicità, la fatica economica; in altre parole, aveva un testo narrativo
e descrittivo, con frasi figurate molte volte cariche di doppio senso.
Per la sua origine sociale e la sua tematica, dal principio apparvero settori
affezionati alla bachata casi di lavoratrici domestiche, guardie, contadini,
operai e tanti altri. Si può segnalare che in questi gruppi sociali,
"la musica è sintesi di cento anni di vissuto nella marginalità"
In relazione ad essi fu che sorsero distinte denominazioni per la bachata, con
senso spregiativo ,tali denominazioni furono: "musica de guardia",
"canciones de amargue", o "discos di vellonera". In generale,
questo non era altro che voler evidenziare l'aspetto dispregiativo predominante
nella società formale circa il popolo marginale, il che implicava il
merengue e la bachata tanto quanto altre musiche popolari, e quasi tutte le
attività delle classi popolari: musica, arte, ricreazione. A tutte questi
manifestazioni considerate "basse" per le loro origini sociali plebee,
immorali, indecenti, impure, peccaminose, queste nozioni puritane della cosa
sociale, la cosa morale e la cosa culturale, derivano da interessi della classe
dominante per dimostrare la loro superiorità.
A partire dagli anni trenta, il tipo di celebrazione che era la bachata si estende
fino ai bar, alle case di appuntamento, e vari posti simili. Nel Santo Domingo
dell'epoca posteriore al ciclone di San Zenone (1930), si ricorda il posto denominato
"El Yarey" situato nel quartiere di Villa Francisca, periferico alla
città di allora.
In "Santiago de los Caballeros" era famoso il : "Callejon De
La Allegria", luogo dove per la prima volta si usò il sassofono
nei Caraibi all'inizio del secolo XX nell'orchestra " Perico Ripiao"
- che esegue il merengue tipico dominicano -, e li' dove, anche, il son cubano
fece il suo rientro in Repubblica Dominicana (circa il 1930).
I gruppi che suonavano le bachatas erano chiamati "conjuntos de bachatas".
Le nostre indagini indicano che il genere musicale denominato bachata nacque
come risultato di una lenta evoluzione della musica interpretata nella tipologia
di riunione sociale che quel nome designava, e che i suoi creatori anonimi furono
i gruppi che la suonavano. Ricordo che i ritmi che predominavano in quei tempi
erano: il bolero ritmico, la guaracha e il son, abbastanza estesi nelle Antille
dopo la prima guerra mondiale e con gran risalita, soprattutto del primo, dopo
la seconda guerra mondiale.
Mentre, da un lato, Juan Luis Guerra riconosce nella bachata "un bolero
antillano", altri osservano anche l'influenza della guaracha e del son;
negli anni ottanta si mise in evidenza l'esistenza di due versanti ritmici della
bachata, una tranquilla e l'altra accelerata.
La nostra ipotesi al riguardo è che i primi bachateros crearono una forma
propria ed accelerata di bolero, con testi simili a quelli dei boleros ed una
maniera nasale di cantare, con una voce di risonanze nasali, e con cori di dolore
ed amarezza, di lì il soprannome di "musica de amargue" che
gli si attribuì per molto tempo. La forma musicale della bachata riflessa
il predominio del bolero tropicale che è più accelerato del tradizionale
spagnolo, era interpretata da alcuni musicisti generalmente empirici. A queste
forme di canto e musica fu aggregato un cambiamento di coreografia del ballo,
includendo un'elevazione dei piedi alla fine di ogni ciclo dei movimenti del
ballo, col quale rimase conformato il genere come un ente musicale e danzario
autonomo, negli anni sessanta del secolo XX.
È probabile che gli antichi "conjuntos de bachatas", nelle
loro interpretazioni del bolero, della guaracha e del son, cercassero di far
passare le proprie limitazioni dovute ad una debole preparazione musicale, come
regole. Probabilmente questo portò a semplificare questi ritmi, dando
origine ad una nuova forma di musicalizzazione ed interpretazione che adottò
il nome dell'attività che designava la bachata col il passare del tempo.
Alla caduta di Trujillo, (governo), l'inclinazione per la guaracha era tale
che quell'influenza subito trovò un'espressione massiccia in un canale
tanto idoneo come la radio, in una società pre-moderna come la dominicana
di allora. Li' nacque " La Guarachita", stazione radio specializzata
in quella musica, ed il cui nome derivò dall'inclinazione popolare verso
quel ritmo. Questo nome, e quello di "musica de amargue" per molto
tempo si disputarono la denominazione del nuovo genere, benché nei lustri
recenti il nome di bachata sia diventato indisputabile.
Il nome cambiò dal tipo di attività che designava, al gruppo musicale
che lo suonava, e finalmente al tipo di musica che predominò in quel
tempo che non era più né bolero, né guaracha, né
son, bensì qualcosa di nuovo, distinto.
Bene, risulta importante stabilire dove e quando si produce il passo finale
verso la costituzione della bachata come specie musicale autonoma. Sappiamo
che la cosa difficoltosa risulta essere lo stabilirlo con precisione, principalmente
se prendiamo in considerazione che l'evoluzione fu spontanea ed anonima. In
sintesi, in base ai dati che ho potuto raccogliere, lancio l'ipotesi che il
passo definitivo si produsse nell'ambito "urbano", contrario all'idea
che la sua origine fu rurale.
In altre parole, benché il termine bachata designasse nelle sue origini
un'attività di preminenza rurale, perché si inserisce in una società
rurale, il genere musicale bachata che risultò dall'evoluzione di quella,
è di origine urbana, prodotto di un movimento di trasferimento che convertii
alle città l'epicentro delle attività. Lo spazio urbano, in paragone
ai campi e per ragioni culturali, era più propenso a favorire l'evoluzione
dei modelli culturali. Questo non deve stupirci se prendiamo in considerazione
l'esplosione demografica ed il brusco processo di urbanizzazione dagli anni
cinquanta, prodotto di un'accelerata migrazione rurale-urbana della popolazione
dominicana
Allo stesso modo, i nostri dati indicano che quello avvenne tra 1950 e il 1965.
Come vedemmo già, dagli anni venti le zone popolari delle città
conoscevano celebrazioni di bachatas. Prima menzioniamo Sabaneta, nel nordovest,
e poi El Yarey nel settore di Villa Francisca, in Santo Domingo. Negli anni
trenta, in Santiago de los Caballeros, dove abbiamo gia' menzionato El Callejon
de la Alegria, nel quale si fecero conoscere musicisti "bachateros"
come: Ramón Wagner , (Mon La Bruja), e il "Conjunto de la Mulateria",
dove suonavano Jim Sánchez e Moro Sánchez, tra tanti. In quegli
anni raggiunsero popolarità nel paese i gruppi cubani come: "Los
Compadres", "El Sexteto Avanero" e "El Trio Matamoros",
il quale si trovava in Santo Domingo nell' agosto del 1930, dove vissero il
dramma del passaggio del ciclone San Zenon, il quale diede origine al brano
"Il Ciclone".
Altri indizi apparvero nel settore di Borojol, in Santo Domingo, dopo la seconda
guerra mondiale. Sara Pérez raccolse l'attestazione di Pedro María,
un musicista bachatero degli anni cinquanta che arrivò in quel quartiere
all'inizio di quel decennio, e prese parte alle celebrazioni di bachatas, nelle
quali, dice: "suonavano con tutto, perfino, a volte, bastava il tocco di
due cucchiai", (il quale può risultare un po'esagerato). Questa
fu l'epoca in cui scrisse le sue opinioni anche Ramón Emilio Jiménez,
menzionando il nome di bachata come attività.
Bene, lo stesso Jiménez descrive gli strumenti che si usavano allora
nelle celebrazioni: chitarra, bongo e i bastoncini (palitos) o clave. Questi
sono gli stessi con i quali nacque musicalmente la bachata. Quel dato, benché
non sia una garanzia che il ritmo sia sorto allora, tuttavia, segnala un avvicinamento
all'origini di questa. indica che la strumentazione basilare già era
stabilita. La trasformazione sembra succedere da allora, e prima della guerra
patriottica del 1965, come sintesi di varie confluenze.
I
PRIMI FENOMENI DI MASSA DELLA BACHATA: ANNI 60' 70'
![]()
Come elementi del contesto, ricordiamo
l'influenza che esercitarono all'inizio degli anni sessanta Julita Roos, Bienvenido
Granda, Olimpo Cardenas, così come l'ecuadoriano Julio Jaramillo ed il
portoricano chiamato "El Jibarito de Lares (Odilio González) che
esibirono uno stile accelerato del bolero latinoamericano.
Allo stesso modo, con quelle influenze, fu che raggiunsero notorietà
interpreti come: Rafael Encarnación, José Manuel Calderón,
Rafaelito Pimentel, Tommy Figueroa, Inocencio Cruz, Bernardo Ortíz e
Luis Segura, loro riuscirono ad arrivare a livelli di proiezione importanti
dal principio di quel decennio. Rafael Encarnacion incominciò nel 1963
con la registrazione di due brani:" Muero contigo" e " Pena de
hombre", e dal principio divento' il primo interprete di gran impatto sociale
di quello che allora si conosceva come "Canzion de Amargue". La popolarità
dei suoi brani fu tanto ampia e rapida che portò gli annunciatori di
quell'epoca ad includerli nelle programmazioni regolari delle stazioni radio.
Nel 1964 registrò i brani:"Loco anhelo", "Castigo de Amor",
e "Sin rencores", la sua carriera artistica terminò a causa
della sua improvvisa scomparsa a causa di un incidente avvenuto il 23 marzo
di quell'anno, lasciando le incisioni dei brani:" Ay que Amor" e "Logre
olvidarte". Anche il caso di Calderon è rilevante, dato che il suo
successo attrasse l'attenzione di artisti come Johnny Ventura che registrò
con lui. Il successo di Calderon lo ricordano i suoi brani:"Declaracion
de Amor", ("Amorcito de mi Alma"), "Borracho de Amor",
"Quema esas cartas" e "Condena.
Bernardo Ortíz registrò con successo il brano "Dos Rosas".
Il caso di Luis Segura, soprannominato "El Añoñaíto"
per la sua forma di interpretazione, è anche lui illustrativo. Incominciò
la sua carriera di cantante nel 1964, col tipo di canzoni che poi sarebbero
state chiamate "de Amargue", influenzato da Jaramillo, ma anche da
Calderon. La sua prima registrazione fu "Cariñito de mi Vida",
brano che per un certo verso causò furore nelle classi popolari e che
servi per proiettarlo fino ai nostri giorni. Da allora, il suo lavoro è
stato abbastanza fertile, arrivando a registrare circa trenta album con temi
propri fino al 1986. La sua maggiore elevazione l'ebbe nel 1982, quando "Pena"
fu lanciata sul mercato e fu un successo ovunque. Con lui la bachata cominciò
a esordire nelle discoteche e nelle stazioni radio, per la maggior parte non
solite a diffondere quel genere. La canzone fu registrata da altri cantanti,
tanti di essi non bachateros.
Successivamente a questa prima promozione della bachata che potremmo considerare
come fondatrice in termini di produzioni musicali, sorsero altri interpreti
con livelli di diffusione considerabili tra le zone di campagna e marginali
urbane, nelle quali la bachata occupò tradizionalmente un posto di preferenza.
La portata sociale di "Radio Guarachita" così lo attestava.
Tra i più distaccati della seconda promozione citiamo: Leonardo Paniagua,
Theodoro Reyes, Ramón Cordero, Mélida Rodríguez ("Mélida
La Sufrida"), Aridia Ventura L'India Baragonera, Julio Ángel, Oscar
Olmo, El Chivo sin Ley, El Solterito del Sur, Esteban Mariano, Miguel Félix,
Orlando Jiménez, El Pachà, Roberto Mesa, Pablo Martínez,
Rafo Alcántara e Tony Santos. Con questo si confondeva Eladio Romero
Santos, praticamente l'unico, tra questi, che si dedicò all'interpretazione
del merengue con chitarra.
Il successo progressivo della bachata trovò la sua base di appoggio imprenditoriale
in un uomo: "Radhamés Aracena", padrone di "Empresas La
Guarachita", proprietaria di Radio Guarachita, sorta il 14 agosto del 1964
e che si trasformò in breve la radio per eccellenza del genere. Aracena
aveva, inoltre, un negozio di dischi ed una "prensadora" o fabbrica
di dischi, della quale presto si trasformò nel suo principale promotore.
Deve segnalarsi che ci furono altri impresari discografici affezionati al genere.
Fu il commercio con la bachata che fece diventare "Bienvenido Rodríguez"
uno dei principali magnate del commercio discografico nel paese, ed uno dei
principali promotori del versante moderno del genere che si confermo negli anni
ottanta, sotto la denominazione di "Neobachata".
Così, da un principio la bachata trovò canali di promozione e
commercializzazione, contando su impresari che contrattavano i gruppi, facevano
le loro registrazioni e vendevano le loro produzioni. Nel caso di Aracena, i
suoi livelli di intervento arrivavano al grado di correggere la musica e i testi,
introducendo i cambiamenti che credeva convenienti.
In altre parole, l'emergenza della bachata e la sua conversione in fenomeno
musicale massiccio, si imparenta direttamente con la nascita e sviluppo del
mercato della musica in Repubblica Dominicana.
D'altra parte, i costi di produzione discografica erano lontano dalla portata
di questi interpreti. Nel 1989, il costo approssimativo di una registrazione
oscillava tra quindici e diecimila pesos dominicani, a dispetto del quale, la
media di registrazioni per anno era di circa venti brani. La compensazione degli
investimenti stava nei livelli di rendimento che proporzionano la sua commercializzazione
e le contrattazioni dei numeri musicali. Per quell'anno, solo per Radio Guarachita
si annunciavano ogni settimana circa venticinque feste di bachata nell'area
del Distretto Nazionale, questo serve per avere una stima della sua portata
nazionale, contando sull'appoggio delle diffusioni di stazioni radio come: la
Guarachita nel Distretto Nazionale, Radio Norte, Radio Ritmo e Radio Quisqueyana,
in Santiago, Radio Barahona, Radio San Juan, Radio Anacaona e Radio Enriquillo,
nel meridione e quasi tutte le stazioni radio di ampiezza modulata dell'interno
del paese.
IL FLUSSO DELLA BACHATA TRADIZIONALE (ANNI '80) ![]()
Coi
cambiamenti economici, sociali e culturali successi dagli anni settanta, la
bachata ebbe un processo di espansione e di trasformazione nel decennio degli
ottanta. Questo catapultò la sua presenza sociale ed il suo successo
commerciale, dentro e fuori del paese. Fattori come i costanti flussi migratori
rurale-urbani, la crescita dei mezzi di comunicazione, la nascita di gruppi
sociali urbani bisognosi di canali di espressione sociale, prepararono l'ambiente
urbano in relazione con la bachata, facilitando il suo processo espansivo.
In primo luogo, emerse una terza promozione dalla bachata tradizionale con un
formato di caratteristiche urbane, tali come: "Anthony Santos", "Raulín
Rodríguez", "Blas Durán" e "Luis Vargas".
In secondo posto, diffondendosi nelle città, la bachata ricevette l'influsso
dei musicisti urbani, più abituati ai ritmi accelerati, con i quali il
suo ritmo acquisì più velocità. Questo comporto' maggiore
enfasi nel ballo.
Agli inizi degli anni ottanta ci fu il boom della bachata, con "Luis Segura"
per primo, il quale arrivò a penetrare perfino in segmenti urbani fino
ad allora riluttanti verso il genere. Teófilo Barreiro dice che: "…Fino
alla permalosa piccola borghesia, tanto preoccupata di non farsi confondere
come gente senza cultura, adottò un atteggiamento di allegra condiscendenza
e riceveva con applauso quelle canzoni che si sentivano dappertutto. Poi con
la scalata economica dei "dominican-yorks", la bachata considerata
d'"Amargue", si vestì di gala ed a poco a poco ha continuato
a stabilirsi in discoteche, club e ad infiltrarsi in feste di nozze e compleanni
dei nuovi ricchi". Barreiro sostiene che l'estensione della bachata serve
da canale di espressione a genti che anteriormente non avevano mezzi per ciò.
"La bachata serve come discorso culturale a molti settori che prima non
parlavano". Spiega che alcuni settori di recente auge economica sono respinti
e visti con illegittimità per i gruppi economici tradizionali che adottano
un atteggiamento difensivo e di sfida davanti a quelli, i quali a sua volta,
per esprimersi e farsi sentire, ricorrono a mezzi come la bachata, legata al
suo mondo di gusti e preferenze.
LA BACHATA MODERNA: LA NEOBACHATA ![]()
Una
trasformazione sostanziale avvenne per la bachata a metà degli anni ottanta.
Arrivò per mano degli antichi ribelli della nuova canzone dominicana.
Si trattò della nascita di una variante moderna: la neobachata. Questa
si differenziò dalla bachata tradizionale per il fatto che trasformò
il suo suono con gli attrezzi tecnologici recenti nel campo della musica, e
perché, inoltre, vi si iniettò una nuova dimensione estetica,
evidenziata nell'elaborazione musicale e nei testi delle canzoni. La neobachata
fu quella che ridimensionò definitivamente i limiti sociali del genere,
e quella che più si spinse nel campo internazionale.
Fino ad allora, gli artisti di quella che abbiamo chiamato la generazione alternativa
nella musica, utilizzavano solo la bachata come una fonte di scarico emozionale,
quando, in veglioni notturni, la cantavano quasi sempre per scherzo, intonando
enfaticamente le melodie di "Amargue". Questo fu così fino
a che scoprirono la capacità espressiva del genere per mostrare sentimenti
tali come: la nostalgia, la malinconia o la lontananza.
Può considerarsi come pioniere della neobachata Luis Díaz, il
quale era attratto dalla bachata come genere musicale, da quando incominciò
a conoscerla durante le sue investigazioni sul folclore dominicano attraverso
il gruppo "Convite", negli anni settanta. Con quel gruppo si incominciò
a registrare bachatas con un suono e un contenuto differenti.
Ma non fu fino al 1984, circa, che Díaz cominciò a prenderla sul
serio come elemento di creazione. Da un lato, registrò una prima bachata
intitolata "La Perdida" che trattava di una videocassetta sulla prostituzione,
che produsse il regista Tommy García e che fu filmato con prostitute
del viale Duarte, nella parte alta di Santo Domingo. Questo brano lo registrò
Sergio Vargas nel 1991. Nel 1985, Díaz registrò un album che intitolò
"Luis Díaz Amargado", e nel 1987, produsse per Sonia Silvestre
l'album "Corazon de Vellonera", col quale si incomincia a nominare
questa nuova corrente, denominandola a volte come: Techno-Amargue, altre volte
come: Neo-Bachata. I suoi brani furono convertiti in uno spettacolo che attraverso
diverse città del paese.
Da quell'anno, Sonia Silvestre si trasformò in un'interprete favorita
della Neo-bachata, aggregando, poi, al suo repertorio "Yo Quiero Andar",
sempre di Luis Díaz, con arrangiamenti e direzione musicale di Manuel
Tejada il quale, a sua volta, introdusse altre innovazioni musicali nella Neobachata.
Per esempio, utilizzò il suono della fisarmonica attraverso un sintetizzatore
nel brano: "Yo Quiero Andar", interpretato da Silvestre, e gli arrangiamenti
a cura di Víctor Víctor in:"Asi Es Mi Amor", del 1993.
Dopo la nascita del binomio: Luis Díaz -Sonia Silvestre, nacque la figura
di "Juan Luis Guerra" che, in breve tempo si affermò nell'espressione
musicale più elevata della neo-bachata che gli diede: "Universalità".
Egli eliminò le ultime resistenze delle élite egemoniche al genere.
L'irruzione di Guerra, per quel che riguarda la bachata, avviene a partire dall'anno
1989, quando il successo di un commerciale(spot) l'introdusse per quella strada.
Così nacque "Como abeja al Panal" la cui popolarità
si proiettò rapidamente all'estero.
L'album di Guerra che ha avuto più successo internazionale era orientato
fondamentalmente a esplorare la bachata. Così rimase raffigurando nel
titolo del disco: "Bachata Rosa". Con questo, Guerra svegliò
l'interesse generale per il genere, e lo portò ad essere apprezzato non
solo da un pubblico popolare, marginale, ma anche presso le persone mezze istruite
e le élite. D'altra parte, gli diede una dimensione letteraria di indiscutibile
carattere universale, Guerra si trasformò nel principale esponente della
neo-bachata.
Nonostante la nascita tanto recente della neo-bachata, si definirono almeno
tre versanti nel suo interno, durante il decennio dei novanta, come ha ipotizzato
Víctor Víctor. Personalizzandole, quelle linee rappresentano Luis
Díaz il cui stile e' evidenziato dalle influenze di rock, blues, tra
i vari generi, come può apprezzarsi negli accordi, le armonie, nella
forma di esecuzione, e nel suo modo di interpretazione. Si può dire che
questo è strettamente quello che si è chiamato techno-bachata
o techno-amargue. Un altro versante lo rappresenta Víctor Víctor,
il quale contiene principalmente influenze del Son, evidenti nella struttura
dei suoi brani. La terza linea la simbolizza Juan Luis Guerra, influenzata dal
bolero ed in parte anche dal Son, con le sue note liriche distintive, e la sua
poetica particolare, a volte surreale; tutto corrisponde con la considerazione
che ha Guerra della bachata come una specie di "bolero antillano."
Víctor Víctor riuscì a proiettarsi nell'ambito internazionale
in tema di bachata, a partire dal suo album "Mesita de Noche", del
1991, con arrangiamenti di Manuel Tejada. A lui e' dato il merito, inoltre,
di avere introdotto il Son come genere nel movimento della generazione alternativa
da per lo meno il 1979, col suo gruppo "Flamboyán". Victor
lanciò nel 1993 un secondo album: "Tu Corazon", dedicato alla
bachata, che conteneva brani di risonanza come:" Asi' es Mi Amor"
e "Bachata Blues" che arrangio' anche Tejada.
Come può osservarsi, il movimento di trasformazione della bachata si
conformo a partire dalla trilogia di musicisti fondatori della neo-bachata:
"Luis Díaz", "Juan Luis Guerra" e "Víctor
Víctor". Essi furono quelli che eliminarono definitivamente la muraglia
sociale e le barriere ideologiche che ostacolavano il tragitto della bachata,
e che ostacolavano la sua entrata negli spazi riservati all'aristocrazia. E'
chiaro, che la loro e' una bachata distinta, evoluta…. è la: Neo-bachata.
Un grazie a Salsa.it
IN SINTESI I BALLI PIU' IMPORTANTI LATINI ![]()
Bachata
Agli inizi del ventesimo secolo, il termine Bachata (fiesta) designava un tipo
di riunione sociale, imparentata con la Jarana dell'epoca, definita per la presenza
di vari generi musicali e balli popolari. Possiamo dire che questa costituiva
una vera e propria forma di ricreazione popolare. Da tali caratteristiche si
può dedurre che la Bachata era un complesso fenomeno socio-musicale dal
quale, fondendo ritmi, melodie e strumenti e adattandoli all'ambiente nativo,
nacque posteriormente un modo musicale ed interpretativo di aspetto autoctono,
che appunto è il genere musicale della Bachata.
Beguine Danza popolare originaria dell'isola di Martinica (ma di lontane ascendenze
francesi) di andatura regolare, resa celeberrima da Cole Porter che sul suo
ritmo scrisse "Begin The Beguine", portata al successo da Artie Shaw
nel 1938.
Calipso Originario di Trinidad, arriva a New York e Londra durante gli anni Trenta al seguito di un consistente flusso migratorio. Il suo nome deriva dalla distorsione della parola africana "kaiso", interiezione d'incitamento, analoga a "forza!", "dai!". Come il reggae e il mento (la più popolare e radicata folk music giamaicana), il calypso nasce come musica d'argomento politico e sociale ed è arricchito da un forte uso del dialetto e da una tendenza all'improvvisazione. La sua diffusione è legata al nome di Harry Belafonte.
Cha cha chà Molto popolare dalla fine degli anni Quaranta, deriva dal bolero, un ballo di origini cubane. Il cha cha chà si sposa col tempo ad altri ritmi, tra cui il rock.
Criolla Danza cubana con elementi di melodie spagnole e forti apporti percussivi della tradizione centroamericana.
Danzòn Di stile insolitamente europeo, molto popolare in Messico, deriva da alcuni balli del XVIII secolo. Si tratta della danza preferita, non tanto dai lavoratori delle piantagioni, quanto dai padroni delle aziende.
Guajira Danza irregolare, dai ritmi alternati (3/4, 6/8) che si diffonde principalmente a Cuba ma che probabilmente proviene dall'Andalusia.
Guaracha Danza cubana a sfondo sociale molto in voga nell'Ottocento (usata in un balletto della "Muta dei portici" dal compositore francese Auber nel 1828) e riscoperta negli anni Quaranta durante la "controcolonizzazione" cubana della musica statunitense.
Habanera In 2/4, affine al tango, è originaria dell'Avana. Entra in vari momenti tanto nel repertorio classico e operistico (Debussy, Ravel, ad esempio nella "Carmen", Albéniz) quanto negli spartiti leggeri ("St. Louis Blues" di W.C. Handy).
Latin Hustle Evoluzione fondamentalmente newyorkese del ballo che accompagna la salsa, in cui la coppia di ballerini si misura in coreografie acrobatiche altamente spettacolari.
Mambo Forse la più nota danza cubana (4/4 irregolare). Prende piede a New York alla fine degli anni Quaranta fondendosi con l'ispirazione jazz delle big band. L'esplosione del mambo su larga scala avviene però con un film di Jane Russell ("Il tesoro sommerso", 1955), nella cui colonna sonora viene inclusa "Cherry Pink And Apple Blossom White" di Peréz Prado, che giunge in testa alla classifica di vendita. Da quel momento il mambo diventa un fenomeno internazionale, non più esclusivamente legato al pubblico di lingua spagnola. Rosemary Clooney portò al successo una canzone intitolata "Mambo italiano".
Merengue Praticamente un sinonimo di Repubblica Dominicana. Si tratta di una danza veloce in 2/4 guidata essenzialmente dal suono di fisarmonica e sassofono. Il merengue vive un periodo di grande diffusione sotto il governo totalitario di Rafael Trujillo, che lo eleva a simbolo della tradizione espressiva del paese. Arriva in America all'inizio degli anni Cinquanta con Angel Villora, che importa l'insolito binomio sax/fisarmonica.
Rumba Di origini cubane, molto vivace, dal ritmo sincopato, la rumba viene importata dalla cultura "occidentale" negli anni Trenta in una versione semplificata, abbastanza lontana dal rituale religioso (basato esclusivamente su voci e percussioni) da cui la rumba discende. Alla rumbamania contribuisce anche Cab Colloway con "Doing The Rumba"
Reggaeton: la moderna frontiera del ballo latino? ] Uno dei fenomeni musicali che si è imposto negli ultimi tempi all'attenzione al pubblico che frequenta le sale latine è un tipo di musica "fusion" definita con il termine di Reggaeton, un mix di Reggae giamaicano e HipHop abilmente mescolato con temi e testi in lingua spagnola. Il Reggaeton affonda le sue radici ben lontano. Nella metà degli anni '70 un grosso numero di immigrati giamaicani che lavoravano alla costruzione del canale di Panama importò la propria tradizione musicale in questo paese contagiando la locale popolazione e dando luogo alla prima produzione discografica di musica Raggae. Dieci anni dopo, in Porto Rico, esce il primo disco di HipHop in lingua spagnola. La successione di questi due fattori produsse, in entrambe i paesi, una corsa verso questo tipo di genere musicale, anche se oggi gli studiosi tendono ad accreditare Porto Rico come la patria del primo disco che si possa definire come Reggaeton.

Lo stile di questa sound fonde il Reggae giamaicano con testi di formato HipHop, il tutto impiantato su una forte base ritmica di provenienza dalla Bomba e Plena tradizionali portoricane. Gli stessi testi delle canzoni, infatti, riprendono i temi popolari e sociali proprio sul modello funzionale della Plena portoricana ( definita appunto el periodico cantado). Oggi artisti portoricani come Tego Calderon, Don Omar, Daddy Yankee, Hector y Tito o panamensi come Papi Chulo, Lorna from Panama, hanno raggiunto il successo grazie alla musica Reggaeton, diffusasi oramai in Cuba, Florida, Colombia e vaste aree degli USA. Oramai si sta diffondendo anche in Europa.
Salsa Probabilmente coniato dal D.J. di una radio venezuelana, è il termine con cui si identifica la musica da ballo nata alla fine degli anni Sessanta e sviluppatasi prepotentemente durante i Settanta nel barrio di New York. Pur non completamente accettato da tutti, il termine salsa unisce quasi l'intero mondo latinoamericano. La sua musica è ottenuta dalla fusione della tradizione cubana e portoricana con i suoni delle big band dei quartieri latini newyorkesi. L'espressione evidenzia la varietà degli stili che hanno contribuito a determinare la nascita del filone e giustifica i tanti sotto generi (salsa-merengue, salsa mediterranea, salsa erotica, etc...).
Soca Versione aggiornata del calypso, nasce quando i musicisti calypso, conquistati dalla soul music, vanno a incidere a Brooklyn approfittando delle moderne tecnologie e del "mood" che animava gli anni di John Travolta e della disco music dei Bee Gees. L'espressione soca nasce infatti dalle prime due sillabe di "Soul Calypso", di Lord Shorty, canzone che mescolava abilmente calypso, funk e ska.
Son La principale danza e il più importante "formato canzone" della tradizione cubana. La si deve considerare la vera base della salsa moderna. Alla danza son si può aggiungere il "montuno", sezione costruita sul tradizionale modello religioso del "call and respond". Attualmente la più celebre son band in circolazione è quella dei Los Van Van, guidata da Juan Formell, che fonde charanga e influenze jazz.
Lo
Zouk è come la salsa una musica che ha una forte componente africana
pur provenendo in realtà dai Caraibi, in particolare dalle Antille
Francesi: Guadalupa e Martinica.
Oggi è molto popolare in Brasile, in Francia e in alcuni paesi africani
come Mozambico, Angola, Capoverde (dove assume talvolta nomi diversi)
Come ci riporta l'interessantissimo sito www.zouk.it (del prezioso Enrico Vallini,
grande esperto e conoscitore di questo genere) ha ricevuto influenze dal Merengue
della Repubblica Dominicana, dalla Bomba di Portorico, dalla Rumba di Cuba,
dalla Cadence di Haiti, dal Reggae della Jamaica, dalla Beguine delle Antille
Francesi e, infine, dal Calipso e Soca di Trinidad e Tobago.
Lo Zouk è emerso nel 1982 grazie soprattutto all'opera di diffusione
del gruppo Kassav.
Zouk in dialetto creolo significa festa, party. Zouker significa di conseguenza
ballare.
Lo Zouk ha ispirato nella metà degli anni '80 il Soukous dello Zaire
e la Makossa del Camerun.
Negli anni ’80-’90 c’erano due differenti stili. In Martinica
si preferiva il più romantico e lento "Zouk Love", in Guadalupa
amavano quello più duro, più veloce: lo "Zouk Beton" o "Chirè".
Lo Zouk è un classico ballo di coppia. Gli Antillani ballano lo Zouk
Love come il nostro "Ballo del Mattone" di una volta. Si abbraccia
il/la partner e ci si muove con un movimento dell'anca più accentuato
rispetto a un ballo lento. Gli africani lo ballano anche come un Merengue lento.
Lo Zouk Beton o Chirè, che è più veloce, invece si può ballare
come un Merengue relativamente veloce. Per entrambi gli stili, volendo, si
possono fare i volteggi e le figurazioni tipiche della Soca e Lambada per rendere
più divertente il ballo.
In Brasile invece lo zouk ha ormai preso il posto della lambada, trasformandosi
così in una sorte di lambada lenta molto suggestiva e carica di erotismo.
Nel ballarlo i brasiliani alternano roventi corpo a corpo con delle figurazioni
con scambi di posto che sono anche tipiche della salsa (oltre che di altri
balli popolari). Inoltre utilizzano moltissimo i casquet che evidenziamo soprattutto
la grande flessibilità e sinuosità delle donne che di questa
danza sono le vere regine.E' un ballo dove l'affiatamento tra i partners diventa
importante e che esalta al massimo la chimica di coppia. Ed è una ideale
via di mezzo tra la bachata e la salsa ma con un grosso vantaggio, che, musicalmente
parlando lo zouk è molto più ricco della bachata.
il
Los Angeles Style
Per
capire meglio il fenomeno Los Angeles Style bisognerebbe andare indietro nel
tempo ed avere come punto di riferimento un film che è stato fondamentale
per la nascita di questo stile. Si tratta del film "Salsa", una pellicola
uscita nel 1988 e ambientata a Los Angeles. Un'operazione che voleva, dieci
anni dopo, rinverdire il successo di un altro fondamentale film nella storia
del ballo moderno: "Saturday's Night Fever".Il film era interpretato
da un allora noto cantante pop portoricano Roby Rosa, trasformatosi con ottimi
risultati dalla notte alla mattina in ballerino, cosa avveratasi anni dopo con
un altro cantante portoricano, Chayanne, nel film "Dance with me"
interpretato a duo con Vanessa Williams. La trama del film "Salsa"
è davvero esile, racconta le vicende di un ragazzo di origine portoricana
che sogna di vincere un concorso di salsa per poter finalmente visitare la tanto
agognata Puerto Rico. Il film è condito, a parte qualche scena metropolitana
di un certo interesse, dai soliti amori, dalle solite gelosie e dai soliti stereotipi
legati all'immagine degli immigrati portoricani. Nonostante la sua fragilità
il film merita di essere visto per le bellissime scene dedicate al ballo. Nella
pellicola i ballerini danno vita ad alcuni virtuosismi straordinari, introducendo
nella salsa: pirouette, casquet, acrobazie e prese in aria ereditate da balli
spettacolari quali il rock and roll, l'afro-jazz e la danza moderna.Tutto
questo grazie alla fantasia di due coreografi Kenny Ortega ,coreografo tra l'altro
del celebrissimo "Dirty Dancing", e della sua preziosa collaboratrice
Miranda Garrison, che è anche una delle principali interpreti della pellicola.Interessante
è anche un video didattico in cui Kenny Ortega, partendo proprio da questo
suo film ci spiega la sua idea della salsa. Da questo video didattico (da in
me in possesso nella sua versione in tedesco) si evince di come Kenny non abbia
una idea precostruita della salsa. Non ha un passo base stabilito, né
un tempo preciso di esecuzione. Lui non fa altro che prendere dei ballerini
di diversa estrazione geografica e sfruttando le loro capacità confeziona
per loro una salsa spettacolare e virtuosa che non ha una radice ma che si trasforma
in un contenitore artistico aperto alla contaminazione e alle influenze più
disparate.Questa
insita libertà espressiva, priva di condizionamento alcuno ci deve aiutare
moltissimo a capire il fenomeno in questione. Un cubano nato a Cuba si formerà
nel solco della tradizione coreutica del suo popolo, potrà magari innovare,
creare un suo proprio stile ma senza rinunciare alla sua cubania. Un latino
nato in una metropoli come Los Angeles non si sentirà costretto a seguire
nessuna tradizione, potrà creare in maniera assolutamente libera cercando
di assemblare le cose che più gli piacciono e più gli interessano
senza per questo passare per traditore (fenomeno molto abituale anche da noi
in Italia).La
salsa di Kenny Ortega diventa quindi di per se un incredibile fucina, un laboratorio
coreografico, una sorta di Free Style che si trasforma in un importante precursore
di quello che sarà battezzato successivamente Los Angeles Style.La
città di Los Angeles diventa il luogo ideale per la nascita di questo
nuovo stile.La città degli angeli è infatti abitata da una foltissima
comunità ispanica. Fra le varie comunità spicca però in
particolare quella messicana, sicuramente non assimilabile alle altre comunità
caraibiche che popolano in particolare i quartieri della Grande Mela (il celeberrimo
Spanish Harlem). Gli americani di origine messicana da queste parti vengono
chiamati chicanos e sono proprio loro ad essersi messi a capo del movimento
salsero. Un movimento piuttosto forte che garantisce grandi sale da ballo, un'ottima
programmazione dal vivo e persino la rivista di salsa più famosa del
mondo "Latin beat".Io
ho avuto la fortuna di assistere da vicino all'evoluzione di questo stile. Mi
ricordo nel 1997, quando a Puerto Rico vennero per la prima volta i Fratelli
Vasquez. Il loro stile destò subito un grande interesse e anche qualche
perplessità. Colpivano soprattutto perché erano diversi ed avevamo
una idea molto interessante e innovativa di che cosa fosse uno spettacolo di
salsa. In quella occasione i ballerini di Los Angeles, capitanati dai fratelli
Vasquez, mostrarono al mondo intero il polso di questa città che, capolinea
di molte influenze, ha dato vita ad un tipo di salsa che per la sua spettacolarità
e per la ricerca del colpo ad effetto ricorda molto da vicino la lambada brasiliana.Un
modo di ballare molto libero e creativo, che però ha cominciato ad avere
una sua precisa definizione solo con il passare degli anni. Quando i Vasquez
vennero per la prima volta a Puerto Rico ad esempio non avevano in realtà
uno stile definito. Avevano sì molte idee ma diveniva assai difficile
classificare il loro stile che poteva cambiare molto da uno spettacolo all'altro.
Arrivati a Puerto Rico hanno avuto però la possibilità di conoscere
e vedere all'opera i migliori ballerini del mondo e da lì è nato
a l'idea di ispirarsi principalmente al ballo in linea per poi edificare su
quella base la loro idea della salsa.Ecco
perché oggi ci sono molti elementi in comune tra la salsa di Los Angeles,
quella di New York e quella di Puerto Rico. Prima della nascita del Congresso
questi ballerini andavano ognuno per la loro strada, poi, incontrandosi, hanno
incominciato a fondere i loro stili e prendere ognuno ispirazione dal lavoro
degli altri.Di
fatto oggi la salsa di Los Angeles si è trasformata in una salsa in linea
che nella sua versione più semplice non è tanto diversa da quella
portoricana o da quella newiorkese. Si differenzia però dal fatto che
i ballerini di Los Angeles privilegiano il fatto di ballare sul primo tempo
della musica per accentuare la velocità di esecuzione (ma d'altra parte
non è obbligatorio ballare sul due negli altri stilli, o almeno non sta
scritto da nessuna parte). La loro salsa si complica tantissimo quando inserisce
quelle che sono le loro tipiche acrobazie, quelli che in inglese si chiamano
trucks o lifts come ad esempio il celebre "muerto", figura in cui
la donna nel cadere per terra viene risollevata dai piedi dell'uomo.La
salsa di Los Angeles rimane per molti una salsa profondamente americana con
quel tanto di kitch che l'allontana parecchio dal tipico sabor caraibico. Ci
troviamo però, non dimentichiamolo, ad Hollywood, nella patria del cinema
e dello spettacolo e quindi ci sembra normale che la salsa californiana punti
più sull'effetto a sorpresa che sul puro sabor. E' però indubbio
che la salsa in stile Los Angeles sia una realtà che ha portato sulla
scena moltissimi bravi ballerini, molti dei quali nati al di fuori dei confini
californiani.E'
una salsa infatti perfetta per un pubblico molto giovane e dinamico, non particolarmente
legato alla tradizione. Chiaramente la sua modernità potrà farla
sembrare scandalosa agli occhi dei conservatori e dei guardiani della tradizione,
ma si inserisce in quella dialettica, oggi tanto attuale, tra innovazione e
tradizione che sta dando parecchi grattacapi anche ai cultori e gli amanti della
vecchia musica afro-latino-caraibica.E'
sicuramente un fenomeno contemporaneo ai tempi in cui viviamo. Ognuno potrà
accettarlo o meno, amarlo o odiarlo ma è indubbio che è un fenomeno
che esiste e che è sicuramente lo specchio di una salsa, in questo momento,
sempre di più proiettata verso il futuro ( UN GRAZIE A ENZO CONTE)
HUSTLE
a salsa raggiunge negli anni '70 il suo apogeo. É quella una epoca dorata
sia per la musica che per il ballo. New York è tutta un pullulare di
locali, come ad esempio il mitico Corso, dove si riuniscono i migliori ballerini
e le migliori orchestre latino-americane.Sul
finire degli anni '80 questo movimento entra però in crisi, un po' a
causa di una certa ripetitività di idee ma soprattutto in conseguenza
del grande successo che stava ottenendo anche tra la gioventù latina
l'hustle, un nuovo genere musicale pensato e costruito dall'industria discografica
per il mondo delle discoteche.
Il successo travolgente dell'hustle (e di quella che verrà battezzata
disco music) spinse il giovane latino a creare un nuovo ballo che verrà
battezzato latin hustle e che avrà la sua consacrazione definitiva grazie
alla pellicola "Saturday' Night Fever", uscita nel 1978 e interpretata
da un giovane ragazzo di origine italiana, John Travolta. L'hustle è
un ballo molto figurato e acrobatico che fa della spettacolarità la sua
arma vincente. Un ballo che col tempo genererà anche una variante da
competizione caratterizzata da prese in aria e piroette senza fine che a loro
volta favoriranno il nascere di quella che sarà battezzata "salsa
hustle", una corrente stilistica che raggiungerà proprio in quel
periodo il suo apice per poi cadere, come é destino di tutte le mode,
negli anni successivi nel dimenticatoio.Quando
una moda finisce, in attesa di crearne una nuova si finisce spesso e volentieri
per recuperare il passato e quindi ecco che negli anni '90 torna prepotentemente
alla ribalta il vecchio e mai dimenticato mambo. In realtà l'influenza
del mambo sulla salsa newyorkese è sempre stata evidente al punto che
ancora oggi sono in molti a definire questo tipo di ballo: "mambo-salsa"
o "salsa-mambo". Una delle più grosse differenze tra la salsa
cubana e quella newyorkese é che la prima deriva direttamente dal son,
la seconda si ispira di più al mambo, in particolare quello dell'epoca
dorata del Palladium. Come nel caso della salsa portoricana, una delle principali
caratteristiche del mambo-salsa é che rimane essenzialmente un ballo
in linea, a differenza di quanto succede nel casino cubano, che ha un movimento
circolare fatto di continui scambi di posto. Il mambo newiorkese è inoltre
caratterizzato da un'enorme utilizzo di passi liberi, i mambo shines, che determinano
una sfida di bravura tra l'uomo e la donna. Altra caratteristica del mambo-salsa
(attitudine che si affermerà soprattutto nell'ambito delle scuole di
ballo) é quella di essere ballato "en contratiempo", ovvero
sul secondo tempo della musica, anche se a questo proposito si sono sviluppate
diverse tecniche.Negli
ultimi anni l'apertura di alcune scuole specializzate ha contribuito in maniera
decisiva alla diffusione di questo ballo anche tra comunità non strettamente
latine. A parte le vecchie glorie ancora oggi in piena attività (come
ad esempio Jo Jo Smith e l'intramontabile Freddy Rios), grande importanza ha
avuto l'opera del celebre Eddie Torres. Il merito di questo coreografo di origine
portoricana é stato quello di creare uno stile molto coreografico che
lui stesso battezzerà in seguito "night club style". La sua
abilità è stata quella di combinare intelligentemente l'eleganza
del mambo stile Palladium con le figure della salsa hustle. La sua tecnica (visibile
in due cassette oggi in commercio dal titolo "Salsa, night club style")
si caratterizza per un uso piuttosto ricercato di complicati mambo shines, combinati
però con l'utilizzo di figure piuttosto spettacolari che fanno largo
uso di piroette e giri multipli. Il suo grande merito è stato quello
di codificare questa tecnica di base dando la possibilità a molti talenti,
molti dei quali provenienti direttamente dalla "calle", di acquisire
una solida preparazione accademica. Per questo motivo che Eddie Torres, ancora
più che come ballerino, rimarrà nella storia del ballo latino,
come maestro e come creatore di uno stile unico ed inconfondibile.Un
certo successo stanno ottenendo anche la coppia formata da Angel e Adelaida
Rodriguez, due ex ballerini di hustle, che sono i direttori della compagnia
Razz 'M Tazz, una poderosa organizzazione che ha diverse sedi distribuite nella
Grande Mela. Sicuramente lo stile dei Rodriguez, rispetto a quello di Torres,
è più influenzato dall'esperienza hustle.Molte
però sono le scuole che operano a New York. Tra le più popolari
ricordiamo il Dance Sport di Paul Pellicoro, lo Stepping Out, il Manhattan Dance
Studio e il Sandra Cameron Center. Tra gli insegnanti più famosi ricordiamo
oltre a quelli già citati: Quetcy Olmo, Carlos Figueroa, Jimmy Anthon,
Luis Zegarra, Frankie Martinez, Franklyn Diaz, Luis Matos, Nelson Flores, Evelyne
Ramos, Ismael Otero, Gricelle Ponce, Addie Diaz, David Melendez, Nydia Ocasio
e Thomas Guerrero. La migliore scuola rimane in ogni caso la strada o sarebbe
meglio dire la pista dei vari club. É lì che é possibile
vedere all'opera i ballerini più bravi ed é lì che è
possibile cimentarsi con loro, anche se inserirsi in questo circolo esclusivo
non è affatto facile, soprattutto se si è uomini, in quanto le
brave ballerine tendono a snobbare i ballerini più inesperti. Tutto questo
alla faccia del divertimento e di quel sentimento goliardico che dovrebbe regnare
in un locale di salsa! C'è da sottolineare come nelle discoteche di New
York la lotta tra le varie scuole e i vari maestri è accanita, al punto
che spesso in pista si assistono a vere e proprie sfide a colpi di passi e di
piroette. Ricordo la volta in cui Papito Jala Jala si recò a ballare
in un celebre locale di New York. Alla notizia del suo arrivo, Papito si ritrovò
circondato da una fila di donne scatenate, tutte in fremente attesa di ballare
con lui. Tutto ciò tra gli sguardi increduli della maggior parte dei
ballerini di New York che non riuscivano a capire che cosa trovassero le donne
di tanto interessante in quel gigante che non era capace nemmeno di fare una
piroetta.Questo
episodio ci porta a riflettere sulle differenze che esistono tra la scuola newyorkese
e quella portoricana. Oggi più che mai, grazie all'influenza ereditata
della salsa hustle, il ballerino di New York tende a fare del ballo una vera
e propria lotta dove cerca di mischiare energia, dinamismo, forza e virtuosismo.
Al contrario il ballerino di Puerto Rico ha con il ballo un rapporto più
morbido, più elegante, fatto di piccoli gesti e di infiniti particolari
che ne esaltano nei casi migliori il suo innato sabor caraibico. Questa differenza
é comprensibile soprattutto se analizziamo il differente contesto sociale
in cui si sviluppa questo ballo. La salsa newyorkese rimane una salsa profondamente
urbana, influenzata dal ritmo incessante di una metropoli convulsa e frenetica
come é appunto New York. Anche l'attuale generazione di ballerini newyorkesi
guarda più all'esempio dei giovani rappers o ballerini di hip hop che
all'eleganza dei vecchi ballerini del mambo. Molto diverso e rilassato è,
al contrario, il clima che si respira nell'isola di Puerto Rico ed è
quindi normale che la salsa dei portoricani sia figlia di questa atmosfera più
soft.Quando
inviti a ballare una ragazza di Puerto Rico, se non ti conosce, la prima cosa
che ti dice è: "Por favor, suavesito!". Al contrario quando
balli con una ragazza di New York ti sembra di avere una tarantola tra le mani
che non vede l'ora di essere frullata. La differenza tra i due stili, diventa
di conseguenza essenzialmente dinamica piuttosto che geometrica. A volte i passi
o le figure possono anche essere uguali ma di sicuro verranno interpretate in
maniera diversa seguendo un po' l'indole dei due popoli. Riuscirà il
tempo e la maggiore conoscenza reciproca a cambiare le loro caratteristiche
stilistiche? Difficile dirlo! Se oggi infatti i ballerini portoricani cominciano
ad introdurre nel ballo qualche figura, i ballerini di New York, al contrario,
sembrano poco influenzati da ciò che succede a Puerto Rico. Siamo quindi
molto dubbiosi sul fatto che ci possa essere in futuro un cambio di tendenza
e prevediamo che la salsa a New York si trasformerà sempre più
in un ballo frenetico ed elaborato, soprattutto grazie al clima di grande competizione
che c'è tra le varie scuole ed i vari insegnanti . Ci riferiamo comunque
ad una certa élite, visto che, così come succede a Puerto Rico,
la maggior parte dei ballerini di New York balla in maniera molto semplice,
senza nessuna ambizione estetica solo per il gusto, e il piacere di ritrovarsi
a calcare una pista da ballo.Per
quanto riguarda l'aspetto puramente tecnico dobbiamo constatare come nel mambo-salsa
esistono differenti maniere per entrare sul secondo tempo della musica. Mentre
esponenti della vecchia guardia come Freddy Rios o Mike Ramos entrano direttamente
sul secondo tempo della musica, Eddie Torres ha reso molto popolare una tecnica
(chiamata break on two) che prevede un passo d'entrata sul primo tempo per poi
rompere (in avanti o indietro) sul secondo o sul sesto tempo della musica. In
questo caso il conteggio musicale rimane: uno-due-tre-pausa/cinque-sei-sette-pausa.
Ci troviamo di fronte ad una tecnica in chiara antitesi con la tradizione cubana
del contratiempo che prevede, al contrario, una pausa sul primo e sul quinto
tempo della musica. Una tecnica che comunque ha ottenuto a New York un grandissimo
successo, soprattutto grazie alla capacità di Eddie Torres di creare
dei proseliti che hanno a loro volta diffuso il suo verbo. Questa tecnica a
New York é sicuramente la più diffusa, anche se altri maestri,
come ad esempio la coppia formata da Angel e Adelaida Rodriguez, continuano
ad insegnare la tecnica tradizionale ed entrano di conseguenza direttamente
sul secondo tempo della musica, partendo però con il destro indietro.
LATIN
JAZZ
Le origini del Latin Jazz
Il
Latin Jazz è caratterizzato
da ritmi combinati con melodie di jazz e progressioni di strumenti a corda.
Le influenze
latine hanno iniziato
a fondersi
con la musica diffusa americana tradizionale nel 1930. Durante gli anni dal
1950 al 1960 queste influenze sono diventate particolarmente forti, con danze
latine come il mambo,
il cha-cha-cha, il samba e il bossa nova che diventano estremamente diffuse
negli Stati Uniti.
Altri balli latini come la salsa e il merengue continuano a sentirne l'influenza
oggi.
La musica latina ha un suo proprio suono univoco. Le otto note sono suonate
direttamente, non swingate come negli altri stili di jazz ma sincopate. Una
larga varietà di percussioni latine favoriscono la nascita di orchestre
musicali. Le Congas, che sono di origine Afro-Cubane vengono suonate con i
palmi delle mani e con le dita, anche i Bongos sono Afro-Cubani, ma sono piu
alti e più sottili. Altri strumenti comuni sono timbales, claves e campanacci.
Alcune band che hanno unito un elemento latino nelle loro bande sono Dizzy
Gillespie e Stan Kenton.
Atri musicisti che incorporano elementi latini nella loro musica includono
percussioni come Airto Moreira percussionista Peruviano, Alex Acuña,
trombettista, pianista e compositore, Arturo Sandoval, il pianista Eddie Palmieri,
il percussionista Tito Puente e Poncho Sanchez, Mario Bauza, il suonatore di
trombone Steve Turré e il sassofonista di contralto Paquito D'Rivera
Cuban...........
Ma facciamo qualche passo indietro nel tempo per vedere come e dove nasce il LATIN JAZZ
Quando gli Europei cominciarono ad arrivare in America portarono con loro gli schiavi africani che venivano venduti e schiavizzati ancor prima dell'avvento di Colombo. Gli Africani portarono con loro dall'Africa i tamburi. Dappertutto in America gli Europei prendono i loro schiavi e piantano i semi per una musica afro-influenzata che sta nascendo. Mentre la musica afro dei Carabi subisce queste influenze, gli Stati Uniti ed il Brasile già hanno dato il loro riconoscimento in tutto il mondo alla musica afro-influenzata del Messico. La Colombia ed il Perù stanno emergendo soltanto ora.
Gli strumenti a corda europei, gli strumenti a fiato ed il piano uniti ai tamburi africani e alle percussioni formano la linea usata dai gruppi LATIN JAZZ.
Ma naturalmente tutto questo non è accaduto in una sola notte! Per secoli le influenze africane natie sono state soppresse, persecutate, ignorate. In America questa inquisizione ha provocato si che i tamburi venissero tolti agli schiavi africani dai loro padroni spaventati della ribellione. Questo non ha diminuito fortunatamente la musica afro-influenzata che e’ fiorita ugualmente. Quando i padroni hanno trasferito i loro timori sui tamburi, gli schiavi hanno soltanto trasferito il ritmo ad altri strumenti come il banjo o il clarinetto o il fiddle... e così hanno presentato i gloriosi suoni del JAZZ di NEW ORLEANS.
A NEW ORLEANS nacque il JAZZ che Jelly Roll Marton chiamo' "THE LATIN TINGE ossia LA TINTA LATINA" La vicinanza geografica fra HAVANA e NEW ORLEANS ha facilitato una confluenza degli stilii. Considerando che il JAZZ negli Stati Uniti è stato proposto dai neri bluesman e le loro tradizioni spirituali, nelle tradizioni musicali nere di Cuba invece sono state conservate nello sviluppo della religione sincretica conosciuta come “Santeria”. Il marchio di garanzia di entrambi gli stili è "una chiamata e una risposta", ossia improvvisazione, metodo della musica che è altamente caricata ed interattiva. Nella forma cubana, questo metodo di improvvisazione è conosciuto come “DESCARGA” ed era evidente nella musica suonata dai sestetti (formazione tipica formata da chitarra, tres (strumento a corde cubano) contrabbasso, bongo', maracas e clave) negli anni dell'adolescenza e negli anni '20 del secolo attuale. Fu il grande compositore cubano Ignacio Piñero a trasformare il sestetto in settetto, grazie all'introduzione della tromba, strumento solista per antonomasia.
Un locale da ballo era necessario e nella nuova città di New York cosi nacquero locali come il Palladium, un enorme sala situata nella mitica Broadway., il Conga ed il Copacabana. Da ogni angolo dell' America arrivavano regali di percussioni Afro-Latini che hanno arricchito New York come i galeoni Spagnoli si sono riempiti di oro. Tra i primi ad arrivare da Cuba, sulla febbre della RUMBA ed aggiungere grano a questo ricco limbo musicale furono Mario Bauzá, Frank Grillo "Machito", Arturo "Chico" O'Farrill ed Israel Lopez "Cachao". Questi "GIGANTI" hanno fatto avanti e indietro fra New York con il jazz e Havana City con la musica latina con una facilita' e una funzione che non è rigorosamente essere umano. Come i musicisti, i compositori ed arrangiatori, essi contribuirono al BIG BAND SWING dellle orchestre condotte in primo piano da Benny Goodman, Chick Web e Cab Calloway. Allo stesso tempo loro hanno condotto le loro orchestre e nel tempo perso hanno inventato il MAMBO!

Nell'ambiente JAZZ hanno attraversato i percorsi grandi innovatori come Gillespie Dizzy, Charlie Parker, Art Blakey, Kenny Dorham ed Fats Navarro. Un momento di definizione nella storia del LATIN JAZZ si è presentato nel 1947 in cui Luciano Pozo González, l'immortale "Chano"Pozo" percussionista cubano si uni a Dizzy e alla sua Band dando viva ad un nuovo genere musicale chiamato CUBOP. Nacquero cosi le grandi band di Machito, di Chico O'Farrill, Tito Puente e di Tito Rodriguez che furono i principali artefici del mitico Palladium di New York.. In segutio Chano venne ucciso e da allora in poi in Harlem, alcuni dissero che fu perché aveva rivelato i ritmi segreti nigeriani del cult di Abakuá, .Pozo in realta' venne ucciso in El Rio Bar da un ex ufficiale dell' US Army Eusebio 'El Cabito' Muñoz, il motovo principale fu una rivincita di Cabito per una pubblica umiliazione dopo una lite con Chano. Pozo fu seppellito a Cuba.
Il CUBOP sperimentale non fu mai cosi popolare, soltanto per la MAMBO
CRAZE o MAMBO MANIA del 1950. Il CUBOP ingaggio principalmente
per il piacere intrinseco
dai musicisti che si divertivano, e da un piccolo gruppo di fans, non attratti
nelle piste da ballo come il MAMBO. Il MAMBO, molto più di un ballo, è la
guerra a cavallo che declina la BIG BAND ERA nel suo tramonto. È una
maratona da cui qualcosa deve ancora uscire. TITO PUENTE, di cui la sua carriera
mette lo sviluppo in parallelo al LATIN JAZZ è quasi solamente responsabile
della posizione privilegiata continuata del MAMBO. È impossible da
definire chi deve di più, il :MAMBO a TITO PUENTE, per la longevità,
o TITO al MAMBO per avergli dato la corona di THE KING OF LATIN JAZZ. L'embargo
cubano ha gettato un masso nella corrente LATIN JAZZ ma dopo la spruzzata,
i gorghi sono finiti nel
vuoto nutrendo
la lingua da due
fonti fresche.
Come il JAZZ è stato generato dai neri che erano da generazioni ridotte
da schiavitu, a New York qualcosa qualitativamente nuovo e' stato generato
dai musicisti quanto culturalmente sono stati deportati dalla terra di Jose
Martí. Esso conteneva elementi di musica cubana ma con i grandi dosi
di JAZZ, di SOUL e perfino di ROCK dentro. Le voci erano differenti perché i
cantanti (come tutti i altri membri del gruppo) lo erano probabilmente altrettanto
sia di Porto Rico sia di discendenza cubana.
Col
passare del tempo il suono era più elettrico
ed i testi carichi con contenuto sociale. Alla tradizione cubana di descarga,
hanno
aggiunto gli
elementi di Porto Rico BOMBA e PLENA e MERENGUE domenicano.
Larry Harlow, Ray Barretto, Willie Colon, Ruben Blades, Johnny Pacheco, Carlos
Santana ed Eddie Palmieri tra gli altri, erano gli artefici di che cosa il
mondo è venuto a conoscenza come SALSA
La seconda fonte delle idee originali negli anni 60 è venuto dal Brasile. Il SAMBA Afro-Brasiliano ed il BOSSANOVA hanno dato al jazz in generale e al LATIN JAZZ in particolare un nuovo slancio che è ancora in continua evoluzione. Mentre Laurindo Almeida e Bud Shank sono andati la per primi, fu Charlie Byrd e Stan Getz che iniziazio i fans del jazz negli Stati Uniti ai lavori di Joao Gilberto, di Antonio Carlos Jobim e di Luis Bonfá. In tutti i gruppi importanti di JAZZ FUSION degli anni settanta il "sin qua non" era il percussionista brasiliano. Fra quelli distinti per il loro servizio al jazz ci sono Airto Moreira, Paulinho da Costa, Franco Guilherme e Nana Vasconcelos. Quello che i musicisti brasiliani hanno trovato quando sono venuti negli Stati Uniti era uno sviluppo di LATIN JAZZ concepito per apprezzare il JAZZ BRASILIANO dalle cenerii del fuoco cubano.
Il LATIN JAZZ ha in un tempo molto breve sviluppato il più grande settore in espansione nel jazz. E’ diventato troppo grande velocemente in relazione al suo parente "JAZZ".Semplicemente perché AFRO-CUBAN JAZZ e AFRO-CARIBBEAN JAZZ si sono espansi a velocità della luce dall'Argentina alla Germania alla Spagna alla Francia Italia e Panama.
Il
LATIN JAZZ mette radici. Ai festival internazionali del jazz gli artisti
tradizionali di jazz possono osservare
soltanto con
invidia la risposta
entusiastica
data dai gruppi LATIN JAZZ. Nel 1994 la sottocategoria di LATIN JAZZ è stata
creata nei premi dei Grammy in riconoscimento a questo fenomeno.
In effetti, il LATIN JAZZ è divenuto la lingua franca degli entusiasti
del jazz nel mondo intero. Negli Stati Uniti questa lingua ha per decenni vacillato
fra un salsa-jazz più commerciale e una più accessibile (per
i ballerini) e qualche cosa di più vicino al CUBOP ideale (per i musicisti)
La realizzazione più lodabile di TITO PUENTE è la finezza con cui ha evitato questa dicotomia. Come popolarita Tito è ineguagliabile! Nei decenni la sua popolarità costante e l'integrità della sua musica non e' mai decaduta. Alcuni album latin jazz ("Salsa meets jazz” Concord Picante, 1988 e "Tito Puente’s golden Latin jazz all star in session 1994 RMM records) sono il risultato di devozione singolare di Tito a riunire i musicisti migliori da entrambi le parti.
Altri
paesi in cui ha messo radici considerevolmente, in Argentina ed in Spagna
ci sono varietà esotiche: uno può ora
parlare di TANGO-JAZZ di FLAMENCO-JAZZ come sub-generi.
Che cosa è accaduto invece a Cuba? IL LATIN JAZZ è vivo e’ vegeto
nel suo paese natio!
I gruppi principali capitanati da Chucho Valdes, Salvador Emiliano, da Gonzalo
Rubalcaba e da Jesus Alemañy piu recentemente, hanno dato credibilita’ che
se il JAZZ CUBAN sembrasse stare magicamente fermo durante le decadi dell'embargo,
ora è nell'occhio dell'uragano!
Alcune parti di questo articolo sono state scritte da Luis Moreno, insegnante all McAllen e appassionato di Latin Jazz.
Traduzione by SALSALOVE..

Tango argentino
Il
tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata
a Buenos Aires e Montevideo intorno alla seconda metà dell'800.
Il
tango utilizza per le sue esecuzioni uno strumento, forse inventato o forse
popolarizzato dal musicista tedesco
Heinrich Band, il bandoneon,
una sorta
di fisarmonica di legno con dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli
produce le note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se
il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una musica molto
sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed anche gli altri strumenti
utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti
di battuta e segnature ritmiche. La sua struttura armonica, però, è tipicamente
italiana. In principio il tango si affermò come musica popolare nel
rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires, che in breve passò da
210.000 a 1.200.000 abitanti. I grandi autori di tango (Le Pera, Contursi,
Discépolo, Solanas, Troilo, Esposito, Gardel, Filiberto, Razzano, Cobiàn,
Cadicamo ed altri) ne fecero una musica nazionale.
Il tango argentino è un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato
dalla sua eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il
passo in sé, dove per passo si intende il normale passo di una camminata.
Essendo un ballo di improvvisazione, in pista non esiste l'idea di sequenze
di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un
dialogo il proprio ballo.
La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l'uomo
con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le
tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra
dell'uomo e la destra della donna.
Poche regole semplici dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida,
la donna segue.
Fondamentalmente è l'uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo
alla propria ballerina di spostarsi.
Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi
predefiniti, come la Salida basica.
Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato milonga talvolta Tangueria.
Curiosità
La Lingua del Tango è il Lunfardo, idioma parlato a Buenos Aires
Nessuno sa chi abbia dato il nome di tango a questo ballo, né si sa
esattamente perché si chiami in questo modo, ne se ne conoscono le
esatte origni musicali ne del ballo.
Ai primi del Novecento, il tango cominciava a sottrarre spazio in Europa
al valzer e alla polca. Di fronte alle richieste d'interdizione delle autorità ecclesiastiche,
si narra che Papa Pio X avesse chiesto che una coppia di ballerini gli fornisse
un'idea precisa del nuovo ballo, per valutarne direttamente, di persona,
gli aspetti scandalosi. Avvenuta l'esibizione davanti al Pontefice, egli
avrebbe
detto:
« Mi me pàr che sia più bèo el bàeo a 'ea furlana;
ma nò vedo che gran pecài ghe sia in stò novo bàeo!» (A
me sembra che sia più bello il ballo alla friulana; ma non vedo che
gran peccato vi sia in questo nuovo ballo!) »
Dispose perciò la revoca della sanzione ecclesiastica prevista per chi
lo avesse praticato.
Desde el alma è forse il più famoso walz criollo. Ma quello che
non tutti sannno è che è stato scritto da Rosita Melo a soli
14 anni.
Fra i cantanti vanno ricordati Carlos Gardel, Roberto Goyeneche detto 'il polacco', Edmundo Rivero, Julio Sosa, Tita Merello. Tra i musicisti e direttori di orchestra: Juan D'Arienzo, Astor Piazzolla, Francisco Canaro, Carlos Di Sarli, Aníbal Troilo, Osvaldo Pugliese.
Il tango argentino ha sempre continuato ad evolversi e negli ultimi anni si è affermato un genere conosciuto come tango elettronico le cui note accompagnano le esibizioni dei migliori ballerini contemporanei. Nel tango elettronico sono da evidenziare le orchestre: Gotan Project, Electrocutango, Narcotango
Perché il tango piace così tanto?
Ho letto in diversi articoli tutta una serie di spiegazioni sul perchè il tango attragga così tanta gente da interessare perfino la industria cinematografica americana (sempre attenta alle tendenze del mercato mondiale) che negli ultimi anni ha messo in circolazione una serie abbastanza ampia di films sul tango.
Devo dire che nessuna di queste mi ha soddisfatto del tutto. In primo luogo, a leggere questi articoli sembrerebbe che le masse stanno riscoprendo questa musica; come se prima d'ora non se ne fossero accorte.
Non credo questo sia del tutto vero... penso invece che il tango sia stato sempre conosciuto (basti pensare alla canzone "Chitarra Romana"... non so se sia nata così, ma la versione che ho sentito io era a ritmo di tango... ed era un tango dalle parole bellissime!).
Penso, invece, che la gente stia riscoprendo non il tango ma il valore e la bellezza del tango... e non è la stessa cosa!
Secondo me -e chiedo scusa se posso sembrare presuntuoso- la vera bellezza del tango non è in quei passi scimmieschi che si vedono fare negli spettacoli (infatti, quello è appunto spettacolo ma non è tango); e che certi "professori di tango" rimediati usano con troppa larghezza.
La bellezza del tango risiede invece nel fatto che il suo ballo è una relazione tra un uomo e una donna che in quel momento ballano quel tango in quel modo e che cinque minuti dopo lo balleranno sicuramente in un'altro modo; perche il tango va sempre improvvisato, dato che anche se ci sono dei passi codificati, questi vanno indicati dall'uomo con la sua mano destra alla donna tramite movimenti e pressioni sulla sua schiena (questo, ovviamente, vale per il vero tango argentino... non per quello del ballo liscio che è solo una parodia del ballo).
L'uomo, dovendo perciò fare da "regista" del ballo ovviamente ballerà e farà eseguire il ballo secondo la sua sensibilità in quel preciso momento. E la donna risponde a questi "richiami" a modo suo aggiungendo movimenti con la sensibilità propria di quel momento, sia dipendendo dal suo carattere che da come si sente in quel momento e con quell'uomo...
In definitiva, il tango è un linguaggio e perció un uomo e una donna che ballano il tango non solo stanno "facendo qualcosa insieme" ma fanno molto di più: in realtà stanno communicando.
È come se parlassero... E un uomo e una donna possono parlare in modo formale, oppure possono scherzare, o anche possono amoreggiare o parlare in tantissimi altri modi diversi... ma in ogni caso si tratta di comunicazione tra uomo e donna; dove è impossibile lasciare da parte la sensualità propria di ogni sesso... ed é in questo che risiede il valore del tango e la sua bellezza.
Il ballo e la musica in Brasile .... La nuova moda ?

Il
forrò (pron. forrò, in brasiliano la "r" è quasi
muta, molto simile alla "r" francese di "merci") è la
più diffusa danza popolare del nord-est del Brasile. Tra le varianti
del Forrò si distinguono il baião, il coco, il rojão,
la quadriliha, il xaxado e il xote.
Origine del nome
Secondo un illustre studioso delle manifestazioni culturali popolari
brasiliane, Luís da Câmara Cascudo, il nome deriva dalla riduzione della parola "forrobodò" che
significa "trascinare i piedi", "confusione" o "disordine".
Nell'etimologia popolare, il termine si può associare alla locuzione
inglese for all, per tutti, frase di invito al ballo usata nelle feste degli
immigrati di provenienza inglese e nordamericana. Nonostante ciò tale
origine del nome nella realtà è confutata dal fatto che gli insediamenti
anglosassoni in tale zona del Brasile si ebbero cinque anni dopo la pubblicazione
di un'incisione dal nome “Forró na roça” di Manuel
Queirós e Xerém avvenuta nel 1937.
Il ballo e la musica È un
ballo di coppia, molto sensuale nonostante sia decisamente ritmato. Il
suono è allegro, ricorda un miscuglio di samba e merengue. La musica,
molto vivace e travolgente, viene suonata dal vivo da orchestrine composte
da diversi elementi con fisarmonica, chitarra, batteria, basso, percussioni,
triangolo, tamburello (pandeiro) e altri strumenti sia tradizionali che moderni,
puntualmente amplificati con monumentali casse, simile alla polka, che rielaborata
con lo spirito locale e adattato alla briosa musicalità brasiliana,
con l'accompagnamento degli strumenti a disposizione prende forma autonoma
e diviene il ballo più praticato nel Nordeste. Per capire la popolarità di
questa musica, basti pensare che tantissimi locali serali sono adibiti esclusivamente
a piste da ballo di forrò, e addiritura questo genere trova spazio anche
in discoteca, dove musica techno e house si alternano a band che suonano dal
vivo. Artisti
di spicco Esistono
diversi artisti che attraverso diverse forme contribuiscono, sia come
compositori che come
interpreti, ai diversi
generi
del forrò. Qui
alcuni di essi dei quali le composizioni sono di largamente apprezzata qualità.
Alceu Valença
Chico Salles
Dominguinhos
Elba Ramalho
Genival Lacerda
Jackson do Pandeiro
Luiz Gonzaga
Sivuca
Zé Ramalho
Lambada è il nome di una canzone e stile di ballo brasiliano. Si ritiene nasca dalla musica zouk tipica delle Antille.Si diffonde in tutto il mondo alla fine degli anni '80, quando la canzone Lambada, cantata in portoghese dal gruppo francese Kaoma, vende più di cinque milioni di dischi in tutto il mondo nel 1989. Lo strumento caratteristico utilizzato era il bandoneon.È un ballo fortemente erotico dove le gambe dei due ballerini sono disposte in modo che una coscia di ciascuno dei due partner finga di sfregare sugli organi sessuali dell'altro partner durante la danza.In Italia la Lambada fu rilanciata nel 1992 dal fisarmonicista Roberto Giraldi in arte Castellina con una nuova versione realizzando anche dei videoclip dove si associò fortemente il suono del bandoneon ai passi di danza dei ballerini.
Zouk
Lo Zouk nasce da una miscela di ritmi, musiche e stili africani, caraibici ed europei. Zouk in dialetto creolo significa festa, party, zouker, ballare.
Esplode come novità e diviene molto famoso nelle Antille Francesi, Guadalupa e Martinica, Parigi (Francia), Africa Occidentale, Paesi del Terzo Mondo di lingua francofona oltre a Mozambico, Angola, Capoverde, diffondendosi anche nel Nord Europa. Lo Zouk ha ispirato diversi autori dell'America Latina e dei Caraibi, sia di lingua spagnola che di lingua inglese. Ha ricevuto influenze dal merengue della Repubblica Dominicana, dalla bomba di Porto Rico, dalla rumba di Cuba, dalla cadence di Haiti, dal reggae della Jamaica, dalla beguine delle Antille Francesi e, infine, dal calipso e soca di Trinidad e Tobago, da cui ha appreso l'uso dei fiati a completamento della sonorità dei brani.
Storia
Lo Zouk è emerso nel 1982 ed è risultato molto familiare all'orecchio degli appassionati di ballo del Terzo Mondo, dei Caraibi e dell'America Latina, decretando rapidamente il suo successo. I leader di questa rivoluzione sono stati i Kassav'. Nel 1978 un cantautore, arrangiatore e chitarrista, Jacob Desvarieux, s'incontra con i fratelli Georges e Pierre-Edouard Decimus, con lo spirito di creare una musica originaria delle Antille che potesse raggiungere la stessa fama e lo stesso valore della Dance Music americana. Abituati a utilizzare i moderni studi di registrazione di Parigi hanno, quindi, sfruttato le moderne tecnologie audio e di programmazione degli strumenti musicali per creare dei brani originali. Desvarieux si afferma come produttore e arrangiatore di brani "disco" africani e francesi e i Kassav', con la loro musica, contemporaneamente ottengono una efficace e originale miscela di musica africana/antillese. Desvarieux, nelle righe che seguono, ci spiega da cosa è stato ispirato: « Quando suonavamo durante le registrazioni di brani africani, ci siamo accorti che c'è un punto comune nella musica. La musica africana era più elaborata come ritmi, ma non aveva molta armonia. Siccome suonavamo anche musica europea e musica popolare francese, siamo riusciti a creare un tipo di sonorità che da una parte avrebbe avuto i ritmi della "Musica Nera" e dall'altra l'armonia della "Musica Bianca" »
È stato naturale che, questo stile misto di ritmi, sia nato in Guadalupa e Martinica con la loro ricca storia culturale miscela di Africa ed Europa. Lo Zouk ha dato onore musicale e fama alla musica delle Antille Francesi dominate dai ritmi di Haiti, il kompas (Compas) e la cadence, stimolando l'interesse per i tradizionali timbri e percussioni, il Ti Bois (piccolo cilindro di legno), il Gwo Ka (tamburo grosso) e il Tambour (tamburo). Zouk in dialetto creolo significa festa, party, zouker, ballare. Il successo dei Kassav' ha ispirato parecchi autori di origine antillana e africana facendo esplodere il fenomeno Zouk nel giro di 10 anni. Negli studi di registrazione, gli artisti, aiutati dai più moderni sequencer, hanno creato molti brani musicali. Alcuni di questi musicisti sono arrivati nei primi posti della Hit Parade francese. Lo Zouk con i Kassav' in testa, ha avuto un successo enorme nei paesi africani di lingua francofona e ha ispirato nella metà degli anni anni '80 il soukous dello Zaire/Congo e la makossa del Camerun. Diversi artisti africani hanno, inoltre, composto parecchie canzoni al ritmo dello Zouk. Negli anni '80-'90 c’erano due differenti stili nello Zouk fra le due isole delle Antille. In Martinica preferivano il più romantico e lento "Zouk Love", in Guadalupa amavano quello più duro, più veloce, lo "Zouk Beton" o "Chirè", in discoteca, comunque, si suonano tutti e due gli stili. Gli artisti più famosi, oltre ai Kassav', sono: Franky Vincent, Tany Saint Val, Jocelyne Labille (con il successo dell'estate 2003 Laisse Parler Les Gens), Princess Lovers (con il successo Tu Kiffes Ça), Malavoi, Patrick Saint Eloi, Ralph Tamar, Ronald Rubinel, Perle Lama e altri ancora. Merita una menzione particolare, il cantautore Gianni Miele, un grande artista napoletano che ha vissuto in Martinica e Guadalupa per diversi anni, componendo e cantando dei bellissimi brani di successo, in creolo, inglese e italiano, tanto che i suoi pezzi continuano ancora a essere ascoltati sia nelle discoteche dei Caraibi francesi che i quelle specializzate in Zouk, in Italia. Diversi brani di Zouk e in particolare dei Kassav' sono stati arrangiati a merengue o lambada.
Il ballo
Lo Zouk è un ballo di coppia. Gli Antillani lo Zouk Love lo ballano come il "Ballo del Mattone" di una volta, si abbraccia il/la partner e ci si muove con un movimento dell'anca più accentuato rispetto a un ballo lento. Gli africani lo ballano anche come un merengue lento. Lo Zouk Beton o Chirè, che è più veloce, invece si può ballare come un merengue relativamente veloce. Per entrambi gli stili, volendo, si possono fare i volteggi e le figurazioni tipiche della soca e lambada per rendere più divertente il ballo. Al contrario delle altre danze caraibiche, lo Zouk non ha regole precise e si può interpretare secondo il proprio stato d'animo. Chi non sa ballare i ritmi caraibici, con lo stile Zouk Love e usando la vecchia tecnica del "lento", può avvicinarsi alla musica latino-americana e caraibica, fin dalla prima serata in discoteca, utilizzandolo come trampolino di lancio per imparare altri nuovi e suggestivi ritmi, questa volta aiutati da esperti insegnanti di ballo.
Lo Zouk negli ultimi anni ha avuto molto successo in Brasile, come ritmo ideale per poter continuare a ballare la Lambada, divenuta tanto famosa negli anni '89-'90. Dopo questo successo mondiale che si è protratto fino al 1995 circa, questa musica è stata via via eliminata durante le serate nelle discoteche. I brasilianni hanno modificanto un po' questa danza, ispirandosi anche a come veniva ballato lo Zouk in Guyana francese ed hanno creato questo nuovo ballo che prende tanti passi, volteggi e figure dalla Lambada, ma ne ha create anche di nuove come, ad esempio, la rotazione della testa e del corpo della ballerina, che si muove comandata dalla mani del partner. Dal Brasile è partita una notevole opera di divulgazione in tutto il Mondo, di questo nuovo stile, tanto che nel 2004 a Barcellona hanno organizzato un ongresso mondiale coniando I termini di Lambada-Zouk o Zouk Lambada o Lambazouk o semplicemente Zouk. Ci sono stati altri congressi negli anni successivi in diverse parti del Mondo ai quali hanno cominciato a partecipare anche gli insegnanti di Salsa.
Questo movimento ha iniziato a contagiare anche la nosta Capitale, Roma, che per prima ha sfruttato questa nuova onda di ballo, con scuole, locali e concerti, creando una nuova Movida Zouk.
Il
flamenco è il nome di uno
stile musicale, di una tecnica di pittura ed una danza tipiche dell'Andalusia.
Fortemente
influenzato dal
popolo nomade
dei Gitani, il flamenco affonda le sue radici nella cultura musicale dei Mori
e degli Ebrei. Un tempo ristretto nella zona dell'Andalusia, oggi il flamenco
fa parte della cultura e della tradizione musicale spagnola. Dalla seconda
parte dell'800 il flamenco ha inoltre attraversato i confini nazionali venendo
rappresentato in tutto il mondo.
Storia
La maggior parte delle informazioni sullo sviluppo del flamenco si perdono
nella Storia della Spagna. Le ragioni di ciò sono molteplici:
Il flamenco prese vita dai livelli più bassi della società dell'Andalusia,
cosicché non venne mai considerato una vera forma d'arte dalle classi
più agiate.
Le etnie che diedero vita al flamenco come i Mori, i Gitani e gli Ebrei ebbero
una storia travagliata, basti pensare alla persecuzione ed espulsione decretata
dall'Inquisizione Spagnola nel 1492.I Gitani, fondamentali nello sviluppo di
quest'arte avevano una cultura orale. Come anche le altre classi povere erano
analfabeti e le loro canzoni venivano passate di generazione in generazione
dalle esecuzioni dal vivo nella comunità sociale.
Il flamenco non era argomento di interesse di storici e musicologi. L'interesse
pubblico risvegliato da questo genere musicale si deve soprattutto a poeti
e scrittori e bisogna attendere fino al 1980 perché il flamenco sia
inserito negli studi dei conservatori.
Alle incertezze sulla storia della musica e danza del flamenco si aggiungono
quelle sull'etimologia della parola stessa "flamenco".
Blas Infante, nel suo libro Orígenes de lo flamenco y secreto del cante
jondo, supponeva che la parola flamenco derivasse dall' Hispano-Arabo fellahmengu,
che significa "contadino senza terra". Altre ipotesi riguardano la
relazione con le Fiandre (flamenco significa anche Fiammingo in spagnolo),
ritenute la terra d'origine degli zingari, oppure flameante (ardente) esecuzione
degli artisti.
Palos e compás
Gli stili musicali del flamenco, sono detti palos. Ne esistono più di 50, anche se alcuni di questi sono eseguiti molto raramente. I palos sono classificati secondo criteri musicali (ritmo, tonalità, melodia), e non ad esempio l'origine geografica. Alcuni di essi provengono da altri generi musicali e sono stati "aflamencados" nel corso del tempo come la sevillana, il fandango, la farruca e altri "Canti del Levante".
Il
modello ritmico del "palo" con il numero di battiti e l'accentazione è chiamato "compás".
Lo stesso termine è usato anche per indicare la base melodica tipica
di un "palo". All'interno di una rappresentazione tipica di flamenco
il chitarrista suona degli assoli melodici (falsetas) intervallati a dei momenti
in cui predispone un "tappeto sonoro" (compas) per il cantante. Quest'ultimo
intona delle "letras" (strofe), mentre quando il ballerino esegue
un assolo di battito di piedi (zapateado) si dice che sta eseguendo una "escobilla".
Alcuni palos vedono la presenza di chitarra, canto e ballo, altri solo di canto
(si dicono "a palo seco"), altri solo canto e chitarra e non vengono
di norma accompagnati dal ballo.
La classificazione dei "palos" flamenchi è controversa anche
se di massima vengono divisi due grandi gruppi: il "cante jondo" (cioè profondo)
e il "cante chico" (piccolo). Al primo appartengono palos solitamente
di sofferenza con presenza di cante tragico, come la soleà, la seguiriya,
la petenera, ecc. Al cante chico appartengono generi più leggeri come
la buleria, il tango flamenco, l'alegria ecc. Tra questi sono presenti anche
palos detti "de ida y vuelta", cioè di andata e ritorno (dall'america)
come la guajira e la colombiana che presentano sonorità più latinoamericane.
Caratteristica del flamenco sono le sonorità musicali tipiche del modo
musicale frigio dominante.
Palos
basati sulla "Toná"
Eseguiti solitamente senza accompagnamento (a palo seco)
Debla,Martinete,Carcelera,Saeta,Toná,Trillera.
Palos
basati sulla Soleá
Alboreá,Bulerías,Jaleos,Caña e Polo.
Il gruppo delle Cantiñas: Alegrías,Caracoles,Mirabrás,Romeras,Peteneras,Romances,Soleá
Soleá por buleria,Zorongo.
Palos basati sul Fandango
Fandangos de Huelva
Fandangos abandolaos: Verdiales,Rondeñas,Jabera
Fandangos libres (con ritmica libera): Granaínas,Media Granaína,Malagueñas
Cantes de las minas (canti di miniera): Minera, Tarantos, Tarantas, Cartageneras,
Murciana, Levantica, Cantes de madrugá
Palos basati sulla Seguiriya
Cabales,Livianas
Siguiriyas - (o seguiriyas),Serrana
Palos con ritmo di Tango
Farruca,Garrotín,Mariana,Taranto,Tiento,Tanguillo,Tango flamenco
Palos
de "Ida y vuelta"
Colombiana,Guajira,Milonga,Rumba,Vidalita
Altri palos
Campanilleros,Bambera,Sevillana,Nana,Zambra
Il flamenco nasce come espressione popolare e si sviluppa in molti altri ambiti,
fino ad arrivare ai palcoscenici dei teatri ed ai concerti rock. In particolare
possiamo trovarlo in questi ambiti:festa in famiglia - dove si vedono "cante" (canto), "baile" (danza)
e chitarra, affincati dallo "jaleo" (incitazioni a voce) e "palmas" (battito
delle mani) di non professionisti.
tablao - il tipico locale spagnolo dove spesso si cena o si beve qualcosa e
si assiste ad uno spettacolo dal vivo con assoli e coreografie di 2 - 3 persone.
Le figure presenti sono sostanzialmente quelle dell'ambito familiare.
teatro - nelle esecuzioni delle compagnie di flamenco si possono vedere oltre
al "cante" al "baile", alla "palmas" e al "toque" rapresentato
dalla chitarra anche altri strumenti musicali di recente introduzione come
il violino, il contrabbasso, il flauto traverso, la chitarra elettrica e percussioni
come il cajon ed altri strumenti.
Negli ultimi anni il flamenco si è contaminato con altri generi musicali
come il jazz, il pop e il rap, è possibile quindi vedere spettacoli
di band collegate con il flamenco anche in stadi o festival.
Si pensa spesso che l'essenza del flamenco sia la danza. In realtà l'anima
del flamenco è il "cante". Infatti il flamenco nasce come
canto, senza musica (a palo seco) chitarra e danza si aggiungono solo in seguito.
I cantanti "cantaores" possono cantare nella stessa serata in pezzi
dove è presente il "baile" sia in pezzi di assolo con o senza
chitarra. Negli assoli di norma il chitarrista dopo aver suonato qualche "falseta" (assolo
di chitarra) prepara un tappeto sonoro suonando il "compas" di un
determinato "palo". Su questo il cantaor improvvisa una sequenza
di "letras" o "coplas" (strofe) che si possono susseguire
a suo piacimento. Ogni "letra" è un mondo a parte per significato
e melodia e la partecipazine del pubblico presente (jaleo) dimostra l'apprezzamento
per l'intensita di esecuzione di una particolare letra famosa o per la scelta
del repertorio.
Quando il cantaor canta per il baile la scelta delle letras è più obbligata,
ma anche qui una dose di improvvisazione è presente grazie all'interazione
degli artisti sul palco. Naturalmente più il contesto coinvolge un numero
maggiore di persone (teatro) più l'improvvisazione riveste un ruolo
meno importante.
Toque
La chitarra deriva dal liuto. Si pensa infatti che le prime chitarre siano
apparse in spagna nel XV secolo. La chitarra tradizionale flamenca è simile
a quella classica, ma utilzza il legno di cipresso per le fasce ed il fondo
ed è leggermente più sottile, oltre che più leggera e
con un'incatenatura interna differente. Inoltre presenta una piastra trasparente
detta "golpeador" che serve per preservarla quando il chitarrista
batte con le dita sulla cassa armonica per ottenere un effetto percussivo.
La tecnica della chitarra flamenca è tipica di questo genere con sue
tecniche tra cui spicca il cosiddetto "rasgueo", il rapido movimento
delle dita sulle corde che conferisce al flamenco una particolare dinamica,
o l'alzapua. La mano sisnistra invece è identica alla chitarra classica,
anche se abbondano i legati.
Cante
Le "letras" sono spesso molto poetiche
e sono state nel corso dei secoli imitate e salvaguardate da numerosi poeti
come Federico Garcia Lorca.
Negli anni Venti, insieme con il compositore Manuel de Falla ed altri intellettuali
si batté per far riconoscere il flamenco come arte e per preservarne
la purezza.
Baile
Il "baile" flamenco è l'espressione più conosciuta
di quest'arte, sopratutto dai turisti che tendono ad identificare, a torto,
il flamenco con il ballo. Nei contesti casalinghi e di tablao è quasi
sempre una danza solistica, caratterizzata da una buona dose di improvvisazione,
dove il ballerino è comunque coreografo della propria esibizione. Nel
caso di spettacoli tetrali, la presenza di compagnie nutrite necessita di coreografie
condivise, facendo in modo che i momenti di improvvisazione siano ridotti.
Nel baile flamenco esistono movimenti del corpo e delle braccia detti "braceo" e
il battito dei piedi "zapeteo". Lo zapateo viene utilizzato dal ballerino
per introdurre il cante (llamada) o per sottolineare la fine di un verso o
di una letra (remate) oppure per eseguire dei veri e propri assoli ritmici
(escobilla).
Abbigliamento: L'abbigliamento del ballerino prevede
speciali calzature molto resistenti con chiodi ribattuti in punta e sul tacco
e abiti in sintonia con
il palo proposto, soprattutto per le donne. Infatti le fogge ed i colori si
arminizzano con il sentimento del palo rappresentato: colori sgargianti e pois
per il cante chico e toni più smorzati per il cante jondo.
Accessori: Nel ballo flamenco si possono utilizare diversi accesori; il bastone
e talvolta le nacchere sono quelli utilizzati dagli uomini (le nacchere in
particolare solo in alcuni tipi di danze come sevillanas e fandangos), mentre
le donne oltre alle nacchere (anche per altri generi quali solea, seguiryia,
ecc) utilizzano anche il ventaglio (abanico), lo scialle (manton), il cappello
(sombrero) e l'abito con lo strascico (bata de cola).
Rumba flamenca
La Rumba Flamenca è un palos flamenco proveniente
dall'america Latina, divenuto popolare in Andalusia, dove ha ricevuto una sua
caratterizzazione
che lo ha reso irriconoscibile rispetto alla Rumba sudamericana. Compas di
4 battute affine al Tango, spesso si alterna con esso. Tra i vari stili, merita
una nota la Rumba Catalana e quella di Madrid,Cano Roto. E' stata resa famosa
nel mondo da gruppi come i Gipsy King.
Artisti famosi
Bailaores (ballerini): Joaquin Cortes, Cristina Hoyos, Antonio Gades, José Galvan
e i figli Israel e Pastora, los Farrucos, Belen Maya, Eva la Yerbabuena, Antonio
Canales, Mercedes Ruiz, Antonio Marques.
Cantaores (cantanti): el Pele, Enrique Morente e la figlia Estrella, Miguel
Poveda, el Capullo de Jerez, la Paquera de Jerez, Mayte Martin, Camaron de
la Isla, Márquez.
Chitarristi: Paco de Lucia, Vicente Amigo, Manolo Sanlucar, Tomatito, Sabicas,
Nino Ricardo, Ramon Montoya, Carlos Montoya, Paco Pena.
MORERA,Bella e Brava, un amica da ascoltare........e ballare.

BUSCAME - MORERA
la prima volta che è stata ballata la bachata romantica Buscame su coreografia
del maestro Silvan Nobile
Francisco Bayón ( cantautore musicista di 32 anni ) e’ nato a Genova e collabora con diversi musicisti della scena genovese da circa 10 anni svolgendo un’intensa attivita’ live nell’ambito della musica pop/rock. Nel 2003 scopre le sonorita’ latino-americane e nel 2006 consegue il diploma d’insegnante di Danze Caraibiche ( F.I.P.D.). Il cd “Haced un mundo nuevo” ( progetto interamente italiano) e’ il suo primo lavoro e contiene 4 pezzi inediti di salsa e bachata le cui musiche e testi sono composti e cantati da lui stesso! Il cd e’ stato registrato presso Verdiano Vera Studio Maia di Genova e la sezione fiati vede la partecipazione del sassofonista Ettore Biscuso.
Puoi trovare i suoi brani in vendita cliccando qui sopra sulla copertina
Email: franciscobayon@hotmail.it
Desideri uno show nelle tue serate Latine con i DOMINICAN POWER manda una mail a info@markusemme.com
Yovanny Moreta, in arte CHIQUITO, è nato a Santo Domingo. Grazie alle sue capacità artistiche e d'animazione ha recentemente conquistato l'AWARD come "MIGLIOR RIVELAZIONE E BALLERINO NAZIONALE 2007", premio che gli è stato consegnato a Giugno direttamente dalle mani di Eddie Torres.
CHIQUITO, fondatore della Compagnia Dominican Power inizia la sua carriera come ballerino nel 1991, nelle migliori scuole di Santo Domingo.
Nel 1994 si è recato a New York, dove ha collaborato con maestri di salsa di livello mondiale quali: Eddie Torres, Frankie Martinez, Jesus Aponte e tanti altri. Dal 1996 risiede in Italia dove ha iniziato la sua carriera di ballerino professionista. Dal 1997 al 2003 ha continuato comunque a studiare tra New York e Italia, perfezionando la tecnica e sviluppando ulteriormente le proprie capacità artistiche. Ha partecipato a infinite competizioni a livello nazionale diventando Campione Nazionale per ben 4 volte agli Assoluti negli anni 1999, 2000, 2001, 2002/2003, nelle specialità: salsa cubana, salsa portoricana, bachata e merengue.
Nel frattempo, è diventato un grandissimo artista di Capoeira brasilera, che gli ha permesso di perfezionare uno stile fuori da qualsiasi definizione, una fusione tra le espressioni della musica latina e le acrobazie e il dinamismo della Capoeira.
Nel 2004, Chiquito è entrato a far parte del gruppo Latin Black di Seo Fernandez. Nel 2005 e 2006 ha inciso dei Dvd didattici di Salsa Portoricana di livello intermedio e sono stati distribuiti in tutta Italia. Negli ultimi anni ha girato l'Italia esibendosi come ballerino per cantanti di fama mondiale tra i quali spiccano: Aventura, Josè Alberto "El Canario", Oscar D'Leon, Los Van Van, Mercadonegro, Kinito Mendez e altri.
Nel settembre 2006 ha lavorato come ballerino sulle navi da crociera della Costa Crociere, intrattenendo i clienti con stage, animazione e spettacoli; nel 2007 partecipa come ballerino esibendosi diverse volte nel programma televisivo ZELIG CIRCUS.
Nel Marzo 2007 Crea il suo Gruppo DOMINICAN POWER con il quale si esibisce nei più importanti congressi in Italia e All’estero
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Dj Latino basta un click
Nasce da un'idea di Alessandro
Grosso e Susy Zucchelli questa canzone che, portata all'attenzione di Marco
Ferretti tramite la collaborazione
con l'etichetta Two Music di Brescia e il dj Paolo Berti, coautore del brano,
viene realizzata nello studio MF di Alessandria. Oltre alle chitarre e al basso
suonati negli studi di Grosso, per completare la prima versione di Misterio,
inclusa nella compilation "Bachata" di Marco Ferretti, le percussioni,
opera di Matteo Salvatori per il bongò e del domenicano Lenin BlackOne
per la guira (entrambi componenti del gruppo Croma Latina).
Il pezzo è arricchito inoltre dalla performance del sassofonista Cristiano
Tibaldi.
La cantante di Misterio è la cubana Lara, che vive e lavora in Romagna,
coinvolta nel progetto da Marco Cicognani della Baccano edizioni.
Dopo l'uscita all'interno della compilation, la decisione di affidare a 4 dj
diversi la realizzazione dei remix della canzone.
Partiamo "alfabeticamente" dal primo remix di ALEX BEDIN, che si è avvalso
dello studio IRY di Ancona con la collaborazione di Gigio Alpini e Gabriele Esposto.
La splendida performance di un grande violinista arricchisce gradevolmente il
primo dei 4 remix.
Passiamo a DANIELE ROSSI, componente del Grupo Melodico; per lui un rmx tecnicamente
ben fatto, che gioca sull'editing del sax e l'inserimento di effetti particolari
che rendono la canzone più "energica".
PAOLO BERTI, coautore del brano, opta invece per una vrs bachatango, molto attuale,
aiutato dalla fisarmonica di Grosso. Il suo rmx è realizzato nello studio
XTR di Brescia.
Infine DJ SAL, componente dei LATINGROOVE, riesce a ricreare una atmosfera "magica" per
il suo remix, con inserti di tastiere suonati dalla bravissima Selina Bergantin.
Il disco avrebbe dovuto contenere anche un remix di ALBERTO FERRARO ma per problemi
tecnici non è stato possibile inserire la sua versione all'interno del
cd singolo
Quindi un disco che offre 5 diverse interpretazioni di una bachata tutta da
ballare.
Crediti:
VOCE: Lara
BASSO E CHITARRE: Alessandro Grosso
BONGO': Matteo Salvatori
GUIRA: Lenin BlackOne
SAX: Cristiano Tibaldi




Blue
Sound Estudios, in collaborazione con MF music, presenta il progetto 4+4
BACHATA, un incontro
tra 4 fra i
dj più rappresentativi
nel panorama musicale latino italiano e
4 cantanti molto qualificati, tutti provenienti dalla Repubblica Dominicana:
Traccia
1 EDGAR LOPEZ FEAT. MARCO FERRETTI – SI
NO REGRESAS
Marco Ferretti dj e musicista piemontese è noto al pubblico latino per
aver creato successi come Angels, Quiero Enamorarte e tanti altri, fa parte
del gruppo Mojito Project ed è l’arrangiatore ufficiale dei Latingroove;
dj da quasi 30 anni e titolare della MF music, questa volta insieme ad
Edgar Lopez, cantante nato e cresciuto musicalmente a Santo Domingo, che oltre
ad essere un solista d’eccezione, ha collaborato con gruppi e cantanti
molto famosi quali il Grupo Negros (di cui è il direttore vocale), Eddy
Herrera, Eddy Manuel, Rikarena e Sin Fronteras. In Italia è noto soprattutto
per la sua bachata Bruja Echicera.
Traccia
2 INDHIRA FEAT. SILVIO SISTO – PIENSA
EN EL
Silvio Sisto dj professionista dal 1985, si occupa di musica latina dal ’92
non solo come dj ma vanta personali ricerche e studi musicali a Cuba, nella
Repubblica Dominicana, a Puerto Rico, in Messico, in Venezuela, in Colombia,
in Brasile, a Miami e soprattutto a New York. Da anni dedica anche il suo talento
alla produzione e all’arrangiamento nell’ambito caraibico. Ha remixato
molti brani presenti nelle classifiche Italiane e non solo. Coinvolto in questo
progetto associato alla bellissima cantante e ballerina di Santo Domingo
Indhira figlia d’arte (sua madre Vickiana è una cantante molto
famosa nel suo Paese) collabora con Papi Sanchez, Toby Love e Hector el Father.
E’ reduce da un tour molto fortunato negli Stati Uniti dove ha presentato
il suo ultimo album .
Traccia
3 ALEXIS GOMEZ FEAT. ALEX BEDIN– ERES
TU
Alex Bedin dj marchigiano, entra a far parte del mondo latino nel 1993
e riesce a distinguersi per la sua professionalità grazie soprattutto
alla musica che propone considerata sempre molto interessante.
Negli ultimi anni unisce alla sua attività di dj quella di autore/remixer
ed in questo progetto è associato ad
Alexis Gomez nato a Jarabacoa, Repubblica Dominicana, talento musicale già in
tenera età, quando partecipa ad alcuni festival e riscuote molto successo
nella sua città. Studia musica in Spagna e collabora nei tours europei
di Rikarena, Teodoro Reyes, Alex Bueno, Raffy Matias e molti altri. Attualmente è impegnato
con la sua orchestra “Alexis Gomez y la Orquesta Swing Caribe”.
Traccia
4 THALUA FEAT. MARKUSEMME – PREFIERO
Markusemme inizia la sua carriera da dj nel ’78 e si avvicina alla musica
caraibica nel ’92, studiando col Maestro Alex Alessio, professore al
conservatorio di Buenos Aires. Lavora in Liguria e in Francia unendo l’attività di
dj con quella di organizzatore di eventi latini. Lo troviamo in questa produzione
con
Thalua, nato a Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana, è un
giovane artista che fin da bambino ha dimostrato il suo talento musicale. Membro
del gruppo del famoso cantante bachatero Joe Veras, attualmente sta lavorando
alla sua prima produzione da solista.
La produzione di questo disco è della Galletti-Boston, i brani sono stati realizzati nel Blue Sound Estudio e arrangiati da Luis Javier e Marie Angie con la collaborazione di Pepe Bassan.Progetto grafico: Marie Angie.
Sta per uscire...................................................DA NON PERDERE PRODUZIONE MARCO FERRETTI

Prossimamente in Italia , in Europa la Salsa Differente da un musico-cantante…Differente Un artista molto apprezzato dagli artisti( Pacho Amat,Adalberto Alvarez,Juan Formel,Tony Calà,Coco Freeman,el Indio,Josè Luis Cortez , ecc.) un musicista che in dieci anni di vita artistica ha scalato velocemente l’olimpo della musica cubana ,ottenendo gratificazioni e riconoscimenti in tutto il mondo ,da Cuba a Panama,dagli Stati Uniti al Giappone, dall’America Latina all’Europa! Un ‘Artista Cubano dal suono differente ,personalissimo ,un mix di suoni provenienti da un più vasto panorama musicale che non solo quello Cubano : balada , pop latino ,romanticismo ispanico,melodia italiana ,forza armonia e ritmo della cultura musicale, di Cuba sono l’insieme , la miscela che etichetta la sua musica come ” Salsa Differente “ ! Stiamo parlando del cantante ,autore ” Gardì “ Vàsquez Suàrez : proveniete da Cuba ,nativo di Houlguin studente modello dell ‘Istituto Superiore dell’Arte dell’Habana , Istituto dove inizia la sua carriera artistica fondando il Sestepto Tradizional ,successivamente approda nell’ Orquesta “ Otra Vision “ di Orlando Valle “ Maraca “ iniziando ad essere invitato da quasi tutti i più famosi artisti Cubani ,a testimonianza della sua bravura e di conseguenza dell’alta considerazione di cui gode .dagli addetti al lavoro . Gardi y su Orquesta è il suo progetto musicale che dal 2000 sta sviluppando con bravura e professionalità ,i suoi concerti sono molto seguiti e apprezzati dai giovani Cubani ,dal popolo latino tutto ,concerti carichi di momenti emotivamente “differenti “ e molto intensi ;emozioni che variano a secondo che Gardì y su Orquesta esegua una balada ,o,una timba,un son ,o,un salsaton .,temi eseguiti con maestria e bravura dalla splendida voce e di Gardi ,Quien te dijo,Con quien te ves ,Abre la puertas de la vida ,Tan Mala que eres , Otro dia mas ,temi che fanno parte della nuova produzione “Lo Que Tu Quierias “,incluso il tema hit “Que voy ha hacer si te vas”con Adalberto Alvarez..Temi che dalle prime note catturano l’attenzione , e che prossimamente ascolteremo dal vivo in Italia ed in Europa tutta ,difatti Gardi da mesi sta pianificando il suo tour europeo ,tanto atteso dai tantissimi fans sparsi in Europa ,tra cui l’Italia da dove sicuramente partirà il tour… un desiderio direttamente espresso dall’Artista Gardi , a suo dire , innamorato della nostra terra della ns storia ,della ns cultura e dal popolo Salsero Italiano che è stato tra i primi ad apprezzare la sua musica !
Se me acorta la vida
Se me muere la esperanza
Ya no puedo hacer nada
Nada me alcanza
Yo solamente quisiera que el mundo no te mintiera
Y supieras que estoy desesperado
Como un pez que se ahoga en su propio mar…Gardi
La
stagione invernale 2008/2009 è oramai ai nastri di partenza, molti
sono i locali che hanno già effettuato la loro inaugurazione e, come
vuole la tradizione in questo periodo, anche la nuova compilation di Salsa.it è in
fase di ultimazione. Sarà infatti disponibile per il pubblico di appassionati
di musica Latina nei primi giorni di Novembre.
Salsa.it Compilation, per le sue caratteristiche davvero uniche è oramai
diventata un cult delle produzioni discografiche.
Questo disco è infatti l'unica produzione italiana di musica latina
che propone un grande contenitore musicale composto da canzoni inedite. Tutte
le tracce di questo album sono prodotte in Italia grazie all'ausilio di alcuni
tra i più importanti artisti (italiani e latini) residenti nel nostro
Paese.
Questo album è inoltre diventato per molti artisti un'importante trampolino
di lancio che in questi anni ha consacrato l'ascesa al successo di talentuosi
cantanti e musicisti.
Salsa.it compilation è anche molto apprezzata nel resto del mondo dove
alcune canzoni lanciate proprio da questo disco hanno raggiunto esiti sino
a qualche anno fa impensabili.
Siamo
arrivati quest'anno al vol. 5 (essendo sempre abbinata ad un colore, per
molti sarà "quella arancione"), il nuovo slogan abbinato
al disco sarà: "Dance With Me" ovvero... Balla con Me.
La direzione artistica ed il coordinamento tecnico è come sempre affidato
a al nostro direttore Francisco Rojos, veterano della consol e profondo conoscitore
della musica applicata ai contesti di aggregazione e divertimento.
Diverse sono le nuove proposte che si vanno ad aggiungere al ricco parterre
degli artisti che oramai da diversi anni sono la colonna portante di questo
progetto.
Diamo quindi qualche piccolissima anticipazione sui brani che formeranno la
nuova Salsa.it Compilation Vol. 5
Le novità assolute riguardano Croma Latina che con il brano "Por
Ella" entrano per la prima volta a far parte della nostra compilation
con una inedita salsa prodotta dalla etichetta Latin Europe in coedizione con
Alosibla.
Un'altra interessantissima novità riguarda la conosciutissima band argentina
Caiman, presenti con un accattivante salsaton che negli arrangiamenti porta
la firma di Mario Crespo Martinez.
Incluse nella fascia dedicata alla musica cubana: Punto
Zero, band capitanata
da Diosvani Hernandez che con la feat. del DJ
Bebbe Nebbia presenterà "La
Chuchi"
A seguire Moises Fernandez nuova voce cubana che sotto la direzione di Raul
Victores e Ivan Bridon presenterà la raffinatissima salsa "Lo
Bueno"
Grandissima energia arriva anche da un binomio che fa tremare... Danis
La Clave e Raul Victores sono a capo di un progetto musicale chiamato Barrio Malo.com
e proporranno una salsa moderna e prorompente arrangiata da Ivan
Bridon intitolata "Manana"
Come sempre presente anche l'orchestra Mezcla Latina capitanata da Alejandro
Saorin che in questa edizione ci propone "Bailen Todos", accattivante
descarga che ha tutte le carte in regola per bissare il successo di "Salsa
y Guaguanco".
Massimo Scalici dopo gli innumerevoli successi si presenta come sempre con
grandissime novità: "Por Ti Lo Haria" bellissima salsa firmata
Scalici - Rojos (come i precedenti successi: "Es La Musica" e "Si
Tu Te Vas").
"
Chica Luna" canzone scritta dal famosissimo ballerino Alberto
Valdes,
che unirà il bolero e la salsa, grazie all'ausilio di due interpreti
di eccezione: Fito Gress e M.Scalici.
Per finire... torna Fernando Sosa con "Palpitaciones" modernissima
salsa (stile DLG) cantata a duo con Barbarita Jimenez e con insert rap di Roly
Maden. Tutto questo sotto la direzione musicalei del maestro Scalici, dimostreranno
ancora una volta quanto il mondo del ballo é vicino a quello della musica.
Per quanto riguarda le bachate.Tony Velardi (Calle 39, JT Latin Factory, ex
Eurocuban Project) ha in serbo una grande sorpresa, con un brano salsa, mentre
sta ultimando la bachata "Sin Tu Amor" con JT
Latin Factory coadiuvati
come sempre dal famoso DJ Fabrizio Zoro.
Oliver torna alla grande con 2 bellissime bachate: "El Unico" cantata
a duo con il cantante cubano Fito Gress e "Asì Por Ti". Entrambe
arrangiate dal maestro Andrea Pollione.
Nuovamente presenti anche Federico Oste con il suo gruppo Exkema.com che ci
presenteranno una nuova bachata intitolata "Sin
Ti"
Sempre in chiave bachatera ritroviamo nuovamente Eurocuban
Project con "Shut
Up" e i Latingroove che in collaborazione di Marco
Ferretti presenteranno "Piensame
Mañana".
Non poteva mancare il moderno salsaton di MyJKool che dopo i grandi successi
di "You Don't" e "Te Quiero, Te Extraño", presenterà la
nuova "Never Forget Me"
Un'altra interessante proposta porta la firma di Pepe
Bassan, Luis Javier e Mariah Angie Echeverria, per una domenicanissima bachata interpretata da Carlito
Swing.
Chiude la track Latin Soul Orchestra e Fito Gress, insieme con l'unico brano
già edito, pubblicato ad aprile sull'album "L.S.O. Italin Flow", "Engaño".
A cura di: Comunicato Stampa - Salsa.it
DIRETTAMENTE DALL' ARGENTINA ....NO TE LO PIERDAS.........
PER OGNI CONTATTO E EVENTUALE: Publishing Clan Dilo Music Argentina
email : clandilosrl@alice.it - clandilo@gmail.com ( Antonella )
Fax ( 0039) 0742 316057
PRODUZIONI Clan Dilo Music Argentina










CONJUNTO MASSALIA – MUSICA LATINO AMERICANA – TOUR "PARTAGE"
I CONJUNTO MASSALIA sono giunti al loro quarto album che uscirà nei prossimi giorni.- Cerchiamo distributori - Il tour prende lo stesso nome “PARTAGE” che significa condividere.
Ed è questo che vogliono fare, condividere con tutti la loro energia, trasmettere la gioia che si può avvertire nei loro pezzi, un desiderio di unione e felicità che si prova ai loro concerti.
Visitate il loro sito: www.conjunto-massalia.net potrete ascoltare un piccolo estratto di PARTAGE ed inoltre tante informazioni, recensioni, play list, foto, video………..ne vale veramente la pena.
Hanno ancora molte date libere e vorrebbero partecipare alle vostre manifestazioni, festival, eventi.
Chiamatemi per un preventivo, sarete trattati con particolare attenzione.
info@markusemme.com CELL. 3474558870 oppure direttamente:
BOOKING – MARINELLA COLOMBO – CELL 3473903642 – mail: musicent@tiscali.it
marinella@vertigomusic.it
Yoko Mimata. Vocalista di origini
Giapponesi ( Osaka ) era gia’ apparsa nel cd di Pablo ‘Chino’ Nuñez ( 2007
) ‘Doctor Salsa’. Esce ora con una propria produzione, contenente
otto brani di salsa ‘con sabor’ di cui ‘Chino’ ha curato
gli arrangiamenti assieme a Willie Ruiz, Richie Viruet, e – per il brano ‘ Los
Hombres Son ‘ – Chiemi Nakai. I brani sono stati composti da personaggi
importanti come Marin Medina ( Este ritmo original - Vengo inspirada ), Tite
Curet Alonso ( La Tirana ), Ray Viera ( La pastillita ),Carlos Adorno ( Averiguadas
), Ismael Miranda ( ‘Los Hombres son’ , rifacimento del testo in
chiave femminile de ‘Las mujeres son’ ) , Lino Iglesias ( Empezo
la fiesta ) e della stessa Yoko: ‘ Mi oportunidad’ che chiude l’ album.
Produzione interessante e ballabile di cui potete trovare altre info sul portale
www.yokosalsa.com

SALSA.ITALIAN COMPILATION (Limited Edition)
Dopo il grandissimi successi ottenuti in Italia da Salsa.it Compilation vol. 1 e vol. 2, è in imminente uscita una speciale doppia edizione chiamata “SALSA.ITalian Compilation”, destinata al pubblico internazionale. La raccolta, che presenta i brani più significativi delle precedenti pubblicazioni, è stata arricchita con due opere inedite affidata ancora una volta all’ intuizione di Francisco Rojos e all’ esperienza di Moreno Bernardinello ed Ilario Calì in questa occasione in collaborazione con Mauro Fedi di "CD LATINO", distributore esclusivista di questa produzione.
L’oramai inseparabile trio che ha creato Alosibla Edizioni e Produzioni Musicali, sta raggiungendo, ad un solo anno di vita, significativi riconoscimenti nell' industria discografica latino-americana in Italia.
Alosibla Edizioni Musicali ha come obiettivo la promozione e la divulgazione di opere musicali e video, con particolare interesse ed attenzione verso le produzioni realizzate in Italia.
Questa scelta ed il privilegio offerto, nasce dall’evidente maturità raggiunta dalla vincente combinazione fra gli artisti latino americani residenti in Italia ed i nostri pregiati musicisti e compositori; una realtà che è oramai pronta per varcare i confini nazionali e che Alosibla intende valorizzare sempre più, sostenendo e promuovendo i loro progetti, realizzati con impegno e professionalità e destinati a tutti gli amanti di musica latino-americana.
Le opere proposte in questa nuova edizione compongono un primo cd contenente i brani standard ed un secondo comprendente le migliori versioni remix. Il risultato è una varietà di “hit” che si esprimono in una molteplicità stilistica ampia e gradevole, spaziando tra energie ritmiche penetranti, romantiche atmosfere ed avvincenti contaminazioni.
Per informazioni: - www.alosibla.it - www.cdlatino.it - www.salsa.it - www.markusemme.com
Per contatti: - info@alosibla.it - info@cdlatino.it - francisco@salsa.it - info@markusemme.com
CD LATINO - Tel. +39/011/4526821 - Mob. +39/335/6596531 (Barbara Di Tommaso)
EL RUBIO LOCO al secolo GianCarlo Pioli (13 Nov. Scorpione)
comincia la sua carriera artistica alla tenera età di 10 anni quando, con quattro amici, forma un gruppo musicale.Col passare del tempo si accorge però che, con la sua gran voglia di fare spettacolo, avrebbe potuto fare altre cose. Infatti a 15 anni lo troviamo a fare per scherzo l'imitatore ed il presentatore, scherzo che gli vale però la partecipazione come animatore alle selezioni regionali e nazionali dei concorsi di Miss Italia, Miss Teen Ager e Ragazza In.Ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive RAI come: Via Asiago Tenda, Carta Bianca Stereo, Miss Italia e Miss Italia in The World.Ha trasmesso, come speaker-animatore, per diversi anni in radio private e networks, conseguendo inoltre l'iscrizione all'albo dei giornalisti pubblicisti.Si è esibito anche, col gruppo musicale "La G. Pioli’s Band", al Casinò di San Remo e Saint Vincent ed in diversi altri locali in Italia e all’estero. Inoltre è iscritto alla Società Italiana Autori ed Editori come autore-compositore.All'inizio degli anni '90 nasce il suo grande interesse per la musica e la cultura latino-americana e dopo diversi viaggi a Cuba e Santo Domingo, forma un gruppo: "La Parranda Latina", composto da validissimi musicisti cubani, domenicani e colombiani col quale partecipa alla trasmissione 30 Ore Per La Vita trasmessa da canale5.Da diversi anni ormai El Rubio Loco si interessa di cultura e musica latino-americana. Questa non è definibile soltanto come una passione, ma è sicuramente qualcosa di più.El Rubio Loco è, insomma, una vera e propria "Alma Latina" che lo ha portato ad un' evoluzione artistico-musicale tale da riuscire a farsi apprezzare da diverse fasce di pubblico e, pur essendo italiano, è stato definito un personaggio unico per il suo modo di cantare e presentarsi tipicamente latini, ma soprattutto per il suo perfetto accento "Castellano".Nel 2002 comincia la sua collaborazione artistica con le edizioni musicali Balla Con Noi che porterà alla realizzazione del suo primo album da solista : "Gozalo".Brani come "Bachata de Amor", "Gozalo", "Ella" e "Moron lo portano in breve tempo in cima alle classifiche dei DJ e, nel 2003, viene nominato artista dell'anno latino-americano in Italia.Nel giugno 2005 esce la sua nuova produzione discografica intitolata "LIBRE" che include, oltre a pezzi già affermati come "Dulce amor", "Amor y razon" e "Libre", brani realizzati in collaborazione col famoso gruppo CROMA LATINA: "Con gran sentimiento-Cuestion de feeling" (cover in chiave salsa del famoso pezzo di Riccardo Cocciante "Questione de feeling") e l'inedito "Vivimos por el baile". Altra collaborazione importante è quella col famoso cantante cubano Miguel Enriquez che porterà al brano "Nuestra segunda tierra", che parla dell'amicizia che lega i popoli Cubano ed Italiano e dell'amore provato dai due artisti per la loro "Seconda Terra".Molti brani del Rubio Loco sono stati utilizzati come colonne sonore in diverse trasmissioni televisive, RAI e MEDIASET, nonchè nella famosa collana di DVD "Ballando con le stelle" uscita a gennaio 2006 e pubblicata da DE AGOSTINI su licenza di RAI TRADE, in collaborazione con Ballandi Entertainment e F.I.D.S. (Federazione Italiana Danza Sportiva) .Attualmente El Rubio Loco si esibisce in vari locali, club e manifestazioni in tutta Europa, proponendo uno spettacolo coinvolgente e pieno di simpatia. Nel tempo libero invece potrete trovarlo nel suo personale studio di registrazione a comporre e creare produzioni piene di...Paz, Amor Y Musica Viva.
EL RUBIO LOCO
Dopo il tormentone estivo SALSATON EL RUBIO LOCO torna a farci ballare per tutto l'autunno/inverno 2007/2008 e oltre con un nuovo frizzante singolo SALSA ITALIANA Un progetto musicale di altissimo livello completamente realizzato in Italia. Questo nuovo disco contiene cinque tracce: tre versioni di "SALSA ITALIANA", pezzo dalle grandi e raffinate sonorità latine (Descarga, RadioEdit ed Extended) e due, rispettivamente in italiano "BAMBOLINA" e in spagnolo "MUÑEQUITA", di una pop bachata dalle accattivanti e spiccate atmosfere pop-rock anni '50 e '60. Hanno collaborato alla realizzazione di questo singolo alcuni tra i migliori musicisti Italiani della scena latino-americana nazionale: al piano Fabio Gianni (Ivan Cattaneo Band nonchè pianista del gruppo "Alma Latina"), al basso Massimo Baruffaldi ("Mena y su Eyeife Band" nonchè collaboratore del gruppo "Croma Latina"), alle percussioni Paulo La Rosa (Demo Morselli Band) e Walter Paiola, famosi insegnanti della scuola di percussioni "Timba" di Roma. Al trombone troviamo Beppe Di Benedetto (Mario Biondi band, Gianni Morandi, Jenny B ecc.), alla tromba Giancarlo Ciminelli (trombettista del famoso gruppo latino "Mercado Negro"), ai cori Silvio Pozzoli e Gisella Cozzo (due fra i migliori turnisti italiani, collaboratori di programmi Mediaset e Rai nonchè di artisti del calibro di A. Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini) e, per finire, le chitarre di "Bambolina" e "Muñequita" sono state curate dal grande Elvezio "Elvis" Fortunato (collaboratore di Mediaset, Rai, Riccardo Fogli, Luca Di Risio ed altri ancora). Come al solito registrazioni, arrangiamenti e mixaggi sono stati realizzati presso il G.P. STUDIO da GianCarlo Pioli, Charly Schivo (ormai storico collaboratore del "Rubio Loco") e Luciano Cortellini (direttore musicale della Balla Con Noi). Masterizzazione di Antonio Baglio e Giovanni Versari presso i prestigiosi studi NAUTILUS di Milano e, come sempre, produzione di Alessandro Costa per la Balla Con Noi. BUON DIVERTIMENTO A TUTTI AL RITMO DI SALSA ITALIANA !
Un abbraccio e a presto.
Paz, Amor Y Musica Viva!!!
G.P. El Rubio Loco.......
El Rubio Loco è l'esponente di spicco di quello che è diventato un fenomeno mondiale: l'Italian Latin Style. Brani come Bachata de Amor e Gozalo hanno riscosso consensi internazionali e sono tra i più apprezzati dal pubblico.
TOUR INVERNO 2008/2009 ESPLOSIVO..... 2 SERATE AL PREZZO DI UNA PER VEDERLO O RIVEDERLO
Se volete quindi una serata esplosiva di allegria, divertimento e musica latina e se volete conoscere le informazioni relative a costi ed alla disponibilità delle date, contattate immediatamente il management al seguente indirizzo e-mail:
Per la Liguria: info@markusemme.com
info@elrubioloco.it
per informazioni varie
elrubioloco@elrubioloco.it per contattarmi direttamente
management@elrubioloco.it per prenotazione spettacoli,
oppure, chiamate il seguente numero di telefono:
Infoline: (+39) 333 8501133
http://www.myspace.com/elrubioloco
Massimo Scalici
Il 2005 sarà sicuramente un anno che accenderà la ribalta su nuovi gruppi e cantanti residenti e protagonisti in Italia, tra questi sicuramente sarà presente Massimo Scalici e la sua Orchestra.
NOTE PERSONALI Biografiche
Mi chiamo MASSIMO SCALICI e faccio il pianista sono nato a Palermo il 4 Novembre 1979 (quindi scorpione, determinante nella mia carriera da musicista) fin da piccolo impazzivo per qualunque cosa che emettesse suoni, infatti dopo aver capito di essere portato per la musica all'età di 7 anni ho cominciato a studiare piano e già a 13 suonavo professionalmente per qualunque ricorrenza naturalmente dedicandomi esclusivamente alla musica leggera. A circa 16 anni ho avuto a che fare con la mia prima band formata da 6 musicisti professionisti con i quali ho girato e rigirato tutti i locali di punta palermitani con spettacoli di musica pop e funky. Nel 1998 cominciano i primi approcci con il mondo caraibico grazie alla movida dei ballerini palermitani (ho cominciato a ballare pure io!!!!) e quindi i primi spettacoli come musicista latino (allora impazzivo per Manolito y su trabuco) dopo aver partecipato a diverse manifestazioni di carattere siciliano, nel 2003 Mirko Stefio mi dice "vuoi suonare al congresso di Catania con la tua Orchestra" ed io "...certo..." (soltanto che non avevo nessuna orchestra....) a questo punto entrarono a far parte alcuni dei più grandi musicisti del panorama jazzistico forse italiano....al trombone Totò Pizzuro al Sax Francesco Marchese alla tromba Aldo Oliveri alle percussioni Giovanni Militello (musicisti che vantano un curriculum da paura, insieme ad artisti come Fabio Concato, Renato Zero, Francesco De Gregori, Paolo Belli, Sarha J Morris, e chissà quanti altri jazzisti famosi)....ma questi sono solo alcuni dei musicisti che suonarono in quella occasione, da qui in poi tutto in salita.....ho conosciuto quei pazzi (in senso affettivo) di Tito Valdez e Francisco Rojos con i quali è nata una splendida collaborazione oltre che un bellissimo rapporto e siamo arrivati dopo tante peripezie a brani toccanti come Fragile di Sting e la dolcissima ma comunque carica You dei Ten Sharp che nella compilation SALSA.IT venderà 1000.000.000.000.000.000.001 copie. Adesso stiamo lavorando al nostro primo album inedito e siamo sempre in giro da amici come i ragazzi di SalsaWeek e Salsa Differente (Maremma que Salsa) con spettacoli di musica e di ballo grazie anche all'aiuto di ballerini come Giacomo Matranga.....non mi sono ancora diplomato al conservatorio....ma ci manca veramente poco....così finalmente sarò davvero il Maestro Massimo Scalici....scherzo...per tutti gli amici sono sempre il vostro pianista che ha tanta voglia di suonare, divertirsi e farvi divertire........
Massimo Scalici
Vuoi organizzare un Concerto con Massimo Scalici , solo o con la Band al completo scrivimi: info@markusemme.com
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Vuoi creare, organizzare una festa, un evento live contattaci con una mail e soddisferemo le tue serate latine: info@markusemme.com - markusemme collabora con discolatino in Liguria
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Latin J. Markusemme
presenta la sua classifica. 
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IN COLLABORAZIONE CON DISCOLATINO.IT
La più allegra e vasta comunità di appassionati si incontra sul Forum LATINO. Vieni anche tu a conoscere molti nuovi amici ed amiche...
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dal 17 giugno al 17 agosto Assago (Milano)
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Italia Salsera è il nuovo progetto editoriale della Latinolandia Productions, società editrice della rivista mensile El Salserito Latin Magazine.
La guida nasce con l’obiettivo principale di dare una visione totale dell’offerta del mercato salsero in Italia, sia agli operatori commerciali (del settore e non), sia ai privati; sarà disponibile a partire da gennaio 2005 con una tiratura iniziale di 60 / 70.000 copie nel formato di 16,5x22cm circa.Studiata per essere uno strumento di immediata e facile consultazione, elencherà le attività del settore latino americano di ogni regione e provincia, suddividendole per categoria. Ecco solo alcuni esempi delle possibili categorie:
Ø Scuole di ballo
Ø Ristoranti
Ø Discoteche
Ø Portali e Siti internet
Ø Maestri di ballo, Animatori, Ballerini e Dee-Jays
Ø Gruppi musicali
Ø Negozi abbigliamento e calzature per la danza
Ø Case discografiche e Negozi di musica
Ø Agenzie viaggi specializzate
Sarà inoltre arricchita con altre informazioni utili quali mappe e carte geografiche del territorio, notizie sui grandi eventi salseri nazionali ed internazionali, indicazioni per viaggi alla scoperta dei Paesi Latinoamericani e tutto quello che può essere utile sia ai privati che alle aziende.
Cosa fare quindi per diventare inserzionista di Italia Salsera? E’ sufficiente contattarci ai numeri sottoindicati, e con un piccolo contributo di soli euro 250,00 all’anno, anche Lei potrà pubblicare le informazioni sulla Sua attività, aumentando considerevolmente la visibilità della sua azienda. La invitiamo pertanto a contattarci subito ai seguenti recapiti: Tel: 02/95354277 , Fax 02/95716461 Cell. : 338/5652423 e-mail : pubblicita@italiasalsera.com
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SE VUOI BALLARE LA SALSA ALL'ESTERO, ( QUANDO SEI IN VACANZA AD ESEMPIO )
TENERIFE

Un
valido consiglio per tutti i salseri è di evitare le zone turistiche
di Las Americas e Los Cristianos che offrono tanti pub per inglesi birraioli,
ma pochi locali latini. Consigliata invece la zona di Santa Cruz o Porto de
la Cruz.
Porto
de la Cruz
Son Criollo
Situato nelle immediate vicinanze del centro è
l'unico locale latino della città che merita di essere visitato. Non
molto affollato, propone musica caraibica (prevalentemente salsa) con una buona
pista di ballo. Nel locale si tengono, mensilmente, concerti con gruppi latini
live.
Cubanissimo
In centro città, locale prevalentemente frequentato
da sud americani. Si balla soprattutto merengue.
La
Laguna
Ipanema
Seguendo l'autostrada da Santa Cruz verso nord, si trova subito fuori dall'uscita
per l'aeroporto (a sinistra). Il locale è abbastanza capiente e ben curato.
Propone una situazione ibrida di musica caraibica, fino alle 2.00, per poi passare
al latin pop. Curioso il fatto che qui si balla in gruppo il merengue e addirittura
la bachata. Frequentato soprattutto dagli universitari della vicina città
de La Laguna.
Latino
In centro città de La Laguna, è l'unico
locale a proporre musica caraibica tutte le sere.
Santa
Cruz
De Copas
Disco pub situato nella zona porto vicino alla piazza di Spagna è un
localino abbastanza carino che propone musica caraibica (soprattutto salsa cubana)
ogni sera. Buono il moijto.
Basilica
del Convento
In zona industriale (seguite per autopista sur) è
una mega discoteca con 2 piste. La sala latina propone il solito mix tra merengue
e latin pop. Il locale va visto soprattutto per l'ambientazione medioevale.
Las
Americas
Cubanito
Piccolo locale con terrazza in zona Los Cristianos. Propone salse velocizzate
dal dj che è anche maestro di ballo e barista nello stesso momento...
Praticamente l'unico locale latino a sud dell'isola. Complimenti per la buona
volontà del titolare. Ottimo il moijto.
Nooctua
Sul lungomare di Las Americas è un grande locale
multisala, che propone, nella zona "Habana" musica latina ogni sera.
La sala latina è poco frequentata...
Metropolis
Sempre lungomare di Las Americas propone la "Zona
Latina". Ogni giorno solito mix di merengue e latinpop
che qui, a quanto pare, va' moltissimo.
Parigi
A tutti quelli che credono in una Parigi romantica, a tutti quelli che non pensano all’Europa settentrionale come l’ideale per ballare la musica Latina, a tutti quelli che se la tirano ed anche a chi crede di non essere capace di ballare la Salsa. Dopo molti, troppi, anni sono tornato nella città delle città e, logicamente, ho immediatamente cercato le conferme del grande successo riscontrato dal film “Salsa”, non ho faticato molto… a Parigi la salsa è di moda, molto più che in Italia.Non è difficile trovare materiale discografico, molti sono i locali che si dedicano a questi ritmi, le scuole di ballo spuntano come funghi e la gente si diverte anche ascoltando la radio ufficiale del “manifesto salsero”: Radio Latina 99 Fm, 24 su 24 musica tropicale a 360° con qualche, per noi, strana puntatina su… Adriano Celentano o Mina! Durante le vostre vacanze non mancate di sintonizzarvi. Radio Latina è anche un buon punto di riferimento per saper dove andare. Appunto dietro consiglio radiofonico ho visitato “La Cupole”, bel locale del centro famoso per il martedì con buon’affluenza, bella musica (nell’occasione saluto il Dj cubano “Giovanni”) e soprattutto belle esibizioni di gruppi dal vivo, come l’orchestra del bassista Josè Luis Montiel che ho avuto l’opportunità di ascoltare e ballare.Nota dolente la qualità delle bevande, nonostante il “mojito” sia eseguito senza parsimonia, non si capisce cosa sia quello che chiamano rum, probabilmente di produzione haitiana o giù di lì, giacché il gusto e la gradazione lo avvicinano al gasolio.Non mancate di andare alla “Bodeguita del Medio”, carino, come il franchaising comanda, qui ottime bevande, prezzi sopportabili e a volte musica dal vivo.Molti sono i locali a disposizione, si va dal Montecristo sui Champs Elisée, all’Escurial del boulevard Saint Germain, a La Cupole appunto sul boulevard Montparnasse, La Pachanga rue Vandamme, El Diablito Latino rue Saint Sébastien… e così via per almeno un centinaio tra bar, ristoranti, discoteche e sale de fiesta, una buona guida potete averla cliccando sul sito degli amici di Radio Latina, ascoltabile anche nelle vostre navigazioni cibernetiche.
Clubs i più significativi nella capitale
Le Bistrot Latin Les dimanches seulement: cours de salsa colombienne à 19h avec Miguel avant soirée salsa mix. 16, rue du Temple,Métro: Hôtel de VilleTél: 01-42-77-21-11 La Peña Saint-Germain Du mardi au samedi à partir de 22H. Entrée gratuite. Soirée brésilienne le mardi. SALSA le reste de la semaine. Musique à dominante colombienne (DJ Cuco de Cali Colombia le vendredi et samedi). 3 passage de la Petite Boucherie, Métro Mabillon L'Abakho Cours gratuits de salsa mix du mardi au samedi de 19h à 21h. 77 rue du Fbg du Temple, Métro Goncourt Tél: 01 42 45 98 72 Atlantis 32, Quai Austerlitz 75013 - Paris - Tel: 01 44 23 24 00 Bateau Blues Café Quai de la Gare 75013 - Paris - Tel: 01 45 84 24 88 BB Antilles 23/26 quai Alf.le Gallo 92000 - Boulogne Brasil Tropical 36, rue du Départ 75014 - Paris - Tel: 01 42 79 94 94 La Bodeguita del Medio 12, rue des Lombards 75004 - Paris - Tel: 01 44 59 66 90 Le Babalù 8, Passage Thiéré 75011 - Paris - Tel: 01 48 06 28 63 Le Baiser salé 58, rue des Lombards 75001 - Paris - Tel: 01 42 33 37 71 Le Balajo 9, rue de Lappe 75011 - Paris - Tel: 01 47 00 07 87 Le Barrio Latino 46/48 rue du Fbg St Antoine 75012 - Paris - Tel: 01.55.78.84.75 La Pachanga 8, rue Vandamme tél: 01 56 80 11 40 style portoricain (chaque soir) Los Mexicanos 10, rue Papillon, 75009 Paris tél : 01 42 47 05 21 Métro Cadet (mardi et jeudi) L'Enfer 34, rue du Départ tél: 01 42 59 94 53 (le mardi seulement) La Coupole 102 Boulevard du Montparnasse tél: 01 43 20 14 20 Métro Vavin (mardi) Le Black Bear 161, rue Montmartre tél: 01 40 26 92 00 Métro: Grands Boulevards (mercredi 20h- 02h) et dimanche 15h - 20h) La Casa 128 128 rue Lafayette tél: 01 48 01 05 71 Métro: Gare du Nord (du mercredi au dimanche) L'Evasion 28, Boulevard Bonne Nouvelle Tél: 01 42 06 50 36 Métro: Bonne Nouvelle Les 2 premiers vendredi is du mois (style portoricain) La Barge Port de la Râpée Paris tél : 01 40 02 09 09 Métro: Gare de Lyon le deuxième dimanche du mois Le Triangle 27, rue De Cotte tél: 01 46 28 73 60 Métro: Ledru-Rollin salsa le vendredi et le samedi; afro-cubain le dimanche et le lundi.
BARCELLONA

LA
MANIERA MIGLIORE PER GODERE DELLE DISCOTECHE, RISTORANTI, CINEMA, E QUANTO PUO'
OFFRIRE UNA METROPOLI LATINA
INTRODUZIONE
Questa guida creata da un SALSERO nottambulo di 29 anni, vi permetterà di sfruttare nel migliore dei modi la notte barcellonese.
Al turista che arriva in città consiglio di acquistare immediatamente una pubblicazione settimanale "La guia del ocio" (letteralmente significa "la guida dell'ozio"), un piccolo manualetto che esce ogni giovedì del costo di 1500 lire dove troverete TUTTO ciò che anelate: musica, gastronomia, arte, teatro, cinema, locali notturni, televisione e fiere che si svolgono ogni settimana in Barcellona. Se volete qualcosa di più "caliente" potete acquistare anche la "Ciudad de noche", specializzata in locali notturni piccantissimi.
"IR DE FIESTA" ovvero DIVERTIRSI DI NOTTE
Barcellona
e' una città molto viva di notte!!! I giovani escono dal giovedì
alla domenica sera: questi sono i giorni migliori per frequentare discoteche
e pubs fuori dalle rotte turistiche (che sono il Maremagnum, il Puerto Olimpico
o il barrio Gotic visitati durante tutta la settimana e stracolmi di gente durante
il fine settimana). I prezzi delle consumazioni ed in particolar modo degli
igressi nei locali notturni variano molto: per esempio una birra "Coronita"
(la nostra "Corona") varia dalle 4500 lire alle 10.000 lire, un cocktail
Mojito costa dalle 10.000 alle 14.000 lire, i prezzi delle discoteche sono zero
nei luoghi turistici come Maremagnum, Puerto Olimpico...... normalmente costa
dalle 12.000 alle 24.000lire (consumazione inclusa) venerdì e sabato,
e infrasettimanalmente sono gratuite.
DISCOTECHE
Una buona parte delle discoteche facilmente raggiungibili dal visitatore sono quelle costruite espressamente per lui: Queste sono grandi complessi commerciali dove vi sono negozi, casino', ristoranti e disco pubs . I più meritevoli sono:
MAREMAGNUM : indirizzo- Moll d'Espanya sito su una piattaforma galleggiante; troverete 10 disco pubs, tutti free entrance senza obbligo di consumazione, al piano basso da menzionare il Mojito (non molto consigliato perchè le ragazze non sono molto accoglienti, anzi sono scontrose e stanno per i fatti loro. Ci è stato spiegato dalle ragazze conosciute negli altri due locali, che ormai questo il Mojto è diventato soltanto un posto turistico e i catalani e soprattutto le catalane lo evitano) per gli amanti della salsa, merengue e musica latina in generale, il Tropicana con interminabili merengue di gruppo, Fiesta e Caipirinha Bar per ballare la samba. Al primo e al secondo piano troverete discopubs di dimensioni ragguardevoli come il Nayandei, Star Winds dove regna la musica commerciale, revival, hip hop.......e latina commerciale chiamata dai salseri spagnoli pachanga in senso dispregiativo. Al MAREMAGNUM troverete anche un cinema con 8 sale e programmazione dalla mattina a mezzanotte; un cinema tridimensionale; un grande acquario e una miriade di fast food, ristoranti (El Chipiron per una paella) e negozi.
Il PUERTO OLIMPICO indirizzo-Marina
Village (dove impera l'hotel Arts 5 stelle, 700.000 a notte con vista mare)
e' la seconda meta turistica per eccellenza: una miriade di disco pubs ad ingresso
gratuito, piccoli o di medie dimensioni (piccolissimo il Salsa), tutti i tipi
di musica, tutti i tipi di gente(come al MAREMAGNUM trovi sia spagnoli che latini
che svedesi che italiani che tedeschi che inglesi che francesi che arabi che
marocchini che ecc...). Le discoteche a due piani sono a pagamento, come la
Baja o la Luna Mora musiche revival, maquina(techno) e pachanga. Anche al PUERTO
OLIMPICO si trovano decine di ristoranti e fast food, tra cui spiccano il Planet
Hollywood Barcelona molto carino e buon cibo internazionale, e Le Mex para comer
picante ma se non avete soldi c'è Pizza Hut, il Mc Donalds ed il Bocatta
(baguette).
Al di la di queste mete estremamente commerciali, potete frequentare le stesse
discoteche dei catalani. LE DISCOTECHE ESCLUSIVAMENTE
DI SALSA SONO:
AGUA DE LUNA indirizzo-Viladomat,211 Tel.934100440. E' un bel locale di dimensioni ragguardevoli con una scorrevole pista in faggio. La serata più bella è sicuramente il mercoledì con una mega-rueda del casino formata da due dozzine di coppie. Infrasettimanalmente è facile avere l'ingresso gratuito. Sconsiglio i giorni venerdì e sabato perché mal frequentata….
ANTILLA BARCELLONA
indirizzo-Aragò,141-143 Tel.934512151 Una bella discoteca latina spaziosa,
tropicale l'ambientazione. Frequentatissima il fine settimana. L'ingresso si
attesta sulle 18.000 circa consumazione compresa. Catalani e cubane popolano
le sue serate.
BUENA VISTA indirizzo-Rosellon,217
Tel.932376528. Di medie dimensioni con una discreta pista da ballo: ambiente
tranquillo e buona musica. Il sabato è frequentato da molta gente, quasi
solo catalani, ed è una buona alternativa per evitare "pestoni"
nelle discoteche più affollate. Ingresso con consumazione (toma el mojito)
sulle 15.000 lire.
LUZ DE LUNA indirizzo-Comerc,21
Tel.932097711. Un piano bar piuttosto piccolo, comunque attrezzato con una piccola
pista dove si possono muovere al massimo cinque coppie. Ottimi i cocktails (col
mojito non si sbaglia) da visitare domenica in prima serata. Ingresso gratuito.
RITMOS LATINOS ATXè indirizzo-Provenca,43
Tel.933211075. Discoteca grande (due sale) ma non molto bella sia architettonicamente
che per la gente che la frequenta. Non sono mai riuscito ad andarci poiché
la mia amica Alexandra me lo ha caldamente sconsigliato……Andateci
e ditemi!!! Hehehehehehe…..
5 AVENIDA indirizzo-Tarragona,141 Tel.934268444.
Due sale da ballo, di cui una dedicata solo al giovedì alla Salsa . Spesso
si tengono concerti. La 5 AVENIDA è stata inaugurata da poco e talvolta
rimane chiusa senza preavviso!!! Ingresso gratuito(forse)….
ULTIMI CONSIGLI
a Barcellona si balla ESCLUSIVAMENTE STILE CUBANO, nessuno conosce il portoricano, colombiano o che!!! Però la musica suonata è simile a quella che trovate in Italia (F.V.G)… Non vi angustiate però; le donne si sanno adattare al vostro stile (e ci mancherebbe altro…hehehehehehe…). Nelle SALSOTECHE si suona prevalentemente salsa. Poco merengue ed una bachata nel corso di una intera serata. I balli di gruppo, così come gli animatori, NON ESISTONO! Evviva!!! A meno che non andiate al MAREMAGNUM o al PUERTO OLIMPICO, dove per esigenze commerciali si balla di tutto..
Madrid

Randall
Ferraz 38, Metro Ventura Rodríguez En pleno centro de Madrid es uno de
los lugares más frecuentados por los bailadores madrileños especialmente
los jueves. Viernes y sábados también son de salsa pero cuenta
con un público más variado y la pista de baile suele llenarse
bastante alrededor de las 02:00 lo cual dificulta bailar. La música es
mayormente salsa con sets esporádicos de 2 merengues/bachatas/meneítos;
los sábados también pondrán algún set de música
hip hop y/o sevillanas. Suele haber grupos de rueda. Randall Ferraz 38, Metro
Ventura Rodríguez La
Riviera
Paseo de la Virgen del Puerto s\n Metro Puerta del Ángel
Este local abre sus puertas a los salseros los domingos de verano, desde junio
a octubre. Tiene una pista de baile muy grande y siempre hay espacio para bailar
cómodamente, pero no es de madera. Una parte del local es al aire libre.
Mas que una discoteca, La Riviera tiene un estilo de terraza con mesas y sillas
situadas alrededor de la pista de baile. Buena selección musical por
parte del dj. A este local acuden los mejores bailadores de Madrid. Rueda muy
frecuente. La Riviera Paseo de la Virgen del Puerto (no number on the door)
Metro Puerta del Ángel El
Rincón de la Salsa Serrano,
41, bajo El Rincón de la Salsa Serrano, 41, Lower floor Discoteca Empire
Paseo de Recoletos, 16 Los domingos y lunes son de salsa. Muy buen ambiente
y la selección musical por el DJ es excelente para el bailador, con un
80% de salsa y Timba cubana. La pista de baile es un poco pequeña pero
siempre hay un hueco donde bailar. Disco Terraza Jardín
de la Vega Ctra.de
Barajas (frente al jardín botánico de Alcobendas) Disco
Terraza Jardín de la Vega O'Zona
Avenida del
Mediterraneo 13 Metro
Conde de Casal
Este es uno
de los sitios salseros más antiguos de Madrid, que ha tenido sus altas
y bajas. Recientemente el lugar ha mejorado y está atrallendo a un público
más selecto. La pista de baile principal es un poco pequeña. La
música es salsa en su mayoría pero también ponen una cantidad
razonable de merengue y bachata. Azúcar Pº
de Reina Cristina, 7 Tel 915 016 107 Horario De 23.30 a 5.30h. Domingos a partir
de las 21 h.Metro
Atocha
Este pequeño local es memorable por su decoración pero no esperes
bailar mucho aquí. Tiene tres bares, lo cual en proporción al
tamaño total del local deja un espacio muy escazo para el bailador. Bastante
merengue y bachata. Pocos bailadores buenos. Público mayormente maduro,
sobre los 30. De todos modos, es uno de los lugares más conocidos de
Madrid y si quieres una noche diferente, más ligera en salsa, esta es
una buena opción. Azúcar Pº de Reina Cristina, 7 Tel 915
016 107 Tropical
House Martín
de los Heros, 14 Tel 915 415 937 Metro Plaza de España
Aquí pincha uno de los mejores DJs de salsa de Madrid. La música
es salsa dura de los 70 con un poco de las mejores selecciones colombianas y
sets esporádicos de merengue y bachata. Los bailadores son en su mayoría
de un nivel intermedio. La pista de baile es amplia pero aún así
se suele llenar un poco en las horas pico de la noche. Cuidado con el suelo
que resbala bastante! Tropical House Discoteca
Trinidad C/Tutor, 14 esquina a Princesa, 27. Tel 915 424 429 Café
Mamá Inés C/Barcelona, 14 (semiesquina a C/Cruz) Metro
Sol. Sala Mirador C/ Parla 24, VALDEMORO
La Negra Tomasa C/ Espoz y Mina esquina C/ Cadiz. Metro Sol. Bahía Tropical
Cuesta de Santo Domingo, 1 Tel 915 482 022 Horario De 23 a 05h. Cerrado los
lunes. Metro Ópera But Barceló, 11
Tel 914 480 698 Horario Salsa los jueves y domingos. De 22 a 2.30h. Domingos,
de 19 a 2.30 h. Metro Tribunal/Gran Vía
Pub Bóvedas C/Moratín, esquina C/San Pedro (Zona Huertas) Metro
Atocha o Antón Martín. El Solar de los Aburridos C/ Monteleón
38, Metro San Bernardo. Abierto de miércoles a domingos desde las 20h.
La Fania Salsa, vallenato, cumbia, música de Colombia. Siglo XXV C/de
la Retama, 3 (Metro Méndez Álvaro)La Colonial
de Huertas C/ Huertas 66 (Metro Atocha) La Barola
Mercado Puerta de Toledo, Ronda de Toledo 1, Metro Puerta de Toledo.Caché
Cubano Plaza Carlos Trías Beltrán. Ombú C/Santa
María (Zona Huertas) (Metro Antón Martín o Atocha) Puerto
Plata
Paseo de Extremadura 153. El Calentito Jacometrezo,
15. Tel 915 470 081 Metro Callao/Santo Domingo Parche Ayala 120. Metro
Manuel Becerra Caramba Joaquín Márquez, 3 Tel 915 002 145
Horario Desde las 20 h. hasta la madrugada Autobús líneas 6, 47
y 23 La Comercial Cubana Alberto Alcocer, 32 Tel
914 570 879 Coconuts P. de los Olmos 13 Tel 913 665 880 Horario 22 a 6 h El
9 Barbieri, 9 Tel 915 316 886
Horario De 13 a 3 h. Metro Chueca El Sitio Costanilla
de los Angeles, 20 Tel 915 418 329 Horario 18.30 a madrugada Metro Santo
Domingo Sol Caribe C/ Dr. Federico Rubio y Gali 33, Metro Cuatro Caminos. El
Son Fernando VI, 21 Tel 913 080 429 Horario De 8 a 3h. Sábado de 15 a
21h. Domingo cerrado. Metro Alonso Martínez La
Bodeguita del Medio Alcalá 77 Horario De 20 a 2.30 h. Metro Retiro
La Bodeguita de Beny Tres Cruces 8, Metro Gran Vía Horario Abierto todos
los dias de 1900h a 300h.
SIVIGLIA
LATINA
Casino
Tiene fiestas latinas todos los miércoles y domingos a
partir de las 11:00 p.m. Está situada en el mismo Casino de la Exposición,
al lado del Teatro Lope de Vega. La Esfera
Situada en la isla de la Cartuja, junto al Palenque. Abre como
local de baile latino los jueves a partir de las 11:00 p.m.
Nu Yor. Café Abierto
todos los días desde las 12 de la noche.Los Jueves son de boleros. Todos
los Viernes y Sábados música en vivo a cargo de Nuyorican Quarteto.
Todos los Domingos a partir de las 6 de la tarde musica tradicional cubana en
vivo. Calle Marqués de Paradas, 30. En el centro de Sevilla. Teléfonos:
954212889 y 660489407.nuyorcafe@gesdic.com Discoteca
Sabor Latino
Exclusivamente salsa, merengue y vallenato.Abierta todos los
días desde las 11 de la noche.Retransmisiones en directo de partidos
de futbol de la ligasudamericana (pantalla gigante).Calle Relator, 21.Discoteca
Skipper Calle Montecarmelo, 14 Los Remedios, Teléfono:
657674633 Abierta de Lunes a Viernes desde la 5 de la tarde a las 5 de la madrugada
y los Sábados desde las 11 de la noche hasta las 6 de la madrugada. Con
música de hoy y de siempre. Con Salsa, Merengue, Ballenato, Bachata,
Cumbia, Reggaé y todo lo hitlist.
La Cabaña Salsa -->
Solo abre en invierno Avenida Medina y Galnares, No. 56-58 San Jerónimo
(muy cerca del Puente del Alamillo).
Viernes, Sábado y vísperas de festivos a partir de las 11 de la
noche. Dan clases de todos los ritmos del caribe, incluyendo salsa, los Martes
y Jueves desde las 9 de la noche. Tarifa: 24 Euros por persona y 42 Euros por
pareja al mes. Discoteca Apandau
--> Sólo de salsa los domingos de invierno de 8:00
p.m. a 1:30 a.m. <-- Avenida María Luisa, justo al lado del Casino
de la Exposición de Sevilla, muy cerca del Teatro Lope de Vega y del
Edificio Central de la Universidad de Sevilla. En pleno centro de Sevilla.

Nuevo lugar para dar clases
de SALSA (y también bailarla) en Sevilla,
Antigua
Discoteca Luna Park.. Weekend
Torneo, 43 Teléfono: 954 378873
El Coto Luis Montoto, 118 Teléfono: 954
571072
Sun Flowers Marbella José Recuerda Rubio
/ Edificio Viapol Teléfono: 954 651011
Salón Dadá Navarros, 38 Teléfono:
954 426512
ISRAELE LATINO 
All'ombra
del muro del pianto, non tutti passano il tempo a piangere e pregare. I giovani
di Tel Aviv e Gerusalemme anzi , hanno tutt' altre cose per la testa : specialmente
le ragazze, meno vincolate che le loro coetanee islamiche alle rigide prescrizioni
religiose e molto più conformate al modello occidentale. Per cui in Israele,
paese - cancello per il mondo islamico, la musica salsa ha avuto, negli ultimi
anni, una facile penetrazione. Non bastasse, gli israeliani, popolo ingegnoso
per lo meno quanto i giapponesi, si sono dati da fare non solo per ascoltare
questa musica, ma anche per suonarla loro stessi : ed ecco che a Tel Aviv, nella
zona Old Harbor, presso uno dei più noti locali della zona il PORTO
LOCO, si esibisce ogni giovedì sera la Jerusalem Salsa Band durante
dei focosi salsa parties che vedono assai coinvolti i giovani latinos del la
capitale. Salsa, rueda de casino e folklore afro cubano vengono insegnati nelle
locali scuole di ballo, senza destare gli anatemi dei santoni vestiti di nero
che soggiornano quoti dianamente all' ombra del famoso muro a Gerusalemme. Un'altro
punto storico di ritro vo per gli amanti del settore è il MAXIM "LEV
DIZENGOF" presso il Maxim Cinema in King George street , dove da
mezzanotte fino all' alba la musica salsa la fa da padrona assoluta ( Tel Aviv
). Per balla re anche altri generi specifici come Merengue o Cumbia , Samba
e Lambada , invece, presso la Università di Tel Aviv c'è un altro
ben conosciu to ritrovo, il FOCUS, che il martedì
e la domenica propone dalle 10.00 all'1.00 un mix latino americano vario e divertente.
Il sabato, sempre a Tel Aviv , moderna capitale di questo piccolo stato, si
beve si mangia e si danza presso il LATINO BAR, sito al 18 di Iben Gvirol street
. Ma l'ulti mo grido della moda è il c.d. "Salsa & alcohol party"
un mix alquanto esplosivo che pare appassioni molto le nuo ve generazioni :
famosi sono quelli al TSE' TSE' CLUB in zona Ramat
Hasharon, al n° 3 di Hamasger street nella nuova zona industriale di Neve
Magen . Data la presenza di insegnanti cubani in loco, lo stile in assoluto
prevalente è quello del Casino style, con particolare propensione per
per la forma "en rueda", ballata un po'dovunque nei locali tipici
ed insegnata estensiva menta dalle scuole di ballo più famose in loco
come la Israeli Salsa School e lo Studio Elisabeth in Tel Aviv. Le calienti
atmosfere della musica Salsa dunque, hanno raccolto entusiasti proseliti anche
in questo luogo a cavallo fra la cultura europea e il più rigido integralismo
islami co degli emirati arabi.
LONDRA
BAR
SALSA indirizzo- 96 Charing Cross Road; fermata metropolitana
Leicester Square; tel. 0171-3793277. Sembra un locale countrie per il rivestimento
in legno delle pareti; è grande ed ha una bella pista in faggio. Si balla
e si ascolta salsa dal vivo (la banda che suona è piuttosto scarsina)
tutti i lunedì e giovedì . Vi consiglio di arrivare prima delle
9:00 PM; entrerete GRATIS risparmiando3 o 4 sterline (=9.000 o 12.000lire)!!!
Nonostante vi possa sembrare presto, non fatevi trarre in inganno, è
pieno di gente! Il livello dei ballerini è basso. Frequentato da colombiani
ed equatoriani; moltissimi africani e qualche inglese.
BAR RUMBA indirizzo- 36 Shaftsbury Avenue; fermata
metropolitana Picadilly Circus ; tel.0171-2872715. Non è altro che una
enorme cantina completamente piastrellata. Un po' buia ma relativamente tranquilla.
La notte in cui si balla salsa è solo il martedì; anche qui chi
entra prima delle 9:00 PM entra gratis….
HAVANA W1 (Central) indirizzo- 17 Hanover Square;
fermata metropolitana Oxford Circus; tel. 0171-6292552. Un bel discopub con
una pista discreta per muovere qualche passo. Più dedicato al sorseggio
di bevande che al ballo. Il giovedì c'è musica salsa e merengue,
accompagnate da una piccola band che canta su basi musicali. Non troverete ballerini
"decenti". L'ingresso al giovedì è gratuito entro le
11:00 PM; al venerdì è di 7 sterline (21.000 lire). Una italo-
inglese mi ha riferito che venerdì si esibiscono alcuni maestri.
DOWN MEXICO WAY indirizzo- 25 Swallow Street; fermata
metropolitana Picadilly Circus; tel. 0171-4379895. Un altro discopub con ristorante
annesso. Le serate salsere sono sabato e lunedì: vi sconsiglio il sabato……
non balla nessuno. Provate il lunedì. Prima di entrare potete guardare
la pista da ballo dall'esterno del DOWN MEXICO WAY….fatelo ed eviterete
di spendere 7 sterline al sabato e 4 al lunedì!!
BAR MADRID indirizzo- 4 Winsley Street; fermata
metropolitana Oxford Circus; tel.0171-4364649. Bar a due piani: sopra pub stile
"Tapas bar" spagnolo, sotto bar e pista da discoteca. Carino da frequentare
il mercoledì o il giovedì. Si entra gratis prima delle 9:00 PM;
dopo si pagano 3 sterline. Mercoledì fino alle 9:30 PM fanno un corso
di salsa cubana, quindi troverete tanta gente disposta a ballare (non molto
bene).
VILLA STEFANO indirizzo- 227 Hig Holborn; fermata
metro Holborn; tel. 0171-8317318. Grande scantinato spoglio, caldo, umido e
buio! Buona la selezione musicale tra "salsa vieja" ed attuale. Se
non siete stati allo ZOO di domenica pomeriggio, andate in VILLA STEFANO di
sera!! Ha ha ha ha ha ha…. Quello che voglio trasmettervi è che
c'è gente "pittoresca", o non so come definirla altrimenti.
La pista è su due livelli, la parte alta in legno, la bassa in piastrelle
(difficile ballare per via della condensa…. ). Giorno: domenica. Ticket
3 sterline (9000 lire se non aveste ancora capito il cambio valuta).
EL BARCO LATINO indirizzo- Temple Pier Victoria
Embankment; fermata metro Temple; tel. 0171-3795496 Una vera barca che galleggia
sul Tamigi!!! Ristorante colombiano tutte le sere, poi possibilità de
bailar hasta la madrugada!?… Hahaha…sinceramente l'ho visto dall'ingresso;
non sono entrato perché costava 7 sterline, e la brasiliana e la giapponese
con me non erano attirate dalla spesa. Se andate fatemi sapere!! Credo che sia
piuttosto bello; quasi GARANTITO.
LITTLE HAVANA indirizzo- 1 Leicester Place; fermata
metro Leicester Square; tel. 0171-2810101. Molto carino; questo centralissimo
pub si sviluppa su tre piani ed è dotato di una piccola pista da ballo,
piuttosto buia. Arredamento latino-americano e (finalmente) un Ron cubano, il
famoso Matusalem, vi attende per essere gustato al LITTLE HAVANA. Purtroppo
non è il luogo adatto al ballo: pochi esperti ballerini, molta bella
gente…….attenzione ai TRANS!!! Il martedì serata latina ed
ingresso a 3 sterline a meno che non arriviate prima delle 10:00 PM…..entrerete
a gratis.
UPSTAIRS@RONNIESCOTT indirizzo- 47 Frith Street;
fermata metro Leicester Square; tel. 0171-4390747. Sette sterline per accedere
alla mansarda di un tradizionalissimo ed esclusivo circolo di lords inglesi
è un prezzo troppo elvato da pagare……comunque in mansarda
non troverete il Principe Carlo, ma i soliti abituè della salsa! Piccolino,
poco luminoso ma con un bravo Dj. Scegliete Voi……..
LOS
ANGELES & SAN FRANCISCO BAY AREA 
Oltre
New York, sulla costa degli Stati Uniti, l'altro grande polo di concentrazione
dei salseros e salsa event productions è Los Angeles, sulla costa Ovest
in California. Ciò che per primo colpisce in questa sterminata city è
il tenore di vita della gente, determinato da una più uniforme distribuzione
della ricchezza rispetto a N.Y. ed altre zone degli U.S.A. Di conseguenza anche
l'industria del divertimento tira a pieno ritmo e la gente pare avere un unico
obiettivo: godersi la vita. Infatti nights e casinò sono sempre stracolmi
di gente elegante, molti dei quali sono appassionati di musica salsa e fra questi,
navigano dei veri fanatici del ballo. Los Angeles, del resto, offre tutto quello
che uno potrebbe sognare. Di salsa clubs ce ne sono a decine, ma se volete veramente
il meglio del meglio la prima tappa obbligata è al
MAYAN, la più prestigiosa sala di musica salsa (venerdì
è la serata super) al 1038 di S.Hill Street. Oppure allo SPORTSMAN
LODGE in ventura Boulevard. I due locali sono magnifici e meritano una
visita. Certamente L.A. risente molto del way of life del jet set cinematografico
: una cenetta quindi ad Hollywood al FLOREDITA,
ristorante cubano in N.Vine Street è consigliabile e poi un salto al
PA'PAZ, il lussuoso salsa night club al 1716 di
N.Cahuenga. Oppure al CLUB BAHIA al 1130 di Sunset
Boulevard, dove è possibile incontrare qualche movie star appena uscita
dagli studios. infine, per chiudere la nottata via, a tutta velocità,
verso Santa Monica, dove al TEASERS di giovedì,
c'è la miglior salsa della zona. Cana y ron para todos ! Invece l'atmosfera
che si respira a San Francisco, perquanto concerne la salsa è un po'
diversa. In generale, la città è meno sofisticata di L.A. ed anche
la gente che si ritrova nei locali è meno eccentrica ed aggressiva. La
bay area, comunque, offre buone possibilità di svago agli aficionados
del settore : ALBERTO'S NIGHTCLUB in Dana Street
736 Mountain View, nella zona sud della baia è il locale giusto, elegante,
soft, con ottima musica salsa in diverse serate della settimana. Un altro grende
punto d'incontro per i salseros locali è il RIFF'S
NIGHTCLUB situato all'interno dello Sheraton San Josè Hotel, al
1801 Barber Lane di Milpitas. Il sabato sera, l'appuntamento d'obbligo è
al CAFE'COCOMO al 650 di Indiana Street, mentre
il giovedì il SOL Y LUNA al 1153 di Valencia
Street offre una serata di gran classe con salsa bands dal vivo e shows di ballerini.
Tutto sommato comunque, la febbre della salsa miete qui meno vittime che nella
caliente ed esplosiva Los Angeles.
CUBA ( HAVANA ) 
Salón
Rosado de la Tropical - Benny Moré
(La Tropical) Avenida
41 entre 46 y 44, Municipio Playa Salón Rosado de la Tropical - Benny
Moré
La
Cecilia Avenida
5ta entre 110 y 112 Municipio Playa La Cecilia
Cabaret
Parisien
Hotel Nacional 0
y 21, Vedado Tel: 333564-67 Famoso por sus revistas musicales llenas de ritmo
cubano. Las mejores orquestas cubanas alegran su noche habanera. Cabaret Parisien
Copa
Room Hotel Riviera Tel:
334051 Paseo y 1ra, Vedado. Show y orquestas bailables para cerrar la noche
habanera. Restaurante- Cabaret, exquisita comida, espectáculos de variedades
y orquestas bailables. Copa Room
Habana
Café (Hotel Meliá Cohiba) Ave
Paseo entre 1ra y 3ra Municipio Vedado Tel: 333636
Una noche con sentido.
En el Habana Café usted estará rodeado de objetos, automóviles,
rostros y fotos que lo trasladarán a otra época mientras disfruta
una excelente comida y de exóticos cocteles, acompañado por la
mejor música cubana, tanto en vivo como grabada.
- Almuerzos musicales
- Tardes románticas
- Restaurante-show-dancing Habana Café
Casa
de la Música (la nueva)
Galiano, entre Neptuno
y Concordia, Centro Habana. La nueva Casa de la Música en el Centro de
la Habana es fantástica! Tiene 2 bares, un segundo nivel, una pista más
amplia y más espacio en general. Fue un cine pero este lugar es más
bonito que el antiguo. También tienen matineés ... 80 pesos cubanos
para los cubanos, US$5 para los extranjeros.
Abierto 7 días de la semana con matinées y shows tarde todos los
días, aunque eso puede cambiar. De repente hay un matinee tarde los lunes,
como en el otro local en Miramar, pero mayormente es un matinée y un
show tarde. Las bandas empiezan a las 17:30 ó 18:00 hrs. para los matinées;
el conjunto principal empieza a la medianoche días de la semana y a las
0:30 a.m. ó 1:00 a.m. los fines de semana, incluyendo los domingos. A
veces hay un show en vez de un conjunto. Todos los matinées cuestan US$5
pero los shows nocturnos varían entre US$10 a US$20.
Casa
de la Música (Original) Esquina
20 and 31 Miramar. Tel: 2040447 ó 2046147.
Agradable lugar donde los mejores grupos salseros cubanos tienen espacio. Se
ofrece comida y fiambres en general además de amplia variedad de bebidas
y cócteles. De lunes a domingo de 4 p.m. a 8 p.m. con matiné,
y de 10 p.m. a 4 a.m. En
la misma instalación hay un lugar que se denomina El Diablo
Tun Tun - comienza a las once de la noche y termina a las seis de la
manana.
Casa
18 de Artex 18
entre 5ta y 7ma. Espectáculo variado con la particularidad de las mejores
agrupaciones musicales y solistas. Todos los jueves, viernes y sábados
9 p.m. Patio de Artex Jueves, viernes y sábados 11 p.m. Casa 18 de Artex
Fundación
Habana Club Ave
del Puerto #262 Esquina Sol, Habana Vieja Espectáculo con las mejores
agrupaciones musicales de música tradicional cubana. Todos los días
a partir de las 10 de la noche.
Club
Habana 5ta
Ave entre 188 y 192 Rpto. Flores. Playa Noche romántica en el Piano Bar.
Bar con música en vivo viernes y sábados de 10 p.m. a 1 a.m. Club
Habana
Teatro
Nacional de Cuba Paseo
y 39, Plaza. Tel: 8735713 Salones multiespacio donde hay disfrute para todos
los gustos. Buena gastronomía y exquisitas bebidas. Teatro Nacional de
Cuba Paseo & 39, Plaza.Phone: 8735713
Municipio
Vedado La
música y el baile popular alegran las noches de La Habana. Todos los
jueves a partir de las 4 de la tarde sonando duro con la participación
de los mejores grupos de música popular cubana.Música bailable
todas las noches a partir de las 10:30 p.m.
Piano
Bar Delirio Habanero
Paseo y 19 Plaza Vedado Un espacio para integrarse al mundo poético de
La Habana. Viernes y lunes alternos con la mejor música cubana. Comienza
a las 12 de la noche. Piano Bar Delirio Habanero Paseo y 19 Plaza Vedado
Café
TV N entre
17 y 19, Vedado. Plaza Tel: 8334499 Solistas y agrupaciones musicales de pequeño
formato. A partir de las media noche disfrute de su karaoke. Café TV
N between 17 & 19, Vedado, Plaza Tel: 8334499
Karaoke
Plaza Neptuno
y Zulueta, Habana Vieja. Tel: 8608583 A sólo una cuadra del Capitolio
y cerca del Centro Histórico de la Ciudad, ubicado en el céntrico
Hotel Plaza, en la Habana Vieja. Karaoke y música bailable todos los
días. Karaoke Plaza Neptuno & Zulueta. Old Havana Phone: 8608583
Sol
Club Las Sirenas Habana
Café Tel: 5375668070 Ave. Las Américas Calle K. Rpto. La Torre.
Varadero Sol Club Las Sirenas
Tryp
Cabaret (Hotel
Habana Libre) Turquino 23 y L Tel: 554011 En la cima del mundo, donde abrirán
las puertas del cielo para usted. Un sitio único donde la música
cada noche es un suceso especial. Música en vivo. Tryp Cabaret
Cabaret
Las Vegas Infanta
y 25, Vedado Tel: 8707939 Noche con espectáculos y grupos musicales.
Cabaret Las Vegas
Salón
Rojo Hotel Horizontes Capri 23
y N, Vedado.Tel: 333747 Espectáculos de baile, solistas, circo y grupos
musicales.
Karachi
17 y K,
Vedado Tel: 8323485 Donde acude la elite de la música cubana y grupos
humorísticos. Karachi
Macumba
Habana Calle
22 y 37 La Lisa Tel: 330568-69 Noche de la salsa...jueves. Un lugar único
en La Habana. Cocierto con las mejores agrupaciones timberas del momento. Abierto
de 9 de la noche a 5 de la manana. Macumba Habana Calle 22 y 37 La Lisa Tel:
330568-69
Sherezada
19 y M Vedado
Tel: 333042 La mas variada música con espectáculos de variedades.
Sherezada
Río
Club Ave
3ra y 5ta Ave Miramar Tel: 2093389 Donde la juventud cubana baila. Río
Club Ave 3ra y 5ta Ave Miramar Phone: 2093389
Chan
Chan de la Marina Hemingway
Empieza con musica
en vivo desde las 10 de la noche hasta la una de la manana aunque esta abierto
hasta las dos, con varias tandas. En estos momentos tienen una agrupacion fija
que se llama Clave Azul. Telefono: 2044698
BENE ALLORA BUON BALLO A TUTTI E UN GRAZIE A DISCOLATINO PER IL MATERIALE
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- Musica e Ballo Latino Americano -
Novità della Settimana in Liguria ( sempre in aggiornamento )
In collaborazione con il portale Ligure:
Un ringraziamento anche per la collaborazione a:

Dove
comprare i cd di Musica Latina in Rete: i principali portali in Italia e in
USA
Aggiornato a Gennaio 2008
In Italia:
www.shop.ondatropical.it
(Milano) . Onda Tropical Shop è il negozio virtuale di Eventi Latini
dove poter acquistare cd, video, libri, magliette e altri prodotti (non solo
latini). Prezzo medio cd: 14,00 ¤. Alune novità di importazione
arrivano fino a ¤ 19.90, ma si trovano molti dischi a ¤ 5,00 e
a ¤ 10,00. Possiblità di pagamento con carta di credito (Banca
Sella) o bonifico bancario. Spedizione tramite Posta assicurata o Corriere Espresso
SDA: per i clienti di Milano possibilità di ritiro diretto nelle modalità
indicate sul sito. Possibilità di preascolto di alcuni brani. Responsabile
del sito è Pepe Bassan. Affidabile, veloce e completo, il sito usa tutte
le nuove tecnologie di sicurezza per gli acquisti on-line.
www.salsapoint.com ( Torino ) Il portale piu’ completo ed affidabile. Tutte le novita’ disponibili nei siti americani e non solo. Prezzo medio: € 19.90 a cd. Ampio assortimento di cd Fania e Bronco telefonando allo 011/4526821. Il responsabile e’ Mauro Fedi, persona competente ed affidabile che vi consigliera’ al meglio. Possibilita’ di ascolto 30’’. Spesso un po’ lento nell’ apertura dell’ Home Page.
www.gilasrecords.it ( Roma ) GILAS RECORDS è uno dei pochi punti vendita specializzati,che esistono sul territorio nazionale, per quanto riguarda la distribuzione e la vendita di musica latino americana,con importazioni frequenti mantengono un buon livello di aggiornamento su ogni novità riguardante salsa,merengue e bachata con possibilità di ordinazioni via telefono o fax e consegna,comodamente al proprio domicilio,entro le 24 ore successive all’ordine adoperandosi oltretutto,alla ricerca di qualsiasi disco esistente sul mercato mondiale della musica latino-americana.INDIRIZZO:GILAS RECORS Via Albenga 52 00183 ROMA - (MM PONTELUNGO)
www.descargacubana.com
(Bologna) Voluto da Paolo Pachanga ( il piu’ profondo conoscitore di musica
cubana in Italia ), il portale – purtroppo – sta’ chiudendo
i battenti. Cio’ non toglie che ci sia ancora la possibilita’ di
buoni acquisti a prezzi scontati su cd cubani ( e non solo ). Naturalmente inutile
cercare le novita’!
www.titansound.sm (RSM) Tratta in maniera abbastanza marginale la musica latina,
ma a volte si possono trovare delle occasioni ( cd a prezzi scontati ).
www.nannucci.it (Bologna) Un discreto assortimento di musica latina ( specie i classici ) a prezzi molto convenienti. Tratta tutti i generi musicali.
www.alabianca.com (Modena) Produce e distribuisce le compilations ‘’Noche cubana’’ e ‘’Margarita Caliente’’ curate dai piu’ importanti dj’s italiani. Alcune molto valide, si possono comunque ascoltare prima dell’ acquisto. Responsabile musicale e’ attualmente Franco ‘’El Puma’’ DJ. Dato il contratto che AlaBianca ha con la Discos Fuentes, in queste compilations la salsa colombiana e’ spesso preponderante. Si trovano pero’ molte ‘chicche’ non rintracciabili in Italia.
www.ballilatini.it
– Con inizio da Luglio 2003 sul portale www.ballilatini.it i cultori di
questa musica potranno trovare una vendita di cd-on line curata da Maurizio,
gestore dell’ Import
‘Mastermind’ sin’ora presente nel bolognese col suo punto-vendita,
ritrovo di tutti i dj’s ed appassionati. Maurizio, oltre ad essere DJ
e Maestro di ballo, è un vero intenditore di musica latina. Su questo
portale si potranno trovare nell’ home page tutte le ultime novita’
di salsa, merengue, latin jazz. Un ampio catalogo corredera’ il tutto.
Naturalmente non tutti i cd disponibili posssono sono inseriti, per cui, se
non trovate qualcosa bastera’ telefonare allo 051/6871608:Maurizio sarà
sempre disponibile a consigliarvi ed indirizzarvi alla scelta migliore. La caratteristica
di questo portale on-line sara’ , infatti, la ricerca del rapporto il
piu’ stretto possibile con laClientela.’Mastermind’ da consigliare,
dunque? Direi di si’!, visto che li’ mi servo – con soddisfazione
– da tre anni! Un ‘in bocca al lupo’ di cuore all’ amico
Maury per questa nuova/vecchia attivita’.
www.ird.it (Milano) Portale del piu’ importante distributore di musica di qualita’ di ogni genere, tra i quali anche Salsa e Latin. Non si puo’ comprare direttamente, ma si puo’ segnalare il cd al proprio Rivenditore di fiducia.
www.latinosunidos.it – Portale internazionale gestito in Italia da Mauro Catalini. Fornisce – dietro abbonamento – promo cd perché in questa maniera si possono avere le ‘hit con alcuni mesi di anticipo rispetto all’ uscita del cd sul mercato discografico.
www.musicabel.it - Portale milanese ( Corso XXII Marzo ) di musica Latina in genere:Brasil, salsa, merengue e quant’ altro. Molto gradevole nell’ estetica, questo sito porta – oltre al Catalogo con le News e possibilita’ di ascolto – rubriche quali: Classifiche – Libri – Artigianato sino a quella dei ‘Pettegolezzi’. I prezzi si aggirano sui 23 euro, ma – ovviamente – ogni cd ha la propria quotazione.
www.islamusical.com
- Portale che tratta ( e vende ) musica latina e caraibica in genere. Discretamente
fornito, prezzi sui 13 $ per prodotti USA. Pur non avendo recensioni ed informazioni
sui cd e' interessante perché riporta tutte le retro-copertine ( quelle
dove sono riportati i titoli dei brani ).
in U.S.A.
www.descarga.com – il piu’ autorevole portale di Latin al mondo. Si trova di tutto e di piu’ con un ottimo motore di ricerca, ma non c’e’ possibilita’ di preascolto e le recensioni non sono sempre obbiettive! Buoni prezzi e buon servizio di spedizione. Ottima anche laNews Letter ( 2-3 per mese ). Attenzione pero’ – e questo vale per tutti i siti extra-Italia: al prezzo che vedete dovete aggiungere ev.spese bancarie, Corriere e IVA 20% : quindi i 16 dollari dichiarati possono anche diventare - alla fine – 21! Un consiglio: non fate ordini troppo rilevanti: rimanendo su pacchetti piccoli di 10 cd – a volte – la Dogana non controlla e vi risparmiate l’ IVA.
www.cdbaby.com – Distribuisce
solo etichette indipendenti di ogni genere musicale. Ottime schede –cd,
possibilita’ di ascoltare sino a 4 brani, prezzi contenutissimi ( 11 $
in media x cd). Il settore Latin e’ abbastanza corposo: ‘’
Grupo Caribe ‘’ – ad es. – e’ da loro distribuito.
Possono spedire i cd senza ‘guscio’ protettivo: in questa maniera
il pacchetto – essendo piccolo – sfugge spesso al controllo doganale
e si evita di pagare l’IVA sul valore dichiarato.
www.spanishgoodies.com – Carente nelle novita’ ha pero’ prezzi
convenienti e cd spesso interovabili in altri portali.
www.cdbaby.com – Distribuisce
solo etichette indipendenti di ogni genere musicale. Ottime schede –cd,
possibilita’ di ascoltare sino a 4 brani, prezzi contenutissimi ( 11 $
in media x cd). Il settore Latin e’ abbastanza corposo: ‘’
Grupo Caribe ‘’ – ad es. – e’ da loro distribuito.
Possono spedire i cd senza ‘guscio’ protettivo: in questa maniera
il pacchetto – essendo piccolo – sfugge spesso al controllo doganale
e si evita di pagare l’IVA sul valore dichiarato.
www.artistdirect.com– Al contrario di descarga.com qui appaiono anche
i cd ‘fuori catalogo’ e dunque non piu’ disponibili. Questo
pero’ vi da’ la possibilita’ di scaricare il book per un ev.
masterizzato che gia’ possedete e di visionare tutta la produzione discografica
di qualunque cantante e gruppo con tanto di copertina, titoli ,formazione orchestrale
e breve commento critico. . A mio avviso – se parliamo a livello puramente
discografico – e’ il portale piu’ completo al mondo di musica
latina. Prezzi contenuti e a volte possibilita’ di ascolto. Uno sballo
totale!
www.museodeldisco.com
– Abbastanza simile al precedente, ma presenta solo titoli a catalogo.Disponibile
un elenco dei cd che usciranno nei prossimi 10 giorni.
www.comborecords.com – Gestito dalla Casa Discografica Combo records,
e’ un ottimo portale che tratta in maniera completa ogni genere di musica
latina. Non e’ molto corretto nella dizione della novita’: spesso
viene indicato come ‘New release’ un cd uscito da anni e comunque
tutti i rimasterizzati ( semmai salsa anni ’70 ) usciti da poco sono anch’essi
classificati ‘New release’. Difficile dunque – per la persona
non competente –capire quali sono le effettive ultime novita’!
www.francialatina.com Sono due siti europei pero’ legati alla statunitense:
www.amazon.com . Specialmente
Francia Latina ha una bella schermata di novita’ che pero’ non sono
aggiornatissime.
www.towerrecords.com
Sito inglese che tratta ogni genere musicale. Buon assortimento nel genere Latin,
spesso con la possibilita’ di preascolto e tanti cd in offerta. Si puo’
consultare
secondo i ‘prezzi’, ‘titoli’, ‘gruppi’,
‘novita’ .
Come acquistare ‘senza paura’:
Ultimamente tutte le Banche forniscono delle Carte di Credito ricaricabili ( sul tipo delle carte telefoniche ) in maniera che non ci siano piu’ problemi di ‘clonature’ della Carta. L’ apertura della pratica costa circa 6 euro, potete ricaricare laCarta per l’ importo desiderato per ora presso gli Sportelli della Vostra Banca ma, tra qualche tempo, lo si potra’ fare tramite gli sportelli Bancomat.
NB: questa sezione puo’ essere sempre aggiornata e rivista con Vostre critiche e segnalazioni.
di Roberto Rabbi roberto@salsa.it
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