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Negli anni '40 il più famoso locale da ballo di New York era il Palladium, un'enorme sala situata a Broadway, la mitica zona dei teatri e della musica.

Dopo anni di splendore il Palladium aveva però imboccato la via del tramonto ed erano sempre meno le coppie di bianchi americani che andavano lì per cimentarsi nei balli più alla moda. All'epoca il locale apparteneva a Maxwell Hyman, un impresario di origine ebrea che con grande passione stava cercando di rilanciare l'immagine del locale. Per prima cosa Hyman creò all'interno del locale una scuola di ballo, l'Alma Dance Studio, e contemporaneamente affidò la gestione del Palladium ad un impresario americano, un certo Moore, che godeva di ottime amicizie nel mondo della musica latina. Moore fu il primo a rendersi conto dell'esigenza di trasformare il vecchio Palladium. Fiutando il cambiare dei tempi, intuiva che il mambo avrebbe potuto riportare il glorioso locale agli splendori del passato. L'idea era interessante ma senza dubbio rischiosa, considerata la pessima fama che godeva la comunità latino americana. All'epoca una sola orchestra latina, sfidando il razzismo imperante, era riuscita a presentarsi con successo nei maggiori locali di Broadway. Si trattava dell'orchestra Machito y sus Afrocubans, diretta dal maestro Mario Bauzà.
Moore, su consiglio dell'ex direttore del Conjunto Ritmo, l'italo-americano Fernando Pagani, entrò in contatto proprio con Mario Bauzà. che suggerì di creare all'interno del Palladium un vero e proprio club, il Blen Blen club, col fine di dare vita, la domenica pomeriggio, alle prime matinées danzanti dedicate alla musica latina. L'esito fu superiore a qualsiasi aspettativa. La comunità latino-americana rispose con entusiasmo all'appello degli organizzatori, colorando con la sua allegria il magico Palladium. Travolti da questo incredibile successo, gli organizzatori decisero di estendere l'esperienza del Blen Blen club anche al mercoledì sera. Nel giro di un anno il Palladium era definitivamente consacrato ai ritmi caraibici.

La febbre del mambo, così ben descritta dal cubano Oscar Hijuelos nel libro «I Mambo Kings suonano canzoni d'amore» (dal quale è stato tratto il film «The Mambo Kings»), contagiò tutta la città, favorita anche dall'interesse dei mass media che, attratti dalla licenziosità del nuovo ballo, cominciarono a guardare con estremo interesse i fermenti provenienti dall'emisfero latino-americano. Questo entusiasmo coinvolse non soltanto la comunità latina, ma un po' tutte le comunità presenti nella capitale del nuovo mondo: da quella ebrea, a quella irlandese a quella italiana. Fu proprio in quegli anni che il Palladium si impose, insieme alla Conga e al Copacabana, come uno dei templi più importanti della musica latina a New York. Spesso vi si affacciavano grandi musicisti come il pianista Duke Ellington e il sassofonista Charlie Parker, oppure celebri star del cinema e della cultura come Allen Ginsberg, Marlene Dietrich, Sammy Davis. Non di rado lo stesso Marlon Brando si lanciava a suonare i tamburi con l'orchestra del grande Machito.

Le prime orchestre a dividere il palco del Palladium con gli Afrocubans di Machito furono i Piccadilly Boys, del timbalero Tito Puente, e i Mambo Devils, guidati dal celebre cantante Tito Rodrìguez. I duelli musicali fra i due portoricani divennero mitici. Puente, grazie alla sua abilità di timbalero si conquistò in quegli anni ruggenti il meritato appellativo di el rey del timbal, mentre Rodrìguez, grazie alla versatilità della sua voce, si convertì nell'idolo incontrastato della comunità latina.

Fu proprio nel Palladium che nacquero le prime leggende del ballo latino: i Mambo Aces (un duo formato da Anibal Vasquez e Joe “Tinani” Centeno), Ernie Ensley, Louis Maquina, Killer Joe Piro, Cuban Pete, Jo Jo Smith, Freddy Rios, Mike Ramos. Erano loro i leader incontrastati di questo innovativo ballo che risentiva moltissimo dell’influenza dello swing, in particolare della tap dance. Non ci trovavamo più davanti ad un conturbante ballo di coppia, ma ad una vera e propria sfida di virtuosismo che prevedeva per ogni ballerino dei lunghi assoli, basati su passi articolati che verranno battezzati mambo shines, con particolare riferimento alle scarpe sempre luccicanti dei ballerini.
Louis Maquina, uno dei più grandi ballerini di quell’epoca, ricordava ultimamente in una intervista la magica atmosfera di quei tempi: l’entusiasmo contagiante, la cura nel vestire di tutti i grandi ballerini, capaci alle volte di lanciare persino delle vere e proprie mode che poi tutti si sforzavano di seguire. Molti di quei ballerini non avevano una reale preparazione accademica. Spesso venivano dalla strada, ma avevano fantasia e creatività da vendere e proprio alla loro genialità si deve uno dei motivi del successo dell’era Palladium.
Ernie Ensley, altro famoso ballerino di mambo, in una intervista pubblicata da Vernon Boggs nel libro “Salsiology”, così ci ricorda:
“ All’epoca la pista da ballo del Palladium era divisa in tre settori: a destra c’erano i ballerini inesperti, al centro quelli mediocri e sulla sinistra quelli bravi. Quando qualcuno cercava di invadere il campo di non sua appartenenza veniva ributtato fuori a forza di calci e gomitate.”

Col tempo però anche le favole più belle finiscono e così nel 1964 il mitico Palladium chiude i battenti. Il locale era ormai arrivato ai suoi minimi storici, la febbre del mambo sembrava essersi esaurita ed il locale non era più frequentato dalle grandi stelle del cinema e della moda. L’ambiente si era molto degradato e negli ultimi anni numerosi erano stati gli incidenti e le risse tra ubriachi, al punto che gli era stata persino ritirata la licenza per la vendita dei superalcolici. I proprietari del locale decisero così di vendere l’immobile e oggi niente resta di quel glorioso locale il cui ricordo è rimasto però indelebile nella storia della musica latina.

Da un articolo di Enzo Conte che ringrazio.
www.enzoconte.it

Ragioniamo insieme sui pericolo del dengue a Cuba

Mi sembra che siamo a livelli di isteria. L'articolo del Corriere, ampiamente ripreso dai TG italiani ha assurdamente gettato nel panico chi pensava di programmare un viaggio a Cuba. Mai questo blog ha ricevuto tante visite ne il sottoscritto tante mail con richiesta di approfondimenti o tranquillizzazioni. Come da tempo scrivo, da alcuni mesi a Cuba si è registrato un considerevole aumento di casi di Dengue, malattia che è ampiamente diffusa in buona parte del sud del mondo, in special modo nell'america latina, centroafrica e sud est asiatico nel periodo umido. Il dengue si trasmette solo con la puntura della zanzara Aedes aegypti infetta. Se si elimina la zanzara o se si fa in modo di non farsi pungere è impossibile rimanere contagiati dal dengue. Ne consegue che un turista in procinto di partire per Cuba dovrebbe essere consapevolmente tranquillo che, se usate minime precauzioni, la possibilità di essere infettati è davvero remota. Da una parte perchè a seguito della massiccia campagna di prevenzione e di fumigazione messa in atto dalle autorità cubane la popolazione delle zanzare sull'isola si è drasticamente ridotta e poi perchè se ci si munisce di buoni repellenti anti zanzare e si dorme in locali con aria condizionata, ovvero praticamente tutti gli alberghi e la maggior parte delle case private per i turisti, le possibilità di entrare in contatto con una zanzara Aedes aegypti infetta sono veramente minime. E' doveroso ricordare che a Cuba, come nel mondo, esistono vari tipi di zanzara ma solo quella menzionata se infetta trasmette il virus. Quindi nessun panico se ci si ritrova con una puntura.

E se poi si avesse davvero la sfiga di venire contagiati, se individuato in tempo il dengue è perfettamente curabile. I sintomi sono facilmente inividuabili: febbre alta, dolori alle ossa, agli occhi e nausea e/o vomito. A Cuba in questo momento sono particolarmente attenti e preparati e il personale sanitario degli ospedali sottopone gratuitamente le persone che sospettano di avere contratto il virus a approfonditi esami. Se fino a qualche mese fa' la malattia era stata forse un po' presa sottogamba l'attenzione ora è ai massimi livelli.

DEFINIZIONE DI BALLERINO/INSEGNANTE PROFESSIONISTA

DEFINIZIONE DI BALLERINO/INSEGNANTE PROFESSIONISTA ] Il termine "professionsta" inteso come ballerino/a professionista - insegnante professionista viene spesso frainteso e legato a luoghi comuni non sempre chiari per il pubblico dei principianti ....E' da considerarsi ballerino professionista colui/colei che per mestiere, ossia con continuità predisponendo i mezzi necessari e a scopo di trarne un guadagno esercita l'attività ballando in show, esibendosi in animazioni etc. E' insegnante professionista colui/colei che per mestiere ossia con continuità predisponendo i mezzi necessari e a scopo di trarne un guadagno esercita l'attività di insegnante in corsi di ballo, stages, lezioni private o altre attività comunque rivolte alla didattica (es. animazione) Le due attività sono spesso legate assieme. Ma ci sono anche dei casi di ottimi ballerini che non insegnano e bravi insegnanti che non ballano. Comunque 3 sono gli elementi basilari che definiscono la figura del professionista nel ballo.

1. CONTINUITA' NELL'ESERCIZIO DEL MESTIERE E' essenziale per configurare un'attività "professionistica" che nel tempo ci sia l'attivazione di più elementi pratici (es. un ballerino fa tot numero di spettacoli, si trova un agente in agenzie di spettacolo etc; un insegnante attiva più corsi, fa pubblicità, predispone una struttura etc). Il fatto di farne uno o occasionalmente non da alcun titolo di professionismo. Il mestiere professionale deriva dal fatto che uno/a intenda farne il proprio lavoro primario. 2. PREDISPOSIZIONE DEGLI STRUMENTI NECESSARI E'evidente che, per esercitare un mestiere, bisogna averne i mezzi. Per un ballerino/a la creazione di un proprio team con cui fare gli spettacoli (anche solo un'altra persona se in coppia), l'attività di marketing con accordi con locali, organizzatori per le serate, la predisposizione dei costumi scenici, lo studio di routines etc. Per un insegnante la predisposizione di una struttura dove insegnare, di un organizzazione materiale di corsi e lezioni, di materiale di supporto didattico per i potenziali allievi (video, CD, websites, newsletter), di marketing pubblicitario alla propria attività, di una propria attività di aggiornamento tecnico/didattico, l'apertura di una posizione IVA come ditta individuale etc. 3. LO SCOPO DI GUADAGNO Il professionsta lavora per guadagnare con la sua attività. Quindi attività di beneficenza e volontariato, lezioni/spettacoli/animazione fatte per cortesia, non danno luogo ad attività professionali. E' evidente che altri elementi, non rientranti in queste fattispecie, non danno luogo ad alcun titolo di professionismo.

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UN PO' DI STORIA: Le Origini della Salsa

Secondo il dizionario della "Real Accademia Espanola" la Salsa è un miscuglio di varie sostanze commestibili che si usa per insaporire in cucina. Però in questo Sito ci occuperemo di un altro tipo di Salsa i cui ingredienti sono "condimentos musicales". Dalla sua base il Son Cubano fino al Merengue Dominicano, la Cumbia Colombiana,il Jazz Nordamericano,il Samba Brasiliano ed altri ritmi musicali del Caribe.

Non Possiamo parlare della Salsa senza tenere conto del genere musicale che costituisce le sue radici: el Son Cubano.
Questo nacque nella campagna dell’oriente di Cuba nella seconda metà del Secolo scorso ,avendo come antenato l’influenza Spagnola,Francese e per supposizione quella Africana.

Questa unione perfetta giunge nelle città a inizio di questo Secolo incontrando rapidamente consensi e interesse da parte di tutti.

Ricorre nell’ anno 1909 il suo ingresso all’ Avana ,portata dai soldati dell’esercito permanente del governo di quell’epoca, ma sarà poi dal 1920 che con la comparsa del gruppo "Sexteto Habanero" si marcò lo stile che contraddistingue il Son Cubano. In questo decennio appaiono altri "Agrupaciones Soneras" come Septeto Nacional di Ignacio Pineiro, nato nel 1927, gruppo che ancora esiste.

Temi come Echale Salsita,El guanaco Relleno y Suavecita ,sono ancora oggi conosciuti e interpretati internazionalmente. Nello stesso modo il Trio Matamoros fondato nel 1925, ci lasciò brani come El son de la Loma,El que Siembra su Maiz,La Mujer de Antonio,y Lagrimas Negras . La formazione che predominò nei gruppi di quell’epoca era: contrabbasso,tres/ chitarra a tre paia di corde /chitarra, clave, morocos ,voce una tomba (optional).

Negli anni 40 appare un signore chiamato Arsenio Rodriguez che modifica la formazione del septeto e,include nella sua Orchestra oltre agli strumenti finora menzionati ,il piano,il tamburo e ,3 o 4 trombe,formazione molto simile ai gruppi attuali. Nel 1950 Arsenio si stabilisce a New York e forma altri gruppi ,diventando uno dei precursori del movimento Salsa degli Stati Uniti . Tra i motivi più famosi di Arsenio ci sono: Fuego en el 23,El Guayo de Catalina e Brunca Maniguà.

Il Son continua la sua auge e diffusione per merito de Matamoros ,Arsenio, ecc..

El son oltrepassa l’arca del Paese fino ad arrivare in Venezuela ,Colombia ecc..

Gli anni 50 si distinguono per la comparsa del massimo interprete del genere di tutti i tempi : Benny Morè ,con la sua Banda Gigante Benny,ancora oggi continua ad essere un riferimento per tutti i musicisti salseri. Con il trionfo della Rivoluzione Cubana nel 1959 e la comparsa del blocco economico Americano, La storia di questa musica prende due diverse strade:quello che successe fuori da Cuba (soprattutto a New York) e quello che successe dentro l’isola stessa.

Gli impresari Nordamericani dal mondo discografico si vedono obbligati ricorrere a musicisti e compositori Cubani residenti fuori dall’isola ed altri musicisti latini coltivatori del ritmo,si comincia ad ascoltare Tito Puente ,Xavier Cougat, los Palmieri, Johnny Pacheco ,Tito Rodriguez,Celia Cruz,Ismael Rivera y Sonora Matancera oltre a tanti altri.

Si comincia ad ascoltare il nome Salsa per il Son, che nonostante i cambiamenti che questi eccellenti musicisti apportarono ,continuò a mantenere l’impronta che Arsenio gli diede.Qua appare il nome Salsa ,ma non sarà fino al 1974 che Willy Colon e Ruben Blades gli conferiscono la medaglia di vera identità di genere musicale Salsa .

Nonostante la composizione armonica innovatrice che gli diedero,oltre all’uso di 3 o 4 trombe anziché una ,la base ritmica continuò ad essere uguale a quella del Son. Da qua in avanti è altra storia ,Pacheco direttore della Fania ha spiegato che loro presero la musica cubana e vi inserirono accordi molto avanzati facendo enfasi del ritmo,e togliendo certi dettagli,ma senza alterarne l’essenza.

Siccome la parola Salsa, Sabor e Azucar da sempre sono legate a questa musica decisero di chiamarla in questo modo. Questo nome servi’ per presentare in Europa un ritmo prima conosciuto come Tropical.

Come confessa Pacheco l’ intenzione non fu’ mai di rubare la musica ai Cubani inserendola sotto altro nome, perché egli sempre ha riconosciuto che le radici della musica Salsa sono Cubane e che la sua scuola si trova a Cuba. La Salsa continuò il suo sviluppo vertiginoso. Nel decennio degli anni 80 compare la Salsa Erotica o Balda Salsa che si distingue per i suoi testi romantici e sensuali.

Negli anni 90 appare la cosiddetta Salsa Rap.

Possiamo nominare alcuni trà i Salseri più conosciuti ( oltre quelli già menzionati ) Oscar D’Leon (io lo considero sonero) Gilberto Santarosa ,Lalo Rodriguez ,Eddy Santiago, Luis Enrique,Marc Anthony, La India , Tito Nieves ,Josè Alberto "El Canario", D L G e moltissimi altri.

Bisogna specificare che quando noi parliamo della Salsa , ci riferiamo alla musica direttamente discendente dal Son.
Il Merengue e la Cumbia sono anch’esse vendute come Salsa, prodotto della logica commerciale Americana che battezza con un solo nome facile da ricordare diversi ritmi di altri paesi.
Questo fù applicato negli anni 50 al Bolero,Mambo e Cha Cha Cha, Son e Conga con il nome Rumba.

L’Evoluzione Dentro Cuba

Si ascoltano i ritmi Mozambique per Peyo el Afrokàn e el pilon per Enrique Bonne. All’inizio degli anni 60 furono le prime novità della " Forma Sonera" post rivoluzionaria che si caratterizzarono per la loro enfasi a base ritmica. Più avanti appare il maestro Juan Formell con una nuova struttura musicale chiamata Songo,che con la sua Orchestra
"Los Van Van" rivoluziona i componenti aggregando la batteria,le chitarre e il basso elettrico. Il fatto che dentro di Cuba non esistesse la necessità di competere commercialmente per vendere musica ,permise che si potesse sperimentare con nuove forme e stili di suonare il Son o la Salsa.
Questa nuova forma è il risultato di una forte presenza della ritmica Africana, raggiunta con Orchestre piene di combinazioni e sfumature dove si usano i metalli con una certa aria jezzata, distaccandosi dal virtuosismo degli strumentisti ,a differenza della musica che si fa fuori da Cuba dove esistono certi schemi rigidi per il commercio ,nei quali si lavora totalmente in funzione della voce del solista con un materasso musicale omogeneo. Bisognerebbe poi dire che a Cuba la musica da circa 10 anni ,si vendeva con il suo vero nome,Son.

Però la necessità di esportarla per farla conoscere internazionalmente portò alla conseguenza che, anche a Cuba si inizio’ ad usare il nome Salsa per questa musica.
Recentemente Juan Formell assieme ad altri musicisti Cubani la ribattezzano come Timba Cubana , come rappresentanti di questo genere troviamo: Los Van Van,NG la Banda ,La Charanga Habanera,Paulito FG,El Medico de la Salsa , Issac Delgado,Adalberto Alvarez,Manolito Simonet,Angel Bonne e molti
altri.

Attualmente stiamo assistendo ad una specie di reincontro della musica Cubana con la sua progenitrice: Cuba. A causa del grande scambio culturale trà Cuba e Stati Uniti ,possiamo notare una forte influenza della Timba Cubana nella Salsa Newyorkese, lo possiamo notare nella musica di Victor Manuelle ,Tito Nieves ed altri,così come in numerose orchestre Cubane si nota l’influenza di salseri stranieri.
Si può notare dal premio Grammy al disco Afrocuban All Star realizzato da vari musicisti tradizionali Cubani,effettuando un legittimo riconoscimento all’origine del Son o Salsa o Timba . Possiamo dire che la Salsa inizia da Cuba ,il paese delle sue radici,va poi nei Caraibi ,zona generatrice dei suoi condimenti ,dove si incontrano attraverso la storia Europei ,Asiatici e Nordamericani e soprattutto africani,che daranno a questa musica sensualità, bellezza estetica e "MUCHO SABOR" Per questo la salsa in tutti gli angoli del Mondo dove arriva,RIMANE!

L'uso comune della parola "salsa" per designare una musica latinoamericana ballabile iniziò nel 1933, quando il cantautore cubano Ignacio Piñerio scrisse la canzone "Échale Salsita".

Ultimamente Alfredo Valdés Sr., che ho intervistato nel 1974, mi disse: "Il 6 luglio 1933 sposai Anita Purmuy, la chitarrista della band femminile La Anacaona. Non ebbi una luna di miele perché qualche ora più tardi ero in una nave con il Nacional (Septeto) diretta prima a Miami e poi al World's Fair di Chicago. Sul treno ho provato la nuova opera di Ignacio, Échale Salsita, che ebbe l'idea dopo aver assaggiato del cibo privo di spezie cubane. La sua fu una protesta contro il cibo insapore".
Alla fine degli anni '30, mentre la comunità ispanica germogliava nello Spanish Harlem, Gabriel Oller, proprietario del centro di musica spagnola Tatay, all'angolo tra la 110th Street and 5th Avenue, sentiva le grida di "échale pique, caliéntalo, menéalo que se empelota.", che descrivevano i ritmi entusiasmanti delle danze afro-cubane rumba e guaracha. La salsa è rimasta latente fino al 1962, quando la Secco Records ha pubblicato l'LP Stepping Out di Joe Cuba. Nel motivo Salsa y Bembé di Jimmy Sabater, il vocalista Cheo Feliciano voleva che il suo piccolo gruppo di ballo ballasse salsa oltre al bembé quando danzava. Dal testo si capisce che il ballerino richiede che la sua performance sia più animata e gustosa. "Quando ho scritto questo motivo" ha detto Sabater, "stavo definendo la musica come salsa, cioè qualcosa di esaltante. Quando è stato chiesto ai musicisti di insaporire la musica, si sentì gridare guataca; quando la band ha eseguito la parte di mambo, ho sentito gridare guapachosa. Erano etichette fino ad allora mai affermate. Con il termine salsa, infatti, io volevo descrivere la musica e non il cibo".
Un anno dopo la Alegre Records ha pubblicato l'LP di charanga Salsa Na Ma di Charlie Palmieri. Nel motivo di Henry Alvarez "Salsa Na Ma", il coro di Victor Velásquez e Willie Torres suggeriva che quando ballavano con le loro partners era Salsa na ma, cioè "qué cosa rica" (una gioia). Invece, nelle note di Al Santiago, la musica è descritta come salsa quando scrive: "La Duboney (la band di Palmieri) è un aggregazione musicale che funziona come un'unità individuale e possiede quella salsa importante necessaria per soddisfare la maggior richiesta di gusti musicali. Per questa ragione questo LP è intitolato Salsa Na Ma".
Il 20 novembre 1964, il Cal Tjader Quintet plus 5 aveva appena finito di registrare una lunga versione di Guachi Guaro, un'altra versione della prima registrazione del successo di Tjader del 1954, Wachi Wara. Dopo averlo riascoltato, Tjader era insoddisfatto, mancava qualcosa, ma non sapeva cosa. Creed Taylor, il produttore dell'album (che al momento non aveva un titolo) suggerì una versione più corta e un nuovo titolo, visto che Guachi Guaro sarebbe stato difficile da pronunciare e privo di significato. Tjader invitò Willie Bobo a ribattezzare il jawbone (quijada) e mentre lo faceva, la sua ispirazione di Sabor, Sabor, Salsa Ahi Na Ma, non solo ha soddisfatto Tjader, ma gli ha anche dato l'idea per il nome dell'album Soul Sauce (salsa dell'anima). Bobo ha spiegato a Tjader che questa traccia e le altre (Pantano, Maramoor, Tanya e Leyte) erano piccanti ed entusiasmanti come una salsa ben stagionata. Per questo l'album Soul Sauce mostra una forchetta su un piatto di fagioli rossi e chili accanto a una bottiglia aperta di salsa di Tabasco con un'etichetta, Cal Tjader Soul Sauce. Per la terza volta la musica è stata descritta come salsa e i fan messicani di Tjader di San Francisco hanno iniziato ad usare questa parola per descrivere il tipo di musica di Tjader. Si è diffusa a Los Angeles e altre città e verso l'est tramite il ritmo spagnolo e il blues e i programmi di jazz negli Stati Uniti, che hanno aiutato Cal Tjader a vendere 150.000 album. Prima, la musica latinoamericana non era mai stata trasmessa dalle stazioni radio con diversi formati musicali.
Nel 1965 mentre la popolazione messicana della costa occidentale stava usando la salsa come musica latina in levare, la popolazione afro-americana di New York iniziò un'altra tendenza. Quello che era la salsa nella costa occidentale era azucar a New York City. "Per favore, Eddie (Palmieri), addolciscilo. metti un po' di zucchero", questa era la richiesta di insaporire la musica con un unico montuno di Palmieri. Palmieri ha composto e registrato il grande successo Azucar ma il termine non si è mai affermato fuori New York. Quattro anni dopo, Oye Como Va di Carlos Santana ha attirato giovani di ogni etnia verso la sua musica e lo strumento delle Congas è stato venduto in tutti gli Stati Uniti come mai era avvenuto prima.
Il 26 agosto 1971, gli artisti della Fania si riunirono al locale El Cheetah nel centro di Manhattan per un concerto e una danza che appare nel film "Our Latin Thing". Nel film, la salsa non è mai menzionata. Il film uscì il 19 luglio 1972 al teatro Line 2 alla 48th and 7th Avenue a New York City. Ottenne giudizi favorevoli dal Daily News e dal New York Times, ma nessuno nominò la salsa. Nel 1972, nell'LP Mexicana Rey Roig Aqui Llegó, il testo cantato dal vocalista Julian Llano parlava della salsa per definire la sua attraente vicina bomba-son Traigo Salsa. Nel gennaio del 1973, Peter Rios ha dato all'artista disegnatore Izzy Sanabria il diritto di usare il titolo della rivista Latin New York, che Rios aveva ottenuto tra il 1967 e il 1968. Il numero 4 del 16 Aprile 1973 della rivista Latin New York aveva un'inserzione pubblicitaria per la cover dell'LP Alegre della Guaya Salsa di Roberto Angelero. Nel numero 5 dl 28 maggio 1973 c'erano immagini pubblicitarie di Salsa Hits from Orq Power e Tempo 70 (LP Mexicana) e di Mas Salsa que Pescao degli Artisti Uniti di Louie Colon. Nel numero 8 Sett/Ott 1973, c'erano immagini pubblicitarie di "Chetaah, Home of the Salsa" e dell'etichetta della nuova uscita di Tico, Amor con Salsa di Vicentino Valdés. Nel numero 9, del Novembre del 1973, c'era un'immagine pubblicitaria del vocalista Roberto Torres nell'LP Mexicana El Castigador is the New Salsa Sensation Roberto Torres. C'era anche un'immagine di Izzy Sanabria in forma di cartoon con un annuncio: "Un nuovo show TV di musica Salsa su WXTU canale 41 uscirà sabato 17 novembre 1973 alle 18.30". Nello stesso numero c'era un'immagine pubblicitaria del Dj Polito Vega che legge "100% Salsa WBNX Lun-Ven dalle 19.30 alle 21.30". Nel numero 12 di febbraio del 1974, c'era un annuncio pubblicitario di un'intera pagina del quinto Festival della Musica Latinoamericana, con i nomi di Celia Cruz, Ray Barretto, Johnny Pacheco, Tipica 73, Machito Orquestra e Apollo Sound. Tuttavia, la salsa non è stata nominata neanche una volta.
Nel marzo del 1974, la Mexicana Records ha pubblicato l'LP di Rey Roig Otra Vez nel quale Julian Llano cantava Pescao en Salsa. Nello stesso mese, la Fania Records ha pubblicato Salsa di Larry Harlow, registrato il 26 e il 27 novembre del 1973. Questo album ha collocato Harlow tra i primi cinque capigruppo più conosciuti e l'LP ha ottenuto numerose vendite. Più tardi, quasi tutte le registrazioni di ritmi afro-cubani e qualsiasi musica latinoamericana che fosse entusiasmante fu etichettata con il nome salsa e il mercato anglosassone, abbandonata la musica del cha cha cha, seguita dalla popolarità del mambo nel 1956, si diresse verso il fallimento. Nella rivista Billboard del 12 giugno del 1976 dedicata alla musica latinoamericana, c'era un supplemento di 24 pagine chiamato "L'esplosione della salsa". Prendendo in esame le testimonianze di questo articolo, Jimmy Sabater coniò il termine salsa per designare una musica latina in levare. Soul Sauce di Cal Tjader e Oye como va di Santana diedero un impulso al movimento della salsa, le cui origini si devono ai messicani di San Francisco. L'uso della parola, tuttavia, non diventò popolare fino a quando la parola fu usata dalla rivista Latin New York più volte nelle pubblicità e nei racconti e dalla Fania All Stars per descrivere la sua musica fuori New York. Dopo che nella prima scena del film Our Latin Things, il bambino diede un calcio alla lattina e il sintetizzatore di Luis Cruz Jr iniziò a riprodurre Cocinando Suave di Ray Barretto, facendo venire la pelle d'oca, allora sì che è avvenuta la vera esplosione della salsa e la sua nuvola di fumo ha contaminato tutto il mondo.

PER GENTILE CONCESSIONE:

La Scuola di Salsa di Anna e Carlo

info@scuoladisalsa.it

Da Latino ho estrappolato un opinione di Lady Vega dj : avega@libero.it

OPINIONE:

Salsa:musica planetaria Quanti stili di salsa esistono?
Una domanda Interessante che non ha risposte semplici.
Negli ultimi tempi questo genere si e evoluto edé ormai diventato un fenomeno mondiale.

Nella meravigliosa fucina musicale che è Cuba si produce timba, salsa rap, salsa reggaeton (o salsaton), songo, genere coniato da Juan Formell direttore dei VanVan. Salsa con grandi influenze di son come quella proposta da Adalberto Alvarez, oppure quella di Orlando "Maraca" Valle dove, occasionalmente si sente la presenza del danzón. Elito Revé (figlio del grande Elio) e la sua salsa con changùi (ritmo tipico di Guantànamo), oppure quella inquieta e raffinata di Isaac Delgado o la timba di Cèsar "Pupy" Pedroso, NG La Banda, Charanga Habanera, Bamboleo, Manolito y su Trabuco e Paulo FG. Nella salsa cubana ci sono dei validi esponenti al di là dei più conosciuti: Havana City, Nelson Manuel, Michael Maza, Yumurì, Mamborama o l'ex Van Van Pedrito Calvo per dirne solo alcuni. Chi ha un po' di orecchio, riesce a distinguere la salsa cubana per le sue sonorità caratteristiche con brani piuttosto lunghi, gioco sui ritornelli e arrangiamentiparticolari. Curiosa e simpatica l'incursione di Pio Leiva (uno dei nonni di Buena Vista) nella salsa rap con pezzi come "A Buena Vista" o " Me voy pai monte". E' proprio vero che la musica mantiene giovani anche se si hanno più di settanta. Chi non ricorda la grinta senza tempo di Celia Cruz?, cubana fuori patria come Willy Chirino o Gloria Estefan ma con la loro isola sempre nel cuore. Continuando il nostro percorso andiamo in Colombia, una terra che ha un notevole patrimonio musicale. Brillanti arrangiamenti con fiati in prima linea (specialmente tromboni e trombe), incredibili soli di piano, raffinati e pieni di "sabor". Cali, Cartagena, Bogotà, Barraquilla sono tra le città più salse-re del mondo e ospitano delle incredibili manifestazioni musicali. La Colombia tra l'altro è un paese molto ambito come mercato per i numerosi gruppi salseri dei caraibi. Tutti sperano di fare successo in Colombia, per esempio nel ultimo disco di Bamboleo c'è un brano " La negra tiene boom boom" con sonorità di cumbia, sicuramente piacerà in Colombia, Panama, Venezuela ed Ecuador. La Colombia è anche uno dei paesi che ha coltivato maggiormente la salsa "dura" veloce, aggressiva e variopinta. Gruppi come Sonora Carruseles, Fruko y sus Tesos, Grupo Gale, La 33, sono esponenti di questo tipo di salsa e nei loro dischi non mancano mai brani di questo tipo per veri bailadores. Un altro aspetto interessante della Colombia e di questi gruppi è il recupero del boogaloo, genere precedente alla salsa ma attualmente ballabile in grintosa chiave sal-sera. Altri gruppi e cantanti o musicisti colombiani di prim'ordine sono: Son de Cali, Guayacàn, Grupo Niche, Titanes, Los Nemus del Pacifico, Alfredo de la Fé, Wilson Manyoma, Joe Arroyo, Yolanda Rayo. Ultimamente anche in questo paese si creano dei brani di salsa reggaeton che piacciono molto alle nuove generazioni.Un altro paese salsero un po' particolare è il Venezuela. Il paese con più costa caraibica d'America si nutre molto della produzione di altri paesi ed è anche questo, una meta per ilsuccesso, molto ambita da tutti gli esponenti di musica tropicale. Merengue, cumbia, vallenato, reggaeton e salsa si ascoltano continuamente alla radio un po' come in tutti i paesi del Caribe Ispanico. Il
Venezuela ama molto le fusioni e le ricerche musicali e alcuni dei gruppi più famosi come Guaco, Los amigos invisibles e Servando y Fiorentino hanno creato delle sonorità vicine alla salsa ma che non si possono definire completamente salsa. Il Venezuela vanta musicisti di gran qualità come i fratelli Quintero ricercatis-simi percussionisti a livello internazionale. C'è anche da dire che in questo paese esiste ciò che si chiama "musica tropicale ballabile" proposta da orchestre tipo big band com'era una volta "La Sonora Matancera" a Cuba. Queste band, popolarissime, propongono vari generi:
cumbia, porro, merengue, guarachas e boleros. Tra le più note possiamo nominare "Los Meiódicos" o la mitica "Billo's Caracas Boys". Tornando alla salsa, il più grande esponente mondiale è sicuramente il grande Oscar D'León. I suoi successi non si contano ed è chiamato "Sonero del Mundo" a sottolineare quanto sia quasi patrimonio mondiale. Brani come "Lioraràs" o "Que bueno baila usted" da lui interpretati, sono ormai dei classici sempre graditi dai bailadores. Ogni disco di D'León è un successo internazionale e pur fedele ad un suo stile riesce sempre ad essere innovativo. Posso dire, come venezuelana, che nel mio paese gradiscono molto lasalsa classica tipo Gran Combo de Puerto Rico e Sonora Ponceha. Gilberto Santa Rosa e Victor Manuelle tra gli altri sono molto amati come cantanti.Andiamo adesso a Puerto Rico. Parlare di questo paese e della sua produzione salsera è alquanto impegnativo e si corre il rischio di trascurare molti nomi e gruppi. La salsa portoricana è la capostipite del genere per il suo passato, per il suo contributo e per il suo patrimonio storico nella storia salsera vera e propria. Ha delle caratteristiche che l'ascoltatore distingue immediatamente. Gli arrangiamenti sono spesso raffinati e coinvolgenti con un buon equilibrio tra le varie sezioni: fiati, percussioni, piano, voce e coro. Alcune volte però manca di brio, specialmente quando si tratta di salse romantiche . La produzione degli artisti portoricani è sempre molto attesa e ci ha fatto ballare da sempre.Parliamo ora dei suoi più noti esponenti: Tito Rojas, Tito Nieves, La India, Van Lester, Charlie Cruz, Gilberto Santa Rosa, Michael Stuart, Cheo Feliciano. Willy Colón, Victor Manuelle, Andy Montanez, Ray Sepùlveda, Frankie Negrón, Ray de la Paz, Ismael Miranda, Jerry Rivera, Luisito Carrión, Tony Vega, Willie Rosario, e il grande Mare Anthony, Richie Ray & Bobby Cruz per citarne solo alcuni. Come gruppi possiamo nominare Gran Combo, Sonora Poncena, Puerto Rican Power, Son Boricua, Estrellas Caimàn e gli emergenti N'KIave ed NG2. Cito anche artisti che sono nati o sono stati allevati negli Stati Uniti perché loro stessi dichiarano spesso di sentirsi effettivamente portoricani, boricuas insomma. Anche la salsa di Puerto Rico attinge spesso al reg-gaetón e invita alcuni esponenti del genere, come Tego Calderón o Voltio a partecipare nelle produzioni salse-re.Non parlo neanche di stelle che purtroppo non ci sono più come Héctor Lavoe o Ismael Rivera perché essi sono talmente mitici che meritano un articolo o un libro solo per loro.Continua il nostro viaggio, adesso andiamo in Repùbiica Dominicana. Come dice la canzone:"Quisqueya tiene Salsa". La patria del meren-gue e della bachata per antonomasia gode di bravi esponenti salseri. Il più noto è José Alberto "El Canario" grandissimo sonero dominicano che ha cantato con le migliori orchestre. Partner musicale di Celia Cruz in moltissimi tour è un cantante eclettico, creativo e molto carismatico sul palco. Chi non ricorda la sua versione di "La Paella", brano di Machito, "Discùlpeme Senora", "Amada mia" e la sua nuova versione di "Pegaso". Un altro grandissimo esponente per il suo enorme contributo alla nascita e affermazione della salsa è Jonny Pacheco famoso direttore delle Pania Ali Star. Egli è un testimone prezioso nella storia di questa musica. Un altro grande è sicuramente Cuco Valoy il famoso interprete di "Juliana", senza dimenticare Raulin Rosendo. Si dice che Repùbiica Dominicana faccia poca salsa ma quando la fa è un vero successo, ricordate "Salsa con Coco" del merenguero Pochy y su Cocoband? . Capitolo a parte per Juan Luis Guerra il più importante cantautore dominica no di merengue, bachata e salsa. I suoi successi li conosciamo tutti e il suo contributo è inestimabile grazie alla raffinatezza e qualità delle sue composizioni. Altra figura che comincia a farsi sentire in Italia è Michael "El Buenón", voce interessante che gode di molto successo attualmente a Santo Domingo.


I paesi sopra nominati sono quelli più importanti come patrimonio salsero. Ciò non significa che Ecuador, Perù o Panama non siano dei paesi salseri, anzi, in questi paesi si ascolta e si balla molta salsa. La produzione e il consumo di questa musica però s'allarga ormai a quasi tutto il mondo. Negli Stati Uniti si crea molta salsa grazie a ricchi produttori e sofisticati studi di registrazione.
I latino americani nel mondo hanno portato sempre con sé il loro patrimonio musicale ed è così che tra la fine degli anni 60' e l'inizio dei 70' è nata la salsa a New York dall'inquietudine musicale di giovani musicisti ispanici fuori patria. Essi presero molto spunto dalla musica cubana specialmente dal son, dal jazz,e da altri ritmi autoctoni come la piena portoricana lavorando su arrangiamenti più aggressivi e innovativi.Attualmente succede più o meno lo stesso ma il genere è già collaudato. Gruppi "americani" come quello di Jimmy Bosch , Ricky Gonzales, Willie Villegas, Manny Oquendo o la Spanish Harlem producono salsa di prim'ordi-ne. Spesso la salsa "americana" è di genere "dura" o con grandi influenze di latin jazz non sempre facile da ballare.
Se parliamo del resto del mondo, l'Africa per esempio, ha i suoi validi esponenti. In paesi come Senegal o Angola amano molto la salsa. La salsa africana è molto melodiosa ma non carente del giusto swing, ricordate le hit "Yay boy" ."Aisha", "African salsa" o "Samba luku samba"? . Alcuni gruppi e interpreti africani sono Dakar Bamako', Africando, African Fiesta, Baobab, Miguel Yamba e Ricardo Lemvo.
Perfino Giappone e Scozia hanno dato il loro contributo al patrimonio salsero mondiale con gruppi come "Orquesta de la Luz" ," Orquesta del Sol" , il gruppo scozzese di "Salsa Celtica" o i francesi di "Fatai Mambo". Spesso in tutti questi gruppi si mescolano musicisti locali e musicisti latini residenti in quei paesi.Di salsa ce n'è tanta! Per questo "nunca se acaba" come dice il famoso pezzo di Tito Nieves.

REPORTAGE

CUBA, TRA PASSATO E PRESENTE

LA BANDIERA DI CUBA
Un triangolo equilatero rosso con al centro una stella bianca a cinque punte da cui partono altrettante strisce orizzontali, tre blu e due bianche. Potrebbe essere una delle risposte a una delle mille domande del “Milionario”. Che cos’è? E’la bandiera di Cuba! E altre domande potrebbero riguardare
il significato di ogni colore della bandiera. Ma noi, anche di questo, abbiamo le risposte esatte. Le accendiamo? Il triangolo rosso rappresenta la libertà, l’uguaglianza e la fratellanza. Il colore rosso simboleggia il sangue versato dai patrioti. Le strisce blu sono l’emblema dei tre dipartimenti in cui era suddivisa l’isola, mentre quelle bianche alludono alla purezza dello spirito di indipendenza del popolo cubano.
La stella rappresenta la libertà assoluta. La bandiera di Cuba assomiglia tantissimo a quella di Puerto Rico. Anzi, ha proprio gli stessi simboli ma con colori invertiti. Non è assolutamente un caso. Tutto ciò ha una spiegazione storica molto profonda. Si riferisce ad un episodio della seconda metà dell’Ottocento.
In questo periodo sia Cuba che Puerto Rico lottavano per la loro indipendenza dagli spagnoli. Per sottolineare lo spirito di fratellanza che univa i due popoli Puerto Rico decise di adottare una bandiera molto simile a quella cubana. La creò a New York nel 1849 ad opera del generale Narciso Lopez con i tre colori fondamentali, rosso, bianco e blu, invertiti.

TARGHE AUTOMOBILISTICHE

La prima lettera corrisponde alla provincia, la seconda al tipo di veicolo.(es. Città dell'Avana)


HC Camioneta (Furgone)
HF Camion
HR Rastra(Camion autoarticolato)
HJ Jeep
HV Guagua Omnibus(Autobus)
HS Microbus
HT Taxi
HM Vehículo ligero Máquina (Auto)
HO Máquina (Auto)
HX Moto
HI Moto
HP Paneles (tipo Fiorino)
HK Tecnico Straniero
HA Statale
PEXT Periodista (Stampa)
D Diplomatico
E Embajada (Ambasciata)
TUR /T Turismo

Elenco targhe delle varie province

Pinar del Río P
Ciudad de la Habana H
Provincia Habana B
Matanzas M
Cienfuegos F
Ciego de Avila A
Camagüey C
Las Villas V
Holguín O
Guantánamo N
Las Tunas T
Santiago de Cuba U
Granma G
Isla de la Juventud I
Sancti Spíritus S



Cuba ha sempre fatto parte dell'immaginario collettivo: un piccolo paradiso terrestre dove realtà e utopia si danno idealmente la mano. Ho sempre ammirato molto questa terra, soprattutto per l’eroica resistenza del suo popolo, tesa a difendere con i denti la sua indipendenza e la sua autonomia culturale. Ci sono stato la prima volta all’alba degli anni’ 90. La mia speranza era quella di trovare un’isola che, nonostante i suoi gravi problemi sociali ed economici, fosse un delirio di balli, canti e musica tropicale. Le cose, all’epoca, non stavano proprio così. Se gli anni ‘60 e gli anni ‘70 erano stati vissuti dal popolo cubano con impeto rivoluzionario, gli anni ‘80 avevano visto il morire di tante speranze legate a quella rivoluzione.

Paradossalmente, la crisi economica e morale di quegli anni aveva spinto le nuove generazioni a covare una latente avversione contro il regime e ad accogliere con simpatia tutte quelle espressioni culturali provenienti dall’odiato continente americano. Le uniche resistenze a questa invasione americana venivano dalla canzone a sfondo politico ad opera di Pablo Milanes e Silvio Rodriguez (esponenti di quella che sarà battezzata la nuova trova cubana), dal jazz latino del gruppo Irakere, capitanato dal grande pianista Chuco Valdes e da qualche gruppo di salsa della vecchia guardia come ad esempio Los Van Van, Adalberto Alvarez, i Dan Den del pianista Juan Carlos Alfonso e gli N. G. la Banda. Ricordo ancora le risa di scherno dei miei amici cubani a cui chiedevo dove era possibile andare a ballare il mambo e il chachacha. Per loro quella era musica vecchia, o meglio la musica dei loro genitori. All’epoca le discoteche alla moda erano in pratica due: La Marina Hemingway e il Commodoro. Entrambe erano frequentate da giovani jineteras (letteralmente cavallerizze) che per pochi dollari offrivano la loro compagnia (e volendo anche qualcosa di più) ai pochi turisti (in prevalenza italiani) che a quei tempi si avventuravano all’Habana.

L’unico locale che continuava a proporre musica cubana era il Salon Rosado della Tropical che però veniva considerato ad alto rischio ed era difficile per un turista avventurarsi da solo alla ricerca dell’autentica “cubania”. Eppure, nonostante l’iniziale delusione, quel mio primo viaggio ha lasciato in me un ricordo indelebile. Così scrivevo sul mio primo libro “Salsa, il Tropico dell’Anima” a proposito di quella esperienza: “Una vacanza a Cuba é una sensazione affascinante, una di quelle esperienze umane che servono a far riflettere sul senso della vita, sui guai del consumismo sfrenato, ma anche sulle enormi difficoltà di mettere in pratica le teorie marxiste.” Di quel mio primo viaggio all’Habana, ricordo in particolare la latente malinconia che si respirava nell’aria. Un’atmosfera che mi aveva ricordato molto da vicino quella dei paesi dell’est del blocco comunista e che contrastava apertamente ad esempio con l’atmosfera che si respirava in una nazione (forse ancora più povera) come Santo Domingo, dove però la popolazione nonostante i suoi problemi e le privazioni quotidiane non aveva ancora perso la voglia di sorridere.

Molte erano indubbiamente le conquiste ottenute dal regime castrista in quegli anni: l’abbattimento delle baraccopoli, l’alfabetizzazione di massa, l’assistenza sanitaria gratuita. Nonostante queste conquiste, la maggior parte dei cubani sembrava aver perso la fiducia nel domani ed il sogno delle nuove generazioni sembrava essere quello di lasciare il paese e di andare a vivere a Miami o nel vecchio continente. Eppure quanta umanità c’era ancora tra quella gente! Quanta semplicità, quanta gentilezza, quanta bontà d’animo! Le persone ti aprivano le loro case, ti invitavano a dividere con loro quel frugale pasto fatto di riso, fagioli e un po’ di polenta. Tutto ciò senza chiederti in cambio niente, solo per il piacere di fare quattro chiacchiere con te, per sapere cosa succedesse nel vecchio continente o come fosse la vita in Italia.

Paradossalmente proprio il turismo è stato la chiave di svolta che ha permesso il rifiorire della musica cubana. Negli anni ‘90 paesi come Spagna e Italia, non a caso i principali serbatoi del turismo cubano, assistono all’esplosione della salsa. Una grande massa di turisti in caccia di avventure e di sogni tropicali si riversa così sull’isola, dove incomincia a reclamare a viva voce la sua buona dose di salsa. Pressato da quelle richieste, il governo castrista finalmente si convince che non bastano più i lustrini del Tropicana e decide così di aprire nuovi locali rivolti esclusivamente agli amanti della musica cubana. Nascono così locali come “El café cantante” o “La casa della musica”, mentre dalle ceneri del cabaret del’Hotel Riviera sorge quello che pomposamente sarà ribattezzato “El palacio de la salsa” (oggi purtroppo chiuso, a causa dei problemi legati alla prostituzione). Questi locali ospitano a turno le migliori band cubane e favoriscono contemporaneamente la nascita di nuove formazioni musicali. Cominciano ad aprire anche le prime scuole di ballo e tutta l’Habana sembra percorsa una ventata di rinascimento musicale.

Negli ultimi anni Cuba é profondamente cambiata. Il turismo ha sicuramente contribuito a farla uscire dal suo guscio, anche se allo stesso tempo ha fatto esplodere parecchie contraddizioni sociali che ne minacciano il futuro. I tanti turisti che si avventurano oggi all’Habana rimangono però a volte delusi, perché sostengono che a Cuba si balla sicuramente meno salsa che in Italia. Questa affermazione é in parte condivisibile ma a questo punto bisogna fare dei doverosi distinguo. Prima di tutto bisogna sottolineare che quello che sta accadendo in Italia ha qualcosa di inverosimile: infatti in nessun paese al mondo (con l’eccezione forse di New York e della colombiana Cali) si balla salsa sette giorni alla settimana. In secondo luogo non bisogna dimenticare che il cubano non ha sicuramente la possibilità né i mezzi economici per andare a ballare tutte le sere. Di conseguenza i locali dell' Habana sono frequentati quasi esclusivamente dai turisti e questo non può certamente darci il metro della febbre salsera a Cuba. Eppure per conoscere meglio la sua “anima rumbera” basterebbe andare almeno una volta al Salon Rosado della Tropical, dove normalmente si danno il cambio le più grandi band cubane.

Il Salon Rosado si trova nel quartiere Playa, non lontano dal celebre Tropicana. É sempre stato il luogo preferito della gioventù cubana e sicuramente, fra tutti i locali dell' Habana, é quello più autentico. Gli stessi cubani lo considerano un posto piuttosto pericoloso. A volte i fumi dell' alcol possono infatti provocare qualche rissa, ma se non si é in cerca di guai non è difficile evitarli. In ogni caso, coloro che conoscono bene questa isola, sanno che oggi, al di là dei tanti problemi sociali, c’é sicuramente una profonda identificazione tra il popolo cubano e la sua musica. Molti giovani, anche se attratti dalla musica americana, non rimangono insensibili al fascino della timba e questo grazie anche al fatto che i testi delle canzoni dei nuovi gruppi cubani sono molto vicini ai temi della vita di tutti i giorni e ai sogni e i desideri delle nuove generazioni.

A noi, infine, non resta che visitarla questa isola, osservarla con occhi scevri da pregiudizi, pronti ad amarla ed accettarla per quello che è... così come fa un uomo innamorato con la sua donna.

Sigaro cubano


Il sigaro cubano è detto puro. Tutti i sigari cubani attualmente sono puros, ma lo sono anche alcuni sigari di produzione dominicana. Per capire il significato è necessario capire come è fatto un sigaro cubano (e in generale caraibico).

È bene inizialmente premettere che gli avana apprezzati nel mondo sono tutti long filler, ovvero realizzati impiegando foglie di tabacco intere, e non trinciati o similmente prodotti. Il sigaro viene generalmente prodotto assemblando diverse qualità di foglie nei tre principali costituenti: Fascia, ( sp.capa), Sottofascia, (sp.capote) e Ripieno, (sp.tripa).

La capa è la parte superficiale del sigaro, composta da foglie molto spesse raccolte da una varietà particolare di tabacco, detta corojo. Le foglie ricavate per la fascia, scelte per la bellezza e la lucidità, non hanno invece grande importanza nel 'sapore' del sigaro (intorno al 10%).
Il capote è la cd. 'sottofascia' del sigaro, composta da foglie di seconda scelta (dal punto di vista estetico) della varietà corojo, la stessa della fascia.
La tripa è il cd. 'ripieno' del sigaro. Le foglie utilizzate sono molto più sottili di quelle usate per la capa. Inoltre vengono raccolte da una varietà di tabacco diversa, detta criollo. Le foglie terminali della pianta, più potenti e ricche di nicotina sono dette dette ligero, quelle intermedie, dette seco, sono quelle più aromatiche, mentre le foglie più vicine a terra, dette volado, non hanno proprietà organolettiche particolari ma hanno un'ottima combustibilità.
Come detto, gli avana sono detti anche puros perché tutte le foglie suindicate provengono dallo stesso paese Cuba. Diversamente da come si potrebbe pensare questa è un'eccezione nel mondo dei sigari, visto che per ragioni di economia i paesi produttori di tabacco si sono specializzati in una singola tipologia di foglia. Per esempio, il sigaro toscano, salvo eccezioni, è composto da foglie di provenienza americana (varietà Kentucky) per quanto riguarda le foglie per la capa, mentre le foglie della tripa sono solitamente italiane (nel sigaro toscano il capote, o per dir meglio, la sottofascia, non esiste).

Il mix di queste tre tipologie di foglie del ripieno, detto ligada, conferisce a ciascun sigaro caratteristiche organolettiche tipiche e note a tutti gli amatori. Ad esempio i sigari Partagás sono noti per essere più forti (per cui avranno in proporzione più foglie di ligero e meno di seco e volado). Discorso opposto invece ad esempio per Romeo y Julieta che produce sigari tendenzialmente più dolci.

Tutto ciò viene chiamato 'tipicità' della marca. Prima della rivoluzione di Fidel Castro, essendo le marche di diversi proprietari, ciò era la regola (un po' come avviene per il vino). Oggi che invece è lo Stato a possedere tutte le marche, la raccolta e la scelta dei tabacchi viene effettuata di norma dalle stesse persone per le diverse marche.

MARCHE:
Bolivar, Cohiba, Cabañas, Cuaba, La Flor de Cano, Fonseca
La Gloria. Cubana Hoyo de Monterrey, Guantanamera,
Montecristo. Partagás J. L. Piedra, Punch,
Quintero, Rafael González, Ramon Allones,
El Rey del Mundo, Romeo y Julieta,
Sancho Panza, San Cristobal, Statos de Luxe,
H. Upmann,Trinidad, Vegas, Robaina, Vegueros.

TURISMO GUIDA DI CUBA NOTIZIE UTILI

PASSAPORTO: è necessario disporre di un passaporto valido per l'intera durata del soggiorno.
Per entrare a Cuba i cittadini italiani devono esibire il passaporto e un documento chiamato ‘carta turistica’ (tarjeta de turista). Chi prenota un viaggio organizzato riceverà la carta insieme agli altri documenti di viaggio. Chi viaggia per conto proprio può ottenerla attraverso un’agenzia di viaggi o l’ufficio della compagnia aerea presso la quale acquista il biglietto, oppure rivolgendosi a un consolato cubano (presso i consolati cubani di Roma e Milano la carta turistica viene emessa dietro presentazione del passaporto e costa circa 20 euro). Questo documento è richiesto a tutti i viaggiatori, bambini compresi.
Il numero di passaporto riportato sulla carta turistica deve corrispondere al numero del passaporto che utilizzerete per viaggiare.
La carta turistica permette un soggiorno di quattro settimane, che può essere esteso per altre quattro senza difficoltà dietro il pagamento di una tassa. Per il governo cubano la carta turistica è soltanto un mezzo per raccogliere denaro; una volta entrati nel paese non vi verrà mai chiesto di esibirla, a meno che non cerchiate di estendere il permesso di soggiorno presso un ufficio immigrazione.

CAMBIO: La moneta ufficiale è il peso cubano (segue il cambio del dollaro USA), ma gli scambi avvengono appunto, in dollari statunitensi. Fate attenzione! Il peso cubano NON è convertibile e, normalmente, non é utilizzato dai turisti i quali, appunto utilizzano dollari USA oppure il Peso convertibile che, però, ha solo validità a Cuba e lo stesso valore del dollaro. Diffidate da eventuali cambiavalute che potreste incontrare e che vi potrebbero propinare un cambio fra dollari USA e pesos cubani, dandovi però non quelli "turistici" (che equivalgono al $) ma la loro valuta nazionale, di circa 23 volte in meno il valore che credete di cambiare.

AMBASCIATE: l’ambasciata di Cuba in Italia si trova in Via Licinia 7, 00153 Roma; tel. 06 571 72 41, fax 574 54 45. Il consolato è in Via Arco 4, 20121 Milano; tel. 02 86 61 67, fax 805 48 26.

PATENTE DI GUIDA: per noleggiare un’auto a Cuba è sufficiente la patente italiana.

TELEFONO: Si passa quasi sempre per un centralino, anche se per l'Italia c'è la teleselezione (119+39+numero abbonato. Le chiamate sono alquanto costose. Più conveniente acquistare le tessere telefoniche internazionali funzionanti solo su cabine abilitate a comunicazioni verso l'estero (piuttosto frequenti nelle grandi località). Tim, Omnitel, Wind e Blu hanno aperto un roaming con Cuba, per cui è possibile telefonare e ricevere sul proprio cellulare, dopo aver contratto questo tipo di servizio con il proprio gestore telefonico. E' bene prendere informazioni circa la tariffa che si paga (molto cara!).

CLIMA: tropicale, con temperature tra 25 e 30 gradi. La stagione secca va da Novembre ad Aprile, mentre il resto dell'anno vi è parecchia umidità e forti, ma brevi, rovesci temporaleschi.

LINGUA: ufficiale lo spagnolo. L'inglese e l'italiano sono abbastanza diffusi.

ORA LOCALE: meno 6 ore rispetto all'Italia.

ELETTRICITA': 110 volts. Dal momento che le prese di corrente sono di tipo americano, occorre un adattatore per le nostre spine.

SHOPPING: Le "tiendas" per i turisti, sono fornite non solo di tutti gli articoli occorrenti in vacanza (generi di necessità ecc.), ma anche dagli immancabili souvenir. Per acquisti di sigari, gli stessi possono essere effettuati dentro fabbriche specializzate (si evitano fregature), così come per il famoso ron cubano.

DIVERTIMENTI: Nelle principali località balneari, esiste la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici (vela, pesca d'altura. surf, moto d'acqua, paracadute ascensionale ecc.), ma in tutta Cuba il divertimento non manca: musica e balli presso discoteche e ritrovi (alcuni esclusivamente a beneficio dei turisti) sono così diffusi che non c'è che l'imbarazzo della scelta.

RELIGIONE: La maggioranza della popolazione crede e pratica il sincretismo, che è una religione che miscela quella cattolica a riti africani importati ai tempi degli schiavi.

CARTE DI CREDITO: Sono accettate carte di credito che non siano collegate agli USA (tipo American Express), come la Visa e la Mastercard.

ABBIGLIAMENTO: Informale. Da considerare il fatto che si sta ai tropici e, quindi, difficilmente si useranno giacca e cravatta. Comodo un golfino per le serate più umide ed un kway per ripararsi da eventuali acquazzoni.

CUCINA: La cucina cubana è soprattutto d'origine creola, pur derivando dalla tradizione spagnola ed africana e propone piatti semplici a base di prodotti locali. Per i turisti, il pesce (gamberoni, aragoste, pargo ecc.) cucinato in tutti i modi, è di rigore. Apprezzabile anche la cucina casalinga eventualmente degustabile presso qualche paladares, che propone anche il Congrì (piatto misto di carne, fagioli, riso, banane); il Fufù -di origine africana- a base di zucche e banane. Ottimi e deliziosi i frutti tropicali. Buona la birra nazionale ed il famoso ron.

VACCINAZIONI: Nessuna. Lo status di sanità pubblica è al di sopra alla media, per cui, in caso di necessità, non ci sono grandi problemi di trovare personale altamente qualificato. E' bene, come d'uso, portare con se eventuali medicine personali, così come, un repellente antizanzara. L'AIDS è decisamente controllato e poco diffuso, anche se è bene, prendere le dovute precauzioni.

COSA PORTARE CON VOI:Sapone di Marsiglia che potete utilizzare per lavarvi e per lavare la biancheria, occupando poco spazio. Mollette per il bucato tenendo in considerazione il fatto che, in alcuni periodi, l'umidità é alta e pertanto gli abiti ci mettono molto per asciugarsi. Abiti vecchi che, una volta utilizzati a Cuba, li potete regalare. Guida turistica, ce ne sono di diverse fatture. Vi suggeriamo, comunque, di leggerla prima della partenza per essere un pò consapevoli di cosa vedere e fare.

MANCE: Tenete conto che un cubano che lavora, percepisce uno stipendio di circa 15 dollari mentre un disoccupato prende un sussidio di 3. Ovvio supporre che molti cubani, data la scarsa differenza, preferisce non lavorare ma relazionarsi con i turisti per guadagnare (o elemosinare) soldi e regali. Molti di loro propineranno storie di fame e miseria, in realtà non é così. Ricordatevi che un motto cubano è "Un hombre que trabaja pierde tiempo precioso" (un uomo che lavora perde tempo prezioso). Le mance, sono ovviamente, ben accette in cambio di piccoli favori che potreste ricevere e, ovvie, all'interno di complessi turistici come alberghi e ristoranti.

AEROPORTO: 18 km da L'Avana e 15 da Santiago de Cuba. Ricordatevi di tenere 25$ per pagare le tasse aeroportuali prima di fare il ceck-in del volo di rientro.

PERIODO MIGLIORE: La stagione fresca, da fine novembre a metà aprile, e in particolare da metà febbraio, è la migliore sia per un viaggio a Cuba che per una vacanza al mare. La temperatura è mite, con massime tra i 26 e i 29 gradi, e quella del mare oscilla attorno ai 25/27 °C. Le piogge sono scarse, 3-6 giorni al mese, e di poca entità, e bassa l'umidità. Da maggio a ottobre è molto caldo e umido. Tenete conto che nella costa sud-orientale e medie di temperatura sono ci circa 6/7 °C più elevate rispetto a quella nord-occidentale.

DA EVITARE:Girare con molti soldi (20 dollari sono già molti soldi a Cuba) e il passaporto in tasca. Non è intelligente, soprattutto per chi si ubriaca facilmente e perde la testa. A Cuba è facile sia l'una che l'altra cosa. Fate sempre attenzione: molti turisti spogliati di tutto fanno la fila alle rispettive ambasciate alla disperata ricerca di aiuto.
Per stare più tranquilli ed essere, in qualche modo, protetti dai trafficoni, fatevi mostrare il documento di identità (carnet) e copiatene o fingete di farlo nome e i vari indirizzi presenti. Ogni cubano è obbligato a portare il proprio documento di identità per i controlli (frequentissimi) della polizia.
È vietato fotografare persone in uniforme, stabilimenti militari ed edifici pubblici (aeroporti, ponti ecc.).
Le infrazioni alla legge sugli stupefacenti sono punite molto severamente già a partire da una quantità minima di qualsiasi tipo di droga (fino a 30 anni di detenzione); può essere inflitta la pena capitale.
Gli stranieri coinvolti in incidenti stradali con vittime o morti non possono lasciare il Paese durante tutta la durata dell'inchiesta e del processo, che possono protrarsi per mesi, quindi fate più attenzione che altrove.

COME MUOVERSI: Per essere liberi (anche a seconda della tipologia del vostro soggiorno) è d'uso noleggiare una macchina. In alternativa i taxi pubblici (turistaxi) o i particular, prestando bene attenzione e concordando in anticipo il prezzo.

MANGIARE E DORMIRE: I Paladares anche se hanno alzato i prezzi (non rendendoli sempre un'alternativa più economica ai ristoranti) sono le alternative ai circuiti turistici. Questi ristoranti casalinghi vi riserveranno molte sorprese, ma chiedete prima il costo del pasto. I pranzi cucinati dalle famiglie dove si dorme sono la proposta sicuramente più conveniente, anche se non sempre sono legali e occorre avvertirli prima affinché possano procurarsi al mercato nero il cibo necessario.
L'albergo peggiore, e per peggiore intendo poco pulito e con servizi scadenti, non costa meno di 50 US$ per notte, senza nemmeno la prima colazione. C'è invece una grande scelta di cuarto particular, camere private con due o più letti, nonché di case e ville favolose, tutte contrattabili in luogo e volta per volta. La tariffa è bassa in confronto all'albergo, ed eccezionalmente economica se si è in diversi. Le case private sono comode anche per fare colazione o cena.
Può comportare qualche rischio affittare una casa non regolare, ma sappiatevi regolare a seconda del luogo. Quelle autorizzate si riconoscono per una grande A rossa o blu fuori la porta.

VACCINAZIONI: per entrare a Cuba non sono richieste vaccinazioni particolari. Si consiglia però di vaccinarsi contro l’epatite A e B e contro il tifo.

RISCHI SANITARI: dengue,epatite A, tifo.

FARMACIA DA VIAGGIO: è bene portarsi dietro una piccola ed essenziale dotazione di medicinali. Ecco un elenco di ciò che potrebbe esservi utile:
Aspirina o Tachipirina per febbre e dolori.
Antistaminici (Polaramin, Zirtec) - utili come decongestionanti per raffreddori allergici, orticaria e allergie. Gli antistaminici possono provocare sonnolenza e interagire con l’alcol, quindi vanno assunti con cautela. Se possibile, sceglietene uno che avete già utilizzato in passato e che conoscete bene.
Un prodotto tipo Xamamina o Transcop - per prevenire il mal d'aria o d'auto.
Antibiotici - utili se viaggiate in zone isolate, ma devono essere acquistati con la ricetta medica, che dovete portare con voi.
Preparati a base di caolino (Kao Pront) o di loperamide (Imodium, Dissenten) - per alleviare i sintomi della diarrea, e a base di metaclopramide (Plasil) - contro la nausea e il vomito.
Antibiotici intestinali (Bimixin, Normix, Rifacol) - per curare forme serie di diarrea del viaggiatore.
Soluzioni reidratanti - per il trattamento della diarrea grave, particolarmente importanti se viaggiate con bambini.
Antisettici, mercurocromo e polveri antibiotiche o altri spray secchi del genere - per disinfettare tagli e graffi.
Una pomata antistaminica (Fargan, Polaramin) - per calmare irritazioni e prurito dovuti a morsi o punture di insetti.
Complessi multivitaminici - da assumere durante i lunghi spostamenti, quando l’assunzione di vitamine ai pasti può essere insufficiente.
Garze e cerotti - per piccole ferite.
Polveri antimicotiche - per i piedi e l'inguine.
Forbici, pinzette e un termometro (ricordate che i termometri al mercurio sono proibiti da alcune linee aeree).
Insettifughi (Autan Extreme), creme protettive e lozioni per il sole, creme contro le screpolature e compresse o soluzioni per disinfettare l'acqua (Steridrolo, Amuchina).
Siringhe sterili per qualsiasi emergenza (di cui almeno una sufficientemente grande per un eventuale prelievo per l'esame del sangue; quelle usate normalmente per le iniezioni sono troppo piccole).

Per gentile concessione di:

Cuba fly and drive, alla ricerca dell’anima più vera dell’isola


Non che le spiagge di Varadero o Cayo Largo lascino a desiderare. O che l’atmosfera indolente dell’Avana sia poco affascinante. Ma se, in attesa di sapere cosa porterà il futuro, siete alla ricerca della Cuba più vera, noleggiate un’auto e dirigetevi verso Santa Clara, cuore dell’isola, prima di virare decisamente a Oriente. Caldissimo, povero, ricco di storia e tradizioni, con gioielli coloniali intatti che occhieggiano dalle sterminate piantagioni di canna da zucchero, culla del son.
Il centro e l’est cubano sono l’alternativa se vi siete stancati di resort a cinque stelle dove gli unici nativi che incontrate sono quelli che vi servono il mojito a bordo piscina. Prima di puntare a est, però, Santa Clara vale una sosta da nostalgici, non fosse altro che per vedere il mausoleo dedicato al Che, dove riposano le sue spoglie, ammesso che lo siano davvero. Un enorme, brutto edificio nel peggior stile sovietico che probabilmente il Comandante stesso avrebbe disapprovato. Ma in ogni caso testimonianza storica e meta di pellegrinaggio incessante da parte di cubani e turisti, soprattutto oggi che ci avviciniamo al 40mo anniversario della morte.
Lasciata Santa Clara, si fa tappa a Camagüey, città dei tinajón, grandi orci in argilla utilizzati per conservare l’olio, oggi ornamento dei cortili. Città, soprattutto, dal centro storico tortuoso e dalle mille chiese. Perché l’urbanizzazione, dovuta alla dominazione spagnola, si è sviluppata in tanti micro quartieri in cui in pratica ogni signorotto locale costruiva la sua casa e la sua chiesa. Risultato, un dedalo di sensi unici e strade senza sbocco da piano regolatore impazzito. Se arrivate in auto, quindi, cercate una sistemazione in un hotel o una casa particular al più presto e girate sempre a piedi. Da in città apprezzare la ricca vita culturale, con programmi di teatro e balletto secondi solo all’Avana, e le splendide spiagge della zona di Santa Lucia.Da Camagüey, la prossima tappa è Trinidad, nella provincia di Sancti Spiritus. Un incredibile gioiello coloniale perfettamente conservato, vicino a una delle più belle spiagge della zona, la Playa de Ancon. Un consiglio: i pullman dei tour organizzati scaricano orde di turisti dai vicini resort in giornata, ma quasi nessuno di loro si ferma a dormire; la città magicamente si svuota verso sera. Per cui programmate almeno un pernottamento per godere della vera atmosfera di Trinidad senza troppo caos e soprattutto per passare una serata alla Casa della Musica, anfiteatro all’aperto che ospita orchestrine dal vivo e balli scatenati fino all’alba. Prima di ripartire, riservate un paio d’ore alla Valle de los Ingenios, patrimonio Unesco. Una verdissima vallata coperta di zuccherifici, tra cui la Manaca Iznaga, antica tenuta dove gli schiavi lavoravano di machete dall’alba al tramonto.Da Trinidad è un bel tratto ad arrivare a Santiago, la capitale dell’est, la seconda città più importante dell’isola, affacciata su una baia e circondata dal fitto della Sierra Maestra, dove nacque il primo germe della Revolucion. L’impatto può non essere dei migliori. Caldissima e umida, affollata, rumorosa e inquinata, costruita su salite e discese che spiazzano e fanno perdere l’orientamento, la città del son non ha il fascino decadente dell’Avana. Bisogna attendere la sera, quando il concerto di clacson si quieta, per apprezzare un rum d’autore al Museo del Ron e soprattutto la languida l’atmosfera tropicale della Casa de la Trova, in Calle Heredia. Il posto deputato dove ascoltare musica live, ballare o ammirare le evoluzioni dei salseri, per poi cercare un po’ d’aria fresca sul balcone di legno turchese che sembra sporgersi nel nulla. Di giorno, meglio un tuffo nella vicina spiaggia di Siboney, il borgo dove nacque Compay Segundo, ricordato anche in una famosa canzone. Ma se cercate un po’ di refrigerio, salite alla Gran Piedra, un enorme blocco di roccia vulcanica che marca uno dei punti più alti della Sierra, a più di 1.200 sul livello del mare. Per veri nostalgici, è d’obbligo una tappa alla Granjita Siboney, la fattoria dove venne progettato l’assalto alla caserma Moncada. Da non perdere anche una puntata alla fortezza del Castillo del Morro, appena fuori dal centro, e al Santuario della Virgen del Cobre, luogo di culto per eccellenza dei cubani, dove spesso le tradizioni, i colori e i riti cattolici sono velati da quelli, ancestrali, della santerìa.


Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba - mail amicuba@tiscalinet.it - Via Borsieri 4, 20159 Milano tel 02680862 fax 02683082

Ricordatevi che ciascuno di noi, da solo, non vale nulla
Ernesto "Che" Guevara



INTRODUZIONE

Prima di raccontarvi le possibili origini della Bachata, voglio ringraziare i lettori di salsa.it per l'interesse che ogni settimana ci dimostrano dopo avere ricevuto il nostra News Letters, ogni giovedì; "gracias" per i vostri complimenti ed anche per le vostre critiche che ci aiutano a crescere e ci motivano a continuare a scrivere argomenti seri e di informazione culturale, poiché è questo uno dei nostri motivi principali: far conoscere un "poquito" della nostra cultura latinoamericana.
cosa fondamentale, è parlare delle origini dei diversi ritmi che la compongono e dei suoi protagonisti: musicisti, scrittori, poeti, ballerini, cantanti.... , che hanno fatto si che la nostra cultura si espandesse e divulgasse per il mondo intero; testimoni di questo sono gli amanti della musica latina che crescono ogni giorno, non solo in Italia bensì ovunque.
Ritorniamo all'argomento proposto questa settimana: "le possibili origini della Bachata", diciamo possibili origini perché innanzitutto la paternità di questo ritmo o genere musicale non é da attribuirsi ad una sola persona né ad un gruppo, o un'orchestra.…., inoltre non'e definita la data esatta della sua creazione…?(1900-1927) e, quindi,in seguito a discrepanze o alle diverse convinzioni Esternate da persone piu o meno informate l' unica cosa certa rimane la provenienza: L'ISOLA DI SANTO DOMINGO (REPUBBLICA DOMINICANA).
Abbiamo deciso di prendere come fonte bibliografica una delle voci rappresentative e di maggiore credibilità, per i suoi studi approfonditi circa le nostre radici, Afro-Caraibico-Americano: Il Dr. Dario Tejada ed il suo libro: "La Pasion Danzaria" (Accademia Di Scienze Della Repubblica Dominicana), anno 2000.
Speriamo che sia esaudente e di vostro gusto. Buona Lettura!

RICKY ESPINO

ORIGINI DELLA BACHATA

Dalle sue origini più remote conosciute, all'inizio degli anni venti del secolo XX, il termine bachata designava un tipo di riunione sociale, imparentata con la baldoria dell'epoca, così definito per la presenza di vari generi di musica e balli popolari. Etimológicamente, la parola bachata, secondo Fernando Ortiz, è sinonimo di: divertimento, festa, gazzarra…
La bachata costituiva una forma di "ricreazione popolare": una festa che si realizzava in qualunque patio, sotto l'ombra di un albero del quartiere, o in un angolo qualunque, ed il cui antecedente possiamo stabilire fu il "fandango", a proposito del quale "Veloz Maggiolo" dice che: "Quasi tutti i cronisti che parlano di questo tema lo paragonano ad una festività aperta alla gente e non riferita ad un solo tipo di musica."
Le due menzioni più antiche circa la bachata, che abbiamo trovato in documenti storici, risalgono al 1922 e al 1927. La prima contiene una relazione che si riferisce all'uomo comune del villaggio di Sabaneta, a nordovest dell'isola, e dice che questo trova nel paese "tutto quello che può lusingare i suoi vizi e desideri incontrollati: combattimenti di galli, caramelle e rum; ma quello che più gli piace e lo attrae è la festa, che sia di fisarmonica, o la bachata a suoni di chitarre, canti o boleros. Lì si sta lunghe ore, tra un sorso e l'altro di rum, senza preoccuparsi di niente, né dell'alito asfissiante con che la polvere ed il sudore rarefatto soffocano l'ambiente, né della forma incivile con la quale si passano l'una o l'altra ballerina, fino a che a notte inoltrata si ritorna brilli a casa."
Nella seconda, Arzeno definiva la bachata come: "animate baldorie" nelle quali il trovatore popolare si faceva re e commentatore di ogni evento usando per ciò il tanto utilizzato bolero, (ritmo soave di genere romantico e di antica origine caraibica).
Da entrambe le menzioni possiamo estrarre alcune caratteristiche della bachata antica: coniugava la musica, il canto e il ballo; il bolero era inizialmente il genere predominante, ma si trattava di un bolero ritmico, antillano, (caraibico), dato che era ballabile, questo significava la compartecipazione di uomini e donne ed il frequente consumo di rum.
Da queste caratterizzazioni si può dire che la bachata era un insieme socio-musicale, dal quale, riunendo ritmi, melodie e strumenti ed adattandoli all'ambiente nativo, nacque posteriormente un modo musicale ed interpretativo di aspetto autoctono che è il genere musicale della bachata.
Precisiamo che in quegli anni si differenziavano i termini festa, ballo e bachata, come segnalava già Reamón Emilio Jiménez nel 1955. Si capiva, comunemente, che le tre erano celebrazioni differenti: si considerava ballo quello che avevano luogo in saloni di lusso, dove prevalevano le danze scelte dell'epoca la cui realizzazione si faceva con l'orchestra; a sua volta, le feste erano le celebrazioni con "güira", "tambora" e fisarmonica, dove la musica predominante era il "merengue", il "zapateo", (suoni prodotti dal ticchettare delle scarpe), ed altri ritmi folcloristici simili; le bachatas erano specificatamente le celebrazioni padroneggiate da chitarre, bongo, "palitos y cucharas", (bastoncini e cucchiai), ed altri strumenti simili e dove si ballava prevalentemente bolero e guarachas, ma si intonavano anche "son"(cubano) , "rancheras"(messicano) e "merengue" con chitarra. Pacini Hernandez definisce la bachata come una musica popolare, dominicana, autoctona che emerge nel 1961, avendo come basi le musiche latinoamericane suonate con chitarra, come il bolero,le rancheras e il son. Indica, inoltre, che il tipico insieme di bachatas si compone da due chitarre, maracas - sostituite recentemente con la güira - ed il bongo - sostituito occasionalmente con la tumbadora -.
In tale celebrazione gli strumenti erano suonati da musicisti il più delle volte improvvisati e limitati, i quali imprimevano i ritmi che servivano al ballo e le sfumature proprie di quell'universo marginale. Gli spazi fisici delle bachatas erano principalmente le case marginali urbane o rurali. Nel campo, in una società prevalentemente rurale come quella di allora, poteva essere l'ombra di un albero, e nella città, il parco o il patio di un'abitazione. In quel modo, la bachata si estese lentamente.
Jiménez , come si evidenzia di seguito, detestava tale celebrazione e dice: "Le bachatas erano un faretto di attrazione per tutti gli uomini, che livellavano le diverse classi sociali dei tempi , facendo predominare le forme più grossolane e libere della democrazia ….". Sullo scenario favorito da quei trabocchi di passioni "peccaminose", quello che lui chiamava "piacere dissoluto", era una sala intrisa di forti "essenze" che sembravano "congiurate per sfidare l'onestà e mettere sull'attenti i sensi. Le più vivaci forme di sobborgo stanno lì sfidanti ed audaci". Ed aggiunge: "La presenza del "sorso", (di rum), le canzonette "zandunguera" e le ansie provocate per le belle indiane dagli occhi provocanti di notte, maestre nell'arte di imprimere tremori alla loro fresca carne vergine, rompe la tranquillità notturna del quartiere per cedere spazio all'azione di "bachatear" o fare baldoria"
Il nome designava, dunque, più che un tipo di musica, un ambiente sociale di vicinato o di quartiere, definito così essenzialmente per la presenza del ballo ed un insieme di musiche popolari. Quel divertimento "coniugava musica, ballo, relazioni amorose, corteggiamenti, amicizie, alcolismo ed molti altri atteggiamenti"
La musica prima era solo eterogenea, ma la linea tematica essenziale delle sue canzoni, secondo Jiménez, era dal principio di tipo tragico-malinconico; metteva a fuoco il tradimento amoroso, il disprezzo, ricordi di ieri, gli ostacoli alla felicità, la fatica economica; in altre parole, aveva un testo narrativo e descrittivo, con frasi figurate molte volte cariche di doppio senso.
Per la sua origine sociale e la sua tematica, dal principio apparvero settori affezionati alla bachata casi di lavoratrici domestiche, guardie, contadini, operai e tanti altri. Si può segnalare che in questi gruppi sociali, "la musica è sintesi di cento anni di vissuto nella marginalità"
In relazione ad essi fu che sorsero distinte denominazioni per la bachata, con senso spregiativo ,tali denominazioni furono: "musica de guardia", "canciones de amargue", o "discos di vellonera". In generale, questo non era altro che voler evidenziare l'aspetto dispregiativo predominante nella società formale circa il popolo marginale, il che implicava il merengue e la bachata tanto quanto altre musiche popolari, e quasi tutte le attività delle classi popolari: musica, arte, ricreazione. A tutte questi manifestazioni considerate "basse" per le loro origini sociali plebee, immorali, indecenti, impure, peccaminose, queste nozioni puritane della cosa sociale, la cosa morale e la cosa culturale, derivano da interessi della classe dominante per dimostrare la loro superiorità.
A partire dagli anni trenta, il tipo di celebrazione che era la bachata si estende fino ai bar, alle case di appuntamento, e vari posti simili. Nel Santo Domingo dell'epoca posteriore al ciclone di San Zenone (1930), si ricorda il posto denominato "El Yarey" situato nel quartiere di Villa Francisca, periferico alla città di allora.
In "Santiago de los Caballeros" era famoso il : "Callejon De La Allegria", luogo dove per la prima volta si usò il sassofono nei Caraibi all'inizio del secolo XX nell'orchestra " Perico Ripiao" - che esegue il merengue tipico dominicano -, e li' dove, anche, il son cubano fece il suo rientro in Repubblica Dominicana (circa il 1930).
I gruppi che suonavano le bachatas erano chiamati "conjuntos de bachatas". Le nostre indagini indicano che il genere musicale denominato bachata nacque come risultato di una lenta evoluzione della musica interpretata nella tipologia di riunione sociale che quel nome designava, e che i suoi creatori anonimi furono i gruppi che la suonavano. Ricordo che i ritmi che predominavano in quei tempi erano: il bolero ritmico, la guaracha e il son, abbastanza estesi nelle Antille dopo la prima guerra mondiale e con gran risalita, soprattutto del primo, dopo la seconda guerra mondiale.
Mentre, da un lato, Juan Luis Guerra riconosce nella bachata "un bolero antillano", altri osservano anche l'influenza della guaracha e del son; negli anni ottanta si mise in evidenza l'esistenza di due versanti ritmici della bachata, una tranquilla e l'altra accelerata.
La nostra ipotesi al riguardo è che i primi bachateros crearono una forma propria ed accelerata di bolero, con testi simili a quelli dei boleros ed una maniera nasale di cantare, con una voce di risonanze nasali, e con cori di dolore ed amarezza, di lì il soprannome di "musica de amargue" che gli si attribuì per molto tempo. La forma musicale della bachata riflessa il predominio del bolero tropicale che è più accelerato del tradizionale spagnolo, era interpretata da alcuni musicisti generalmente empirici. A queste forme di canto e musica fu aggregato un cambiamento di coreografia del ballo, includendo un'elevazione dei piedi alla fine di ogni ciclo dei movimenti del ballo, col quale rimase conformato il genere come un ente musicale e danzario autonomo, negli anni sessanta del secolo XX.
È probabile che gli antichi "conjuntos de bachatas", nelle loro interpretazioni del bolero, della guaracha e del son, cercassero di far passare le proprie limitazioni dovute ad una debole preparazione musicale, come regole. Probabilmente questo portò a semplificare questi ritmi, dando origine ad una nuova forma di musicalizzazione ed interpretazione che adottò il nome dell'attività che designava la bachata col il passare del tempo.
Alla caduta di Trujillo, (governo), l'inclinazione per la guaracha era tale che quell'influenza subito trovò un'espressione massiccia in un canale tanto idoneo come la radio, in una società pre-moderna come la dominicana di allora. Li' nacque " La Guarachita", stazione radio specializzata in quella musica, ed il cui nome derivò dall'inclinazione popolare verso quel ritmo. Questo nome, e quello di "musica de amargue" per molto tempo si disputarono la denominazione del nuovo genere, benché nei lustri recenti il nome di bachata sia diventato indisputabile.
Il nome cambiò dal tipo di attività che designava, al gruppo musicale che lo suonava, e finalmente al tipo di musica che predominò in quel tempo che non era più né bolero, né guaracha, né son, bensì qualcosa di nuovo, distinto.
Bene, risulta importante stabilire dove e quando si produce il passo finale verso la costituzione della bachata come specie musicale autonoma. Sappiamo che la cosa difficoltosa risulta essere lo stabilirlo con precisione, principalmente se prendiamo in considerazione che l'evoluzione fu spontanea ed anonima. In sintesi, in base ai dati che ho potuto raccogliere, lancio l'ipotesi che il passo definitivo si produsse nell'ambito "urbano", contrario all'idea che la sua origine fu rurale.
In altre parole, benché il termine bachata designasse nelle sue origini un'attività di preminenza rurale, perché si inserisce in una società rurale, il genere musicale bachata che risultò dall'evoluzione di quella, è di origine urbana, prodotto di un movimento di trasferimento che convertii alle città l'epicentro delle attività. Lo spazio urbano, in paragone ai campi e per ragioni culturali, era più propenso a favorire l'evoluzione dei modelli culturali. Questo non deve stupirci se prendiamo in considerazione l'esplosione demografica ed il brusco processo di urbanizzazione dagli anni cinquanta, prodotto di un'accelerata migrazione rurale-urbana della popolazione dominicana
Allo stesso modo, i nostri dati indicano che quello avvenne tra 1950 e il 1965. Come vedemmo già, dagli anni venti le zone popolari delle città conoscevano celebrazioni di bachatas. Prima menzioniamo Sabaneta, nel nordovest, e poi El Yarey nel settore di Villa Francisca, in Santo Domingo. Negli anni trenta, in Santiago de los Caballeros, dove abbiamo gia' menzionato El Callejon de la Alegria, nel quale si fecero conoscere musicisti "bachateros" come: Ramón Wagner , (Mon La Bruja), e il "Conjunto de la Mulateria", dove suonavano Jim Sánchez e Moro Sánchez, tra tanti. In quegli anni raggiunsero popolarità nel paese i gruppi cubani come: "Los Compadres", "El Sexteto Avanero" e "El Trio Matamoros", il quale si trovava in Santo Domingo nell' agosto del 1930, dove vissero il dramma del passaggio del ciclone San Zenon, il quale diede origine al brano "Il Ciclone".
Altri indizi apparvero nel settore di Borojol, in Santo Domingo, dopo la seconda guerra mondiale. Sara Pérez raccolse l'attestazione di Pedro María, un musicista bachatero degli anni cinquanta che arrivò in quel quartiere all'inizio di quel decennio, e prese parte alle celebrazioni di bachatas, nelle quali, dice: "suonavano con tutto, perfino, a volte, bastava il tocco di due cucchiai", (il quale può risultare un po'esagerato). Questa fu l'epoca in cui scrisse le sue opinioni anche Ramón Emilio Jiménez, menzionando il nome di bachata come attività.
Bene, lo stesso Jiménez descrive gli strumenti che si usavano allora nelle celebrazioni: chitarra, bongo e i bastoncini (palitos) o clave. Questi sono gli stessi con i quali nacque musicalmente la bachata. Quel dato, benché non sia una garanzia che il ritmo sia sorto allora, tuttavia, segnala un avvicinamento all'origini di questa. indica che la strumentazione basilare già era stabilita. La trasformazione sembra succedere da allora, e prima della guerra patriottica del 1965, come sintesi di varie confluenze.

I PRIMI FENOMENI DI MASSA DELLA BACHATA: ANNI 60' 70'

Come elementi del contesto, ricordiamo l'influenza che esercitarono all'inizio degli anni sessanta Julita Roos, Bienvenido Granda, Olimpo Cardenas, così come l'ecuadoriano Julio Jaramillo ed il portoricano chiamato "El Jibarito de Lares (Odilio González) che esibirono uno stile accelerato del bolero latinoamericano.
Allo stesso modo, con quelle influenze, fu che raggiunsero notorietà interpreti come: Rafael Encarnación, José Manuel Calderón, Rafaelito Pimentel, Tommy Figueroa, Inocencio Cruz, Bernardo Ortíz e Luis Segura, loro riuscirono ad arrivare a livelli di proiezione importanti dal principio di quel decennio. Rafael Encarnacion incominciò nel 1963 con la registrazione di due brani:" Muero contigo" e " Pena de hombre", e dal principio divento' il primo interprete di gran impatto sociale di quello che allora si conosceva come "Canzion de Amargue". La popolarità dei suoi brani fu tanto ampia e rapida che portò gli annunciatori di quell'epoca ad includerli nelle programmazioni regolari delle stazioni radio. Nel 1964 registrò i brani:"Loco anhelo", "Castigo de Amor", e "Sin rencores", la sua carriera artistica terminò a causa della sua improvvisa scomparsa a causa di un incidente avvenuto il 23 marzo di quell'anno, lasciando le incisioni dei brani:" Ay que Amor" e "Logre olvidarte". Anche il caso di Calderon è rilevante, dato che il suo successo attrasse l'attenzione di artisti come Johnny Ventura che registrò con lui. Il successo di Calderon lo ricordano i suoi brani:"Declaracion de Amor", ("Amorcito de mi Alma"), "Borracho de Amor", "Quema esas cartas" e "Condena.
Bernardo Ortíz registrò con successo il brano "Dos Rosas".
Il caso di Luis Segura, soprannominato "El Añoñaíto" per la sua forma di interpretazione, è anche lui illustrativo. Incominciò la sua carriera di cantante nel 1964, col tipo di canzoni che poi sarebbero state chiamate "de Amargue", influenzato da Jaramillo, ma anche da Calderon. La sua prima registrazione fu "Cariñito de mi Vida", brano che per un certo verso causò furore nelle classi popolari e che servi per proiettarlo fino ai nostri giorni. Da allora, il suo lavoro è stato abbastanza fertile, arrivando a registrare circa trenta album con temi propri fino al 1986. La sua maggiore elevazione l'ebbe nel 1982, quando "Pena" fu lanciata sul mercato e fu un successo ovunque. Con lui la bachata cominciò a esordire nelle discoteche e nelle stazioni radio, per la maggior parte non solite a diffondere quel genere. La canzone fu registrata da altri cantanti, tanti di essi non bachateros.
Successivamente a questa prima promozione della bachata che potremmo considerare come fondatrice in termini di produzioni musicali, sorsero altri interpreti con livelli di diffusione considerabili tra le zone di campagna e marginali urbane, nelle quali la bachata occupò tradizionalmente un posto di preferenza. La portata sociale di "Radio Guarachita" così lo attestava. Tra i più distaccati della seconda promozione citiamo: Leonardo Paniagua, Theodoro Reyes, Ramón Cordero, Mélida Rodríguez ("Mélida La Sufrida"), Aridia Ventura L'India Baragonera, Julio Ángel, Oscar Olmo, El Chivo sin Ley, El Solterito del Sur, Esteban Mariano, Miguel Félix, Orlando Jiménez, El Pachà, Roberto Mesa, Pablo Martínez, Rafo Alcántara e Tony Santos. Con questo si confondeva Eladio Romero Santos, praticamente l'unico, tra questi, che si dedicò all'interpretazione del merengue con chitarra.
Il successo progressivo della bachata trovò la sua base di appoggio imprenditoriale in un uomo: "Radhamés Aracena", padrone di "Empresas La Guarachita", proprietaria di Radio Guarachita, sorta il 14 agosto del 1964 e che si trasformò in breve la radio per eccellenza del genere. Aracena aveva, inoltre, un negozio di dischi ed una "prensadora" o fabbrica di dischi, della quale presto si trasformò nel suo principale promotore. Deve segnalarsi che ci furono altri impresari discografici affezionati al genere. Fu il commercio con la bachata che fece diventare "Bienvenido Rodríguez" uno dei principali magnate del commercio discografico nel paese, ed uno dei principali promotori del versante moderno del genere che si confermo negli anni ottanta, sotto la denominazione di "Neobachata".
Così, da un principio la bachata trovò canali di promozione e commercializzazione, contando su impresari che contrattavano i gruppi, facevano le loro registrazioni e vendevano le loro produzioni. Nel caso di Aracena, i suoi livelli di intervento arrivavano al grado di correggere la musica e i testi, introducendo i cambiamenti che credeva convenienti.
In altre parole, l'emergenza della bachata e la sua conversione in fenomeno musicale massiccio, si imparenta direttamente con la nascita e sviluppo del mercato della musica in Repubblica Dominicana.
D'altra parte, i costi di produzione discografica erano lontano dalla portata di questi interpreti. Nel 1989, il costo approssimativo di una registrazione oscillava tra quindici e diecimila pesos dominicani, a dispetto del quale, la media di registrazioni per anno era di circa venti brani. La compensazione degli investimenti stava nei livelli di rendimento che proporzionano la sua commercializzazione e le contrattazioni dei numeri musicali. Per quell'anno, solo per Radio Guarachita si annunciavano ogni settimana circa venticinque feste di bachata nell'area del Distretto Nazionale, questo serve per avere una stima della sua portata nazionale, contando sull'appoggio delle diffusioni di stazioni radio come: la Guarachita nel Distretto Nazionale, Radio Norte, Radio Ritmo e Radio Quisqueyana, in Santiago, Radio Barahona, Radio San Juan, Radio Anacaona e Radio Enriquillo, nel meridione e quasi tutte le stazioni radio di ampiezza modulata dell'interno del paese.


IL FLUSSO DELLA BACHATA TRADIZIONALE (ANNI '80)

Coi cambiamenti economici, sociali e culturali successi dagli anni settanta, la bachata ebbe un processo di espansione e di trasformazione nel decennio degli ottanta. Questo catapultò la sua presenza sociale ed il suo successo commerciale, dentro e fuori del paese. Fattori come i costanti flussi migratori rurale-urbani, la crescita dei mezzi di comunicazione, la nascita di gruppi sociali urbani bisognosi di canali di espressione sociale, prepararono l'ambiente urbano in relazione con la bachata, facilitando il suo processo espansivo.
In primo luogo, emerse una terza promozione dalla bachata tradizionale con un formato di caratteristiche urbane, tali come: "Anthony Santos", "Raulín Rodríguez", "Blas Durán" e "Luis Vargas".
In secondo posto, diffondendosi nelle città, la bachata ricevette l'influsso dei musicisti urbani, più abituati ai ritmi accelerati, con i quali il suo ritmo acquisì più velocità. Questo comporto' maggiore enfasi nel ballo.
Agli inizi degli anni ottanta ci fu il boom della bachata, con "Luis Segura" per primo, il quale arrivò a penetrare perfino in segmenti urbani fino ad allora riluttanti verso il genere. Teófilo Barreiro dice che: "…Fino alla permalosa piccola borghesia, tanto preoccupata di non farsi confondere come gente senza cultura, adottò un atteggiamento di allegra condiscendenza e riceveva con applauso quelle canzoni che si sentivano dappertutto. Poi con la scalata economica dei "dominican-yorks", la bachata considerata d'"Amargue", si vestì di gala ed a poco a poco ha continuato a stabilirsi in discoteche, club e ad infiltrarsi in feste di nozze e compleanni dei nuovi ricchi". Barreiro sostiene che l'estensione della bachata serve da canale di espressione a genti che anteriormente non avevano mezzi per ciò. "La bachata serve come discorso culturale a molti settori che prima non parlavano". Spiega che alcuni settori di recente auge economica sono respinti e visti con illegittimità per i gruppi economici tradizionali che adottano un atteggiamento difensivo e di sfida davanti a quelli, i quali a sua volta, per esprimersi e farsi sentire, ricorrono a mezzi come la bachata, legata al suo mondo di gusti e preferenze.


LA BACHATA MODERNA: LA NEOBACHATA

Una trasformazione sostanziale avvenne per la bachata a metà degli anni ottanta. Arrivò per mano degli antichi ribelli della nuova canzone dominicana. Si trattò della nascita di una variante moderna: la neobachata. Questa si differenziò dalla bachata tradizionale per il fatto che trasformò il suo suono con gli attrezzi tecnologici recenti nel campo della musica, e perché, inoltre, vi si iniettò una nuova dimensione estetica, evidenziata nell'elaborazione musicale e nei testi delle canzoni. La neobachata fu quella che ridimensionò definitivamente i limiti sociali del genere, e quella che più si spinse nel campo internazionale.
Fino ad allora, gli artisti di quella che abbiamo chiamato la generazione alternativa nella musica, utilizzavano solo la bachata come una fonte di scarico emozionale, quando, in veglioni notturni, la cantavano quasi sempre per scherzo, intonando enfaticamente le melodie di "Amargue". Questo fu così fino a che scoprirono la capacità espressiva del genere per mostrare sentimenti tali come: la nostalgia, la malinconia o la lontananza.
Può considerarsi come pioniere della neobachata Luis Díaz, il quale era attratto dalla bachata come genere musicale, da quando incominciò a conoscerla durante le sue investigazioni sul folclore dominicano attraverso il gruppo "Convite", negli anni settanta. Con quel gruppo si incominciò a registrare bachatas con un suono e un contenuto differenti.
Ma non fu fino al 1984, circa, che Díaz cominciò a prenderla sul serio come elemento di creazione. Da un lato, registrò una prima bachata intitolata "La Perdida" che trattava di una videocassetta sulla prostituzione, che produsse il regista Tommy García e che fu filmato con prostitute del viale Duarte, nella parte alta di Santo Domingo. Questo brano lo registrò Sergio Vargas nel 1991. Nel 1985, Díaz registrò un album che intitolò "Luis Díaz Amargado", e nel 1987, produsse per Sonia Silvestre l'album "Corazon de Vellonera", col quale si incomincia a nominare questa nuova corrente, denominandola a volte come: Techno-Amargue, altre volte come: Neo-Bachata. I suoi brani furono convertiti in uno spettacolo che attraverso diverse città del paese.
Da quell'anno, Sonia Silvestre si trasformò in un'interprete favorita della Neo-bachata, aggregando, poi, al suo repertorio "Yo Quiero Andar", sempre di Luis Díaz, con arrangiamenti e direzione musicale di Manuel Tejada il quale, a sua volta, introdusse altre innovazioni musicali nella Neobachata. Per esempio, utilizzò il suono della fisarmonica attraverso un sintetizzatore nel brano: "Yo Quiero Andar", interpretato da Silvestre, e gli arrangiamenti a cura di Víctor Víctor in:"Asi Es Mi Amor", del 1993.
Dopo la nascita del binomio: Luis Díaz -Sonia Silvestre, nacque la figura di "Juan Luis Guerra" che, in breve tempo si affermò nell'espressione musicale più elevata della neo-bachata che gli diede: "Universalità". Egli eliminò le ultime resistenze delle élite egemoniche al genere. L'irruzione di Guerra, per quel che riguarda la bachata, avviene a partire dall'anno 1989, quando il successo di un commerciale(spot) l'introdusse per quella strada. Così nacque "Como abeja al Panal" la cui popolarità si proiettò rapidamente all'estero.
L'album di Guerra che ha avuto più successo internazionale era orientato fondamentalmente a esplorare la bachata. Così rimase raffigurando nel titolo del disco: "Bachata Rosa". Con questo, Guerra svegliò l'interesse generale per il genere, e lo portò ad essere apprezzato non solo da un pubblico popolare, marginale, ma anche presso le persone mezze istruite e le élite. D'altra parte, gli diede una dimensione letteraria di indiscutibile carattere universale, Guerra si trasformò nel principale esponente della neo-bachata.
Nonostante la nascita tanto recente della neo-bachata, si definirono almeno tre versanti nel suo interno, durante il decennio dei novanta, come ha ipotizzato Víctor Víctor. Personalizzandole, quelle linee rappresentano Luis Díaz il cui stile e' evidenziato dalle influenze di rock, blues, tra i vari generi, come può apprezzarsi negli accordi, le armonie, nella forma di esecuzione, e nel suo modo di interpretazione. Si può dire che questo è strettamente quello che si è chiamato techno-bachata o techno-amargue. Un altro versante lo rappresenta Víctor Víctor, il quale contiene principalmente influenze del Son, evidenti nella struttura dei suoi brani. La terza linea la simbolizza Juan Luis Guerra, influenzata dal bolero ed in parte anche dal Son, con le sue note liriche distintive, e la sua poetica particolare, a volte surreale; tutto corrisponde con la considerazione che ha Guerra della bachata come una specie di "bolero antillano."
Víctor Víctor riuscì a proiettarsi nell'ambito internazionale in tema di bachata, a partire dal suo album "Mesita de Noche", del 1991, con arrangiamenti di Manuel Tejada. A lui e' dato il merito, inoltre, di avere introdotto il Son come genere nel movimento della generazione alternativa da per lo meno il 1979, col suo gruppo "Flamboyán". Victor lanciò nel 1993 un secondo album: "Tu Corazon", dedicato alla bachata, che conteneva brani di risonanza come:" Asi' es Mi Amor" e "Bachata Blues" che arrangio' anche Tejada.
Come può osservarsi, il movimento di trasformazione della bachata si conformo a partire dalla trilogia di musicisti fondatori della neo-bachata: "Luis Díaz", "Juan Luis Guerra" e "Víctor Víctor". Essi furono quelli che eliminarono definitivamente la muraglia sociale e le barriere ideologiche che ostacolavano il tragitto della bachata, e che ostacolavano la sua entrata negli spazi riservati all'aristocrazia. E' chiaro, che la loro e' una bachata distinta, evoluta…. è la: Neo-bachata.

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IN SINTESI I BALLI PIU' IMPORTANTI LATINI

Bachata Agli inizi del ventesimo secolo, il termine Bachata (fiesta) designava un tipo di riunione sociale, imparentata con la Jarana dell'epoca, definita per la presenza di vari generi musicali e balli popolari. Possiamo dire che questa costituiva una vera e propria forma di ricreazione popolare. Da tali caratteristiche si può dedurre che la Bachata era un complesso fenomeno socio-musicale dal quale, fondendo ritmi, melodie e strumenti e adattandoli all'ambiente nativo, nacque posteriormente un modo musicale ed interpretativo di aspetto autoctono, che appunto è il genere musicale della Bachata.
Beguine Danza popolare originaria dell'isola di Martinica (ma di lontane ascendenze francesi) di andatura regolare, resa celeberrima da Cole Porter che sul suo ritmo scrisse "Begin The Beguine", portata al successo da Artie Shaw nel 1938.

Calipso Originario di Trinidad, arriva a New York e Londra durante gli anni Trenta al seguito di un consistente flusso migratorio. Il suo nome deriva dalla distorsione della parola africana "kaiso", interiezione d'incitamento, analoga a "forza!", "dai!". Come il reggae e il mento (la più popolare e radicata folk music giamaicana), il calypso nasce come musica d'argomento politico e sociale ed è arricchito da un forte uso del dialetto e da una tendenza all'improvvisazione. La sua diffusione è legata al nome di Harry Belafonte.

Cha cha chà Molto popolare dalla fine degli anni Quaranta, deriva dal bolero, un ballo di origini cubane. Il cha cha chà si sposa col tempo ad altri ritmi, tra cui il rock.

Criolla Danza cubana con elementi di melodie spagnole e forti apporti percussivi della tradizione centroamericana.

Danzòn Di stile insolitamente europeo, molto popolare in Messico, deriva da alcuni balli del XVIII secolo. Si tratta della danza preferita, non tanto dai lavoratori delle piantagioni, quanto dai padroni delle aziende.

Guajira Danza irregolare, dai ritmi alternati (3/4, 6/8) che si diffonde principalmente a Cuba ma che probabilmente proviene dall'Andalusia.

Guaracha Danza cubana a sfondo sociale molto in voga nell'Ottocento (usata in un balletto della "Muta dei portici" dal compositore francese Auber nel 1828) e riscoperta negli anni Quaranta durante la "controcolonizzazione" cubana della musica statunitense.

Habanera In 2/4, affine al tango, è originaria dell'Avana. Entra in vari momenti tanto nel repertorio classico e operistico (Debussy, Ravel, ad esempio nella "Carmen", Albéniz) quanto negli spartiti leggeri ("St. Louis Blues" di W.C. Handy).

Latin Hustle Evoluzione fondamentalmente newyorkese del ballo che accompagna la salsa, in cui la coppia di ballerini si misura in coreografie acrobatiche altamente spettacolari.

Mambo Forse la più nota danza cubana (4/4 irregolare). Prende piede a New York alla fine degli anni Quaranta fondendosi con l'ispirazione jazz delle big band. L'esplosione del mambo su larga scala avviene però con un film di Jane Russell ("Il tesoro sommerso", 1955), nella cui colonna sonora viene inclusa "Cherry Pink And Apple Blossom White" di Peréz Prado, che giunge in testa alla classifica di vendita. Da quel momento il mambo diventa un fenomeno internazionale, non più esclusivamente legato al pubblico di lingua spagnola. Rosemary Clooney portò al successo una canzone intitolata "Mambo italiano".

Merengue Praticamente un sinonimo di Repubblica Dominicana. Si tratta di una danza veloce in 2/4 guidata essenzialmente dal suono di fisarmonica e sassofono. Il merengue vive un periodo di grande diffusione sotto il governo totalitario di Rafael Trujillo, che lo eleva a simbolo della tradizione espressiva del paese. Arriva in America all'inizio degli anni Cinquanta con Angel Villora, che importa l'insolito binomio sax/fisarmonica.

Rumba Di origini cubane, molto vivace, dal ritmo sincopato, la rumba viene importata dalla cultura "occidentale" negli anni Trenta in una versione semplificata, abbastanza lontana dal rituale religioso (basato esclusivamente su voci e percussioni) da cui la rumba discende. Alla rumbamania contribuisce anche Cab Colloway con "Doing The Rumba"

Reggaeton: la moderna frontiera del ballo latino? ] Uno dei fenomeni musicali che si è imposto negli ultimi tempi all'attenzione al pubblico che frequenta le sale latine è un tipo di musica "fusion" definita con il termine di Reggaeton, un mix di Reggae giamaicano e HipHop abilmente mescolato con temi e testi in lingua spagnola. Il Reggaeton affonda le sue radici ben lontano. Nella metà degli anni '70 un grosso numero di immigrati giamaicani che lavoravano alla costruzione del canale di Panama importò la propria tradizione musicale in questo paese contagiando la locale popolazione e dando luogo alla prima produzione discografica di musica Raggae. Dieci anni dopo, in Porto Rico, esce il primo disco di HipHop in lingua spagnola. La successione di questi due fattori produsse, in entrambe i paesi, una corsa verso questo tipo di genere musicale, anche se oggi gli studiosi tendono ad accreditare Porto Rico come la patria del primo disco che si possa definire come Reggaeton.

Lo stile di questa sound fonde il Reggae giamaicano con testi di formato HipHop, il tutto impiantato su una forte base ritmica di provenienza dalla Bomba e Plena tradizionali portoricane. Gli stessi testi delle canzoni, infatti, riprendono i temi popolari e sociali proprio sul modello funzionale della Plena portoricana ( definita appunto el periodico cantado). Oggi artisti portoricani come Tego Calderon, Don Omar, Daddy Yankee, Hector y Tito o panamensi come Papi Chulo, Lorna from Panama, hanno raggiunto il successo grazie alla musica Reggaeton, diffusasi oramai in Cuba, Florida, Colombia e vaste aree degli USA. Oramai si sta diffondendo anche in Europa.

Salsa Probabilmente coniato dal D.J. di una radio venezuelana, è il termine con cui si identifica la musica da ballo nata alla fine degli anni Sessanta e sviluppatasi prepotentemente durante i Settanta nel barrio di New York. Pur non completamente accettato da tutti, il termine salsa unisce quasi l'intero mondo latinoamericano. La sua musica è ottenuta dalla fusione della tradizione cubana e portoricana con i suoni delle big band dei quartieri latini newyorkesi. L'espressione evidenzia la varietà degli stili che hanno contribuito a determinare la nascita del filone e giustifica i tanti sotto generi (salsa-merengue, salsa mediterranea, salsa erotica, etc...).

Soca Versione aggiornata del calypso, nasce quando i musicisti calypso, conquistati dalla soul music, vanno a incidere a Brooklyn approfittando delle moderne tecnologie e del "mood" che animava gli anni di John Travolta e della disco music dei Bee Gees. L'espressione soca nasce infatti dalle prime due sillabe di "Soul Calypso", di Lord Shorty, canzone che mescolava abilmente calypso, funk e ska.

Son La principale danza e il più importante "formato canzone" della tradizione cubana. La si deve considerare la vera base della salsa moderna. Alla danza son si può aggiungere il "montuno", sezione costruita sul tradizionale modello religioso del "call and respond". Attualmente la più celebre son band in circolazione è quella dei Los Van Van, guidata da Juan Formell, che fonde charanga e influenze jazz.

Lo Zouk è come la salsa una musica che ha una forte componente africana pur provenendo in realtà dai Caraibi, in particolare dalle Antille Francesi: Guadalupa e Martinica.
Oggi è molto popolare in Brasile, in Francia e in alcuni paesi africani come Mozambico, Angola, Capoverde (dove assume talvolta nomi diversi)
Come ci riporta l'interessantissimo sito www.zouk.it (del prezioso Enrico Vallini, grande esperto e conoscitore di questo genere) ha ricevuto influenze dal Merengue della Repubblica Dominicana, dalla Bomba di Portorico, dalla Rumba di Cuba, dalla Cadence di Haiti, dal Reggae della Jamaica, dalla Beguine delle Antille Francesi e, infine, dal Calipso e Soca di Trinidad e Tobago.
Lo Zouk è emerso nel 1982 grazie soprattutto all'opera di diffusione del gruppo Kassav.
Zouk in dialetto creolo significa festa, party. Zouker significa di conseguenza ballare.
Lo Zouk ha ispirato nella metà degli anni '80 il Soukous dello Zaire e la Makossa del Camerun.
Negli anni ’80-’90 c’erano due differenti stili. In Martinica si preferiva il più romantico e lento "Zouk Love", in Guadalupa amavano quello più duro, più veloce: lo "Zouk Beton" o "Chirè".
Lo Zouk è un classico ballo di coppia. Gli Antillani ballano lo Zouk Love come il nostro "Ballo del Mattone" di una volta. Si abbraccia il/la partner e ci si muove con un movimento dell'anca più accentuato rispetto a un ballo lento. Gli africani lo ballano anche come un Merengue lento.
Lo Zouk Beton o Chirè, che è più veloce, invece si può ballare come un Merengue relativamente veloce. Per entrambi gli stili, volendo, si possono fare i volteggi e le figurazioni tipiche della Soca e Lambada per rendere più divertente il ballo.
In Brasile invece lo zouk ha ormai preso il posto della lambada, trasformandosi così in una sorte di lambada lenta molto suggestiva e carica di erotismo. Nel ballarlo i brasiliani alternano roventi corpo a corpo con delle figurazioni con scambi di posto che sono anche tipiche della salsa (oltre che di altri balli popolari). Inoltre utilizzano moltissimo i casquet che evidenziamo soprattutto la grande flessibilità e sinuosità delle donne che di questa danza sono le vere regine.E' un ballo dove l'affiatamento tra i partners diventa importante e che esalta al massimo la chimica di coppia. Ed è una ideale via di mezzo tra la bachata e la salsa ma con un grosso vantaggio, che, musicalmente parlando lo zouk è molto più ricco della bachata.

il Los Angeles Style
Per capire meglio il fenomeno Los Angeles Style bisognerebbe andare indietro nel tempo ed avere come punto di riferimento un film che è stato fondamentale per la nascita di questo stile. Si tratta del film "Salsa", una pellicola uscita nel 1988 e ambientata a Los Angeles. Un'operazione che voleva, dieci anni dopo, rinverdire il successo di un altro fondamentale film nella storia del ballo moderno: "Saturday's Night Fever".Il film era interpretato da un allora noto cantante pop portoricano Roby Rosa, trasformatosi con ottimi risultati dalla notte alla mattina in ballerino, cosa avveratasi anni dopo con un altro cantante portoricano, Chayanne, nel film "Dance with me" interpretato a duo con Vanessa Williams. La trama del film "Salsa" è davvero esile, racconta le vicende di un ragazzo di origine portoricana che sogna di vincere un concorso di salsa per poter finalmente visitare la tanto agognata Puerto Rico. Il film è condito, a parte qualche scena metropolitana di un certo interesse, dai soliti amori, dalle solite gelosie e dai soliti stereotipi legati all'immagine degli immigrati portoricani. Nonostante la sua fragilità il film merita di essere visto per le bellissime scene dedicate al ballo. Nella pellicola i ballerini danno vita ad alcuni virtuosismi straordinari, introducendo nella salsa: pirouette, casquet, acrobazie e prese in aria ereditate da balli spettacolari quali il rock and roll, l'afro-jazz e la danza moderna.Tutto questo grazie alla fantasia di due coreografi Kenny Ortega ,coreografo tra l'altro del celebrissimo "Dirty Dancing", e della sua preziosa collaboratrice Miranda Garrison, che è anche una delle principali interpreti della pellicola.Interessante è anche un video didattico in cui Kenny Ortega, partendo proprio da questo suo film ci spiega la sua idea della salsa. Da questo video didattico (da in me in possesso nella sua versione in tedesco) si evince di come Kenny non abbia una idea precostruita della salsa. Non ha un passo base stabilito, né un tempo preciso di esecuzione. Lui non fa altro che prendere dei ballerini di diversa estrazione geografica e sfruttando le loro capacità confeziona per loro una salsa spettacolare e virtuosa che non ha una radice ma che si trasforma in un contenitore artistico aperto alla contaminazione e alle influenze più disparate.Questa insita libertà espressiva, priva di condizionamento alcuno ci deve aiutare moltissimo a capire il fenomeno in questione. Un cubano nato a Cuba si formerà nel solco della tradizione coreutica del suo popolo, potrà magari innovare, creare un suo proprio stile ma senza rinunciare alla sua cubania. Un latino nato in una metropoli come Los Angeles non si sentirà costretto a seguire nessuna tradizione, potrà creare in maniera assolutamente libera cercando di assemblare le cose che più gli piacciono e più gli interessano senza per questo passare per traditore (fenomeno molto abituale anche da noi in Italia).La salsa di Kenny Ortega diventa quindi di per se un incredibile fucina, un laboratorio coreografico, una sorta di Free Style che si trasforma in un importante precursore di quello che sarà battezzato successivamente Los Angeles Style.La città di Los Angeles diventa il luogo ideale per la nascita di questo nuovo stile.La città degli angeli è infatti abitata da una foltissima comunità ispanica. Fra le varie comunità spicca però in particolare quella messicana, sicuramente non assimilabile alle altre comunità caraibiche che popolano in particolare i quartieri della Grande Mela (il celeberrimo Spanish Harlem). Gli americani di origine messicana da queste parti vengono chiamati chicanos e sono proprio loro ad essersi messi a capo del movimento salsero. Un movimento piuttosto forte che garantisce grandi sale da ballo, un'ottima programmazione dal vivo e persino la rivista di salsa più famosa del mondo "Latin beat".Io ho avuto la fortuna di assistere da vicino all'evoluzione di questo stile. Mi ricordo nel 1997, quando a Puerto Rico vennero per la prima volta i Fratelli Vasquez. Il loro stile destò subito un grande interesse e anche qualche perplessità. Colpivano soprattutto perché erano diversi ed avevamo una idea molto interessante e innovativa di che cosa fosse uno spettacolo di salsa. In quella occasione i ballerini di Los Angeles, capitanati dai fratelli Vasquez, mostrarono al mondo intero il polso di questa città che, capolinea di molte influenze, ha dato vita ad un tipo di salsa che per la sua spettacolarità e per la ricerca del colpo ad effetto ricorda molto da vicino la lambada brasiliana.Un modo di ballare molto libero e creativo, che però ha cominciato ad avere una sua precisa definizione solo con il passare degli anni. Quando i Vasquez vennero per la prima volta a Puerto Rico ad esempio non avevano in realtà uno stile definito. Avevano sì molte idee ma diveniva assai difficile classificare il loro stile che poteva cambiare molto da uno spettacolo all'altro. Arrivati a Puerto Rico hanno avuto però la possibilità di conoscere e vedere all'opera i migliori ballerini del mondo e da lì è nato a l'idea di ispirarsi principalmente al ballo in linea per poi edificare su quella base la loro idea della salsa.Ecco perché oggi ci sono molti elementi in comune tra la salsa di Los Angeles, quella di New York e quella di Puerto Rico. Prima della nascita del Congresso questi ballerini andavano ognuno per la loro strada, poi, incontrandosi, hanno incominciato a fondere i loro stili e prendere ognuno ispirazione dal lavoro degli altri.Di fatto oggi la salsa di Los Angeles si è trasformata in una salsa in linea che nella sua versione più semplice non è tanto diversa da quella portoricana o da quella newiorkese. Si differenzia però dal fatto che i ballerini di Los Angeles privilegiano il fatto di ballare sul primo tempo della musica per accentuare la velocità di esecuzione (ma d'altra parte non è obbligatorio ballare sul due negli altri stilli, o almeno non sta scritto da nessuna parte). La loro salsa si complica tantissimo quando inserisce quelle che sono le loro tipiche acrobazie, quelli che in inglese si chiamano trucks o lifts come ad esempio il celebre "muerto", figura in cui la donna nel cadere per terra viene risollevata dai piedi dell'uomo.La salsa di Los Angeles rimane per molti una salsa profondamente americana con quel tanto di kitch che l'allontana parecchio dal tipico sabor caraibico. Ci troviamo però, non dimentichiamolo, ad Hollywood, nella patria del cinema e dello spettacolo e quindi ci sembra normale che la salsa californiana punti più sull'effetto a sorpresa che sul puro sabor. E' però indubbio che la salsa in stile Los Angeles sia una realtà che ha portato sulla scena moltissimi bravi ballerini, molti dei quali nati al di fuori dei confini californiani.E' una salsa infatti perfetta per un pubblico molto giovane e dinamico, non particolarmente legato alla tradizione. Chiaramente la sua modernità potrà farla sembrare scandalosa agli occhi dei conservatori e dei guardiani della tradizione, ma si inserisce in quella dialettica, oggi tanto attuale, tra innovazione e tradizione che sta dando parecchi grattacapi anche ai cultori e gli amanti della vecchia musica afro-latino-caraibica.E' sicuramente un fenomeno contemporaneo ai tempi in cui viviamo. Ognuno potrà accettarlo o meno, amarlo o odiarlo ma è indubbio che è un fenomeno che esiste e che è sicuramente lo specchio di una salsa, in questo momento, sempre di più proiettata verso il futuro ( UN GRAZIE A ENZO CONTE)

HUSTLE a salsa raggiunge negli anni '70 il suo apogeo. É quella una epoca dorata sia per la musica che per il ballo. New York è tutta un pullulare di locali, come ad esempio il mitico Corso, dove si riuniscono i migliori ballerini e le migliori orchestre latino-americane.Sul finire degli anni '80 questo movimento entra però in crisi, un po' a causa di una certa ripetitività di idee ma soprattutto in conseguenza del grande successo che stava ottenendo anche tra la gioventù latina l'hustle, un nuovo genere musicale pensato e costruito dall'industria discografica per il mondo delle discoteche.
Il successo travolgente dell'hustle (e di quella che verrà battezzata disco music) spinse il giovane latino a creare un nuovo ballo che verrà battezzato latin hustle e che avrà la sua consacrazione definitiva grazie alla pellicola "Saturday' Night Fever", uscita nel 1978 e interpretata da un giovane ragazzo di origine italiana, John Travolta. L'hustle è un ballo molto figurato e acrobatico che fa della spettacolarità la sua arma vincente. Un ballo che col tempo genererà anche una variante da competizione caratterizzata da prese in aria e piroette senza fine che a loro volta favoriranno il nascere di quella che sarà battezzata "salsa hustle", una corrente stilistica che raggiungerà proprio in quel periodo il suo apice per poi cadere, come é destino di tutte le mode, negli anni successivi nel dimenticatoio.
Quando una moda finisce, in attesa di crearne una nuova si finisce spesso e volentieri per recuperare il passato e quindi ecco che negli anni '90 torna prepotentemente alla ribalta il vecchio e mai dimenticato mambo. In realtà l'influenza del mambo sulla salsa newyorkese è sempre stata evidente al punto che ancora oggi sono in molti a definire questo tipo di ballo: "mambo-salsa" o "salsa-mambo". Una delle più grosse differenze tra la salsa cubana e quella newyorkese é che la prima deriva direttamente dal son, la seconda si ispira di più al mambo, in particolare quello dell'epoca dorata del Palladium. Come nel caso della salsa portoricana, una delle principali caratteristiche del mambo-salsa é che rimane essenzialmente un ballo in linea, a differenza di quanto succede nel casino cubano, che ha un movimento circolare fatto di continui scambi di posto. Il mambo newiorkese è inoltre caratterizzato da un'enorme utilizzo di passi liberi, i mambo shines, che determinano una sfida di bravura tra l'uomo e la donna. Altra caratteristica del mambo-salsa (attitudine che si affermerà soprattutto nell'ambito delle scuole di ballo) é quella di essere ballato "en contratiempo", ovvero sul secondo tempo della musica, anche se a questo proposito si sono sviluppate diverse tecniche.Negli ultimi anni l'apertura di alcune scuole specializzate ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione di questo ballo anche tra comunità non strettamente latine. A parte le vecchie glorie ancora oggi in piena attività (come ad esempio Jo Jo Smith e l'intramontabile Freddy Rios), grande importanza ha avuto l'opera del celebre Eddie Torres. Il merito di questo coreografo di origine portoricana é stato quello di creare uno stile molto coreografico che lui stesso battezzerà in seguito "night club style". La sua abilità è stata quella di combinare intelligentemente l'eleganza del mambo stile Palladium con le figure della salsa hustle. La sua tecnica (visibile in due cassette oggi in commercio dal titolo "Salsa, night club style") si caratterizza per un uso piuttosto ricercato di complicati mambo shines, combinati però con l'utilizzo di figure piuttosto spettacolari che fanno largo uso di piroette e giri multipli. Il suo grande merito è stato quello di codificare questa tecnica di base dando la possibilità a molti talenti, molti dei quali provenienti direttamente dalla "calle", di acquisire una solida preparazione accademica. Per questo motivo che Eddie Torres, ancora più che come ballerino, rimarrà nella storia del ballo latino, come maestro e come creatore di uno stile unico ed inconfondibile.Un certo successo stanno ottenendo anche la coppia formata da Angel e Adelaida Rodriguez, due ex ballerini di hustle, che sono i direttori della compagnia Razz 'M Tazz, una poderosa organizzazione che ha diverse sedi distribuite nella Grande Mela. Sicuramente lo stile dei Rodriguez, rispetto a quello di Torres, è più influenzato dall'esperienza hustle.Molte però sono le scuole che operano a New York. Tra le più popolari ricordiamo il Dance Sport di Paul Pellicoro, lo Stepping Out, il Manhattan Dance Studio e il Sandra Cameron Center. Tra gli insegnanti più famosi ricordiamo oltre a quelli già citati: Quetcy Olmo, Carlos Figueroa, Jimmy Anthon, Luis Zegarra, Frankie Martinez, Franklyn Diaz, Luis Matos, Nelson Flores, Evelyne Ramos, Ismael Otero, Gricelle Ponce, Addie Diaz, David Melendez, Nydia Ocasio e Thomas Guerrero. La migliore scuola rimane in ogni caso la strada o sarebbe meglio dire la pista dei vari club. É lì che é possibile vedere all'opera i ballerini più bravi ed é lì che è possibile cimentarsi con loro, anche se inserirsi in questo circolo esclusivo non è affatto facile, soprattutto se si è uomini, in quanto le brave ballerine tendono a snobbare i ballerini più inesperti. Tutto questo alla faccia del divertimento e di quel sentimento goliardico che dovrebbe regnare in un locale di salsa! C'è da sottolineare come nelle discoteche di New York la lotta tra le varie scuole e i vari maestri è accanita, al punto che spesso in pista si assistono a vere e proprie sfide a colpi di passi e di piroette. Ricordo la volta in cui Papito Jala Jala si recò a ballare in un celebre locale di New York. Alla notizia del suo arrivo, Papito si ritrovò circondato da una fila di donne scatenate, tutte in fremente attesa di ballare con lui. Tutto ciò tra gli sguardi increduli della maggior parte dei ballerini di New York che non riuscivano a capire che cosa trovassero le donne di tanto interessante in quel gigante che non era capace nemmeno di fare una piroetta.Questo episodio ci porta a riflettere sulle differenze che esistono tra la scuola newyorkese e quella portoricana. Oggi più che mai, grazie all'influenza ereditata della salsa hustle, il ballerino di New York tende a fare del ballo una vera e propria lotta dove cerca di mischiare energia, dinamismo, forza e virtuosismo. Al contrario il ballerino di Puerto Rico ha con il ballo un rapporto più morbido, più elegante, fatto di piccoli gesti e di infiniti particolari che ne esaltano nei casi migliori il suo innato sabor caraibico. Questa differenza é comprensibile soprattutto se analizziamo il differente contesto sociale in cui si sviluppa questo ballo. La salsa newyorkese rimane una salsa profondamente urbana, influenzata dal ritmo incessante di una metropoli convulsa e frenetica come é appunto New York. Anche l'attuale generazione di ballerini newyorkesi guarda più all'esempio dei giovani rappers o ballerini di hip hop che all'eleganza dei vecchi ballerini del mambo. Molto diverso e rilassato è, al contrario, il clima che si respira nell'isola di Puerto Rico ed è quindi normale che la salsa dei portoricani sia figlia di questa atmosfera più soft.Quando inviti a ballare una ragazza di Puerto Rico, se non ti conosce, la prima cosa che ti dice è: "Por favor, suavesito!". Al contrario quando balli con una ragazza di New York ti sembra di avere una tarantola tra le mani che non vede l'ora di essere frullata. La differenza tra i due stili, diventa di conseguenza essenzialmente dinamica piuttosto che geometrica. A volte i passi o le figure possono anche essere uguali ma di sicuro verranno interpretate in maniera diversa seguendo un po' l'indole dei due popoli. Riuscirà il tempo e la maggiore conoscenza reciproca a cambiare le loro caratteristiche stilistiche? Difficile dirlo! Se oggi infatti i ballerini portoricani cominciano ad introdurre nel ballo qualche figura, i ballerini di New York, al contrario, sembrano poco influenzati da ciò che succede a Puerto Rico. Siamo quindi molto dubbiosi sul fatto che ci possa essere in futuro un cambio di tendenza e prevediamo che la salsa a New York si trasformerà sempre più in un ballo frenetico ed elaborato, soprattutto grazie al clima di grande competizione che c'è tra le varie scuole ed i vari insegnanti . Ci riferiamo comunque ad una certa élite, visto che, così come succede a Puerto Rico, la maggior parte dei ballerini di New York balla in maniera molto semplice, senza nessuna ambizione estetica solo per il gusto, e il piacere di ritrovarsi a calcare una pista da ballo.Per quanto riguarda l'aspetto puramente tecnico dobbiamo constatare come nel mambo-salsa esistono differenti maniere per entrare sul secondo tempo della musica. Mentre esponenti della vecchia guardia come Freddy Rios o Mike Ramos entrano direttamente sul secondo tempo della musica, Eddie Torres ha reso molto popolare una tecnica (chiamata break on two) che prevede un passo d'entrata sul primo tempo per poi rompere (in avanti o indietro) sul secondo o sul sesto tempo della musica. In questo caso il conteggio musicale rimane: uno-due-tre-pausa/cinque-sei-sette-pausa. Ci troviamo di fronte ad una tecnica in chiara antitesi con la tradizione cubana del contratiempo che prevede, al contrario, una pausa sul primo e sul quinto tempo della musica. Una tecnica che comunque ha ottenuto a New York un grandissimo successo, soprattutto grazie alla capacità di Eddie Torres di creare dei proseliti che hanno a loro volta diffuso il suo verbo. Questa tecnica a New York é sicuramente la più diffusa, anche se altri maestri, come ad esempio la coppia formata da Angel e Adelaida Rodriguez, continuano ad insegnare la tecnica tradizionale ed entrano di conseguenza direttamente sul secondo tempo della musica, partendo però con il destro indietro.


LATIN JAZZ

Le origini del Latin Jazz

Il Latin Jazz è caratterizzato da ritmi combinati con melodie di jazz e progressioni di strumenti a corda. Le influenze latine hanno iniziato a fondersi con la musica diffusa americana tradizionale nel 1930. Durante gli anni dal 1950 al 1960 queste influenze sono diventate particolarmente forti, con danze latine come il mambo,
il cha-cha-cha, il samba e il bossa nova che diventano estremamente diffuse negli Stati Uniti.
Altri balli latini come la salsa e il merengue continuano a sentirne l'influenza oggi.
La musica latina ha un suo proprio suono univoco. Le otto note sono suonate direttamente, non swingate come negli altri stili di jazz ma sincopate. Una larga varietà di percussioni latine favoriscono la nascita di orchestre musicali. Le Congas, che sono di origine Afro-Cubane vengono suonate con i palmi delle mani e con le dita, anche i Bongos sono Afro-Cubani, ma sono piu alti e più sottili. Altri strumenti comuni sono timbales, claves e campanacci.
Alcune band che hanno unito un elemento latino nelle loro bande sono Dizzy Gillespie e Stan Kenton.
Atri musicisti che incorporano elementi latini nella loro musica includono percussioni come Airto Moreira percussionista Peruviano, Alex Acuña, trombettista, pianista e compositore, Arturo Sandoval, il pianista Eddie Palmieri, il percussionista Tito Puente e Poncho Sanchez, Mario Bauza, il suonatore di trombone Steve Turré e il sassofonista di contralto Paquito D'Rivera Cuban...........

Ma facciamo qualche passo indietro nel tempo per vedere come e dove nasce il LATIN JAZZ

Quando gli Europei cominciarono ad arrivare in America portarono con loro gli schiavi africani che venivano venduti e schiavizzati ancor prima dell'avvento di Colombo. Gli Africani portarono con loro dall'Africa i tamburi. Dappertutto in America gli Europei prendono i loro schiavi e piantano i semi per una musica afro-influenzata che sta nascendo. Mentre la musica afro dei Carabi subisce queste influenze, gli Stati Uniti ed il Brasile già hanno dato il loro riconoscimento in tutto il mondo alla musica afro-influenzata del Messico. La Colombia ed il Perù stanno emergendo soltanto ora.

Gli strumenti a corda europei, gli strumenti a fiato ed il piano uniti ai tamburi africani e alle percussioni formano la linea usata dai gruppi LATIN JAZZ.

Ma naturalmente tutto questo non è accaduto in una sola notte! Per secoli le influenze africane natie sono state soppresse, persecutate, ignorate. In America questa inquisizione ha provocato si che i tamburi venissero tolti agli schiavi africani dai loro padroni spaventati della ribellione. Questo non ha diminuito fortunatamente la musica afro-influenzata che e’ fiorita ugualmente. Quando i padroni hanno trasferito i loro timori sui tamburi, gli schiavi hanno soltanto trasferito il ritmo ad altri strumenti come il banjo o il clarinetto o il fiddle... e così hanno presentato i gloriosi suoni del JAZZ di NEW ORLEANS.

A NEW ORLEANS nacque il JAZZ che Jelly Roll Marton chiamo' "THE LATIN TINGE ossia LA TINTA LATINA" La vicinanza geografica fra HAVANA e NEW ORLEANS ha facilitato una confluenza degli stilii. Considerando che il JAZZ negli Stati Uniti è stato proposto dai neri bluesman e le loro tradizioni spirituali, nelle tradizioni musicali nere di Cuba invece sono state conservate nello sviluppo della religione sincretica conosciuta come “Santeria”. Il marchio di garanzia di entrambi gli stili è "una chiamata e una risposta", ossia improvvisazione, metodo della musica che è altamente caricata ed interattiva. Nella forma cubana, questo metodo di improvvisazione è conosciuto come “DESCARGA” ed era evidente nella musica suonata dai sestetti (formazione tipica formata da chitarra, tres (strumento a corde cubano) contrabbasso, bongo', maracas e clave) negli anni dell'adolescenza e negli anni '20 del secolo attuale. Fu il grande compositore cubano Ignacio Piñero a trasformare il sestetto in settetto, grazie all'introduzione della tromba, strumento solista per antonomasia.

Un locale da ballo era necessario e nella nuova città di New York cosi nacquero locali come il Palladium, un enorme sala situata nella mitica Broadway., il Conga ed il Copacabana. Da ogni angolo dell' America arrivavano regali di percussioni Afro-Latini che hanno arricchito New York come i galeoni Spagnoli si sono riempiti di oro. Tra i primi ad arrivare da Cuba, sulla febbre della RUMBA ed aggiungere grano a questo ricco limbo musicale furono Mario Bauzá, Frank Grillo "Machito", Arturo "Chico" O'Farrill ed Israel Lopez "Cachao". Questi "GIGANTI" hanno fatto avanti e indietro fra New York con il jazz e Havana City con la musica latina con una facilita' e una funzione che non è rigorosamente essere umano. Come i musicisti, i compositori ed arrangiatori, essi contribuirono al BIG BAND SWING dellle orchestre condotte in primo piano da Benny Goodman, Chick Web e Cab Calloway. Allo stesso tempo loro hanno condotto le loro orchestre e nel tempo perso hanno inventato il MAMBO!

Nell'ambiente JAZZ hanno attraversato i percorsi grandi innovatori come Gillespie Dizzy, Charlie Parker, Art Blakey, Kenny Dorham ed Fats Navarro. Un momento di definizione nella storia del LATIN JAZZ si è presentato nel 1947 in cui Luciano Pozo González, l'immortale "Chano"Pozo" percussionista cubano si uni a Dizzy e alla sua Band dando viva ad un nuovo genere musicale chiamato CUBOP. Nacquero cosi le grandi band di Machito, di Chico O'Farrill, Tito Puente e di Tito Rodriguez che furono i principali artefici del mitico Palladium di New York.. In segutio Chano venne ucciso e da allora in poi in Harlem, alcuni dissero che fu perché aveva rivelato i ritmi segreti nigeriani del cult di Abakuá, .Pozo in realta' venne ucciso in El Rio Bar da un ex ufficiale dell' US Army Eusebio 'El Cabito' Muñoz, il motovo principale fu una rivincita di Cabito per una pubblica umiliazione dopo una lite con Chano. Pozo fu seppellito a Cuba.


Il CUBOP sperimentale non fu mai cosi popolare, soltanto per la MAMBO CRAZE o MAMBO MANIA del 1950. Il CUBOP ingaggio principalmente per il piacere intrinseco dai musicisti che si divertivano, e da un piccolo gruppo di fans, non attratti nelle piste da ballo come il MAMBO. Il MAMBO, molto più di un ballo, è la guerra a cavallo che declina la BIG BAND ERA nel suo tramonto. È una maratona da cui qualcosa deve ancora uscire. TITO PUENTE, di cui la sua carriera mette lo sviluppo in parallelo al LATIN JAZZ è quasi solamente responsabile della posizione privilegiata continuata del MAMBO. È impossible da definire chi deve di più, il :MAMBO a TITO PUENTE, per la longevità, o TITO al MAMBO per avergli dato la corona di THE KING OF LATIN JAZZ.
L'embargo cubano ha gettato un masso nella corrente LATIN JAZZ ma dopo la spruzzata, i gorghi sono finiti nel vuoto nutrendo la lingua da due fonti fresche. Come il JAZZ è stato generato dai neri che erano da generazioni ridotte da schiavitu, a New York qualcosa qualitativamente nuovo e' stato generato dai musicisti quanto culturalmente sono stati deportati dalla terra di Jose Martí. Esso conteneva elementi di musica cubana ma con i grandi dosi di JAZZ, di SOUL e perfino di ROCK dentro. Le voci erano differenti perché i cantanti (come tutti i altri membri del gruppo) lo erano probabilmente altrettanto sia di Porto Rico sia di discendenza cubana.

Col passare del tempo il suono era più elettrico ed i testi carichi con contenuto sociale. Alla tradizione cubana di descarga, hanno aggiunto gli elementi di Porto Rico BOMBA e PLENA e MERENGUE domenicano.
Larry Harlow, Ray Barretto, Willie Colon, Ruben Blades, Johnny Pacheco, Carlos Santana ed Eddie Palmieri tra gli altri, erano gli artefici di che cosa il mondo è venuto a conoscenza come SALSA

La seconda fonte delle idee originali negli anni 60 è venuto dal Brasile. Il SAMBA Afro-Brasiliano ed il BOSSANOVA hanno dato al jazz in generale e al LATIN JAZZ in particolare un nuovo slancio che è ancora in continua evoluzione. Mentre Laurindo Almeida e Bud Shank sono andati la per primi, fu Charlie Byrd e Stan Getz che iniziazio i fans del jazz negli Stati Uniti ai lavori di Joao Gilberto, di Antonio Carlos Jobim e di Luis Bonfá. In tutti i gruppi importanti di JAZZ FUSION degli anni settanta il "sin qua non" era il percussionista brasiliano. Fra quelli distinti per il loro servizio al jazz ci sono Airto Moreira, Paulinho da Costa, Franco Guilherme e Nana Vasconcelos. Quello che i musicisti brasiliani hanno trovato quando sono venuti negli Stati Uniti era uno sviluppo di LATIN JAZZ concepito per apprezzare il JAZZ BRASILIANO dalle cenerii del fuoco cubano.

Il LATIN JAZZ ha in un tempo molto breve sviluppato il più grande settore in espansione nel jazz. E’ diventato troppo grande velocemente in relazione al suo parente "JAZZ".Semplicemente perché AFRO-CUBAN JAZZ e AFRO-CARIBBEAN JAZZ si sono espansi a velocità della luce dall'Argentina alla Germania alla Spagna alla Francia Italia e Panama.

Il LATIN JAZZ mette radici. Ai festival internazionali del jazz gli artisti tradizionali di jazz possono osservare soltanto con invidia la risposta entusiastica data dai gruppi LATIN JAZZ. Nel 1994 la sottocategoria di LATIN JAZZ è stata creata nei premi dei Grammy in riconoscimento a questo fenomeno.
In effetti, il LATIN JAZZ è divenuto la lingua franca degli entusiasti del jazz nel mondo intero. Negli Stati Uniti questa lingua ha per decenni vacillato fra un salsa-jazz più commerciale e una più accessibile (per i ballerini) e qualche cosa di più vicino al CUBOP ideale (per i musicisti)

La realizzazione più lodabile di TITO PUENTE è la finezza con cui ha evitato questa dicotomia. Come popolarita Tito è ineguagliabile! Nei decenni la sua popolarità costante e l'integrità della sua musica non e' mai decaduta. Alcuni album latin jazz ("Salsa meets jazz” Concord Picante, 1988 e "Tito Puente’s golden Latin jazz all star in session 1994 RMM records) sono il risultato di devozione singolare di Tito a riunire i musicisti migliori da entrambi le parti.

Altri paesi in cui ha messo radici considerevolmente, in Argentina ed in Spagna ci sono varietà esotiche: uno può ora parlare di TANGO-JAZZ di FLAMENCO-JAZZ come sub-generi.
Che cosa è accaduto invece a Cuba? IL LATIN JAZZ è vivo e’ vegeto nel suo paese natio!
I gruppi principali capitanati da Chucho Valdes, Salvador Emiliano, da Gonzalo Rubalcaba e da Jesus Alemañy piu recentemente, hanno dato credibilita’ che se il JAZZ CUBAN sembrasse stare magicamente fermo durante le decadi dell'embargo, ora è nell'occhio dell'uragano!

Alcune parti di questo articolo sono state scritte da Luis Moreno, insegnante all McAllen e appassionato di Latin Jazz.

Traduzione by SALSALOVE..

Tango argentino
Il tango argentino è una forma d'arte che comprende musica e danza nata a Buenos Aires e Montevideo intorno alla seconda metà dell'800.

Il tango utilizza per le sue esecuzioni uno strumento, forse inventato o forse popolarizzato dal musicista tedesco Heinrich Band, il bandoneon, una sorta di fisarmonica di legno con dei fori la cui apertura o chiusura con i polpastrelli produce le note, e che ha la caratteristica di cambiare la nota a seconda se il mantice viene compresso o invece dilatato. Pur essendo una musica molto sincopata, non utilizza strumenti a percussione ed anche gli altri strumenti utilizzati vengono suonati in modo del tutto particolare per dare forti accenti di battuta e segnature ritmiche. La sua struttura armonica, però, è tipicamente italiana. In principio il tango si affermò come musica popolare nel rapido e tumultuoso sviluppo di Buenos Aires, che in breve passò da 210.000 a 1.200.000 abitanti. I grandi autori di tango (Le Pera, Contursi, Discépolo, Solanas, Troilo, Esposito, Gardel, Filiberto, Razzano, Cobiàn, Cadicamo ed altri) ne fecero una musica nazionale.
Il tango argentino è un ballo basato sull'improvvisazione, caratterizzato dalla sua eleganza e passionalità. Il passo base del tango è il passo in sé, dove per passo si intende il normale passo di una camminata.
Essendo un ballo di improvvisazione, in pista non esiste l'idea di sequenze di passi predefinite, e sta alla fantasia dei ballerini costruire come in un dialogo il proprio ballo.
La posizione di ballo è un abbraccio frontale asimmetrico in cui l'uomo con la destra cinge la schiena della propria ballerina e con la sinistra le tiene la mano, creando quindi una maggiore distanza tra la spalla sinistra dell'uomo e la destra della donna.

Poche regole semplici dettano i limiti dell'improvvisazione: l'uomo guida, la donna segue.
Fondamentalmente è l'uomo che chiede con un linguaggio puramente corporeo alla propria ballerina di spostarsi.
Tuttavia, per motivi didattici sono state introdotte delle sequenze con passi predefiniti, come la Salida basica.

Il luogo dove si balla il tango argentino è chiamato milonga talvolta Tangueria.

Curiosità
La Lingua del Tango è il Lunfardo, idioma parlato a Buenos Aires
Nessuno sa chi abbia dato il nome di tango a questo ballo, né si sa esattamente perché si chiami in questo modo, ne se ne conoscono le esatte origni musicali ne del ballo.
Ai primi del Novecento, il tango cominciava a sottrarre spazio in Europa al valzer e alla polca. Di fronte alle richieste d'interdizione delle autorità ecclesiastiche, si narra che Papa Pio X avesse chiesto che una coppia di ballerini gli fornisse un'idea precisa del nuovo ballo, per valutarne direttamente, di persona, gli aspetti scandalosi. Avvenuta l'esibizione davanti al Pontefice, egli avrebbe detto:
« Mi me pàr che sia più bèo el bàeo a 'ea furlana; ma nò vedo che gran pecài ghe sia in stò novo bàeo!» (A me sembra che sia più bello il ballo alla friulana; ma non vedo che gran peccato vi sia in questo nuovo ballo!) »
Dispose perciò la revoca della sanzione ecclesiastica prevista per chi lo avesse praticato.
Desde el alma è forse il più famoso walz criollo. Ma quello che non tutti sannno è che è stato scritto da Rosita Melo a soli 14 anni.

Fra i cantanti vanno ricordati Carlos Gardel, Roberto Goyeneche detto 'il polacco', Edmundo Rivero, Julio Sosa, Tita Merello. Tra i musicisti e direttori di orchestra: Juan D'Arienzo, Astor Piazzolla, Francisco Canaro, Carlos Di Sarli, Aníbal Troilo, Osvaldo Pugliese.

Il tango argentino ha sempre continuato ad evolversi e negli ultimi anni si è affermato un genere conosciuto come tango elettronico le cui note accompagnano le esibizioni dei migliori ballerini contemporanei. Nel tango elettronico sono da evidenziare le orchestre: Gotan Project, Electrocutango, Narcotango

Perché il tango piace così tanto?

Ho letto in diversi articoli tutta una serie di spiegazioni sul perchè il tango attragga così tanta gente da interessare perfino la industria cinematografica americana (sempre attenta alle tendenze del mercato mondiale) che negli ultimi anni ha messo in circolazione una serie abbastanza ampia di films sul tango.

Devo dire che nessuna di queste mi ha soddisfatto del tutto. In primo luogo, a leggere questi articoli sembrerebbe che le masse stanno riscoprendo questa musica; come se prima d'ora non se ne fossero accorte.

Non credo questo sia del tutto vero... penso invece che il tango sia stato sempre conosciuto (basti pensare alla canzone "Chitarra Romana"... non so se sia nata così, ma la versione che ho sentito io era a ritmo di tango... ed era un tango dalle parole bellissime!).

Penso, invece, che la gente stia riscoprendo non il tango ma il valore e la bellezza del tango... e non è la stessa cosa!

Secondo me -e chiedo scusa se posso sembrare presuntuoso- la vera bellezza del tango non è in quei passi scimmieschi che si vedono fare negli spettacoli (infatti, quello è appunto spettacolo ma non è tango); e che certi "professori di tango" rimediati usano con troppa larghezza.

La bellezza del tango risiede invece nel fatto che il suo ballo è una relazione tra un uomo e una donna che in quel momento ballano quel tango in quel modo e che cinque minuti dopo lo balleranno sicuramente in un'altro modo; perche il tango va sempre improvvisato, dato che anche se ci sono dei passi codificati, questi vanno indicati dall'uomo con la sua mano destra alla donna tramite movimenti e pressioni sulla sua schiena (questo, ovviamente, vale per il vero tango argentino... non per quello del ballo liscio che è solo una parodia del ballo).

L'uomo, dovendo perciò fare da "regista" del ballo ovviamente ballerà e farà eseguire il ballo secondo la sua sensibilità in quel preciso momento. E la donna risponde a questi "richiami" a modo suo aggiungendo movimenti con la sensibilità propria di quel momento, sia dipendendo dal suo carattere che da come si sente in quel momento e con quell'uomo...

In definitiva, il tango è un linguaggio e perció un uomo e una donna che ballano il tango non solo stanno "facendo qualcosa insieme" ma fanno molto di più: in realtà stanno communicando.

È come se parlassero... E un uomo e una donna possono parlare in modo formale, oppure possono scherzare, o anche possono amoreggiare o parlare in tantissimi altri modi diversi... ma in ogni caso si tratta di comunicazione tra uomo e donna; dove è impossibile lasciare da parte la sensualità propria di ogni sesso... ed é in questo che risiede il valore del tango e la sua bellezza.

Il ballo e la musica in Brasile .... La nuova moda ?

Il forrò (pron. forrò, in brasiliano la "r" è quasi muta, molto simile alla "r" francese di "merci") è la più diffusa danza popolare del nord-est del Brasile. Tra le varianti del Forrò si distinguono il baião, il coco, il rojão, la quadriliha, il xaxado e il xote.
Origine del nome
Secondo un illustre studioso delle manifestazioni culturali popolari brasiliane, Luís da Câmara Cascudo, il nome deriva dalla riduzione della parola "forrobodò" che significa "trascinare i piedi", "confusione" o "disordine". Nell'etimologia popolare, il termine si può associare alla locuzione inglese for all, per tutti, frase di invito al ballo usata nelle feste degli immigrati di provenienza inglese e nordamericana. Nonostante ciò tale origine del nome nella realtà è confutata dal fatto che gli insediamenti anglosassoni in tale zona del Brasile si ebbero cinque anni dopo la pubblicazione di un'incisione dal nome “Forró na roça” di Manuel Queirós e Xerém avvenuta nel 1937.
Il ballo e la musica
È un ballo di coppia, molto sensuale nonostante sia decisamente ritmato. Il suono è allegro, ricorda un miscuglio di samba e merengue. La musica, molto vivace e travolgente, viene suonata dal vivo da orchestrine composte da diversi elementi con fisarmonica, chitarra, batteria, basso, percussioni, triangolo, tamburello (pandeiro) e altri strumenti sia tradizionali che moderni, puntualmente amplificati con monumentali casse, simile alla polka, che rielaborata con lo spirito locale e adattato alla briosa musicalità brasiliana, con l'accompagnamento degli strumenti a disposizione prende forma autonoma e diviene il ballo più praticato nel Nordeste. Per capire la popolarità di questa musica, basti pensare che tantissimi locali serali sono adibiti esclusivamente a piste da ballo di forrò, e addiritura questo genere trova spazio anche in discoteca, dove musica techno e house si alternano a band che suonano dal vivo.
Artisti di spicco Esistono diversi artisti che attraverso diverse forme contribuiscono, sia come compositori che come interpreti, ai diversi generi del forrò. Qui alcuni di essi dei quali le composizioni sono di largamente apprezzata qualità.
Alceu Valença
Chico Salles
Dominguinhos
Elba Ramalho
Genival Lacerda
Jackson do Pandeiro
Luiz Gonzaga
Sivuca
Zé Ramalho

Lambada è il nome di una canzone e stile di ballo brasiliano. Si ritiene nasca dalla musica zouk tipica delle Antille.Si diffonde in tutto il mondo alla fine degli anni '80, quando la canzone Lambada, cantata in portoghese dal gruppo francese Kaoma, vende più di cinque milioni di dischi in tutto il mondo nel 1989. Lo strumento caratteristico utilizzato era il bandoneon.È un ballo fortemente erotico dove le gambe dei due ballerini sono disposte in modo che una coscia di ciascuno dei due partner finga di sfregare sugli organi sessuali dell'altro partner durante la danza.In Italia la Lambada fu rilanciata nel 1992 dal fisarmonicista Roberto Giraldi in arte Castellina con una nuova versione realizzando anche dei videoclip dove si associò fortemente il suono del bandoneon ai passi di danza dei ballerini.

Zouk

Lo Zouk nasce da una miscela di ritmi, musiche e stili africani, caraibici ed europei. Zouk in dialetto creolo significa festa, party, zouker, ballare.

Esplode come novità e diviene molto famoso nelle Antille Francesi, Guadalupa e Martinica, Parigi (Francia), Africa Occidentale, Paesi del Terzo Mondo di lingua francofona oltre a Mozambico, Angola, Capoverde, diffondendosi anche nel Nord Europa. Lo Zouk ha ispirato diversi autori dell'America Latina e dei Caraibi, sia di lingua spagnola che di lingua inglese. Ha ricevuto influenze dal merengue della Repubblica Dominicana, dalla bomba di Porto Rico, dalla rumba di Cuba, dalla cadence di Haiti, dal reggae della Jamaica, dalla beguine delle Antille Francesi e, infine, dal calipso e soca di Trinidad e Tobago, da cui ha appreso l'uso dei fiati a completamento della sonorità dei brani.

Storia

Lo Zouk è emerso nel 1982 ed è risultato molto familiare all'orecchio degli appassionati di ballo del Terzo Mondo, dei Caraibi e dell'America Latina, decretando rapidamente il suo successo. I leader di questa rivoluzione sono stati i Kassav'. Nel 1978 un cantautore, arrangiatore e chitarrista, Jacob Desvarieux, s'incontra con i fratelli Georges e Pierre-Edouard Decimus, con lo spirito di creare una musica originaria delle Antille che potesse raggiungere la stessa fama e lo stesso valore della Dance Music americana. Abituati a utilizzare i moderni studi di registrazione di Parigi hanno, quindi, sfruttato le moderne tecnologie audio e di programmazione degli strumenti musicali per creare dei brani originali. Desvarieux si afferma come produttore e arrangiatore di brani "disco" africani e francesi e i Kassav', con la loro musica, contemporaneamente ottengono una efficace e originale miscela di musica africana/antillese. Desvarieux, nelle righe che seguono, ci spiega da cosa è stato ispirato: « Quando suonavamo durante le registrazioni di brani africani, ci siamo accorti che c'è un punto comune nella musica. La musica africana era più elaborata come ritmi, ma non aveva molta armonia. Siccome suonavamo anche musica europea e musica popolare francese, siamo riusciti a creare un tipo di sonorità che da una parte avrebbe avuto i ritmi della "Musica Nera" e dall'altra l'armonia della "Musica Bianca" »

È stato naturale che, questo stile misto di ritmi, sia nato in Guadalupa e Martinica con la loro ricca storia culturale miscela di Africa ed Europa. Lo Zouk ha dato onore musicale e fama alla musica delle Antille Francesi dominate dai ritmi di Haiti, il kompas (Compas) e la cadence, stimolando l'interesse per i tradizionali timbri e percussioni, il Ti Bois (piccolo cilindro di legno), il Gwo Ka (tamburo grosso) e il Tambour (tamburo). Zouk in dialetto creolo significa festa, party, zouker, ballare. Il successo dei Kassav' ha ispirato parecchi autori di origine antillana e africana facendo esplodere il fenomeno Zouk nel giro di 10 anni. Negli studi di registrazione, gli artisti, aiutati dai più moderni sequencer, hanno creato molti brani musicali. Alcuni di questi musicisti sono arrivati nei primi posti della Hit Parade francese. Lo Zouk con i Kassav' in testa, ha avuto un successo enorme nei paesi africani di lingua francofona e ha ispirato nella metà degli anni anni '80 il soukous dello Zaire/Congo e la makossa del Camerun. Diversi artisti africani hanno, inoltre, composto parecchie canzoni al ritmo dello Zouk. Negli anni '80-'90 c’erano due differenti stili nello Zouk fra le due isole delle Antille. In Martinica preferivano il più romantico e lento "Zouk Love", in Guadalupa amavano quello più duro, più veloce, lo "Zouk Beton" o "Chirè", in discoteca, comunque, si suonano tutti e due gli stili. Gli artisti più famosi, oltre ai Kassav', sono: Franky Vincent, Tany Saint Val, Jocelyne Labille (con il successo dell'estate 2003 Laisse Parler Les Gens), Princess Lovers (con il successo Tu Kiffes Ça), Malavoi, Patrick Saint Eloi, Ralph Tamar, Ronald Rubinel, Perle Lama e altri ancora. Merita una menzione particolare, il cantautore Gianni Miele, un grande artista napoletano che ha vissuto in Martinica e Guadalupa per diversi anni, componendo e cantando dei bellissimi brani di successo, in creolo, inglese e italiano, tanto che i suoi pezzi continuano ancora a essere ascoltati sia nelle discoteche dei Caraibi francesi che i quelle specializzate in Zouk, in Italia. Diversi brani di Zouk e in particolare dei Kassav' sono stati arrangiati a merengue o lambada.

Il ballo

Lo Zouk è un ballo di coppia. Gli Antillani lo Zouk Love lo ballano come il "Ballo del Mattone" di una volta, si abbraccia il/la partner e ci si muove con un movimento dell'anca più accentuato rispetto a un ballo lento. Gli africani lo ballano anche come un merengue lento. Lo Zouk Beton o Chirè, che è più veloce, invece si può ballare come un merengue relativamente veloce. Per entrambi gli stili, volendo, si possono fare i volteggi e le figurazioni tipiche della soca e lambada per rendere più divertente il ballo. Al contrario delle altre danze caraibiche, lo Zouk non ha regole precise e si può interpretare secondo il proprio stato d'animo. Chi non sa ballare i ritmi caraibici, con lo stile Zouk Love e usando la vecchia tecnica del "lento", può avvicinarsi alla musica latino-americana e caraibica, fin dalla prima serata in discoteca, utilizzandolo come trampolino di lancio per imparare altri nuovi e suggestivi ritmi, questa volta aiutati da esperti insegnanti di ballo.

Lo Zouk negli ultimi anni ha avuto molto successo in Brasile, come ritmo ideale per poter continuare a ballare la Lambada, divenuta tanto famosa negli anni '89-'90. Dopo questo successo mondiale che si è protratto fino al 1995 circa, questa musica è stata via via eliminata durante le serate nelle discoteche. I brasilianni hanno modificanto un po' questa danza, ispirandosi anche a come veniva ballato lo Zouk in Guyana francese ed hanno creato questo nuovo ballo che prende tanti passi, volteggi e figure dalla Lambada, ma ne ha create anche di nuove come, ad esempio, la rotazione della testa e del corpo della ballerina, che si muove comandata dalla mani del partner. Dal Brasile è partita una notevole opera di divulgazione in tutto il Mondo, di questo nuovo stile, tanto che nel 2004 a Barcellona hanno organizzato un ongresso mondiale coniando I termini di Lambada-Zouk o Zouk Lambada o Lambazouk o semplicemente Zouk. Ci sono stati altri congressi negli anni successivi in diverse parti del Mondo ai quali hanno cominciato a partecipare anche gli insegnanti di Salsa.

Questo movimento ha iniziato a contagiare anche la nosta Capitale, Roma, che per prima ha sfruttato questa nuova onda di ballo, con scuole, locali e concerti, creando una nuova Movida Zouk.


FLAMENCO

Il flamenco è il nome di uno stile musicale, di una tecnica di pittura ed una danza tipiche dell'Andalusia. Fortemente influenzato dal popolo nomade dei Gitani, il flamenco affonda le sue radici nella cultura musicale dei Mori e degli Ebrei. Un tempo ristretto nella zona dell'Andalusia, oggi il flamenco fa parte della cultura e della tradizione musicale spagnola. Dalla seconda parte dell'800 il flamenco ha inoltre attraversato i confini nazionali venendo rappresentato in tutto il mondo.
Storia
La maggior parte delle informazioni sullo sviluppo del flamenco si perdono nella Storia della Spagna. Le ragioni di ciò sono molteplici:
Il flamenco prese vita dai livelli più bassi della società dell'Andalusia, cosicché non venne mai considerato una vera forma d'arte dalle classi più agiate.
Le etnie che diedero vita al flamenco come i Mori, i Gitani e gli Ebrei ebbero una storia travagliata, basti pensare alla persecuzione ed espulsione decretata dall'Inquisizione Spagnola nel 1492.I Gitani, fondamentali nello sviluppo di quest'arte avevano una cultura orale. Come anche le altre classi povere erano analfabeti e le loro canzoni venivano passate di generazione in generazione dalle esecuzioni dal vivo nella comunità sociale.
Il flamenco non era argomento di interesse di storici e musicologi. L'interesse pubblico risvegliato da questo genere musicale si deve soprattutto a poeti e scrittori e bisogna attendere fino al 1980 perché il flamenco sia inserito negli studi dei conservatori.
Alle incertezze sulla storia della musica e danza del flamenco si aggiungono quelle sull'etimologia della parola stessa "flamenco".
Blas Infante, nel suo libro Orígenes de lo flamenco y secreto del cante jondo, supponeva che la parola flamenco derivasse dall' Hispano-Arabo fellahmengu, che significa "contadino senza terra". Altre ipotesi riguardano la relazione con le Fiandre (flamenco significa anche Fiammingo in spagnolo), ritenute la terra d'origine degli zingari, oppure flameante (ardente) esecuzione degli artisti.

Palos e compás

Gli stili musicali del flamenco, sono detti palos. Ne esistono più di 50, anche se alcuni di questi sono eseguiti molto raramente. I palos sono classificati secondo criteri musicali (ritmo, tonalità, melodia), e non ad esempio l'origine geografica. Alcuni di essi provengono da altri generi musicali e sono stati "aflamencados" nel corso del tempo come la sevillana, il fandango, la farruca e altri "Canti del Levante".

Il modello ritmico del "palo" con il numero di battiti e l'accentazione è chiamato "compás". Lo stesso termine è usato anche per indicare la base melodica tipica di un "palo". All'interno di una rappresentazione tipica di flamenco il chitarrista suona degli assoli melodici (falsetas) intervallati a dei momenti in cui predispone un "tappeto sonoro" (compas) per il cantante. Quest'ultimo intona delle "letras" (strofe), mentre quando il ballerino esegue un assolo di battito di piedi (zapateado) si dice che sta eseguendo una "escobilla".
Alcuni palos vedono la presenza di chitarra, canto e ballo, altri solo di canto (si dicono "a palo seco"), altri solo canto e chitarra e non vengono di norma accompagnati dal ballo.
La classificazione dei "palos" flamenchi è controversa anche se di massima vengono divisi due grandi gruppi: il "cante jondo" (cioè profondo) e il "cante chico" (piccolo). Al primo appartengono palos solitamente di sofferenza con presenza di cante tragico, come la soleà, la seguiriya, la petenera, ecc. Al cante chico appartengono generi più leggeri come la buleria, il tango flamenco, l'alegria ecc. Tra questi sono presenti anche palos detti "de ida y vuelta", cioè di andata e ritorno (dall'america) come la guajira e la colombiana che presentano sonorità più latinoamericane. Caratteristica del flamenco sono le sonorità musicali tipiche del modo musicale frigio dominante.

Palos basati sulla "Toná"
Eseguiti solitamente senza accompagnamento (a palo seco)
Debla,Martinete,Carcelera,Saeta,Toná,Trillera.

Palos basati sulla Soleá
Alboreá,Bulerías,Jaleos,Caña e Polo.
Il gruppo delle Cantiñas: Alegrías,Caracoles,Mirabrás,Romeras,Peteneras,Romances,Soleá
Soleá por buleria,Zorongo.

Palos basati sul Fandango
Fandangos de Huelva
Fandangos abandolaos: Verdiales,Rondeñas,Jabera
Fandangos libres (con ritmica libera): Granaínas,Media Granaína,Malagueñas
Cantes de las minas (canti di miniera): Minera, Tarantos, Tarantas, Cartageneras, Murciana, Levantica, Cantes de madrugá

Palos basati sulla Seguiriya
Cabales,Livianas
Siguiriyas - (o seguiriyas),Serrana

Palos con ritmo di Tango
Farruca,Garrotín,Mariana,Taranto,Tiento,Tanguillo,Tango flamenco

Palos de "Ida y vuelta"
Colombiana,Guajira,Milonga,Rumba,Vidalita

Altri palos
Campanilleros,Bambera,Sevillana,Nana,Zambra


Il flamenco nasce come espressione popolare e si sviluppa in molti altri ambiti, fino ad arrivare ai palcoscenici dei teatri ed ai concerti rock. In particolare possiamo trovarlo in questi ambiti:festa in famiglia - dove si vedono "cante" (canto), "baile" (danza) e chitarra, affincati dallo "jaleo" (incitazioni a voce) e "palmas" (battito delle mani) di non professionisti.
tablao - il tipico locale spagnolo dove spesso si cena o si beve qualcosa e si assiste ad uno spettacolo dal vivo con assoli e coreografie di 2 - 3 persone. Le figure presenti sono sostanzialmente quelle dell'ambito familiare.
teatro - nelle esecuzioni delle compagnie di flamenco si possono vedere oltre al "cante" al "baile", alla "palmas" e al "toque" rapresentato dalla chitarra anche altri strumenti musicali di recente introduzione come il violino, il contrabbasso, il flauto traverso, la chitarra elettrica e percussioni come il cajon ed altri strumenti.
Negli ultimi anni il flamenco si è contaminato con altri generi musicali come il jazz, il pop e il rap, è possibile quindi vedere spettacoli di band collegate con il flamenco anche in stadi o festival.
Si pensa spesso che l'essenza del flamenco sia la danza. In realtà l'anima del flamenco è il "cante". Infatti il flamenco nasce come canto, senza musica (a palo seco) chitarra e danza si aggiungono solo in seguito. I cantanti "cantaores" possono cantare nella stessa serata in pezzi dove è presente il "baile" sia in pezzi di assolo con o senza chitarra. Negli assoli di norma il chitarrista dopo aver suonato qualche "falseta" (assolo di chitarra) prepara un tappeto sonoro suonando il "compas" di un determinato "palo". Su questo il cantaor improvvisa una sequenza di "letras" o "coplas" (strofe) che si possono susseguire a suo piacimento. Ogni "letra" è un mondo a parte per significato e melodia e la partecipazine del pubblico presente (jaleo) dimostra l'apprezzamento per l'intensita di esecuzione di una particolare letra famosa o per la scelta del repertorio.
Quando il cantaor canta per il baile la scelta delle letras è più obbligata, ma anche qui una dose di improvvisazione è presente grazie all'interazione degli artisti sul palco. Naturalmente più il contesto coinvolge un numero maggiore di persone (teatro) più l'improvvisazione riveste un ruolo meno importante.
Toque
La chitarra deriva dal liuto. Si pensa infatti che le prime chitarre siano apparse in spagna nel XV secolo. La chitarra tradizionale flamenca è simile a quella classica, ma utilzza il legno di cipresso per le fasce ed il fondo ed è leggermente più sottile, oltre che più leggera e con un'incatenatura interna differente. Inoltre presenta una piastra trasparente detta "golpeador" che serve per preservarla quando il chitarrista batte con le dita sulla cassa armonica per ottenere un effetto percussivo. La tecnica della chitarra flamenca è tipica di questo genere con sue tecniche tra cui spicca il cosiddetto "rasgueo", il rapido movimento delle dita sulle corde che conferisce al flamenco una particolare dinamica, o l'alzapua. La mano sisnistra invece è identica alla chitarra classica, anche se abbondano i legati.
Cante
Le "letras" sono spesso molto poetiche e sono state nel corso dei secoli imitate e salvaguardate da numerosi poeti come Federico Garcia Lorca. Negli anni Venti, insieme con il compositore Manuel de Falla ed altri intellettuali si batté per far riconoscere il flamenco come arte e per preservarne la purezza.
Baile
Il "baile" flamenco è l'espressione più conosciuta di quest'arte, sopratutto dai turisti che tendono ad identificare, a torto, il flamenco con il ballo. Nei contesti casalinghi e di tablao è quasi sempre una danza solistica, caratterizzata da una buona dose di improvvisazione, dove il ballerino è comunque coreografo della propria esibizione. Nel caso di spettacoli tetrali, la presenza di compagnie nutrite necessita di coreografie condivise, facendo in modo che i momenti di improvvisazione siano ridotti.
Nel baile flamenco esistono movimenti del corpo e delle braccia detti "braceo" e il battito dei piedi "zapeteo". Lo zapateo viene utilizzato dal ballerino per introdurre il cante (llamada) o per sottolineare la fine di un verso o di una letra (remate) oppure per eseguire dei veri e propri assoli ritmici (escobilla).
Abbigliamento: L'abbigliamento del ballerino prevede speciali calzature molto resistenti con chiodi ribattuti in punta e sul tacco e abiti in sintonia con il palo proposto, soprattutto per le donne. Infatti le fogge ed i colori si arminizzano con il sentimento del palo rappresentato: colori sgargianti e pois per il cante chico e toni più smorzati per il cante jondo.
Accessori: Nel ballo flamenco si possono utilizare diversi accesori; il bastone e talvolta le nacchere sono quelli utilizzati dagli uomini (le nacchere in particolare solo in alcuni tipi di danze come sevillanas e fandangos), mentre le donne oltre alle nacchere (anche per altri generi quali solea, seguiryia, ecc) utilizzano anche il ventaglio (abanico), lo scialle (manton), il cappello (sombrero) e l'abito con lo strascico (bata de cola).
Rumba flamenca
La Rumba Flamenca è un palos flamenco proveniente dall'america Latina, divenuto popolare in Andalusia, dove ha ricevuto una sua caratterizzazione che lo ha reso irriconoscibile rispetto alla Rumba sudamericana. Compas di 4 battute affine al Tango, spesso si alterna con esso. Tra i vari stili, merita una nota la Rumba Catalana e quella di Madrid,Cano Roto. E' stata resa famosa nel mondo da gruppi come i Gipsy King.
Artisti famosi
Bailaores (ballerini): Joaquin Cortes, Cristina Hoyos, Antonio Gades, José Galvan e i figli Israel e Pastora, los Farrucos, Belen Maya, Eva la Yerbabuena, Antonio Canales, Mercedes Ruiz, Antonio Marques.
Cantaores (cantanti): el Pele, Enrique Morente e la figlia Estrella, Miguel Poveda, el Capullo de Jerez, la Paquera de Jerez, Mayte Martin, Camaron de la Isla, Márquez.
Chitarristi: Paco de Lucia, Vicente Amigo, Manolo Sanlucar, Tomatito, Sabicas, Nino Ricardo, Ramon Montoya, Carlos Montoya, Paco Pena.


MORERA,Bella e Brava, un amica da ascoltare........e ballare.

 

BUSCAME - MORERA
la prima volta che è stata ballata la bachata romantica Buscame su coreografia del maestro Silvan Nobile


Francisco Bayón ( cantautore musicista di 32 anni ) e’ nato a Genova e collabora con diversi musicisti della scena genovese da circa 10 anni svolgendo un’intensa attivita’ live nell’ambito della musica pop/rock. Nel 2003 scopre le sonorita’ latino-americane e nel 2006 consegue il diploma d’insegnante di Danze Caraibiche ( F.I.P.D.). Il cd “Haced un mundo nuevo” ( progetto interamente italiano) e’ il suo primo lavoro e contiene 4 pezzi inediti di salsa e bachata le cui musiche e testi sono composti e cantati da lui stesso! Il cd e’ stato registrato presso Verdiano Vera Studio Maia di Genova e la sezione fiati vede la partecipazione del sassofonista Ettore Biscuso.

Puoi trovare i suoi brani in vendita cliccando qui sopra sulla copertina

Email: franciscobayon@hotmail.it


 

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Yovanny Moreta, in arte CHIQUITO, è nato a Santo Domingo. Grazie alle sue capacità artistiche e d'animazione ha recentemente conquistato l'AWARD come "MIGLIOR RIVELAZIONE E BALLERINO NAZIONALE 2007", premio che gli è stato consegnato a Giugno direttamente dalle mani di Eddie Torres.

CHIQUITO, fondatore della Compagnia Dominican Power inizia la sua carriera come ballerino nel 1991, nelle migliori scuole di Santo Domingo.

Nel 1994 si è recato a New York, dove ha collaborato con maestri di salsa di livello mondiale quali: Eddie Torres, Frankie Martinez, Jesus Aponte e tanti altri. Dal 1996 risiede in Italia dove ha iniziato la sua carriera di ballerino professionista. Dal 1997 al 2003 ha continuato comunque a studiare tra New York e Italia, perfezionando la tecnica e sviluppando ulteriormente le proprie capacità artistiche. Ha partecipato a infinite competizioni a livello nazionale diventando Campione Nazionale per ben 4 volte agli Assoluti negli anni 1999, 2000, 2001, 2002/2003, nelle specialità: salsa cubana, salsa portoricana, bachata e merengue.

Nel frattempo, è diventato un grandissimo artista di Capoeira brasilera, che gli ha permesso di perfezionare uno stile fuori da qualsiasi definizione, una fusione tra le espressioni della musica latina e le acrobazie e il dinamismo della Capoeira.

Nel 2004, Chiquito è entrato a far parte del gruppo Latin Black di Seo Fernandez. Nel 2005 e 2006 ha inciso dei Dvd didattici di Salsa Portoricana di livello intermedio e sono stati distribuiti in tutta Italia. Negli ultimi anni ha girato l'Italia esibendosi come ballerino per cantanti di fama mondiale tra i quali spiccano: Aventura, Josè Alberto "El Canario", Oscar D'Leon, Los Van Van, Mercadonegro, Kinito Mendez e altri.

Nel settembre 2006 ha lavorato come ballerino sulle navi da crociera della Costa Crociere, intrattenendo i clienti con stage, animazione e spettacoli; nel 2007 partecipa come ballerino esibendosi diverse volte nel programma televisivo ZELIG CIRCUS.

Nel Marzo 2007 Crea il suo Gruppo DOMINICAN POWER con il quale si esibisce nei più importanti congressi in Italia e All’estero


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Nasce da un'idea di Alessandro Grosso e Susy Zucchelli questa canzone che, portata all'attenzione di Marco Ferretti tramite la collaborazione con l'etichetta Two Music di Brescia e il dj Paolo Berti, coautore del brano, viene realizzata nello studio MF di Alessandria. Oltre alle chitarre e al basso suonati negli studi di Grosso, per completare la prima versione di Misterio, inclusa nella compilation "Bachata" di Marco Ferretti, le percussioni, opera di Matteo Salvatori per il bongò e del domenicano Lenin BlackOne per la guira (entrambi componenti del gruppo Croma Latina).
Il pezzo è arricchito inoltre dalla performance del sassofonista Cristiano Tibaldi.
La cantante di Misterio è la cubana Lara, che vive e lavora in Romagna, coinvolta nel progetto da Marco Cicognani della Baccano edizioni.
Dopo l'uscita all'interno della compilation, la decisione di affidare a 4 dj diversi la realizzazione dei remix della canzone.
Partiamo "alfabeticamente" dal primo remix di ALEX BEDIN, che si è avvalso dello studio IRY di Ancona con la collaborazione di Gigio Alpini e Gabriele Esposto. La splendida performance di un grande violinista arricchisce gradevolmente il primo dei 4 remix.
Passiamo a DANIELE ROSSI, componente del Grupo Melodico; per lui un rmx tecnicamente ben fatto, che gioca sull'editing del sax e l'inserimento di effetti particolari che rendono la canzone più "energica".
PAOLO BERTI, coautore del brano, opta invece per una vrs bachatango, molto attuale, aiutato dalla fisarmonica di Grosso. Il suo rmx è realizzato nello studio XTR di Brescia.
Infine DJ SAL, componente dei LATINGROOVE, riesce a ricreare una atmosfera "magica" per il suo remix, con inserti di tastiere suonati dalla bravissima Selina Bergantin.
Il disco avrebbe dovuto contenere anche un remix di ALBERTO FERRARO ma per problemi tecnici non è stato possibile inserire la sua versione all'interno del cd singolo


Quindi un disco che offre 5 diverse interpretazioni di una bachata tutta da ballare.
Crediti:
VOCE: Lara
BASSO E CHITARRE: Alessandro Grosso
BONGO': Matteo Salvatori
GUIRA: Lenin BlackOne
SAX: Cristiano Tibaldi


Blue Sound Estudios, in collaborazione con MF music, presenta il progetto 4+4 BACHATA, un incontro tra 4 fra i dj più rappresentativi nel panorama musicale latino italiano e
4 cantanti molto qualificati, tutti provenienti dalla Repubblica Dominicana:

Traccia 1 EDGAR LOPEZ FEAT. MARCO FERRETTI – SI NO REGRESAS
Marco Ferretti dj e musicista piemontese è noto al pubblico latino per aver creato successi come Angels, Quiero Enamorarte e tanti altri, fa parte del gruppo Mojito Project ed è l’arrangiatore ufficiale dei Latingroove; dj da quasi 30 anni e titolare della MF music, questa volta insieme ad
Edgar Lopez, cantante nato e cresciuto musicalmente a Santo Domingo, che oltre ad essere un solista d’eccezione, ha collaborato con gruppi e cantanti molto famosi quali il Grupo Negros (di cui è il direttore vocale), Eddy Herrera, Eddy Manuel, Rikarena e Sin Fronteras. In Italia è noto soprattutto per la sua bachata Bruja Echicera.

Traccia 2 INDHIRA FEAT. SILVIO SISTO – PIENSA EN EL
Silvio Sisto dj professionista dal 1985, si occupa di musica latina dal ’92 non solo come dj ma vanta personali ricerche e studi musicali a Cuba, nella Repubblica Dominicana, a Puerto Rico, in Messico, in Venezuela, in Colombia, in Brasile, a Miami e soprattutto a New York. Da anni dedica anche il suo talento alla produzione e all’arrangiamento nell’ambito caraibico. Ha remixato molti brani presenti nelle classifiche Italiane e non solo. Coinvolto in questo progetto associato alla bellissima cantante e ballerina di Santo Domingo
Indhira figlia d’arte (sua madre Vickiana è una cantante molto famosa nel suo Paese) collabora con Papi Sanchez, Toby Love e Hector el Father. E’ reduce da un tour molto fortunato negli Stati Uniti dove ha presentato il suo ultimo album .

Traccia 3 ALEXIS GOMEZ FEAT. ALEX BEDIN– ERES TU
Alex Bedin dj marchigiano, entra a far parte del mondo latino nel 1993 e riesce a distinguersi per la sua professionalità grazie soprattutto alla musica che propone considerata sempre molto interessante.
Negli ultimi anni unisce alla sua attività di dj quella di autore/remixer ed in questo progetto è associato ad
Alexis Gomez nato a Jarabacoa, Repubblica Dominicana, talento musicale già in tenera età, quando partecipa ad alcuni festival e riscuote molto successo nella sua città. Studia musica in Spagna e collabora nei tours europei di Rikarena, Teodoro Reyes, Alex Bueno, Raffy Matias e molti altri. Attualmente è impegnato con la sua orchestra “Alexis Gomez y la Orquesta Swing Caribe”.

Traccia 4 THALUA FEAT. MARKUSEMME – PREFIERO
Markusemme inizia la sua carriera da dj nel ’78 e si avvicina alla musica caraibica nel ’92, studiando col Maestro Alex Alessio, professore al conservatorio di Buenos Aires. Lavora in Liguria e in Francia unendo l’attività di dj con quella di organizzatore di eventi latini. Lo troviamo in questa produzione con
Thalua, nato a Santo Domingo, la capitale della Repubblica Dominicana, è un giovane artista che fin da bambino ha dimostrato il suo talento musicale. Membro del gruppo del famoso cantante bachatero Joe Veras, attualmente sta lavorando alla sua prima produzione da solista.

La produzione di questo disco è della Galletti-Boston, i brani sono stati realizzati nel Blue Sound Estudio e arrangiati da Luis Javier e Marie Angie con la collaborazione di Pepe Bassan.Progetto grafico: Marie Angie.

Sta per uscire...................................................DA NON PERDERE PRODUZIONE MARCO FERRETTI


Prossimamente in Italia , in Europa la Salsa Differente da un musico-cantante…Differente Un artista molto apprezzato dagli artisti( Pacho Amat,Adalberto Alvarez,Juan Formel,Tony Calà,Coco Freeman,el Indio,Josè Luis Cortez , ecc.) un musicista che in dieci anni di vita artistica ha scalato velocemente l’olimpo della musica cubana ,ottenendo gratificazioni e riconoscimenti in tutto il mondo ,da Cuba a Panama,dagli Stati Uniti al Giappone, dall’America Latina all’Europa! Un ‘Artista Cubano dal suono differente ,personalissimo ,un mix di suoni provenienti da un più vasto panorama musicale che non solo quello Cubano : balada , pop latino ,romanticismo ispanico,melodia italiana ,forza armonia e ritmo della cultura musicale, di Cuba sono l’insieme , la miscela che etichetta la sua musica come ” Salsa Differente “ ! Stiamo parlando del cantante ,autore ” Gardì “ Vàsquez Suàrez : proveniete da Cuba ,nativo di Houlguin studente modello dell ‘Istituto Superiore dell’Arte dell’Habana , Istituto dove inizia la sua carriera artistica fondando il Sestepto Tradizional ,successivamente approda nell’ Orquesta “ Otra Vision “ di Orlando Valle “ Maraca “ iniziando ad essere invitato da quasi tutti i più famosi artisti Cubani ,a testimonianza della sua bravura e di conseguenza dell’alta considerazione di cui gode .dagli addetti al lavoro . Gardi y su Orquesta è il suo progetto musicale che dal 2000 sta sviluppando con bravura e professionalità ,i suoi concerti sono molto seguiti e apprezzati dai giovani Cubani ,dal popolo latino tutto ,concerti carichi di momenti emotivamente “differenti “ e molto intensi ;emozioni che variano a secondo che Gardì y su Orquesta esegua una balada ,o,una timba,un son ,o,un salsaton .,temi eseguiti con maestria e bravura dalla splendida voce e di Gardi ,Quien te dijo,Con quien te ves ,Abre la puertas de la vida ,Tan Mala que eres , Otro dia mas ,temi che fanno parte della nuova produzione “Lo Que Tu Quierias “,incluso il tema hit “Que voy ha hacer si te vas”con Adalberto Alvarez..Temi che dalle prime note catturano l’attenzione , e che prossimamente ascolteremo dal vivo in Italia ed in Europa tutta ,difatti Gardi da mesi sta pianificando il suo tour europeo ,tanto atteso dai tantissimi fans sparsi in Europa ,tra cui l’Italia da dove sicuramente partirà il tour… un desiderio direttamente espresso dall’Artista Gardi , a suo dire , innamorato della nostra terra della ns storia ,della ns cultura e dal popolo Salsero Italiano che è stato tra i primi ad apprezzare la sua musica !

Se me acorta la vida
Se me muere la esperanza
Ya no puedo hacer nada
Nada me alcanza
Yo solamente quisiera que el mundo no te mintiera
Y supieras que estoy desesperado
Como un pez que se ahoga en su propio mar…Gardi



La stagione invernale 2008/2009 è oramai ai nastri di partenza, molti sono i locali che hanno già effettuato la loro inaugurazione e, come vuole la tradizione in questo periodo, anche la nuova compilation di Salsa.it è in fase di ultimazione. Sarà infatti disponibile per il pubblico di appassionati di musica Latina nei primi giorni di Novembre.
Salsa.it Compilation, per le sue caratteristiche davvero uniche è oramai diventata un cult delle produzioni discografiche.
Questo disco è infatti l'unica produzione italiana di musica latina che propone un grande contenitore musicale composto da canzoni inedite. Tutte le tracce di questo album sono prodotte in Italia grazie all'ausilio di alcuni tra i più importanti artisti (italiani e latini) residenti nel nostro Paese.
Questo album è inoltre diventato per molti artisti un'importante trampolino di lancio che in questi anni ha consacrato l'ascesa al successo di talentuosi cantanti e musicisti.
Salsa.it compilation è anche molto apprezzata nel resto del mondo dove alcune canzoni lanciate proprio da questo disco hanno raggiunto esiti sino a qualche anno fa impensabili.

Siamo arrivati quest'anno al vol. 5 (essendo sempre abbinata ad un colore, per molti sarà "quella arancione"), il nuovo slogan abbinato al disco sarà: "Dance With Me" ovvero... Balla con Me.
La direzione artistica ed il coordinamento tecnico è come sempre affidato a al nostro direttore Francisco Rojos, veterano della consol e profondo conoscitore della musica applicata ai contesti di aggregazione e divertimento.
Diverse sono le nuove proposte che si vanno ad aggiungere al ricco parterre degli artisti che oramai da diversi anni sono la colonna portante di questo progetto.

Diamo quindi qualche piccolissima anticipazione sui brani che formeranno la nuova Salsa.it Compilation Vol. 5
Le novità assolute riguardano Croma Latina che con il brano "Por Ella" entrano per la prima volta a far parte della nostra compilation con una inedita salsa prodotta dalla etichetta Latin Europe in coedizione con Alosibla.
Un'altra interessantissima novità riguarda la conosciutissima band argentina Caiman, presenti con un accattivante salsaton che negli arrangiamenti porta la firma di Mario Crespo Martinez.
Incluse nella fascia dedicata alla musica cubana: Punto Zero, band capitanata da Diosvani Hernandez che con la feat. del DJ Bebbe Nebbia presenterà "La Chuchi"
A seguire Moises Fernandez nuova voce cubana che sotto la direzione di Raul Victores e Ivan Bridon presenterà la raffinatissima salsa "Lo Bueno"
Grandissima energia arriva anche da un binomio che fa tremare... Danis La Clave e Raul Victores sono a capo di un progetto musicale chiamato Barrio Malo.com e proporranno una salsa moderna e prorompente arrangiata da Ivan Bridon intitolata "Manana"
Come sempre presente anche l'orchestra Mezcla Latina capitanata da Alejandro Saorin che in questa edizione ci propone "Bailen Todos", accattivante descarga che ha tutte le carte in regola per bissare il successo di "Salsa y Guaguanco".
Massimo Scalici dopo gli innumerevoli successi si presenta come sempre con grandissime novità: "Por Ti Lo Haria" bellissima salsa firmata Scalici - Rojos (come i precedenti successi: "Es La Musica" e "Si Tu Te Vas").
" Chica Luna" canzone scritta dal famosissimo ballerino Alberto Valdes, che unirà il bolero e la salsa, grazie all'ausilio di due interpreti di eccezione: Fito Gress e M.Scalici.
Per finire... torna Fernando Sosa con "Palpitaciones" modernissima salsa (stile DLG) cantata a duo con Barbarita Jimenez e con insert rap di Roly Maden. Tutto questo sotto la direzione musicalei del maestro Scalici, dimostreranno ancora una volta quanto il mondo del ballo é vicino a quello della musica.
Per quanto riguarda le bachate.Tony Velardi (Calle 39, JT Latin Factory, ex Eurocuban Project) ha in serbo una grande sorpresa, con un brano salsa, mentre sta ultimando la bachata "Sin Tu Amor" con JT Latin Factory coadiuvati come sempre dal famoso DJ Fabrizio Zoro.
Oliver torna alla grande con 2 bellissime bachate: "El Unico" cantata a duo con il cantante cubano Fito Gress e "Asì Por Ti". Entrambe arrangiate dal maestro Andrea Pollione.
Nuovamente presenti anche Federico Oste con il suo gruppo Exkema.com che ci presenteranno una nuova bachata intitolata "Sin Ti"
Sempre in chiave bachatera ritroviamo nuovamente Eurocuban Project con "Shut Up" e i Latingroove che in collaborazione di Marco Ferretti presenteranno "Piensame Mañana".
Non poteva mancare il moderno salsaton di MyJKool che dopo i grandi successi di "You Don't" e "Te Quiero, Te Extraño", presenterà la nuova "Never Forget Me"
Un'altra interessante proposta porta la firma di Pepe Bassan, Luis Javier e Mariah Angie Echeverria, per una domenicanissima bachata interpretata da Carlito Swing.
Chiude la track Latin Soul Orchestra e Fito Gress, insieme con l'unico brano già edito, pubblicato ad aprile sull'album "L.S.O. Italin Flow", "Engaño".

A cura di: Comunicato Stampa - Salsa.it


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PRODUZIONI Clan Dilo Music Argentina


CONJUNTO MASSALIA – MUSICA LATINO AMERICANA – TOUR "PARTAGE"

I CONJUNTO MASSALIA sono giunti al loro quarto album che uscirà nei prossimi giorni.- Cerchiamo distributori - Il tour prende lo stesso nome “PARTAGE” che significa condividere.

Ed è questo che vogliono fare, condividere con tutti la loro energia, trasmettere la gioia che si può avvertire nei loro pezzi, un desiderio di unione e felicità che si prova ai loro concerti.

Visitate il loro sito: www.conjunto-massalia.net potrete ascoltare un piccolo estratto di PARTAGE ed inoltre tante informazioni, recensioni, play list, foto, video………..ne vale veramente la pena.

Hanno ancora molte date libere e vorrebbero partecipare alle vostre manifestazioni, festival, eventi.

Chiamatemi per un preventivo, sarete trattati con particolare attenzione.


info@markusemme.com CELL. 3474558870 oppure direttamente:
BOOKING – MARINELLA COLOMBO – CELL 3473903642 – mail: musicent@tiscali.it marinella@vertigomusic.it



Yoko Mimata. Vocalista di origini Giapponesi ( Osaka ) era gia’ apparsa nel cd di Pablo ‘Chino’ Nuñez ( 2007 ) ‘Doctor Salsa’. Esce ora con una propria produzione, contenente otto brani di salsa ‘con sabor’ di cui ‘Chino’ ha curato gli arrangiamenti assieme a Willie Ruiz, Richie Viruet, e – per il brano ‘ Los Hombres Son ‘ – Chiemi Nakai. I brani sono stati composti da personaggi importanti come Marin Medina ( Este ritmo original - Vengo inspirada ), Tite Curet Alonso ( La Tirana ), Ray Viera ( La pastillita ),Carlos Adorno ( Averiguadas ), Ismael Miranda ( ‘Los Hombres son’ , rifacimento del testo in chiave femminile de ‘Las mujeres son’ ) , Lino Iglesias ( Empezo la fiesta ) e della stessa Yoko: ‘ Mi oportunidad’ che chiude l’ album.
Produzione interessante e ballabile di cui potete trovare altre info sul portale www.yokosalsa.com







SALSA.ITALIAN COMPILATION (Limited Edition)

Dopo il grandissimi successi ottenuti in Italia da Salsa.it Compilation vol. 1 e vol. 2, è in imminente uscita una speciale doppia edizione chiamata “SALSA.ITalian Compilation”, destinata al pubblico internazionale. La raccolta, che presenta i brani più significativi delle precedenti pubblicazioni, è stata arricchita con due opere inedite affidata ancora una volta all’ intuizione di Francisco Rojos e all’ esperienza di Moreno Bernardinello ed Ilario Calì in questa occasione in collaborazione con Mauro Fedi di "CD LATINO", distributore esclusivista di questa produzione.

L’oramai inseparabile trio che ha creato Alosibla Edizioni e Produzioni Musicali, sta raggiungendo, ad un solo anno di vita, significativi riconoscimenti nell' industria discografica latino-americana in Italia.

Alosibla Edizioni Musicali ha come obiettivo la promozione e la divulgazione di opere musicali e video, con particolare interesse ed attenzione verso le produzioni realizzate in Italia.

Questa scelta ed il privilegio offerto, nasce dall’evidente maturità raggiunta dalla vincente combinazione fra gli artisti latino americani residenti in Italia ed i nostri pregiati musicisti e compositori; una realtà che è oramai pronta per varcare i confini nazionali e che Alosibla intende valorizzare sempre più, sostenendo e promuovendo i loro progetti, realizzati con impegno e professionalità e destinati a tutti gli amanti di musica latino-americana.

Le opere proposte in questa nuova edizione compongono un primo cd contenente i brani standard ed un secondo comprendente le migliori versioni remix. Il risultato è una varietà di “hit” che si esprimono in una molteplicità stilistica ampia e gradevole, spaziando tra energie ritmiche penetranti, romantiche atmosfere ed avvincenti contaminazioni.

Per informazioni: - www.alosibla.it - www.cdlatino.it - www.salsa.it - www.markusemme.com

Per contatti: - info@alosibla.it - info@cdlatino.it - francisco@salsa.it - info@markusemme.com

CD LATINO - Tel. +39/011/4526821 - Mob. +39/335/6596531 (Barbara Di Tommaso)


B I O G R A F I A

EL RUBIO LOCO al secolo GianCarlo Pioli (13 Nov. Scorpione)

comincia la sua carriera artistica alla tenera età di 10 anni quando, con quattro amici, forma un gruppo musicale.Col passare del tempo si accorge però che, con la sua gran voglia di fare spettacolo, avrebbe potuto fare altre cose. Infatti a 15 anni lo troviamo a fare per scherzo l'imitatore ed il presentatore, scherzo che gli vale però la partecipazione come animatore alle selezioni regionali e nazionali dei concorsi di Miss Italia, Miss Teen Ager e Ragazza In.Ha partecipato a trasmissioni radiofoniche e televisive RAI come: Via Asiago Tenda, Carta Bianca Stereo, Miss Italia e Miss Italia in The World.Ha trasmesso, come speaker-animatore, per diversi anni in radio private e networks, conseguendo inoltre l'iscrizione all'albo dei giornalisti pubblicisti.Si è esibito anche, col gruppo musicale "La G. Pioli’s Band", al Casinò di San Remo e Saint Vincent ed in diversi altri locali in Italia e all’estero. Inoltre è iscritto alla Società Italiana Autori ed Editori come autore-compositore.All'inizio degli anni '90 nasce il suo grande interesse per la musica e la cultura latino-americana e dopo diversi viaggi a Cuba e Santo Domingo, forma un gruppo: "La Parranda Latina", composto da validissimi musicisti cubani, domenicani e colombiani col quale partecipa alla trasmissione 30 Ore Per La Vita trasmessa da canale5.Da diversi anni ormai El Rubio Loco si interessa di cultura e musica latino-americana. Questa non è definibile soltanto come una passione, ma è sicuramente qualcosa di più.El Rubio Loco è, insomma, una vera e propria "Alma Latina" che lo ha portato ad un' evoluzione artistico-musicale tale da riuscire a farsi apprezzare da diverse fasce di pubblico e, pur essendo italiano, è stato definito un personaggio unico per il suo modo di cantare e presentarsi tipicamente latini, ma soprattutto per il suo perfetto accento "Castellano".Nel 2002 comincia la sua collaborazione artistica con le edizioni musicali Balla Con Noi che porterà alla realizzazione del suo primo album da solista : "Gozalo".Brani come "Bachata de Amor", "Gozalo", "Ella" e "Moron lo portano in breve tempo in cima alle classifiche dei DJ e, nel 2003, viene nominato artista dell'anno latino-americano in Italia.Nel giugno 2005 esce la sua nuova produzione discografica intitolata "LIBRE" che include, oltre a pezzi già affermati come "Dulce amor", "Amor y razon" e "Libre", brani realizzati in collaborazione col famoso gruppo CROMA LATINA: "Con gran sentimiento-Cuestion de feeling" (cover in chiave salsa del famoso pezzo di Riccardo Cocciante "Questione de feeling") e l'inedito "Vivimos por el baile". Altra collaborazione importante è quella col famoso cantante cubano Miguel Enriquez che porterà al brano "Nuestra segunda tierra", che parla dell'amicizia che lega i popoli Cubano ed Italiano e dell'amore provato dai due artisti per la loro "Seconda Terra".Molti brani del Rubio Loco sono stati utilizzati come colonne sonore in diverse trasmissioni televisive, RAI e MEDIASET, nonchè nella famosa collana di DVD "Ballando con le stelle" uscita a gennaio 2006 e pubblicata da DE AGOSTINI su licenza di RAI TRADE, in collaborazione con Ballandi Entertainment e F.I.D.S. (Federazione Italiana Danza Sportiva) .Attualmente El Rubio Loco si esibisce in vari locali, club e manifestazioni in tutta Europa, proponendo uno spettacolo coinvolgente e pieno di simpatia. Nel tempo libero invece potrete trovarlo nel suo personale studio di registrazione a comporre e creare produzioni piene di...Paz, Amor Y Musica Viva.

EL RUBIO LOCO

Dopo il tormentone estivo SALSATON EL RUBIO LOCO torna a farci ballare per tutto l'autunno/inverno 2007/2008 e oltre con un nuovo frizzante singolo SALSA ITALIANA Un progetto musicale di altissimo livello completamente realizzato in Italia. Questo nuovo disco contiene cinque tracce: tre versioni di "SALSA ITALIANA", pezzo dalle grandi e raffinate sonorità latine (Descarga, RadioEdit ed Extended) e due, rispettivamente in italiano "BAMBOLINA" e in spagnolo "MUÑEQUITA", di una pop bachata dalle accattivanti e spiccate atmosfere pop-rock anni '50 e '60. Hanno collaborato alla realizzazione di questo singolo alcuni tra i migliori musicisti Italiani della scena latino-americana nazionale: al piano Fabio Gianni (Ivan Cattaneo Band nonchè pianista del gruppo "Alma Latina"), al basso Massimo Baruffaldi ("Mena y su Eyeife Band" nonchè collaboratore del gruppo "Croma Latina"), alle percussioni Paulo La Rosa (Demo Morselli Band) e Walter Paiola, famosi insegnanti della scuola di percussioni "Timba" di Roma. Al trombone troviamo Beppe Di Benedetto (Mario Biondi band, Gianni Morandi, Jenny B ecc.), alla tromba Giancarlo Ciminelli (trombettista del famoso gruppo latino "Mercado Negro"), ai cori Silvio Pozzoli e Gisella Cozzo (due fra i migliori turnisti italiani, collaboratori di programmi Mediaset e Rai nonchè di artisti del calibro di A. Celentano, Zucchero, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Laura Pausini) e, per finire, le chitarre di "Bambolina" e "Muñequita" sono state curate dal grande Elvezio "Elvis" Fortunato (collaboratore di Mediaset, Rai, Riccardo Fogli, Luca Di Risio ed altri ancora). Come al solito registrazioni, arrangiamenti e mixaggi sono stati realizzati presso il G.P. STUDIO da GianCarlo Pioli, Charly Schivo (ormai storico collaboratore del "Rubio Loco") e Luciano Cortellini (direttore musicale della Balla Con Noi). Masterizzazione di Antonio Baglio e Giovanni Versari presso i prestigiosi studi NAUTILUS di Milano e, come sempre, produzione di Alessandro Costa per la Balla Con Noi. BUON DIVERTIMENTO A TUTTI AL RITMO DI SALSA ITALIANA !

Un abbraccio e a presto.
Paz, Amor Y Musica Viva!!!
G.P. El Rubio Loco.......

El Rubio Loco è l'esponente di spicco di quello che è diventato un fenomeno mondiale: l'Italian Latin Style. Brani come Bachata de Amor e Gozalo hanno riscosso consensi internazionali e sono tra i più apprezzati dal pubblico.

TOUR INVERNO 2008/2009 ESPLOSIVO..... 2 SERATE AL PREZZO DI UNA PER VEDERLO O RIVEDERLO

Se volete quindi una serata esplosiva di allegria, divertimento e musica latina e se volete conoscere le informazioni relative a costi ed alla disponibilità delle date, contattate immediatamente il management al seguente indirizzo e-mail:

Per la Liguria: info@markusemme.com

info@elrubioloco.it per informazioni varie
elrubioloco@elrubioloco.it per contattarmi direttamente

management@elrubioloco.it per prenotazione spettacoli,

oppure, chiamate il seguente numero di telefono:

Infoline: (+39) 333 8501133

http://www.myspace.com/elrubioloco


Massimo Scalici

Il 2005 sarà sicuramente un anno che accenderà la ribalta su nuovi gruppi e cantanti residenti e protagonisti in Italia, tra questi sicuramente sarà presente Massimo Scalici e la sua Orchestra.


NOTE PERSONALI Biografiche

Mi chiamo MASSIMO SCALICI e faccio il pianista sono nato a Palermo il 4 Novembre 1979 (quindi scorpione, determinante nella mia carriera da musicista) fin da piccolo impazzivo per qualunque cosa che emettesse suoni, infatti dopo aver capito di essere portato per la musica all'età di 7 anni ho cominciato a studiare piano e già a 13 suonavo professionalmente per qualunque ricorrenza naturalmente dedicandomi esclusivamente alla musica leggera. A circa 16 anni ho avuto a che fare con la mia prima band formata da 6 musicisti professionisti con i quali ho girato e rigirato tutti i locali di punta palermitani con spettacoli di musica pop e funky. Nel 1998 cominciano i primi approcci con il mondo caraibico grazie alla movida dei ballerini palermitani (ho cominciato a ballare pure io!!!!) e quindi i primi spettacoli come musicista latino (allora impazzivo per Manolito y su trabuco) dopo aver partecipato a diverse manifestazioni di carattere siciliano, nel 2003 Mirko Stefio mi dice "vuoi suonare al congresso di Catania con la tua Orchestra" ed io "...certo..." (soltanto che non avevo nessuna orchestra....) a questo punto entrarono a far parte alcuni dei più grandi musicisti del panorama jazzistico forse italiano....al trombone Totò Pizzuro al Sax Francesco Marchese alla tromba Aldo Oliveri alle percussioni Giovanni Militello (musicisti che vantano un curriculum da paura, insieme ad artisti come Fabio Concato, Renato Zero, Francesco De Gregori, Paolo Belli, Sarha J Morris, e chissà quanti altri jazzisti famosi)....ma questi sono solo alcuni dei musicisti che suonarono in quella occasione, da qui in poi tutto in salita.....ho conosciuto quei pazzi (in senso affettivo) di Tito Valdez e Francisco Rojos con i quali è nata una splendida collaborazione oltre che un bellissimo rapporto e siamo arrivati dopo tante peripezie a brani toccanti come Fragile di Sting e la dolcissima ma comunque carica You dei Ten Sharp che nella compilation SALSA.IT venderà 1000.000.000.000.000.000.001 copie. Adesso stiamo lavorando al nostro primo album inedito e siamo sempre in giro da amici come i ragazzi di SalsaWeek e Salsa Differente (Maremma que Salsa) con spettacoli di musica e di ballo grazie anche all'aiuto di ballerini come Giacomo Matranga.....non mi sono ancora diplomato al conservatorio....ma ci manca veramente poco....così finalmente sarò davvero il Maestro Massimo Scalici....scherzo...per tutti gli amici sono sempre il vostro pianista che ha tanta voglia di suonare, divertirsi e farvi divertire........

Massimo Scalici

Vuoi organizzare un Concerto con Massimo Scalici , solo o con la Band al completo scrivimi: info@markusemme.com

Vuoi creare, organizzare una festa, un evento live contattaci con una mail e soddisferemo le tue serate latine: info@markusemme.com - markusemme collabora con discolatino in Liguria

Latin J. Markusemme presenta la sua classifica.

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I PIù IMPORTANTI SALSA CONGRESS 2008 NEL MONDO

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Italia Salsera è il nuovo progetto editoriale della Latinolandia Productions, società editrice della rivista mensile El Salserito Latin Magazine.

La guida nasce con l’obiettivo principale di dare una visione totale dell’offerta del mercato salsero in Italia, sia agli operatori commerciali (del settore e non), sia ai privati; sarà disponibile a partire da gennaio 2005 con una tiratura iniziale di 60 / 70.000 copie nel formato di 16,5x22cm circa.Studiata per essere uno strumento di immediata e facile consultazione, elencherà le attività del settore latino americano di ogni regione e provincia, suddividendole per categoria. Ecco solo alcuni esempi delle possibili categorie:

Ø Scuole di ballo

Ø Ristoranti

Ø Discoteche

Ø Portali e Siti internet

Ø Maestri di ballo, Animatori, Ballerini e Dee-Jays

Ø Gruppi musicali

Ø Negozi abbigliamento e calzature per la danza

Ø Case discografiche e Negozi di musica

Ø Agenzie viaggi specializzate

Sarà inoltre arricchita con altre informazioni utili quali mappe e carte geografiche del territorio, notizie sui grandi eventi salseri nazionali ed internazionali, indicazioni per viaggi alla scoperta dei Paesi Latinoamericani e tutto quello che può essere utile sia ai privati che alle aziende.

Cosa fare quindi per diventare inserzionista di Italia Salsera? E’ sufficiente contattarci ai numeri sottoindicati, e con un piccolo contributo di soli euro 250,00 all’anno, anche Lei potrà pubblicare le informazioni sulla Sua attività, aumentando considerevolmente la visibilità della sua azienda. La invitiamo pertanto a contattarci subito ai seguenti recapiti: Tel: 02/95354277 , Fax 02/95716461 Cell. : 338/5652423 e-mail : pubblicita@italiasalsera.com

SE VUOI BALLARE LA SALSA ALL'ESTERO, ( QUANDO SEI IN VACANZA AD ESEMPIO )

TENERIFE

Un valido consiglio per tutti i salseri è di evitare le zone turistiche di Las Americas e Los Cristianos che offrono tanti pub per inglesi birraioli, ma pochi locali latini. Consigliata invece la zona di Santa Cruz o Porto de la Cruz.


Porto de la Cruz
Son Criollo

Situato nelle immediate vicinanze del centro è l'unico locale latino della città che merita di essere visitato. Non molto affollato, propone musica caraibica (prevalentemente salsa) con una buona pista di ballo. Nel locale si tengono, mensilmente, concerti con gruppi latini live.

Cubanissimo
In centro città, locale prevalentemente frequentato da sud americani. Si balla soprattutto merengue.

La Laguna
Ipanema
Seguendo l'autostrada da Santa Cruz verso nord, si trova subito fuori dall'uscita per l'aeroporto (a sinistra). Il locale è abbastanza capiente e ben curato. Propone una situazione ibrida di musica caraibica, fino alle 2.00, per poi passare al latin pop. Curioso il fatto che qui si balla in gruppo il merengue e addirittura la bachata. Frequentato soprattutto dagli universitari della vicina città de La Laguna.

Latino
In centro città de La Laguna, è l'unico locale a proporre musica caraibica tutte le sere.

Santa Cruz
De Copas
Disco pub situato nella zona porto vicino alla piazza di Spagna è un localino abbastanza carino che propone musica caraibica (soprattutto salsa cubana) ogni sera. Buono il moijto.

Basilica del Convento
In zona industriale (seguite per autopista sur) è una mega discoteca con 2 piste. La sala latina propone il solito mix tra merengue e latin pop. Il locale va visto soprattutto per l'ambientazione medioevale.

Las Americas
Cubanito
Piccolo locale con terrazza in zona Los Cristianos. Propone salse velocizzate dal dj che è anche maestro di ballo e barista nello stesso momento... Praticamente l'unico locale latino a sud dell'isola. Complimenti per la buona volontà del titolare. Ottimo il moijto.

Nooctua
Sul lungomare di Las Americas è un grande locale multisala, che propone, nella zona "Habana" musica latina ogni sera. La sala latina è poco frequentata...

Metropolis
Sempre lungomare di Las Americas propone la "Zona Latina". Ogni giorno solito mix di merengue e latin
pop che qui, a quanto pare, va' moltissimo.

Parigi

A tutti quelli che credono in una Parigi romantica, a tutti quelli che non pensano all’Europa settentrionale come l’ideale per ballare la musica Latina, a tutti quelli che se la tirano ed anche a chi crede di non essere capace di ballare la Salsa. Dopo molti, troppi, anni sono tornato nella città delle città e, logicamente, ho immediatamente cercato le conferme del grande successo riscontrato dal film “Salsa”, non ho faticato molto… a Parigi la salsa è di moda, molto più che in Italia.Non è difficile trovare materiale discografico, molti sono i locali che si dedicano a questi ritmi, le scuole di ballo spuntano come funghi e la gente si diverte anche ascoltando la radio ufficiale del “manifesto salsero”: Radio Latina 99 Fm, 24 su 24 musica tropicale a 360° con qualche, per noi, strana puntatina su… Adriano Celentano o Mina! Durante le vostre vacanze non mancate di sintonizzarvi. Radio Latina è anche un buon punto di riferimento per saper dove andare. Appunto dietro consiglio radiofonico ho visitato “La Cupole”, bel locale del centro famoso per il martedì con buon’affluenza, bella musica (nell’occasione saluto il Dj cubano “Giovanni”) e soprattutto belle esibizioni di gruppi dal vivo, come l’orchestra del bassista Josè Luis Montiel che ho avuto l’opportunità di ascoltare e ballare.Nota dolente la qualità delle bevande, nonostante il “mojito” sia eseguito senza parsimonia, non si capisce cosa sia quello che chiamano rum, probabilmente di produzione haitiana o giù di lì, giacché il gusto e la gradazione lo avvicinano al gasolio.Non mancate di andare alla “Bodeguita del Medio”, carino, come il franchaising comanda, qui ottime bevande, prezzi sopportabili e a volte musica dal vivo.Molti sono i locali a disposizione, si va dal Montecristo sui Champs Elisée, all’Escurial del boulevard Saint Germain, a La Cupole appunto sul boulevard Montparnasse, La Pachanga rue Vandamme, El Diablito Latino rue Saint Sébastien… e così via per almeno un centinaio tra bar, ristoranti, discoteche e sale de fiesta, una buona guida potete averla cliccando sul sito degli amici di Radio Latina, ascoltabile anche nelle vostre navigazioni cibernetiche.

Clubs i più significativi nella capitale

Le Bistrot Latin Les dimanches seulement: cours de salsa colombienne à 19h avec Miguel avant soirée salsa mix. 16, rue du Temple,Métro: Hôtel de VilleTél: 01-42-77-21-11 La Peña Saint-Germain Du mardi au samedi à partir de 22H. Entrée gratuite. Soirée brésilienne le mardi. SALSA le reste de la semaine. Musique à dominante colombienne (DJ Cuco de Cali Colombia le vendredi et samedi). 3 passage de la Petite Boucherie, Métro Mabillon L'Abakho Cours gratuits de salsa mix du mardi au samedi de 19h à 21h. 77 rue du Fbg du Temple, Métro Goncourt Tél: 01 42 45 98 72 Atlantis 32, Quai Austerlitz 75013 - Paris - Tel: 01 44 23 24 00 Bateau Blues Café Quai de la Gare 75013 - Paris - Tel: 01 45 84 24 88 BB Antilles 23/26 quai Alf.le Gallo 92000 - Boulogne Brasil Tropical 36, rue du Départ 75014 - Paris - Tel: 01 42 79 94 94 La Bodeguita del Medio 12, rue des Lombards 75004 - Paris - Tel: 01 44 59 66 90 Le Babalù 8, Passage Thiéré 75011 - Paris - Tel: 01 48 06 28 63 Le Baiser salé 58, rue des Lombards 75001 - Paris - Tel: 01 42 33 37 71 Le Balajo 9, rue de Lappe 75011 - Paris - Tel: 01 47 00 07 87 Le Barrio Latino 46/48 rue du Fbg St Antoine 75012 - Paris - Tel: 01.55.78.84.75 La Pachanga 8, rue Vandamme tél: 01 56 80 11 40 style portoricain (chaque soir) Los Mexicanos 10, rue Papillon, 75009 Paris tél : 01 42 47 05 21 Métro Cadet (mardi et jeudi) L'Enfer 34, rue du Départ tél: 01 42 59 94 53 (le mardi seulement) La Coupole 102 Boulevard du Montparnasse tél: 01 43 20 14 20 Métro Vavin (mardi) Le Black Bear 161, rue Montmartre tél: 01 40 26 92 00 Métro: Grands Boulevards (mercredi 20h- 02h) et dimanche 15h - 20h) La Casa 128 128 rue Lafayette tél: 01 48 01 05 71 Métro: Gare du Nord (du mercredi au dimanche) L'Evasion 28, Boulevard Bonne Nouvelle Tél: 01 42 06 50 36 Métro: Bonne Nouvelle Les 2 premiers vendredi is du mois (style portoricain) La Barge Port de la Râpée Paris tél : 01 40 02 09 09 Métro: Gare de Lyon le deuxième dimanche du mois Le Triangle 27, rue De Cotte tél: 01 46 28 73 60 Métro: Ledru-Rollin salsa le vendredi et le samedi; afro-cubain le dimanche et le lundi.


BARCELLONA
LA MANIERA MIGLIORE PER GODERE DELLE DISCOTECHE, RISTORANTI, CINEMA, E QUANTO PUO' OFFRIRE UNA METROPOLI LATINA

INTRODUZIONE

Questa guida creata da un SALSERO nottambulo di 29 anni, vi permetterà di sfruttare nel migliore dei modi la notte barcellonese.

Al turista che arriva in città consiglio di acquistare immediatamente una pubblicazione settimanale "La guia del ocio" (letteralmente significa "la guida dell'ozio"), un piccolo manualetto che esce ogni giovedì del costo di 1500 lire dove troverete TUTTO ciò che anelate: musica, gastronomia, arte, teatro, cinema, locali notturni, televisione e fiere che si svolgono ogni settimana in Barcellona. Se volete qualcosa di più "caliente" potete acquistare anche la "Ciudad de noche", specializzata in locali notturni piccantissimi.

"IR DE FIESTA" ovvero DIVERTIRSI DI NOTTE

Barcellona e' una città molto viva di notte!!! I giovani escono dal giovedì alla domenica sera: questi sono i giorni migliori per frequentare discoteche e pubs fuori dalle rotte turistiche (che sono il Maremagnum, il Puerto Olimpico o il barrio Gotic visitati durante tutta la settimana e stracolmi di gente durante il fine settimana). I prezzi delle consumazioni ed in particolar modo degli igressi nei locali notturni variano molto: per esempio una birra "Coronita" (la nostra "Corona") varia dalle 4500 lire alle 10.000 lire, un cocktail Mojito costa dalle 10.000 alle 14.000 lire, i prezzi delle discoteche sono zero nei luoghi turistici come Maremagnum, Puerto Olimpico...... normalmente costa dalle 12.000 alle 24.000lire (consumazione inclusa) venerdì e sabato, e infrasettimanalmente sono gratuite.

DISCOTECHE

Una buona parte delle discoteche facilmente raggiungibili dal visitatore sono quelle costruite espressamente per lui: Queste sono grandi complessi commerciali dove vi sono negozi, casino', ristoranti e disco pubs . I più meritevoli sono:

MAREMAGNUM : indirizzo- Moll d'Espanya sito su una piattaforma galleggiante; troverete 10 disco pubs, tutti free entrance senza obbligo di consumazione, al piano basso da menzionare il Mojito (non molto consigliato perchè le ragazze non sono molto accoglienti, anzi sono scontrose e stanno per i fatti loro. Ci è stato spiegato dalle ragazze conosciute negli altri due locali, che ormai questo il Mojto è diventato soltanto un posto turistico e i catalani e soprattutto le catalane lo evitano) per gli amanti della salsa, merengue e musica latina in generale, il Tropicana con interminabili merengue di gruppo, Fiesta e Caipirinha Bar per ballare la samba. Al primo e al secondo piano troverete discopubs di dimensioni ragguardevoli come il Nayandei, Star Winds dove regna la musica commerciale, revival, hip hop.......e latina commerciale chiamata dai salseri spagnoli pachanga in senso dispregiativo. Al MAREMAGNUM troverete anche un cinema con 8 sale e programmazione dalla mattina a mezzanotte; un cinema tridimensionale; un grande acquario e una miriade di fast food, ristoranti (El Chipiron per una paella) e negozi.


Il PUERTO OLIMPICO indirizzo-Marina Village (dove impera l'hotel Arts 5 stelle, 700.000 a notte con vista mare) e' la seconda meta turistica per eccellenza: una miriade di disco pubs ad ingresso gratuito, piccoli o di medie dimensioni (piccolissimo il Salsa), tutti i tipi di musica, tutti i tipi di gente(come al MAREMAGNUM trovi sia spagnoli che latini che svedesi che italiani che tedeschi che inglesi che francesi che arabi che marocchini che ecc...). Le discoteche a due piani sono a pagamento, come la Baja o la Luna Mora musiche revival, maquina(techno) e pachanga. Anche al PUERTO OLIMPICO si trovano decine di ristoranti e fast food, tra cui spiccano il Planet Hollywood Barcelona molto carino e buon cibo internazionale, e Le Mex para comer picante ma se non avete soldi c'è Pizza Hut, il Mc Donalds ed il Bocatta (baguette).
Al di la di queste mete estremamente commerciali, potete frequentare le stesse discoteche dei catalani. LE DISCOTECHE ESCLUSIVAMENTE DI SALSA SONO:

AGUA DE LUNA indirizzo-Viladomat,211 Tel.934100440. E' un bel locale di dimensioni ragguardevoli con una scorrevole pista in faggio. La serata più bella è sicuramente il mercoledì con una mega-rueda del casino formata da due dozzine di coppie. Infrasettimanalmente è facile avere l'ingresso gratuito. Sconsiglio i giorni venerdì e sabato perché mal frequentata….


ANTILLA BARCELLONA indirizzo-Aragò,141-143 Tel.934512151 Una bella discoteca latina spaziosa, tropicale l'ambientazione. Frequentatissima il fine settimana. L'ingresso si attesta sulle 18.000 circa consumazione compresa. Catalani e cubane popolano le sue serate.


BUENA VISTA indirizzo-Rosellon,217 Tel.932376528. Di medie dimensioni con una discreta pista da ballo: ambiente tranquillo e buona musica. Il sabato è frequentato da molta gente, quasi solo catalani, ed è una buona alternativa per evitare "pestoni" nelle discoteche più affollate. Ingresso con consumazione (toma el mojito) sulle 15.000 lire.


LUZ DE LUNA indirizzo-Comerc,21 Tel.932097711. Un piano bar piuttosto piccolo, comunque attrezzato con una piccola pista dove si possono muovere al massimo cinque coppie. Ottimi i cocktails (col mojito non si sbaglia) da visitare domenica in prima serata. Ingresso gratuito.


RITMOS LATINOS ATXè indirizzo-Provenca,43 Tel.933211075. Discoteca grande (due sale) ma non molto bella sia architettonicamente che per la gente che la frequenta. Non sono mai riuscito ad andarci poiché la mia amica Alexandra me lo ha caldamente sconsigliato……Andateci e ditemi!!! Hehehehehehe…..


5 AVENIDA indirizzo-Tarragona,141 Tel.934268444. Due sale da ballo, di cui una dedicata solo al giovedì alla Salsa . Spesso si tengono concerti. La 5 AVENIDA è stata inaugurata da poco e talvolta rimane chiusa senza preavviso!!! Ingresso gratuito(forse)….

ULTIMI CONSIGLI

a Barcellona si balla ESCLUSIVAMENTE STILE CUBANO, nessuno conosce il portoricano, colombiano o che!!! Però la musica suonata è simile a quella che trovate in Italia (F.V.G)… Non vi angustiate però; le donne si sanno adattare al vostro stile (e ci mancherebbe altro…hehehehehehe…). Nelle SALSOTECHE si suona prevalentemente salsa. Poco merengue ed una bachata nel corso di una intera serata. I balli di gruppo, così come gli animatori, NON ESISTONO! Evviva!!! A meno che non andiate al MAREMAGNUM o al PUERTO OLIMPICO, dove per esigenze commerciali si balla di tutto..

Madrid

Randall Ferraz 38, Metro Ventura Rodríguez En pleno centro de Madrid es uno de los lugares más frecuentados por los bailadores madrileños especialmente los jueves. Viernes y sábados también son de salsa pero cuenta con un público más variado y la pista de baile suele llenarse bastante alrededor de las 02:00 lo cual dificulta bailar. La música es mayormente salsa con sets esporádicos de 2 merengues/bachatas/meneítos; los sábados también pondrán algún set de música hip hop y/o sevillanas. Suele haber grupos de rueda. Randall Ferraz 38, Metro Ventura Rodríguez La Riviera Paseo de la Virgen del Puerto s\n Metro Puerta del Ángel
Este local abre sus puertas a los salseros los domingos de verano, desde junio a octubre. Tiene una pista de baile muy grande y siempre hay espacio para bailar cómodamente, pero no es de madera. Una parte del local es al aire libre. Mas que una discoteca, La Riviera tiene un estilo de terraza con mesas y sillas situadas alrededor de la pista de baile. Buena selección musical por parte del dj. A este local acuden los mejores bailadores de Madrid. Rueda muy frecuente. La Riviera Paseo de la Virgen del Puerto (no number on the door) Metro Puerta del Ángel
El Rincón de la Salsa Serrano, 41, bajo El Rincón de la Salsa Serrano, 41, Lower floor Discoteca Empire Paseo de Recoletos, 16 Los domingos y lunes son de salsa. Muy buen ambiente y la selección musical por el DJ es excelente para el bailador, con un 80% de salsa y Timba cubana. La pista de baile es un poco pequeña pero siempre hay un hueco donde bailar. Disco Terraza Jardín de la Vega Ctra.de Barajas (frente al jardín botánico de Alcobendas) Disco Terraza Jardín de la Vega O'Zona Avenida del Mediterraneo 13 Metro Conde de Casal
Este es uno de los sitios salseros más antiguos de Madrid, que ha tenido sus altas y bajas. Recientemente el lugar ha mejorado y está atrallendo a un público más selecto. La pista de baile principal es un poco pequeña. La música es salsa en su mayoría pero también ponen una cantidad razonable de merengue y bachata. Azúcar Pº de Reina Cristina, 7 Tel 915 016 107 Horario De 23.30 a 5.30h. Domingos a partir de las 21 h.Metro Atocha Este pequeño local es memorable por su decoración pero no esperes bailar mucho aquí. Tiene tres bares, lo cual en proporción al tamaño total del local deja un espacio muy escazo para el bailador. Bastante merengue y bachata. Pocos bailadores buenos. Público mayormente maduro, sobre los 30. De todos modos, es uno de los lugares más conocidos de Madrid y si quieres una noche diferente, más ligera en salsa, esta es una buena opción. Azúcar Pº de Reina Cristina, 7 Tel 915 016 107 Tropical House Martín de los Heros, 14 Tel 915 415 937 Metro Plaza de España Aquí pincha uno de los mejores DJs de salsa de Madrid. La música es salsa dura de los 70 con un poco de las mejores selecciones colombianas y sets esporádicos de merengue y bachata. Los bailadores son en su mayoría de un nivel intermedio. La pista de baile es amplia pero aún así se suele llenar un poco en las horas pico de la noche. Cuidado con el suelo que resbala bastante! Tropical House Discoteca Trinidad C/Tutor, 14 esquina a Princesa, 27. Tel 915 424 429 Café Mamá Inés C/Barcelona, 14 (semiesquina a C/Cruz) Metro Sol. Sala Mirador C/ Parla 24, VALDEMORO La Negra Tomasa C/ Espoz y Mina esquina C/ Cadiz. Metro Sol. Bahía Tropical
Cuesta de Santo Domingo, 1 Tel 915 482 022 Horario De 23 a 05h. Cerrado los lunes. Metro Ópera But Barceló, 11 Tel 914 480 698 Horario Salsa los jueves y domingos. De 22 a 2.30h. Domingos, de 19 a 2.30 h. Metro Tribunal/Gran Vía Pub Bóvedas C/Moratín, esquina C/San Pedro (Zona Huertas) Metro Atocha o Antón Martín. El Solar de los Aburridos C/ Monteleón 38, Metro San Bernardo. Abierto de miércoles a domingos desde las 20h. La Fania Salsa, vallenato, cumbia, música de Colombia. Siglo XXV C/de la Retama, 3 (Metro Méndez Álvaro)La Colonial de Huertas C/ Huertas 66 (Metro Atocha) La Barola Mercado Puerta de Toledo, Ronda de Toledo 1, Metro Puerta de Toledo.Caché Cubano Plaza Carlos Trías Beltrán. Ombú C/Santa María (Zona Huertas) (Metro Antón Martín o Atocha) Puerto Plata
Paseo de Extremadura 153. El Calentito Jacometrezo, 15. Tel 915 470 081 Metro Callao/Santo Domingo Parche Ayala 120. Metro Manuel Becerra Caramba Joaquín Márquez, 3 Tel 915 002 145 Horario Desde las 20 h. hasta la madrugada Autobús líneas 6, 47 y 23 La Comercial Cubana Alberto Alcocer, 32 Tel 914 570 879 Coconuts P. de los Olmos 13 Tel 913 665 880 Horario 22 a 6 h El 9 Barbieri, 9 Tel 915 316 886
Horario De 13 a 3 h. Metro Chueca El Sitio Costanilla de los Angeles, 20 Tel 915 418 329 Horario 18.30 a madrugada Metro Santo Domingo Sol Caribe C/ Dr. Federico Rubio y Gali 33, Metro Cuatro Caminos. El Son Fernando VI, 21 Tel 913 080 429 Horario De 8 a 3h. Sábado de 15 a 21h. Domingo cerrado. Metro Alonso Martínez La Bodeguita del Medio Alcalá 77 Horario De 20 a 2.30 h. Metro Retiro La Bodeguita de Beny Tres Cruces 8, Metro Gran Vía Horario Abierto todos los dias de 1900h a 300h.

SIVIGLIA LATINA

Casino
Tiene fiestas latinas todos los miércoles y domingos a partir de las 11:00 p.m. Está situada en el mismo Casino de la Exposición, al lado del Teatro Lope de Vega. La Esfera Situada en la isla de la Cartuja, junto al Palenque. Abre como local de baile latino los jueves a partir de las 11:00 p.m.
Nu Yor. Café Abierto todos los días desde las 12 de la noche.Los Jueves son de boleros. Todos los Viernes y Sábados música en vivo a cargo de Nuyorican Quarteto. Todos los Domingos a partir de las 6 de la tarde musica tradicional cubana en vivo. Calle Marqués de Paradas, 30. En el centro de Sevilla. Teléfonos: 954212889 y 660489407.nuyorcafe@gesdic.com Discoteca Sabor Latino
Exclusivamente salsa, merengue y vallenato.Abierta todos los días desde las 11 de la noche.Retransmisiones en directo de partidos de futbol de la ligasudamericana (pantalla gigante).Calle Relator, 21.Discoteca Skipper Calle Montecarmelo, 14 Los Remedios, Teléfono: 657674633 Abierta de Lunes a Viernes desde la 5 de la tarde a las 5 de la madrugada y los Sábados desde las 11 de la noche hasta las 6 de la madrugada. Con música de hoy y de siempre. Con Salsa, Merengue, Ballenato, Bachata, Cumbia, Reggaé y todo lo hitlist.
La Cabaña Salsa --> Solo abre en invierno Avenida Medina y Galnares, No. 56-58 San Jerónimo (muy cerca del Puente del Alamillo).
Viernes, Sábado y vísperas de festivos a partir de las 11 de la noche. Dan clases de todos los ritmos del caribe, incluyendo salsa, los Martes y Jueves desde las 9 de la noche. Tarifa: 24 Euros por persona y 42 Euros por pareja al mes. Discoteca Apandau --> Sólo de salsa los domingos de invierno de 8:00 p.m. a 1:30 a.m. <-- Avenida María Luisa, justo al lado del Casino de la Exposición de Sevilla, muy cerca del Teatro Lope de Vega y del Edificio Central de la Universidad de Sevilla. En pleno centro de Sevilla.


Nuevo lugar para dar clases de SALSA (y también bailarla) en Sevilla,

Antigua Discoteca Luna Park.. Weekend Torneo, 43 Teléfono: 954 378873
El Coto Luis Montoto, 118 Teléfono: 954 571072
Sun Flowers Marbella José Recuerda Rubio / Edificio Viapol Teléfono: 954 651011
Salón Dadá Navarros, 38 Teléfono: 954 426512

ISRAELE LATINO


All'ombra del muro del pianto, non tutti passano il tempo a piangere e pregare. I giovani di Tel Aviv e Gerusalemme anzi , hanno tutt' altre cose per la testa : specialmente le ragazze, meno vincolate che le loro coetanee islamiche alle rigide prescrizioni religiose e molto più conformate al modello occidentale. Per cui in Israele, paese - cancello per il mondo islamico, la musica salsa ha avuto, negli ultimi anni, una facile penetrazione. Non bastasse, gli israeliani, popolo ingegnoso per lo meno quanto i giapponesi, si sono dati da fare non solo per ascoltare questa musica, ma anche per suonarla loro stessi : ed ecco che a Tel Aviv, nella zona Old Harbor, presso uno dei più noti locali della zona il PORTO LOCO, si esibisce ogni giovedì sera la Jerusalem Salsa Band durante dei focosi salsa parties che vedono assai coinvolti i giovani latinos del la capitale. Salsa, rueda de casino e folklore afro cubano vengono insegnati nelle locali scuole di ballo, senza destare gli anatemi dei santoni vestiti di nero che soggiornano quoti dianamente all' ombra del famoso muro a Gerusalemme. Un'altro punto storico di ritro vo per gli amanti del settore è il MAXIM "LEV DIZENGOF" presso il Maxim Cinema in King George street , dove da mezzanotte fino all' alba la musica salsa la fa da padrona assoluta ( Tel Aviv ). Per balla re anche altri generi specifici come Merengue o Cumbia , Samba e Lambada , invece, presso la Università di Tel Aviv c'è un altro ben conosciu to ritrovo, il FOCUS, che il martedì e la domenica propone dalle 10.00 all'1.00 un mix latino americano vario e divertente. Il sabato, sempre a Tel Aviv , moderna capitale di questo piccolo stato, si beve si mangia e si danza presso il LATINO BAR, sito al 18 di Iben Gvirol street . Ma l'ulti mo grido della moda è il c.d. "Salsa & alcohol party" un mix alquanto esplosivo che pare appassioni molto le nuo ve generazioni : famosi sono quelli al TSE' TSE' CLUB in zona Ramat Hasharon, al n° 3 di Hamasger street nella nuova zona industriale di Neve Magen . Data la presenza di insegnanti cubani in loco, lo stile in assoluto prevalente è quello del Casino style, con particolare propensione per per la forma "en rueda", ballata un po'dovunque nei locali tipici ed insegnata estensiva menta dalle scuole di ballo più famose in loco come la Israeli Salsa School e lo Studio Elisabeth in Tel Aviv. Le calienti atmosfere della musica Salsa dunque, hanno raccolto entusiasti proseliti anche in questo luogo a cavallo fra la cultura europea e il più rigido integralismo islami co degli emirati arabi.


LONDRA

BAR SALSA indirizzo- 96 Charing Cross Road; fermata metropolitana Leicester Square; tel. 0171-3793277. Sembra un locale countrie per il rivestimento in legno delle pareti; è grande ed ha una bella pista in faggio. Si balla e si ascolta salsa dal vivo (la banda che suona è piuttosto scarsina) tutti i lunedì e giovedì . Vi consiglio di arrivare prima delle 9:00 PM; entrerete GRATIS risparmiando3 o 4 sterline (=9.000 o 12.000lire)!!! Nonostante vi possa sembrare presto, non fatevi trarre in inganno, è pieno di gente! Il livello dei ballerini è basso. Frequentato da colombiani ed equatoriani; moltissimi africani e qualche inglese.
BAR RUMBA indirizzo- 36 Shaftsbury Avenue; fermata metropolitana Picadilly Circus ; tel.0171-2872715. Non è altro che una enorme cantina completamente piastrellata. Un po' buia ma relativamente tranquilla. La notte in cui si balla salsa è solo il martedì; anche qui chi entra prima delle 9:00 PM entra gratis….

HAVANA W1 (Central) indirizzo- 17 Hanover Square; fermata metropolitana Oxford Circus; tel. 0171-6292552. Un bel discopub con una pista discreta per muovere qualche passo. Più dedicato al sorseggio di bevande che al ballo. Il giovedì c'è musica salsa e merengue, accompagnate da una piccola band che canta su basi musicali. Non troverete ballerini "decenti". L'ingresso al giovedì è gratuito entro le 11:00 PM; al venerdì è di 7 sterline (21.000 lire). Una italo- inglese mi ha riferito che venerdì si esibiscono alcuni maestri.

DOWN MEXICO WAY indirizzo- 25 Swallow Street; fermata metropolitana Picadilly Circus; tel. 0171-4379895. Un altro discopub con ristorante annesso. Le serate salsere sono sabato e lunedì: vi sconsiglio il sabato…… non balla nessuno. Provate il lunedì. Prima di entrare potete guardare la pista da ballo dall'esterno del DOWN MEXICO WAY….fatelo ed eviterete di spendere 7 sterline al sabato e 4 al lunedì!!

BAR MADRID indirizzo- 4 Winsley Street; fermata metropolitana Oxford Circus; tel.0171-4364649. Bar a due piani: sopra pub stile "Tapas bar" spagnolo, sotto bar e pista da discoteca. Carino da frequentare il mercoledì o il giovedì. Si entra gratis prima delle 9:00 PM; dopo si pagano 3 sterline. Mercoledì fino alle 9:30 PM fanno un corso di salsa cubana, quindi troverete tanta gente disposta a ballare (non molto bene).

VILLA STEFANO indirizzo- 227 Hig Holborn; fermata metro Holborn; tel. 0171-8317318. Grande scantinato spoglio, caldo, umido e buio! Buona la selezione musicale tra "salsa vieja" ed attuale. Se non siete stati allo ZOO di domenica pomeriggio, andate in VILLA STEFANO di sera!! Ha ha ha ha ha ha…. Quello che voglio trasmettervi è che c'è gente "pittoresca", o non so come definirla altrimenti. La pista è su due livelli, la parte alta in legno, la bassa in piastrelle (difficile ballare per via della condensa…. ). Giorno: domenica. Ticket 3 sterline (9000 lire se non aveste ancora capito il cambio valuta).

EL BARCO LATINO indirizzo- Temple Pier Victoria Embankment; fermata metro Temple; tel. 0171-3795496 Una vera barca che galleggia sul Tamigi!!! Ristorante colombiano tutte le sere, poi possibilità de bailar hasta la madrugada!?… Hahaha…sinceramente l'ho visto dall'ingresso; non sono entrato perché costava 7 sterline, e la brasiliana e la giapponese con me non erano attirate dalla spesa. Se andate fatemi sapere!! Credo che sia piuttosto bello; quasi GARANTITO.

LITTLE HAVANA indirizzo- 1 Leicester Place; fermata metro Leicester Square; tel. 0171-2810101. Molto carino; questo centralissimo pub si sviluppa su tre piani ed è dotato di una piccola pista da ballo, piuttosto buia. Arredamento latino-americano e (finalmente) un Ron cubano, il famoso Matusalem, vi attende per essere gustato al LITTLE HAVANA. Purtroppo non è il luogo adatto al ballo: pochi esperti ballerini, molta bella gente…….attenzione ai TRANS!!! Il martedì serata latina ed ingresso a 3 sterline a meno che non arriviate prima delle 10:00 PM…..entrerete a gratis.

UPSTAIRS@RONNIESCOTT indirizzo- 47 Frith Street; fermata metro Leicester Square; tel. 0171-4390747. Sette sterline per accedere alla mansarda di un tradizionalissimo ed esclusivo circolo di lords inglesi è un prezzo troppo elvato da pagare……comunque in mansarda non troverete il Principe Carlo, ma i soliti abituè della salsa! Piccolino, poco luminoso ma con un bravo Dj. Scegliete Voi……..

LOS ANGELES & SAN FRANCISCO BAY AREA


Oltre New York, sulla costa degli Stati Uniti, l'altro grande polo di concentrazione dei salseros e salsa event productions è Los Angeles, sulla costa Ovest in California. Ciò che per primo colpisce in questa sterminata city è il tenore di vita della gente, determinato da una più uniforme distribuzione della ricchezza rispetto a N.Y. ed altre zone degli U.S.A. Di conseguenza anche l'industria del divertimento tira a pieno ritmo e la gente pare avere un unico obiettivo: godersi la vita. Infatti nights e casinò sono sempre stracolmi di gente elegante, molti dei quali sono appassionati di musica salsa e fra questi, navigano dei veri fanatici del ballo. Los Angeles, del resto, offre tutto quello che uno potrebbe sognare. Di salsa clubs ce ne sono a decine, ma se volete veramente il meglio del meglio la prima tappa obbligata è al MAYAN, la più prestigiosa sala di musica salsa (venerdì è la serata super) al 1038 di S.Hill Street. Oppure allo SPORTSMAN LODGE in ventura Boulevard. I due locali sono magnifici e meritano una visita. Certamente L.A. risente molto del way of life del jet set cinematografico : una cenetta quindi ad Hollywood al FLOREDITA, ristorante cubano in N.Vine Street è consigliabile e poi un salto al PA'PAZ, il lussuoso salsa night club al 1716 di N.Cahuenga. Oppure al CLUB BAHIA al 1130 di Sunset Boulevard, dove è possibile incontrare qualche movie star appena uscita dagli studios. infine, per chiudere la nottata via, a tutta velocità, verso Santa Monica, dove al TEASERS di giovedì, c'è la miglior salsa della zona. Cana y ron para todos ! Invece l'atmosfera che si respira a San Francisco, perquanto concerne la salsa è un po' diversa. In generale, la città è meno sofisticata di L.A. ed anche la gente che si ritrova nei locali è meno eccentrica ed aggressiva. La bay area, comunque, offre buone possibilità di svago agli aficionados del settore : ALBERTO'S NIGHTCLUB in Dana Street 736 Mountain View, nella zona sud della baia è il locale giusto, elegante, soft, con ottima musica salsa in diverse serate della settimana. Un altro grende punto d'incontro per i salseros locali è il RIFF'S NIGHTCLUB situato all'interno dello Sheraton San Josè Hotel, al 1801 Barber Lane di Milpitas. Il sabato sera, l'appuntamento d'obbligo è al CAFE'COCOMO al 650 di Indiana Street, mentre il giovedì il SOL Y LUNA al 1153 di Valencia Street offre una serata di gran classe con salsa bands dal vivo e shows di ballerini. Tutto sommato comunque, la febbre della salsa miete qui meno vittime che nella caliente ed esplosiva Los Angeles.

CUBA ( HAVANA )

Salón Rosado de la Tropical - Benny Moré
(La Tropical) Avenida 41 entre 46 y 44, Municipio Playa Salón Rosado de la Tropical - Benny Moré
La Cecilia Avenida 5ta entre 110 y 112 Municipio Playa La Cecilia
Cabaret Parisien

Hotel Nacional
0 y 21, Vedado Tel: 333564-67 Famoso por sus revistas musicales llenas de ritmo cubano. Las mejores orquestas cubanas alegran su noche habanera. Cabaret Parisien
Copa Room Hotel Riviera
Tel: 334051 Paseo y 1ra, Vedado. Show y orquestas bailables para cerrar la noche habanera. Restaurante- Cabaret, exquisita comida, espectáculos de variedades y orquestas bailables. Copa Room
Habana Café (Hotel Meliá Cohiba)
Ave Paseo entre 1ra y 3ra Municipio Vedado Tel: 333636
Una noche con sentido.
En el Habana Café usted estará rodeado de objetos, automóviles, rostros y fotos que lo trasladarán a otra época mientras disfruta una excelente comida y de exóticos cocteles, acompañado por la mejor música cubana, tanto en vivo como grabada.
- Almuerzos musicales
- Tardes románticas
- Restaurante-show-dancing Habana Café
Casa de la Música (la nueva)
Galiano, entre Neptuno y Concordia, Centro Habana. La nueva Casa de la Música en el Centro de la Habana es fantástica! Tiene 2 bares, un segundo nivel, una pista más amplia y más espacio en general. Fue un cine pero este lugar es más bonito que el antiguo. También tienen matineés ... 80 pesos cubanos para los cubanos, US$5 para los extranjeros.
Abierto 7 días de la semana con matinées y shows tarde todos los días, aunque eso puede cambiar. De repente hay un matinee tarde los lunes, como en el otro local en Miramar, pero mayormente es un matinée y un show tarde. Las bandas empiezan a las 17:30 ó 18:00 hrs. para los matinées; el conjunto principal empieza a la medianoche días de la semana y a las 0:30 a.m. ó 1:00 a.m. los fines de semana, incluyendo los domingos. A veces hay un show en vez de un conjunto. Todos los matinées cuestan US$5 pero los shows nocturnos varían entre US$10 a US$20.
Casa de la Música (Original)
Esquina 20 and 31 Miramar. Tel: 2040447 ó 2046147.
Agradable lugar donde los mejores grupos salseros cubanos tienen espacio. Se ofrece comida y fiambres en general además de amplia variedad de bebidas y cócteles. De lunes a domingo de 4 p.m. a 8 p.m. con matiné, y de 10 p.m. a 4 a.m.
En la misma instalación hay un lugar que se denomina El Diablo Tun Tun - comienza a las once de la noche y termina a las seis de la manana.
Casa 18 de Artex 18 entre 5ta y 7ma. Espectáculo variado con la particularidad de las mejores agrupaciones musicales y solistas. Todos los jueves, viernes y sábados 9 p.m. Patio de Artex Jueves, viernes y sábados 11 p.m. Casa 18 de Artex
Fundación Habana Club Ave del Puerto #262 Esquina Sol, Habana Vieja Espectáculo con las mejores agrupaciones musicales de música tradicional cubana. Todos los días a partir de las 10 de la noche.
Club Habana 5ta Ave entre 188 y 192 Rpto. Flores. Playa Noche romántica en el Piano Bar. Bar con música en vivo viernes y sábados de 10 p.m. a 1 a.m. Club Habana
Teatro Nacional de Cuba Paseo y 39, Plaza. Tel: 8735713 Salones multiespacio donde hay disfrute para todos los gustos. Buena gastronomía y exquisitas bebidas. Teatro Nacional de Cuba Paseo & 39, Plaza.Phone: 8735713
Municipio Vedado La música y el baile popular alegran las noches de La Habana. Todos los jueves a partir de las 4 de la tarde sonando duro con la participación de los mejores grupos de música popular cubana.Música bailable todas las noches a partir de las 10:30 p.m.
Piano Bar Delirio Habanero Paseo y 19 Plaza Vedado Un espacio para integrarse al mundo poético de La Habana. Viernes y lunes alternos con la mejor música cubana. Comienza a las 12 de la noche. Piano Bar Delirio Habanero Paseo y 19 Plaza Vedado
Café TV N entre 17 y 19, Vedado. Plaza Tel: 8334499 Solistas y agrupaciones musicales de pequeño formato. A partir de las media noche disfrute de su karaoke. Café TV N between 17 & 19, Vedado, Plaza Tel: 8334499
Karaoke Plaza Neptuno y Zulueta, Habana Vieja. Tel: 8608583 A sólo una cuadra del Capitolio y cerca del Centro Histórico de la Ciudad, ubicado en el céntrico Hotel Plaza, en la Habana Vieja. Karaoke y música bailable todos los días. Karaoke Plaza Neptuno & Zulueta. Old Havana Phone: 8608583
Sol Club Las Sirenas Habana Café Tel: 5375668070 Ave. Las Américas Calle K. Rpto. La Torre. Varadero Sol Club Las Sirenas
Tryp Cabaret (Hotel Habana Libre) Turquino 23 y L Tel: 554011 En la cima del mundo, donde abrirán las puertas del cielo para usted. Un sitio único donde la música cada noche es un suceso especial. Música en vivo. Tryp Cabaret
Cabaret Las Vegas Infanta y 25, Vedado Tel: 8707939 Noche con espectáculos y grupos musicales. Cabaret Las Vegas
Salón Rojo Hotel Horizontes Capri 23 y N, Vedado.Tel: 333747 Espectáculos de baile, solistas, circo y grupos musicales.
Karachi 17 y K, Vedado Tel: 8323485 Donde acude la elite de la música cubana y grupos humorísticos. Karachi
Macumba Habana Calle 22 y 37 La Lisa Tel: 330568-69 Noche de la salsa...jueves. Un lugar único en La Habana. Cocierto con las mejores agrupaciones timberas del momento. Abierto de 9 de la noche a 5 de la manana. Macumba Habana Calle 22 y 37 La Lisa Tel: 330568-69
Sherezada 19 y M Vedado Tel: 333042 La mas variada música con espectáculos de variedades. Sherezada
Río Club Ave 3ra y 5ta Ave Miramar Tel: 2093389 Donde la juventud cubana baila. Río Club Ave 3ra y 5ta Ave Miramar Phone: 2093389
Chan Chan de la Marina Hemingway
Empieza con musica en vivo desde las 10 de la noche hasta la una de la manana aunque esta abierto hasta las dos, con varias tandas. En estos momentos tienen una agrupacion fija que se llama Clave Azul. Telefono: 2044698

BENE ALLORA BUON BALLO A TUTTI E UN GRAZIE A DISCOLATINO PER IL MATERIALE


- Musica e Ballo Latino Americano -

Novità della Settimana in Liguria ( sempre in aggiornamento )

In collaborazione con il portale Ligure:

Un ringraziamento anche per la collaborazione a:


Dove comprare i cd di Musica Latina in Rete: i principali portali in Italia e in USA

Aggiornato a Gennaio 2008

In Italia:


www.shop.ondatropical.it (Milano) . Onda Tropical Shop è il negozio virtuale di Eventi Latini dove poter acquistare cd, video, libri, magliette e altri prodotti (non solo latini). Prezzo medio cd: 14,00 ¤. Alune novità di importazione arrivano fino a ¤ 19.90, ma si trovano molti dischi a ¤ 5,00 e a ¤ 10,00. Possiblità di pagamento con carta di credito (Banca Sella) o bonifico bancario. Spedizione tramite Posta assicurata o Corriere Espresso SDA: per i clienti di Milano possibilità di ritiro diretto nelle modalità indicate sul sito. Possibilità di preascolto di alcuni brani. Responsabile del sito è Pepe Bassan. Affidabile, veloce e completo, il sito usa tutte le nuove tecnologie di sicurezza per gli acquisti on-line.

www.salsapoint.com ( Torino ) Il portale piu’ completo ed affidabile. Tutte le novita’ disponibili nei siti americani e non solo. Prezzo medio: € 19.90 a cd. Ampio assortimento di cd Fania e Bronco telefonando allo 011/4526821. Il responsabile e’ Mauro Fedi, persona competente ed affidabile che vi consigliera’ al meglio. Possibilita’ di ascolto 30’’. Spesso un po’ lento nell’ apertura dell’ Home Page.

www.gilasrecords.it ( Roma ) GILAS RECORDS è uno dei pochi punti vendita specializzati,che esistono sul territorio nazionale, per quanto riguarda la distribuzione e la vendita di musica latino americana,con importazioni frequenti mantengono un buon livello di aggiornamento su ogni novità riguardante salsa,merengue e bachata con possibilità di ordinazioni via telefono o fax e consegna,comodamente al proprio domicilio,entro le 24 ore successive all’ordine adoperandosi oltretutto,alla ricerca di qualsiasi disco esistente sul mercato mondiale della musica latino-americana.INDIRIZZO:GILAS RECORS Via Albenga 52 00183 ROMA - (MM PONTELUNGO)

www.descargacubana.com (Bologna) Voluto da Paolo Pachanga ( il piu’ profondo conoscitore di musica cubana in Italia ), il portale – purtroppo – sta’ chiudendo i battenti. Cio’ non toglie che ci sia ancora la possibilita’ di buoni acquisti a prezzi scontati su cd cubani ( e non solo ). Naturalmente inutile cercare le novita’!
www.titansound.sm (RSM) Tratta in maniera abbastanza marginale la musica latina, ma a volte si possono trovare delle occasioni ( cd a prezzi scontati ).

www.nannucci.it (Bologna) Un discreto assortimento di musica latina ( specie i classici ) a prezzi molto convenienti. Tratta tutti i generi musicali.

www.alabianca.com (Modena) Produce e distribuisce le compilations ‘’Noche cubana’’ e ‘’Margarita Caliente’’ curate dai piu’ importanti dj’s italiani. Alcune molto valide, si possono comunque ascoltare prima dell’ acquisto. Responsabile musicale e’ attualmente Franco ‘’El Puma’’ DJ. Dato il contratto che AlaBianca ha con la Discos Fuentes, in queste compilations la salsa colombiana e’ spesso preponderante. Si trovano pero’ molte ‘chicche’ non rintracciabili in Italia.

www.ballilatini.it – Con inizio da Luglio 2003 sul portale www.ballilatini.it i cultori di questa musica potranno trovare una vendita di cd-on line curata da Maurizio, gestore dell’ Import
‘Mastermind’ sin’ora presente nel bolognese col suo punto-vendita, ritrovo di tutti i dj’s ed appassionati. Maurizio, oltre ad essere DJ e Maestro di ballo, è un vero intenditore di musica latina. Su questo portale si potranno trovare nell’ home page tutte le ultime novita’ di salsa, merengue, latin jazz. Un ampio catalogo corredera’ il tutto. Naturalmente non tutti i cd disponibili posssono sono inseriti, per cui, se non trovate qualcosa bastera’ telefonare allo 051/6871608:Maurizio sarà sempre disponibile a consigliarvi ed indirizzarvi alla scelta migliore. La caratteristica di questo portale on-line sara’ , infatti, la ricerca del rapporto il piu’ stretto possibile con laClientela.’Mastermind’ da consigliare, dunque? Direi di si’!, visto che li’ mi servo – con soddisfazione – da tre anni! Un ‘in bocca al lupo’ di cuore all’ amico Maury per questa nuova/vecchia attivita’.

www.ird.it (Milano) Portale del piu’ importante distributore di musica di qualita’ di ogni genere, tra i quali anche Salsa e Latin. Non si puo’ comprare direttamente, ma si puo’ segnalare il cd al proprio Rivenditore di fiducia.

www.latinosunidos.it – Portale internazionale gestito in Italia da Mauro Catalini. Fornisce – dietro abbonamento – promo cd perché in questa maniera si possono avere le ‘hit con alcuni mesi di anticipo rispetto all’ uscita del cd sul mercato discografico.

www.musicabel.it - Portale milanese ( Corso XXII Marzo ) di musica Latina in genere:Brasil, salsa, merengue e quant’ altro. Molto gradevole nell’ estetica, questo sito porta – oltre al Catalogo con le News e possibilita’ di ascolto – rubriche quali: Classifiche – Libri – Artigianato sino a quella dei ‘Pettegolezzi’. I prezzi si aggirano sui 23 euro, ma – ovviamente – ogni cd ha la propria quotazione.

www.islamusical.com - Portale che tratta ( e vende ) musica latina e caraibica in genere. Discretamente fornito, prezzi sui 13 $ per prodotti USA. Pur non avendo recensioni ed informazioni sui cd e' interessante perché riporta tutte le retro-copertine ( quelle dove sono riportati i titoli dei brani ).

in U.S.A.

www.descarga.com – il piu’ autorevole portale di Latin al mondo. Si trova di tutto e di piu’ con un ottimo motore di ricerca, ma non c’e’ possibilita’ di preascolto e le recensioni non sono sempre obbiettive! Buoni prezzi e buon servizio di spedizione. Ottima anche laNews Letter ( 2-3 per mese ). Attenzione pero’ – e questo vale per tutti i siti extra-Italia: al prezzo che vedete dovete aggiungere ev.spese bancarie, Corriere e IVA 20% : quindi i 16 dollari dichiarati possono anche diventare - alla fine – 21! Un consiglio: non fate ordini troppo rilevanti: rimanendo su pacchetti piccoli di 10 cd – a volte – la Dogana non controlla e vi risparmiate l’ IVA.


www.cdbaby.com – Distribuisce solo etichette indipendenti di ogni genere musicale. Ottime schede –cd, possibilita’ di ascoltare sino a 4 brani, prezzi contenutissimi ( 11 $ in media x cd). Il settore Latin e’ abbastanza corposo: ‘’ Grupo Caribe ‘’ – ad es. – e’ da loro distribuito. Possono spedire i cd senza ‘guscio’ protettivo: in questa maniera il pacchetto – essendo piccolo – sfugge spesso al controllo doganale e si evita di pagare l’IVA sul valore dichiarato.
www.spanishgoodies.com – Carente nelle novita’ ha pero’ prezzi convenienti e cd spesso interovabili in altri portali.


www.cdbaby.com – Distribuisce solo etichette indipendenti di ogni genere musicale. Ottime schede –cd, possibilita’ di ascoltare sino a 4 brani, prezzi contenutissimi ( 11 $ in media x cd). Il settore Latin e’ abbastanza corposo: ‘’ Grupo Caribe ‘’ – ad es. – e’ da loro distribuito. Possono spedire i cd senza ‘guscio’ protettivo: in questa maniera il pacchetto – essendo piccolo – sfugge spesso al controllo doganale e si evita di pagare l’IVA sul valore dichiarato.
www.artistdirect.com– Al contrario di descarga.com qui appaiono anche i cd ‘fuori catalogo’ e dunque non piu’ disponibili. Questo pero’ vi da’ la possibilita’ di scaricare il book per un ev. masterizzato che gia’ possedete e di visionare tutta la produzione discografica di qualunque cantante e gruppo con tanto di copertina, titoli ,formazione orchestrale e breve commento critico. . A mio avviso – se parliamo a livello puramente discografico – e’ il portale piu’ completo al mondo di musica latina. Prezzi contenuti e a volte possibilita’ di ascolto. Uno sballo totale!


www.museodeldisco.com – Abbastanza simile al precedente, ma presenta solo titoli a catalogo.Disponibile un elenco dei cd che usciranno nei prossimi 10 giorni.
www.comborecords.com – Gestito dalla Casa Discografica Combo records, e’ un ottimo portale che tratta in maniera completa ogni genere di musica latina. Non e’ molto corretto nella dizione della novita’: spesso viene indicato come ‘New release’ un cd uscito da anni e comunque tutti i rimasterizzati ( semmai salsa anni ’70 ) usciti da poco sono anch’essi classificati ‘New release’. Difficile dunque – per la persona non competente –capire quali sono le effettive ultime novita’!


www.cdnow.com

www.francialatina.com Sono due siti europei pero’ legati alla statunitense:


www.amazon.com . Specialmente Francia Latina ha una bella schermata di novita’ che pero’ non sono aggiornatissime.


www.towerrecords.com Sito inglese che tratta ogni genere musicale. Buon assortimento nel genere Latin, spesso con la possibilita’ di preascolto e tanti cd in offerta. Si puo’ consultare
secondo i ‘prezzi’, ‘titoli’, ‘gruppi’, ‘novita’ .

Come acquistare ‘senza paura’:

Ultimamente tutte le Banche forniscono delle Carte di Credito ricaricabili ( sul tipo delle carte telefoniche ) in maniera che non ci siano piu’ problemi di ‘clonature’ della Carta. L’ apertura della pratica costa circa 6 euro, potete ricaricare laCarta per l’ importo desiderato per ora presso gli Sportelli della Vostra Banca ma, tra qualche tempo, lo si potra’ fare tramite gli sportelli Bancomat.

NB: questa sezione puo’ essere sempre aggiornata e rivista con Vostre critiche e segnalazioni.

di Roberto Rabbi roberto@salsa.it

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